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martedì 9 aprile 2013

Torta Tartufo (calda o fredda?). L'attesa.

Le nostre vite sono fatte spesso di attese. Aspettiamo. Cosa? Tutto.
Sin da bambini ci insegnano che non possiamo avere subito ciò che vogliamo. Dobbiamo
aspettare il momento opportuno per giocare, mangiare, comprare qualcosa, andare a fare una passeggiata. Crescendo, la responsabilità di dover aspettare diventa completamente nostra: aspettare l'occasione giusta da non farsi scappare, aspettare il momento opportuno per dire certe parole a qualcuno, stabilire delle priorità e aspettare di
risolvere quelle più urgenti prima di poter pensare alle altre, ma anche semplicemente cose che non dipendono da noi e in cui ci imbattiamo quotidianamente come aspettare che si liberi un tavolo al ristorante, che arrivi il tuo turno dal parrucchiere, che la fila in 
macchina si liberi per tornare a casa da chi ami... quanto tempo sprecato.
Si può anche aspettare qualcosa di bello, e in quel caso tutto il gusto sta proprio 
nell'attesa, nella consapevolezza che sarà seguita da qualcosa di piacevole come quando si aspetta l'avvicinarsi del giorno fissato per la partenza per un bel viaggio o per un'occasione speciale, ma diciamoci la verità, la parola "aspettare" evoca subito l'idea di essere 
bloccati, di non poter andare avanti verso ciò che si desidera.
E' un pensiero diffuso che una lunga attesa renda il raggiungimento di una meta 
ancora più gioioso e ricco di soddisfazione, a patto però che la meta non si trasformi 
in un orizzonte che resta sempre lì, alla stessa distanza, mentre cammini per avvicinartici. A tutti voi che aspettate qualcosa a cui tenete, auguro buona fortuna.

***

Di certo le vostre dispense saranno piene di cioccolato delle uova di Pasqua,
quindi oggi vi propongo un modo semplice e veloce per trasformarlo in un dolce
goloso, e senza pretese, che trova nel suo aspetto essenziale, un punto di forza. 
Basta unire pochi semplici ingredienti, di quelli che bene o male abbiamo sempre in casa,
per ottenere un dolce dalla consistenza corposa e ricca e dal marcato gusto di cioccolato.

Unica accortezza, lasciar riposare la torta per diverse ore prima di mangiarla
(visto che nelle vita finisce sempre che si deve aspettare anche per le cose più semplici?).
Non c'è nulla che non vada nel mangiarla appena sfornata, ma l'albume montato a neve
conferisce una consistenza spumosa che rende la torta ancora calda molto soffice, umida e facile alla rottura (nessuno vieta di preferire poi proprio questa opzione), mentre il riposo rende il tutto più stabile e dona quella corposità "cioccolatosa" che mi ha fatto optare per il nome Torta Tartufo e per il semplice decoro di cacao in superficie tipico dei tartufi.




per uno stampo da 18 cm di diametro
Ritagliate un foglio di carta da forno a misura del fondo dello stampo in cui cuocerete la torta, ungetelo di burro e tenetelo da parte. Imburrate i bordi dello stampo facendolo con cura anche lungo la piega fra questi e il fondo della teglia, quindi posizionate il foglio con la parte unta verso l'altro e infarinate il tutto facendo poi cadere la farina in eccesso.

Fate fondere al microonde 50 g di cioccolato fondente con 100 g di cioccolato al latte. Aggiungete 35 g di burro a temperatura ambiente, 100 g di latte intero caldo e mescolate per unire i due ingredienti, quindi amalgamate sempre mescolando un tuorlo (tenete l'albume da parte) e un cucchiaino di estratto di vaniglia. 
Aggiungete 15 g di farina 00, 15 g di cacao amaro e una punta di cucchiaino di bicarbonato. Il composto sarà piuttosto consistente, ma riuscirete comunque a lavorarlo col cucchiaio.

Montate l'albume tenuto da parte, assieme a 20 g di zucchero, a neve ben ferma e unitelo al composto al cioccolato mescolando con cura dal basso verso l'alto per non sgonfiarlo perdendo l'aria che ha inglobato e che farà crescere la torta in cottura.
Versate il tutto nello stampo e infornate a 180° per circa 30 minuti, sfornate e lasciate raffreddare prima di sformare la torta capovolgendola e rimuovere il foglio di carta forno.

Per la glassa mettete a sciogliere al microonde 75 g di cioccolato fondente e aggiungete 30 g di latte intero caldo. Mescolate dolcemente per amalgamare completamente i due ingredienti senza formare bolle d'aria e otterrete una glassa piuttosto fluida. Versatela al centro della superficie della torta e cominciate a spatolarla poco a poco verso i bordi. La fluidità della glassa vi permetterà di lavorare con facilità scivolando lungo le superfici.
Quando questa copertura comincia a solidificare, decorate la torta con del cacao amaro facendolo cadere da un passino a maglie fitte. 


