Le nostre vite sono fatte spesso di attese. Aspettiamo. Cosa? Tutto.
Sin da bambini ci insegnano che non possiamo avere subito ciò che vogliamo. Dobbiamo
aspettare il momento opportuno per giocare, mangiare, comprare qualcosa, andare a fare una passeggiata. Crescendo, la responsabilità di dover aspettare diventa completamente nostra: aspettare l'occasione giusta da non farsi scappare, aspettare il momento opportuno per dire certe parole a qualcuno, stabilire delle priorità e aspettare di
risolvere quelle più urgenti prima di poter pensare alle altre, ma anche semplicemente cose che non dipendono da noi e in cui ci imbattiamo quotidianamente come aspettare che si liberi un tavolo al ristorante, che arrivi il tuo turno dal parrucchiere, che la fila in
macchina si liberi per tornare a casa da chi ami... quanto tempo sprecato.
Si può anche aspettare qualcosa di bello, e in quel caso tutto il gusto sta proprio
nell'attesa, nella consapevolezza che sarà seguita da qualcosa di piacevole come quando si aspetta l'avvicinarsi del giorno fissato per la partenza per un bel viaggio o per un'occasione speciale, ma diciamoci la verità, la parola "aspettare" evoca subito l'idea di essere
bloccati, di non poter andare avanti verso ciò che si desidera.
E' un pensiero diffuso che una lunga attesa renda il raggiungimento di una meta
ancora più gioioso e ricco di soddisfazione, a patto però che la meta non si trasformi
in un orizzonte che resta sempre lì, alla stessa distanza, mentre cammini per avvicinartici. A tutti voi che aspettate qualcosa a cui tenete, auguro buona fortuna.
***
Di certo le vostre dispense saranno piene di cioccolato delle uova di Pasqua,
Sin da bambini ci insegnano che non possiamo avere subito ciò che vogliamo. Dobbiamo
aspettare il momento opportuno per giocare, mangiare, comprare qualcosa, andare a fare una passeggiata. Crescendo, la responsabilità di dover aspettare diventa completamente nostra: aspettare l'occasione giusta da non farsi scappare, aspettare il momento opportuno per dire certe parole a qualcuno, stabilire delle priorità e aspettare di
risolvere quelle più urgenti prima di poter pensare alle altre, ma anche semplicemente cose che non dipendono da noi e in cui ci imbattiamo quotidianamente come aspettare che si liberi un tavolo al ristorante, che arrivi il tuo turno dal parrucchiere, che la fila in
macchina si liberi per tornare a casa da chi ami... quanto tempo sprecato.
Si può anche aspettare qualcosa di bello, e in quel caso tutto il gusto sta proprio
nell'attesa, nella consapevolezza che sarà seguita da qualcosa di piacevole come quando si aspetta l'avvicinarsi del giorno fissato per la partenza per un bel viaggio o per un'occasione speciale, ma diciamoci la verità, la parola "aspettare" evoca subito l'idea di essere
bloccati, di non poter andare avanti verso ciò che si desidera.
E' un pensiero diffuso che una lunga attesa renda il raggiungimento di una meta
ancora più gioioso e ricco di soddisfazione, a patto però che la meta non si trasformi
in un orizzonte che resta sempre lì, alla stessa distanza, mentre cammini per avvicinartici. A tutti voi che aspettate qualcosa a cui tenete, auguro buona fortuna.
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Di certo le vostre dispense saranno piene di cioccolato delle uova di Pasqua,
quindi oggi vi propongo un modo semplice e veloce per trasformarlo in un dolce
goloso, e senza pretese, che trova nel suo aspetto essenziale, un punto di forza.
Basta unire pochi semplici ingredienti, di quelli che bene o male abbiamo sempre in casa,
per ottenere un dolce dalla consistenza corposa e ricca e dal marcato gusto di cioccolato.
Unica accortezza, lasciar riposare la torta per diverse ore prima di mangiarla
(visto che nelle vita finisce sempre che si deve aspettare anche per le cose più semplici?).
(visto che nelle vita finisce sempre che si deve aspettare anche per le cose più semplici?).
Non c'è nulla che non vada nel mangiarla appena sfornata, ma l'albume montato a neve
conferisce una consistenza spumosa che rende la torta ancora calda molto soffice, umida e facile alla rottura (nessuno vieta di preferire poi proprio questa opzione), mentre il riposo rende il tutto più stabile e dona quella corposità "cioccolatosa" che mi ha fatto optare per il nome Torta Tartufo e per il semplice decoro di cacao in superficie tipico dei tartufi.
per uno stampo da 18 cm di diametro
Ritagliate un foglio di carta da forno a misura del fondo dello stampo in cui cuocerete la torta, ungetelo di burro e tenetelo da parte. Imburrate i bordi dello stampo facendolo con cura anche lungo la piega fra questi e il fondo della teglia, quindi posizionate il foglio con la parte unta verso l'altro e infarinate il tutto facendo poi cadere la farina in eccesso.
Fate fondere al microonde 50 g di cioccolato fondente con 100 g di cioccolato al latte. Aggiungete 35 g di burro a temperatura ambiente, 100 g di latte intero caldo e mescolate per unire i due ingredienti, quindi amalgamate sempre mescolando un tuorlo (tenete l'albume da parte) e un cucchiaino di estratto di vaniglia.
Aggiungete 15 g di farina 00, 15 g di cacao amaro e una punta di cucchiaino di bicarbonato. Il composto sarà piuttosto consistente, ma riuscirete comunque a lavorarlo col cucchiaio.
Montate l'albume tenuto da parte, assieme a 20 g di zucchero, a neve ben ferma e unitelo al composto al cioccolato mescolando con cura dal basso verso l'alto per non sgonfiarlo perdendo l'aria che ha inglobato e che farà crescere la torta in cottura.
Versate il tutto nello stampo e infornate a 180° per circa 30 minuti, sfornate e lasciate raffreddare prima di sformare la torta capovolgendola e rimuovere il foglio di carta forno.
Per la glassa mettete a sciogliere al microonde 75 g di cioccolato fondente e aggiungete 30 g di latte intero caldo. Mescolate dolcemente per amalgamare completamente i due ingredienti senza formare bolle d'aria e otterrete una glassa piuttosto fluida. Versatela al centro della superficie della torta e cominciate a spatolarla poco a poco verso i bordi. La fluidità della glassa vi permetterà di lavorare con facilità scivolando lungo le superfici.
Quando questa copertura comincia a solidificare, decorate la torta con del cacao amaro facendolo cadere da un passino a maglie fitte.
A seguire vi lascio la foto di una fetta di questa torta ancora tiepida (che ho arricchito con
dei pistacchi tostati) in modo che possiate farvi un'idea della differenza di consistenza e scegliere la variante che più si addice ai vostri gusti.
Se scegliete questa opzione, una buona idea per la presentazione è quella di cuocere e servire questo dolce in cocottine o formine individuali visto che è molto difficile ottenere fette di torta dalla forma regolare.




















