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giovedì 21 febbraio 2013

Red Velvet (Senza Glutine) con Frosting al Cioccolato Bianco e Formaggio Cremoso... e un'idea decoro

Solo pochi giorni fa ho postato la mia ricetta per gli innamorati, ma anche se San Valentino è già passato, grazie all'MTC di questo mese con la proposta di Stefania, oggi posso condividere con voi questa ricetta che è un classico per i romantici (e non).
Inoltre le rose regalatemi dal fidanzato erano ancora in buona salute e sono state provvidenziali per il mio scatto (che desideravo il più semplice possibile)

In questa variante senza glutine troverete la farina di riso al posto della classica 00, 
ma dico subito agli scettici che il gusto non ha assolutamente nulla da invidiare.
Come previsto dalle regole, per la base ho seguito passo passo la ricetta di Stefania operando un unico cambiamento sostituendo il buttermilk col medesimo peso di kefir.
Nei primi tentativi avevo sostituito il buttermilk col latte addizionato di limone come indicato dalla ricetta originale, ottenendo però un risultato inutilizzabile, così ho chiesto
di poter fare la sostituzione col kefir (consentito) e il risultato è stato davvero 
ottimo, una torta profumata e davvero sofficissima. 

Comunque preciso che altre sfidanti hanno ottenuto un buon risultato con la variante 
del latte e limone, quindi scegliete voi come preferite procedere.

Per la glassa ho scelto di mantenermi sul classico per onorare la tradizione con una copertura che è quanto di più semplice possa esistere, con la dolcezza del cioccolato bianco che mitiga senza coprire l'acidità del formaggio e richiede pochi minuti per la preparazione.
Dato che ho deciso di ridurre all'essenziale l'aspetto scenografico coprendo la torta solo con uno strato di glassa uniforme, senza usare la tasca da pasticciere o particolari decorazioni, ho pensato di completare il tutto con una semplice rosa di zucchero bianca screziata di rosso per richiamare il colore dell'interno che da il nome a questo dolce.

Se volete sbirciare la red velvet che ho preparato l'anno scorso clickate qui.





Per la base

In un recipiente mescolate 160 g di farina di riso sottilissima (io ho usato Farine Magiche Lo Conte), 60 g di fecola, 30 g di maizena, 1/2 cucchiaino da tè di sale, 8 g di cacao amaro.

In un'altra ciotola capiente montate per 2-3 minuti 110 g di burro morbido, quindi aggiungete 300 g di zucchero e montate per altri 3 minuti. Aggiungete, uno a uno, 3 uova medie e montate per 30 secondi dopo ogni aggiunta.

A parte mescolate 1 cucchiaio di colorante rosso con 240 ml di kefir e aggiungetelo gradualmente al composto di burro e uova alternandolo con le farine. Procedete poco per volta continuando a montare e alla fine aggiungete 1 cucchiaino da caffè di estratto di vaniglia (non vaniglina) e amalgamate anche quello.

Versate in una tazzina 1 cucchiaio di aceto bianco e versatevi dentro 1 cucchiaino da tè di bicarbonato. Questo a contatto con l'aceto schiumerà immediatamente. Mescolate brevemente e versate il tutto nell'impasto e amalgamatelo bene con una spatola.

Pensando a un romantico San Valentino in due, con queste dosi ho realizzato tre piccole torte (stampi da 16-17 cm) da cui ho ricavato tre strati, quindi volendo potreste anche scegliere di preparare direttamente un terzo di dose.
Se invece volete realizzare una grande torta a quattro strati procedete come nella ricetta originale dividendo tutto l'impasto in due tortiere da 20 cm. 
Qualunque opzione scegliate, foderate gli stampi con carta da forno e cuocete a 175°.
Nel caso delle torte piccole basteranno 30 minuti, nel caso delle due torte più grandi serviranno 40-45 minuti. In entrambi i casi fate la prova dello stuzzicadenti.

Fate raffreddare del tutto le torte prima di procedere al taglio degli strati e se volete essere sicuri nell'effettuare questa manovra fate come suggerisce Stefania e lasciate prima riposare la torta fredda, ben avvolta nella pellicola, in frigorifero.