A seguire vi lascio la foto di una fetta di questa torta ancora tiepida (che ho arricchito con
dei pistacchi tostati) in modo che possiate farvi un'idea della differenza di consistenza e scegliere la variante che più si addice ai vostri gusti.
Se scegliete questa opzione, una buona idea per la presentazione è quella di cuocere e servire questo dolce in cocottine o formine individuali visto che è molto difficile ottenere fette di torta dalla forma regolare.



sabato 23 marzo 2013

Biscotti di Riso e Zucchero Muscovado. Il riso abbonda sul viso di chi non molla.

L'ultimo post risale a due settimane fa e prima di tutto vorrei ringraziare chi
ha pensato a me chiedendo mie notizie e scusarmi con chi si è unito ai lettori e mi ha lasciato un commento senza ricevere risposta per un periodo così lungo.

Non sono una persona costante in generale nella vita, ma in questo caso il mio stop
è stato dettato dal fortissimo malumore dovuto a una situazione che va avanti da tempo apparentemente senza sviluppi positivi a causa di una di quelle persone moleste che tutti
noi incontriamo nella vita, una di quelle persone che ti chiedi cosa esistano a fare sulla faccia della terra, una di quelle persone che anche se ti comporti sempre bene e selezioni con cura con chi vuoi condividere la tua vita, prima o poi te le ritrovi in mezzo ai co... ai piedi. Sono quelle persone al tempo stesso inutili e irritanti un po' come le zanzare, solo che quelle puoi eliminarle con una di quelle racchette con la rete elettrificata (non so se le 
avete presenti, veri e propri strumenti terapeutici) mentre non esistono enormi 
racchette elettriche a misura d'uomo (purtroppo direi) per folgorare i molesti.

Non ricordo dove, ma una volta ho sentito dire "se la vita ti regala solo limoni,
fatti una limonata". Ho sentito dire anche "se non riesci a uscire dal tunnel, arredalo!".
Per questo il titolo "il riso abbonda sul viso di chi non molla".

***

In un soffio passerà il tempo dei biscotti, la primavera è dietro l'angolo e con essa
la voglia di piatti freschi, veloci, da preparare senza accendere il forno, ma di qualche biscottino semplice possiamo ancora aver voglia, quindi ecco questi biscotti con pochi
ingredienti, un aroma particolare conferito dallo zucchero muscovado e una consistenza friabile e croccante che è quella che preferisco solitamente.
Un suggerimento: stanno benissimo con un bicchiere di latte freddo.

***

Nella barra laterale ho aggiunto un menù rapido con le quattro ricette che avete più clickato fra cui i "Croissant Sfogliati" e il "Pan Brioche senza Burro e Uova" che alcune brave blogger amiche hanno mostrato di apprezzare riproponendo sui loro blog.

***

Grazie a Giulia di "Paprica e Cannella" e a Emanuela di "Ricami di Pasta Frolla"
per aver inserito questo blog fra quelli che considerano fonte di ispirazione. 




Fate ammorbidire al microonde, senza che si sciolga del tutto, 75 g di burro. Aggiungete 80 g di zucchero muscovado e 20 g di zucchero semolato e mescolate energicamente con un cucchiaio, quindi unite 1 uovo intero e 1 cucchiaino di estratto di vaniglia.
Sempre mescolando con un cucchiaio, aggiungete 250 g di farina di riso, 1/2 cucchiaino da caffè di bicarbonato e un pizzico di sale lavorando fino a che l'impasto non comincia ad aggregarsi e diventa necessario lavorarlo con le mani sul piano da lavoro.
Otterrete nel giro di poco un impasto molto morbido che tende a sbriciolarsi leggermente.
Dividetelo in due parti, e con un mattarello stendete piuttosto sottilmente la prima metà su un foglio di carta da forno leggermente infarinato. 
Formate i biscotti con lo stampo che preferite e disponeteli su una placca in alluminio coperta di carta da forno. Potete disporli anche molto vicini gli uni agli altri ottenendo molti biscotti da una sola informata visto che cresceranno poco in cottura.
Infornate a 180° per 15 minuti o comunque fino a che non cominciano appena a colorarsi ai bordi. Lasciateli raffreddare completamente su una graticella prima di mangiarli.
Conservateli in un contenitore ermetico per preservarne fragranza e consistenza.



giovedì 7 marzo 2013

Cookies al Cioccolato (Senza Burro)

Oggi non c'è niente da ridere, niente su cui scherzare o fare ironia.
Ci sono cose a questo mondo che vanno prese sul serio e a cui bisogna dare il giusto
peso perchè anche se i nostri sono dei blog di cucina non si può indugiare sempre 
e solo in argomenti leggeri e frivoli cercando di strappare un sorriso ai lettori.
Per questo oggi vi chiedo un minuto di silenzio per tutte le diete che cominciano il lunedì 
e vengono abbandonate a metà settimana in tutto il mondo. Grazie.

***

Negli ultimi tre post vi ho tentato con delle ricette a base di mou e molti di voi
lo avranno sicuramente, e giustamente, considerato un attentato alla dieta (che doveva
cominciare dopo Natale, ma poi il Carnevale coi suoi fritti è arrivato prestissimo e anche 
Pasqua è a un soffio da qui con le sue uova al cioccolato destinate non solo ai bambini). 

Per questo oggi condivido con voi una ricetta che ho inventato ieri mattina e che 
vi permetterà di preparare dei croccanti cookies al cioccolato fondente senza usare un grammo di burro, senza sensi di colpa e, cosa non trascurabile, sporcando pochissimo dato che si mescolano tutti gli ingredienti in una ciotola e si formano i biscotti con due cucchiai. 
Con queste dosi otterrete una ventina di biscotti piuttosto grandi usando solo un uovo e 50 g di cioccolato fondente (io in più ho aggiunto delle gocce di cioccolato, ma eliminandole non cambierete nulla nella ricetta base per il biscotto).

***

Nei commenti "la cucina della pallina" lascia un'osservazione giustissima: l'olio ha 
più calorie del burro. Ho sostituito il burro con l'olio perchè è vero che ha più calorie, ma è anche vero che rispetto al burro ha il pregio di non avere colesterolo. 
E' bene quindi precisare che non si parla di dieta dimagrante, ma di dieta 
come regime alimentare più sano.




Per 20 cookies

Versate in una ciotola 70 g di olio di semi di arachidi, 1 uovo medio intero, 50 g di zucchero semolato, 25 g di zucchero di canna e mescolate vigorosamente con un cucchiaio per amalgamare il tutto. Aggiungete 1 cucchiaino di estratto di vaniglia e mescolate nuovamente. Fondete al microonde 50 g di cioccolato fondente e aggiungete anche questo mescolando fino ad amalgamarlo al resto del composto.
Ora potete aggiungere, direttamente nella ciotola senza setacciarli, gli ingredienti secchi: 100 g di farina 00, 20 g di amido di grano, 1/2 cucchiaino da caffè di bicarbonato, 5 g di cacao amaro, un pizzico di sale. Mescolate usando sempre il cucchiaio fino a ottenere un composto omogeneo (vi sembrerà fluido per dei biscotti, ma resistete alla tentazione di aggiungere farina o otterrete dei biscotti "panosi") e aggiungete per ultimi 50 g di gocce di cioccolato fondente (o bianco se volete dare un tocco di dolcezza in più) sempre mescolando.
A questo punto avrete ottenuto un composto fluido per essere un impasto per biscotti, che non potrete lavorare con le mani, ma piuttosto denso. Lasciatelo riposare per una decina di minuti a temperatura ambiente.

Rivestite una teglia di alluminio leggero con della carta da forno e, trascorsi i dieci minuti, disponetevi sopra dei mucchietti di impasto che comporrete aiutandovi con due cucchiai. Cercate di formare dei mucchietti omogenei per far sì che abbiano tutti lo stesso tempo di cottura e non preoccupatevi troppo di dargli una forma perfettamente tonda perchè in cottura si scioglieranno acquistando una forma più regolare.
Proprio per questo dovete ricordare di distanziare abbastanza i mucchietti di impasto per evitare che sciogliendosi si tocchino l'un l'altro in cottura.




Questi biscotti richiedono una cottura un po' più lunga del solito. Se volete ottenere dei cookies croccanti dovete infornarli a 180° per circa 25 minuti, ma tenete presente che ogni forno è diverso, quindi regolatevi anche sulla vostra esperienza.
In cottura i mucchietti si "siederanno" e sui biscotti si formerà quella caratteristica pellicola lucida e frastagliata tipica dei brownies (come potete vedere nel dettaglio nella foto in alto).
Sfornate i biscotti e lasciateli raffreddare su una graticella.

Qui in basso vi lascio anche una foto dell'interno di questi biscotti per darvi un'idea della consistenza areata e leggera che hanno a cottura ultimata.



giovedì 7 febbraio 2013

Torta Capovolta allo Yogurt e Mele Caramellate alla Cannella

Oggi ricetta in linea diretta con le previsioni del tempo.
Preparatevi perchè il meteo dice che stanno per arrivare dei giorni di freddo molto 
intenso. So che alcuni di voi mi diranno "perchè, finora era primavera?". Lo capisco, ma qui fino a tre giorni fa giravamo per casa con le finestre aperte, a mezzogiorno c'erano 18° e andavamo al bar a mangiare la granita al caffè con panna e brioche (quelle col tuppo).
I turisti nordeuropei girano per le stradine caratteristiche facendosi beffa del nostro
abbigliamento. Per loro, vestiti con bermuda e t-shirt di cotone, la pelle chiarissima arrossata dal sole, i nostri cappotti devono essere decisamente esagerati.
Ricordo che un giorno ad Amsterdam pioveva (non un diluvio, ma pioveva),  il termometro
fuori all'albergo segnava -5° (non credevo nemmeno esistessero) e una mamma in giacca jeans portava spensierata a spasso il suo bimbo nel passeggino sotto l'acqua.
A Parigi, città romantica per eccellenza, non ho mai potuto passeggiare mano nella mano col mio fidanzato dato che, non contento di aver scelto per il viaggio dei guanti modello Buffon e un piumino bianco imbottitissimo modello Michelin, ha tenuto le mani in tasca per tutto il tempo. Il giorno prima di tornare a casa poi, mi sono beccata la febbre a quaranta e sono rimasta delirante a letto in albergo col phon acceso sotto il piumone a rischio folgorazione (pure mistica visto che per poco non vedevo la Madonna).
L'inverno mi è sempre piaciuto, ma forse mi rendo conto che si tratta del mio inverno :o)