Per il frosting

Le dosi che seguono mi sono bastate per farcire generosamente una piccola torta da 16-17 cm con tre strati, ma se intendete realizzare una torta più grande, raddoppiate le dosi.

In una ciotola lavorate per due minuti con le fruste elettriche 300 g di formaggio cremoso e 75 g di zucchero a velo non vanigliato (controllate che tipo di amido è contenuto nello zucchero).
Fate fondere al microonde 200 g di cioccolato bianco (250 g se volete che si senta in maniera più presente) impostando su una bassa temperatura e per brevi intervalli per evitare che bruci. Quando è morbido mescolate brevemente con un cucchiaio per eliminare eventuali grumi, quindi versate nel composto di formaggio e montate giusto il tempo necessario a uniformare il tutto. 

Dato che ci vuole davvero poco a preparare questa glassa, vi suggerisco di farla all'ultimo, quando avete già pronti gli strati di torta da farcire, in modo che sia più morbida da stendere perchè preparandola in anticipo comincerebbe ad indurirsi.


Per le rose

Per la preparazione delle rose vi rimando a questo post. Procedete come indicato e, una volta che le rose sono asciutte, passate lungo i bordi di ogni petalo con la punta di uno stuzzicadenti bagnata nel colorante rosso (preferibilmente quello in gel).



Visto che parliamo di una ricetta romantica eccovi anche il principe azzurro ;o)




Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio 2013


domenica 11 novembre 2012

Swirl Meringues, mille grazie e una parola.

Mille volte grazie per tutte le parole affettuose che mi avete scritto.
Se qualcuno nutriva ancora qualche dubbio sul fatto che quella dei food blogger
fosse una vera comunità e non solo una massa di singoli invasati, fanatici, esaltati
 ai fornelli solo per velleità voi avete dato la prova incontestabile che non è così.

Ah, già che ci siamo...
Velleità è un sostantivo femminile che significa desiderio ambizioso ma inconcludente.
aspirazione irrealizzabile, troppo superiore alle effettive capacità personali.

*** 

Oggi è il 9 novembre e per quanto mi riguarda è giunto il momento di 
pensare al Natale e anche se può sembrare prematuro, non credo lo sia visto 
che si finisce sempre per essere troppo affaccendati e nervosi - direi perfino elettrici - quando si lasciano tutti i preparativi all'ultimo momento.
E poi diciamoci la verità, il bello del Natale è proprio l'attesa.

A questo mondo una cosa è certa: Martha Stewart è una fonte inesauribile
di spunti, idee, soluzioni geniali, ma allo stesso tempo pratiche e di grande effetto.
Ho visto per la prima volta queste bellissime meringhe sul suo sito molto tempo fa.
Per la ricetta della meringa ho usato quella che uso di solito e che è semplicissima 
perchè basta pesare l'albume e aggiungere lo stesso peso di zucchero a velo non
vanigliato e di zucchero semolato con un rapporto di  1:1:1.
Una cosa sola mi permetto di dire: Martha Stewart consiglia di formare tre
strisce di colorante lungo la superficie interna della tasca da pasticciere con cui
poi andranno formate le meringhe, ma in questo modo le mie risultavano del tutto colorate, quindi ho optato per due strisce, poste l'una di fronte all'altra, per
ottenere il risultato che vedete in fotografia.
Io trovo che sia un'ottima idea anche usarle come decoro da spargere sulla
vostra tavola o da appendere all'albero. Se le lascerete asciugare alla perfezione
e le conserverete in un contenitore chiuso dureranno molto a lungo.




Pesate l'albume (uno, due o cento uova, il procedimento è lo stesso).
In una scodella a parte, versate lo stesso peso di zucchero a velo non vanigliato e una dose di zucchero semolato sottile sempre dello stesso peso (es: 50 g - 50 g - 50 g). Miscelate i due tipi di zucchero mescolando con un cucchiaio.
Cominciate a montale l'albume con le fruste elettriche e appena comincia a diventare bianco e prendere consistenza, versate metà della miscela di zuccheri e montate fino a ottenere una meringa spumosa, lucida e molto consistente, fermissima.
Mettete via le fruste e unite la restante metà di zucchero setacciandola con un passino e mescolando con un cucchiaio dall'alto verso il basso per incorporarla senza smontare la meringa.