***


Oggi ho preparato per la prima volta dopo molto tempo questa torta che 

ho postato agli albori del blog, un vero comfort food invernale che vorrei riproporvi.
La ricetta della base allo yogurt l'ho trovata in rete ben prima di decidere di curare un blog, quindi mi spiace di non potervene indicare la fonte. Col tempo comunque l'ho leggermente modificata rendendola più mia e nella sua ultima variante l'ho trasformata in una torta di mele capovolta (una upside-down cake per dirla all'americana :o).
So che solitamente per questo tipo di torta si usa l'ananas, ma perchè porsi dei limiti?

La classica torta di mele è buonissima, niente da dire, ma questa è deliziosa!

Si tratta della combinazione di un semplice impasto allo yogurt e di mele caramellate in
una salsa di sciroppo d'acero e cannella che vengono poste sul fondo della tortiera.
La salsa alla base della tortiera, in cottura, si impregna del succo rilasciato dalle mele creando un caramello dal sapore unico che viene in parte assorbito dalla torta allo yogurt.

Per lo splendido piatto da portata devo ringraziare Chiara e Andrea due amici

che a dicembre, per il mio compleanno, mi hanno stupita con questo accessorio delizioso.




Foderate con carta da forno il fondo di una tortiera di alluminio leggero e imburrate e infarinate con cura i bordi.
Per prima cosa preparate l'impasto per la torta. Unite con le fruste 180 g di farina 00, 100 g di zucchero semolato, 80 g di zucchero a velo non vanigliato, 70 g di burro (ancora meglio 70 ml di olio di semi di arachidi), 2 uova intere, 125 g di yogurt bianco Müller, 1/2 bustina di lievito vanigliato, , 1 cucchiaino di cannella in polvere, 1 pizzico di sale.
Cominciate montando il burro molto morbido con gli zuccheri, continuate con uova, farina, lievito, cannella, sale e per ultimo lo yogurt.
Fate sciogliere in padella antiaderente a fuoco basso 80 g di zucchero, 2 cucchiai di sciroppo d'acero, 3 cucchiai di burro, un pizzico di cannella in polvere.
Mentre la salsa fonde, sbucciate e tagliate in quarti 3 mele golden. Procedete piuttosto velocemente perchè le mele si anneriscono rapidamente: aggiungere del succo di limone preserverebbe il colore, ma rovinerebbe l'aroma della torta.
Quando lo sciroppo sarà fluido e scuro, saltatevi rapidamente le mele (non devono cuocere, solo rivestirsi di salsa), disponete i quarti di mela a raggiera sul fondo della tortiera e posizionatene uno al centro, quindi versatevi sopra tutta la salsa rimasta in padella.
Versate l'impasto sullo strato di mele e infornate a 180° per circa 40 minuti. La cottura può variare in base all'umidità sprigionata dalle mele, ma in ogni caso è meglio controllare con uno stecchino lungo di legno che arrivi fino al fondo dello stampo. Deve uscirne asciutto. Può succedere che la superficie di dori velocemente prima del termine della cottura. Coprite con un foglio di alluminio e risolverete il problema.
Sfornate e lasciate intiepidire, quindi passate con cura lungo i bordi con un coltellino sottile. Appoggiate sopra lo stampo il piatto da portata capovolto e voltate la tortiera per sformare il dolce. Rimuovete la carta da forno.

NOTA: l'ideale sarebbe servire le fette di torta tiepida con sopra una pallina di gelato artigianale alla vaniglia che si scioglie a contatto col calore.




giovedì 31 gennaio 2013

Un tea time in due puntate. Parte 2: Tuiles alle Mandorle e Mandarancio

Eccoci con la seconda parte del post dedicato a un tè speciale (prima parte qui).
Nel post precedente ho usato solo il tuorlo per preparare i biscottini al burro, quindi
ecco cosa fare con l'albume avanzato e tenuto da parte.

Questi biscotti hanno sempre catturato la mia attenzione per il loro aspetto.
Si tratta di un dolce di origini francesi dalla forma curva e sottile che ha preso il nome di "tuile" (letteralmente piastrella) per via della somiglianza con le tipiche tegole dei tetti francesi. Solitamente sono utilizzati per accompagnare dolci cremosi, ma io trovo si prestino benissimo anche per rendere un po' più speciale l'ora del tè.
Io ho aggiunto la scorza grattugiata di un mandarancio. Se preferite potete omettere
questo ingrediente e lasciare i tuiles al naturale, ma trovo che questa nota fresca, agrumata, aiuti a smorzare piacevolmente la componente burrosa di questi biscotti.
Anche in questo caso niente stampi, ritagli da reimpastare o tasche da pasticciere. 

Anche questi biscotti, come i precedenti, non scherzano in quanto a burro, ma per fortuna i miei ospiti hanno mostrato il loro appezzamento mangiandone gran parte e salvandomi dal loro burroso richiamo tentatore (altro che il canto delle sirene).
Non fate quelle facce, tanto lo so che in questi giorni siete tutti presi a friggere :o)




Per una ventina di tuiles
Mettete in una scodella 100 g di burro e fatelo ammorbidire al microonde senza farlo fondere del tutto. Aggiungete, mescolando con un cucchiaio, 100 g di zucchero, 100 g di farina 00, la scorza grattugiata di un mandarancio (se preferite lasciateli al naturale) e un pizzico di sale.
A parte montate a neve morbida 1 albume e unitelo all'impasto di burro e farina mescolando col cucchiaio dal basso verso l'alto. Unite per ultimi 50 g di mandorle a lamelle sottili (ma ve ne serviranno in tutto 70).

Foderate una placca di alluminio con della carta da forno e usate due cucchiaini per prelevare dei mucchietti di impasto grossi come una noce e disporli sulla carta distanziandoli bene perchè in cottura si allargheranno parecchio.
Col dorso del cucchiaino appiattite leggermente i mucchietti, come a spalmarli in un piccolo cerchio, ma senza aver troppa cura nel dargli una forma precisa (in cottura, sciogliendosi acquisteranno dei bordi più regolari). Cospargete in superficie con altre lamelle di mandorla e infornate a 180°.

I biscotti cuoceranno piuttosto rapidamente, ma in ogni caso ciò che vi farà capire che sono pronti sarà il colore dei bordi che comincerà a brunirsi. Io a questo punto accendo anche il grill per qualche minuto perchè non mi piace che restino troppo chiari al centro, ma non perdeteli di vista un secondo, ci mettono un attimo a colorarsi troppo.

Appena siete soddisfatti spegnete il forno e aprite lo sportello, ma non estraete la placca con le "tegoline".
Quando sono ancora caldissime risultano estremamente malleabili, ma una volta fuori dal forno si induriscono nel giro di pochissimo. Per dare la classica forma curva basta appoggiare le "tegoline" ancora bollenti su un mattarello (o comunque su una superficie curva).
Lasciandole in forno rimarranno morbide più a lungo dandovi il tempo di prelevarle una per volta con una paletta sottile e appoggiarle sulla superficie curva del mattarello. Si induriranno in poco tempo mantenendo la forma.
Se necessario premete leggermente, gradualmente con le dita per aiutare le tegoline a prendere la forma, ma tenete presente che saranno molto calde.

Conservate in un contenitore chiuso ermeticamente si mantengono fragranti e croccanti per diversi giorni.

martedì 29 gennaio 2013

Un tea time in due puntate. Parte 1: Biscottini al Burro (che più facili non si può)

Sappiatelo, col rito del tè fra maschietti ho creato un mostro!
Sto parlando dell'avvocato. L'altra mattina spunta al nostro solito bar, si siede e con
aria serissima, fissandoci negli occhi, fa: "DOBBIAMO organizzare un té al più presto!".
Un attimo di silenzio e gli chiedo il perchè di questa urgenza. Un brillio negli occhi, un sorriso furbetto, l'aria di chi è soddisfatto di sé e risponde: "L'altro giorno sono andato dall'erbolario e ho comprato un tèèèèè, ma un tèèèèèèèè... non uno così... un té SFUSO".
Tanta intraprendenza va premiata e onorata, non v'è dubbio e allora non resta che preparare dei biscottiiiiii, ma dei biscotiiiiiii... non così... di quelli fatti in casa ;o)

A questo post ne seguirà un altro nei prossimi giorni perché per preparare i biscotti che
vedete qui in foto ho utilizzato solo un tuorlo e con l'albume avanzato ho preparato un secondo tipo di biscotti che ho servito insieme a questi per un tè tutto speciale.

Magari guardando la foto mi direte beh, tutto qui? Dei normalissimi biscottini tondi?
Vi assicuro che hanno un gusto e una consistenza friabile irresistibili. Inoltre sono talmente
facili da preparare, anche all'ultimo minuto, che costituisco un'ottima risorsa da tenere presente. Niente mattarello, niente stampi, niente tasche da pasticciere. 
Una sola scodellina da sporcare e le vostre mani, perchè per questi biscottini vi 
basterà formare delle palline di impasto fra i palmi delle mani e in cottura si scioglieranno
da sole trasformandosi in queste cupolette che, volendo, potete anche farcire con Nutella, 
cioccolato, crema di nocciole o pistacchi a mo' di baci di dama.




Mettete in una scodella 100 g di burro e fatelo ammorbidire al microonde senza farlo sciogliere del tutto. Aggiungete, mescolando con un cucchiaio, un tuorlo e 50 g di zucchero, amalgamate il tutto mescolando brevemente e aggiungete ancora 60 g di amido, 85 g di farina, 1 cucchiaino di lievito per dolci e un pizzico di sale.
Continuando a mescolare col cucchiaio otterrete nel giro di poco un impasto senza grumi, molto morbido, ma che non si attacca alle mani.
Prelevate piccole porzioni di impasto per volta e, rotolandole fra i palmi delle mani, formate delle palline grandi poco più di una nocciola. Disponetele su una placca di alluminio rivestita con carta da forno distanziandole un po' perchè in cottura si "siederanno" per via del burro e cresceranno leggermente per il lievito.
Infornate a 180° per circa 15 minuti.
Una volta pronti, aspettate qualche minuto prima di trasferirli su una graticella a raffreddare perchè saranno talmente friabili che si sbricioleranno molto facilmente.