Con del colorante gel rosso, tracciate due strisce, poste l'una di fronte all'altra, lungo la superficie interna della tasca da pasticciere in modo che la percorrano per tutta la lunghezza dalla bocchetta all'apertura superiore.
Io uso sempre delle tasche da pasticciere usa e getta, ma in questo caso credo sia ancora più opportuno non usare quella di tela per non rischiare che resti macchiata per l'uso del colorante che è necessario per ottenere l'effetto "swirl" (vortice).
Scegliete del colorante in gel, non liquido, o le due strisce che traccerete all'interno della tasca "scivoleranno" via non appena la metterete in verticale per riempirla con la meringa.

Formate i riccioli di meringa su una placca di alluminio rivestita di carta da forno.
Non preoccupatevi di distanziarle, perchè le meringhe non cresceranno, dovranno solo asciugarsi in forno.
Per chi non avesse mai preparato le meringhe, dico asciugarsi perchè in effetti è di questo che si tratta, non di una vera e propria cottura. 
Impostate il forno alla temperatura minima, infornate la placca lasciando che sporga leggermente fuori dal forno e lasciate lo sportello leggermente aperto. In questo modo tutta l'umidità verrà lentamente eliminata e non rischierete di ottenere delle meringhe dorate che nulla hanno a che vedere col candore che è desiderabile per una meringa.
Quando dico lentamente, intendo davvero lentamente: le mie meringhe sono state in forno per 2 ore e 40 minuti, ma credo che molto possa variare in base al forno.

Controllatele di tanto in tanto all'inizio per essere sicuri che non stiano prendendo troppo calore (e colore) e una volta che siete sicuri, potete dimenticarvene per un bel po' e tornare a controllarle solo verso fine cottura per assicurarvi che siano del tutto asciutte.
Sfornatele, fatele raffreddare qualche minuto e staccatele dalla carta. Verranno via senza alcuna difficoltà.

NB Controllate che tipo di amido è contenuto nello zucchero a velo e gli ingredienti presenti nel colorante in gel per poter servire le meringhe come "senza glutine".

sabato 19 maggio 2012

Idea Decoro per Torta al Cioccolato. Let's Feed Our Eyes!

Ogni tanto mi piace condividere qualche idea per decorare i dolci e renderli speciali.
Ho preparato questa torta da portare al ristorante per la cresima di un'amica, quindi vi chiedo scusa se è presentata in questo orrido vassoio usa e getta (chi mi conosce sa quanto io tenga agli accessori), e sono andata a occhio sia per quanto riguarda la farcitura che per la glassa esterna, quindi oggi non vi lascio nessuna ricetta.
Nel tempo mi sono resa conto di quanto sia importante per noi food blogger 
nutrirsi di immagini. Non si tratta semplicemente di guardare le creazioni altrui e
riprodurle, ma di abituarsi al bello, alle soluzioni alternative, alle trovate originali, agli
stili e ai colori e interiorizzarli facendoli diventare parte del nostro modo di vedere 
e interpretare il mondo (quello della cucina quantomeno).
Giorno dopo giorno, foto dopo foto, pin dopo pin, aggiungiamo  nuovi frammenti 
al complesso di informazioni che plasmano il nostro gusto, il nostro modo di presentare il cibo, disporlo nel piatto, fotografarlo da questa o quella angolazione e tanto altro.
Io sono ancora all'inizio di questo cammino senza fine perchè, pur essendo da tempo un'amante dell'arte del cucinare e dei libri di cucina, è stato solo con la decisione di aprire questo blog (sette mesi fa) che ho cominciato realmente a imparare a leggere le bellissime immagini che per anni mi hanno fatto letteralmente innamorare dalle pagine patinate 
dei miei libri di cucina preferiti. Qualche giorno fa, dando un'occhiata ai miei primi post,
sono rimasta a dir poco stupita. Possibile che queste le abbia scattate io?" mi sono detta
... e poi "possibile che in soli sette mesi il mio modo di interpretare il cibo sia cambiato tanto?". La risposta è sì! Non ce ne accorgiamo perchè cambiamo poco a poco, giorno 
dopo giorno. Non voglio dire che le mie foto ora siano dei capolavori, ma 
quelle erano davvero scattate da un'altra persona.
 Fate anche voi un tuffo nel passato del vostro blog, sarà rivelatore!