Io lascio questi biscottini al naturale perché mi piace sentire tutto il loro sapore, ma se preferite potete farcirli con la crema che trovate più adatta. Un'altra alternativa è quella di aggiungere all'impasto già amalgamato delle gocce di cioccolato lavorandolo molto brevemente. In questo modo sarà altrettanto semplice realizzarli, senza l'ulteriore passaggio della farcitura, ma avranno comunque quel tocco che i più golosi apprezzeranno.



martedì 22 gennaio 2013

Crostata di Riso, note musicali e ingredienti

L'altra volta ho accennato al fatto che all'inizio dell'avventura di questo blog
gli amici più stretti mi "rimproveravano" di inserire solo ricette difficili. Oggi mi è venuta
in mente un'altra delle considerazioni a cui mi è capitato di dover rispondere (a parte la 
sempreverde domanda "ma ci guadagni? ma allora perchè lo fai?" con sorrisino compassionevole/divertito annesso). 
Mi è stato detto "ma se pubblichi troppo spesso poi non finisci le ricette?". Io rispondo sempre con un'argomentazione che secondo me esaurisce la questione in maniera veloce e incontrovertibile. Dico loro che esistono solo sette note, eppure quanta musica c'è al mondo dacché l'uomo ha scoperto la melodia? Quante infinite combinazioni a comporre 
un universo musicale destinato ad ampliarsi giorno dopo giorno senza mai trovare fine?
Gli ingredienti di cui possiamo disporre sono ben più di sette, quindi...

***

Questo dolce è uno di quelli dai profumi semplici, tradizionali, senza pretese, ma che
solo a vederli sul piano della cucina, pronti per essere affettati, ti fanno sentire bene.
La pasta frolla che ho usato è quella ultrafacile, con un solo uovo, che non si sbriciola e non deve riposare in frigorifero e che vi ho già proposto qui. Ho riportato nuovamente il metodo che uso io per rivestire in modo semplice e preciso lo stampo ottenendo una crostata dai bordi regolari, che farà figura anche nella sua estrema semplicità (se volete 
vedere una foto della teglia rivestita potete dare un'occhiata a questo post).




Per uno stampo da 26-28 cm

Per la base
Fate ammorbidire al microonde, senza farlo fondere del tutto, 100 g di burro. Unite 1 uovo grande intero, 80 g di zucchero, un pizzico di sale e sbattete brevemente con una forchetta,  quindi aggiungete 280 g di farina 00, 1/2 bustina di lievito per dolci e continuate a mescolare il tutto con una posata fino a che l'impasto non comincerà a prendere corpo e non sarà più possibile continuare a lavorarlo in questo modo. Trasferite il tutto su un piano e lavorate con le mani fino a ottenere un impasto morbido e omogeneo che non si attacca (ci vorrà pochissimo).

Per rivestire il fondo dello stampo con uno strato sottile di pasta senza dover ricorrere a rattoppi vari, procedete nel seguente modo: stendete un foglio di carta forno poco più grande dello stampo; infarinatelo appena; stendetevi sopra la pasta col mattarello fino a ottenere uno spessore di 1 cm scarso; infarinate la superficie della sfoglia ottenuta e appoggiatevi sopra lo stampo capovolto; infilate una mano sotto al foglio con sopra la pasta e lo stampo capovolto e con un gesto deciso ruotate il tutto. In questo modo vi basterà staccare delicatamente la carta dalla pasta e sistemare quest'ultima a rivestire lo stampo con pochi gesti ed eliminando la parte in eccesso dai bordi (in questo caso io ho semplicemente passato il mattarello lungo tutto il bordo della teglia facendo cadere la pasta in eccesso, ma potete anche tagliarla con una rotella dentellata come nel post che vi ho linkato).

Per il ripieno
Mettete in un tegame dal fondo spesso 150 g di riso per risotti, 300 ml di latte intero, 120 g di zucchero, un cucchiaino di estratto di vaniglia, la buccia grattugiata di un limone, un pizzico di sale. Cuocete il riso come fareste per un classico risotto, ma per il doppio del tempo indicato sulla confezione, aggiungendo acqua calda ogni volta che il liquido sta per asciugarsi troppo.
Il risultato finale deve essere un risotto all'onda piuttosto fluido, col riso non disfatto, ma molto morbido.
Lasciate intiepidire, quindi aggiungete 2 uova intere e mescolate vigorosamente per amalgamare il tutto. Aggiungete anche 20 g di pinoli leggermente tostati e tritati molto grossolanamente.

Versate il ripieno nello stampo rivestito di pasta frolla e infornate a 180° per 30-35 minuti. Trascorso questo tempo, la superficie della crostata diventerà dorata, ma se così non dovesse essere, non prolungate oltre la cottura (il ripieno deve rimanere umido) e accendete il grill. 

Fate raffreddare completamente prima di sformare la crostata.



giovedì 10 gennaio 2013

Croissant (Senza Uova)

Ieri, dopo tanto tempo, mi sono dedicata alla preparazione dei croissant seguendo la 
prima ricetta che ho usato il giorno che decisi che era arrivato il momento di provare
a realizzare in casa la pasta sfoglia. Oggi vi ripropongo il post che avevo pubblicato più
di un anno fa, quando il blog era appena nato, con nuove foto scattate questa mattina
e una spiegazione passo passo.

Questa ricetta non prevede la presenza di uova nell'impasto, quindi otterrete dei 
croissant sfogliati e burrosi (non "briochiosi", se mi passate il termine) come quelli che
potete trovare nelle caffetterie parigine. Proprio per rispettare la tradizione li ho lasciati
al naturale, senza alcuna farcitura (mai visto un croissant farcito a Parigi).
Trovo che mangiati così, semplici, potendone apprezzare tutto il gusto e il profumo, magari spalmando al momento il tipo preferito di marmellata, siano fantastici, ma se volete potete farcirli come d'abitudine senza alcun problema.

***

Fare la pasta sfoglia era un'idea che non mi sfiorava nemmeno, ma poi mi sono resa conto che tecnicamente, in realtà, non c'è molto di più difficile da fare rispetto ad altre paste lievitate. L'unica cosa che sembra complicata è dare le pieghe alla pasta e anche questo in realtà non è difficile, richiede solo tempo e pazienza.
Se avete uno di quei pomeriggi liberi in cui non vi va di uscire lanciatevi in questa avventura: sentire il profumo dei vostri cornetti che gonfiano in forno vi ripagherà.




Per circa 15 croissant
Formate un impasto lavorando insieme 300 g di farina manitoba, 3o0 g di farina 00, la buccia grattugiata di mezza arancia, circa 400 ml di latte (dovete regolarvi sentendo la pasta sotto le mani), 70 g di zucchero, un cucchiaio di miele e 4 g di lievito di birra secco. Lavorate l'impasto con le mani (se avete un'impastatrice usatela) e una volta che tutti gli ingredienti cominciano ad amalgamarsi, aggiungete anche 15 g di sale. 
Continuate a lavorare l'impasto per una decina di minuti, fino a ottenere un panetto omogeneo e liscio che metterete a lievitare in una ciotola coperta da pellicola per 1 ora.
Lavorate brevemente con le mani l'impasto lievitato,  infarinate un piano e stendete la pasta a forma di rettangolo (il più regolare possibile) dello spessore di 1 cm.



Stendete su un piano da lavoro un foglio di carta da forno e distribuitevi sopra 350 g di burro freddo tagliato a fettine di un cm. Disponete le fette ben strette, le une attaccate alle altre (come vedete nella foto qui sopra), coprite con un secondo foglio di carta e stendete premendo con fermezza, ma gentilmente, con un mattarello fino ad ottenere un'unica mattonella di burro che sia grande quanto i 2/3 della pasta che avete steso e dai bordi definiti. 
Se compiendo questa manovra vi siete accorti di aver ammorbidito eccessivamente il burro e di non riuscire a staccare agevolmente la carta forno, trasferitelo su un vassoio e in frigo ad indurire nuovamente (non ci vorrà molto). Se invece siete stati piuttosto veloci il burro non avrà bisogno di questo passaggio in frigo e potrete procedere oltre.
Togliete il foglio in superficie, capovolgete il burro in modo che venga a contatto con la pasta stesa disponendolo ad una estremità del rettangolo lasciando i bordi liberi per saldare il panetto di pasta prima di procedere con le pieghe. Rimuovete il secondo foglio.




Entrambe le estremità del rettangolo di pasta vanno piegate verso il centro. Piegate prima il terzo di pasta senza burro verso il centro, poi quello col burro chiudendo il tutto a portafoglio. Avrete ottenuto nuovamente un rettangolo. 
Stendetelo nuovamente fino a fargli assumere le dimensioni del rettangolo iniziale e ripiegare nuovamente a portafoglio portando le estremità verso il centro. 
Questa è la prima piega. Trasferite su un vassoio coperto di pellicola con cui coprirete anche la superficie e mettete in frigo per 1 ora.
Trascorso il tempo stendete di nuovo la pasta come avete già fatto e ripiegate allo stesso modo, poi di nuovo in frigo e così via. Una piega ogni ora.
Infarinate sempre il piano per non rischiare di far attaccare la sfoglia.
Io faccio le pieghe 5 volte.

Per formare i croissant stendete la pasta in un grande rettangolo alto 1/2 cm, tagliatelo a metà per il lungo e tagliate dei triangoli in ciascuna metà. 
Arrotolate ciascun triangolo partendo dalla base verso la punta.
Per un miglior risultato estetico vi suggerisco di allungare la punta tendendola con le dita, arrotolare il triangolo e posizionare la punta sotto al rotolo in modo che i croissant non si aprano in cottura.
Disponete i croissant ben distanziati (mi raccomando, cresceranno parecchio) su una placca di alluminio ricoperta con carta da forno, incurvateli leggermente per dargli la tipica forma a mezza luna e lasciateli riposare per 2-3 ore a temperatura ambiente coprendo la teglia con della pellicola appoggiata sopra, senza tenderla. I tempi dipenderanno dalla temperatura che avete in casa, ma vi accorgerete quando saranno pronti perchè aumentando di volume diventeranno gonfi e dalla pasta "tesa" e liscia.
NOTA: vi suggerisco di usare una placca in alluminio e non una di quelle antiaderenti (quelle nere per intenderci) perchè queste ultime tendono a far colorare molto più velocemente il fondo dei croissant col rischio di bruciarlo quando la cottura non è ancora ultimata.




Infornate a 180°.
Col calore l'umidità sprigionata dal burro presente fra uno strato e l'altro farà gonfiare i croissant in una decina di minuti. A questo punto abbassate leggermente la temperatura e lasciate cuocere per almeno altri 20 minuti. 
Se non cuociono a sufficienza, una volta sfornati, si sgonfiano (magari saranno anche buoni, ma di certo non invitanti) perchè gli strati non hanno avuto modo di "fissarsi".
Fateli raffreddare su una graticella.
Godetevi il meritato frutto delle vostre fatiche.




NOTA: Come vedete dalla foto, io ho lasciato i croissant al naturale, ma se volete potete spennellarli con un tuorlo misto a un cucchiaio di latte e aggiungere granella di zucchero, mandorle a scaglie, gocce di cioccolato e qualunque cosa vi piaccia o preannunci il ripieno. 
IMPORTANTE: Visto che ci vuole molto a farli e che ne vengono parecchi io ho provato a congelarli dopo che si sono perfettamente raffreddati. Se li tirate fuori la sera prima e la mattina dopo li scaldate per pochissimi secondi al microonde avrete un buon risveglio.


Vi posto due foto in dettaglio per darvi un'idea più precisa della sfogliatura e dell'interno.





martedì 8 gennaio 2013

Peanut Butter Cookies

So bene che molti di voi avranno sfornato quantità industriali di biscotti durante le 
feste, ma i mesi freddi sono ancora lunghi a passare e dedicarsi alla preparazione di questi biscotti, semplici da realizzare, senza bisogno di utilizzare stampi e impastare nuovamente gli scarti, può ancora essere un'attività piacevole e rilassante cui dedicarsi.
Il mio fidanzato mi ha regalato tre splendidi libri di cucina fra cui "Martha's American
Food", un libro che fa venir voglia di mettersi ai fornelli a ogni pagina e da cui è tratta questa ricetta con piccole modifiche nel procedimento. Si sa che Martha sa bene quel che dice (e scrive) e la ricetta prevedeva che l'impasto venisse lavorato con un mixer, ma io, dato l'orario e non volendo disturbare in casa, ho unito gli ingredienti a mano, senza alcuno sforzo (l'impasto è molto morbido) e ho scoperto che il risultato è ugualmente delizioso.
Otterrete dei cookies dall'invitante colore ambrato che fa subito pensare al burro d'arachidi che ne caratterizza il gusto, dalla deliziosa consistenza croccante e friabile e dal caratteristico decoro facile da realizzare e che immediatamente li rende riconoscibili. 




Per circa 30 biscotti
Pesate in una ciotola 80 g di farina 00, aggiungete un pizzico di sale, una punta di cucchiaino di bicarbonato e mescolate brevemente per distribuire uniformemente gli ingredienti.
In una ciotola a parte, lavorate a crema con un cucchiaio 55 g di burro morbido con 50 g di zucchero bianco e 55 g di zucchero bruno di canna. Aggiungete un uovo piccolo e, una volta amalgamato del tutto, 95 g di burro d'arachidi (la varietà smooth, non quella crunchy). 
Unite la farina con sale e bicarbonato al composto di burro e mescolate vigorosamente col cucchiaio fino a ottenere un composto morbido e omogeneo. Col dorso del cucchiaio livellate l'impasto all'interno della ciotola e copritelo con della pellicola a diretto contatto. Lasciate raffreddare in frigorifero fino a che l'impasto non risulterà solido alla pressione della mano.
Questo passaggio è molto importante, perchè data la consistenza morbida e la presenza di burro nell'impasto, non rispettando questo riposo rischiereste di ottenere dei biscotti che si "sciolgono" eccessivamente in cottura e che perdono il decoro in superficie, quindi siate pazienti.

Rivestite una placca di alluminio con della carta da forno, formate delle palline di impasto lavorandole brevemente fra le mani e disponetele sulla placca tenendole piuttosto distanziate. Appiattite appena queste sfere e formate il tipico disegno in superficie esercitando pressione con i rebbi di una forchetta su ciascuna pallina, prima in un verso e poi nell'altro in modo da formare un decoro a intreccio (nella foto in basso potete vederlo in dettaglio).
Infornate a 180° per 15-20 minuti, quindi trasferite i biscotti a raffreddare su una graticella e conservateli ben chiusi in una scatola ermetica solo quando sono del tutto freddi.



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