Per queste piastrine realizzate due lunghe strisce di carta forno alte quanto il bordo della torta, disponetele su un foglio di carta forno e, usando una spatola, stendete sulle due strisce del cioccolato fuso in uno strato sottile, ma uniforme.
Aspettate che il cioccolato cominci ad acquistare una certa consistenza pur essendo ancora morbido, quindi prendete le strisce trasferitele (sempre con lo strato di cioccolato rivolto verso l'alto) su un secondo foglio di carta forno.
In questo modo otterrete dei contorni netti, lasciando tutto il cioccolato in eccesso sul primo foglio.
Una volta che il cioccolato si è ulteriormente indurito, ma non tanto da spaccarsi al taglio, incidete con un coltello a lama affilata, sottile e appuntita, delle righe dando forma alle piastrine rettangolari allungate.
Una volta che il cioccolato si è solidificato del tutto, le piastrine vengono via facilmente rimuovendo con delicatezza la carta.
Maneggiatele rapidamente per farle aderire alla glassa della torta sia perchè rischiate di scioglierle, sia perchè rischiate di lasciare delle antipatiche impronte.



martedì 15 maggio 2012

Un po' di me... e auguri!

Non sono mai stata un tipo incline alle manifestazioni d'affetto pubbliche o troppo
sdolcinate. Sono tutt'altro che introversa e timida e non riesco a tenere la bocca chiusa nemmeno quando so perfettamente che il pensiero che sto per esprimere scatenerà 
una guerra nucleare con morti, feriti, insurrezioni e sciacallaggi, intendiamoci, 
ma le frasi romantiche, le esternazioni zuccherose, le scene un po' teatrali, 
non fanno proprio per me. Non solo mi sento a disagio a pronunciarle, ma 
nemmeno voglio vengano rivolte a me. Esempi concreti?
Se un uomo mi scrivesse una poesia temo seriamente che non smuoverebbe in
me una reazione più significativa dell'oroscopo che passano per radio la mattina
e mi troverei pure nella spiacevole situazione di dovermi mostrare gratificata.
Se uno imbrattasse un muro per scrivermi "tre metri sopra il cielo" e mi portasse trionfante davanti a cotanta opera, gli direi di prendere una scala e andare a pulire.
L'idea di dover un giorno aprire per prima le danze al mio matrimonio con tutti
seduti a guardarmi (dicono si faccia così) suscita in me ansia e disappunto...
se avete tanta voglia di star seduti e veder ballare qualcuno guardate "dirty dancing"!
Una sera, a cena fuori, ho visto due che si baciavano l'indice (ciascuno il suo, eh) 
e poi univano le dita al centro del tavolo toccandosi i polpastrelli per scambiarsi 
questo bacio tattile: uno, ancora rido come una matta ogni volta che ci penso, 
due, ma che è sta cosa alla ET? Roba da matti!
Eppure sono sensibile: nove film su dieci mi fanno piangere (anni fa sono riuscita a piangere al cinema col "Dottor Dolittle" perchè la tigre era malata -.-); scene tristi o sgradevoli che coinvolgono nomi, cose, animali e città, mi restano impresse per anni e 
mi tormentano; se qualcuno butta lì una frase che mi stupisce dimostrando di aver 
capito di me qualcosa che credevo non avesse nemmeno notato, mi colpisce al cuore; 
al bimbo che vuole vendermi un'immaginetta della Madonna per pochi spicci, 
mentre io mi sbafo un panino seduta al Mc, compro molto più volentieri 
il menù super-iper-mega-maxi... solo che queste cose non le faccio in 
pubblico e piuttosto che piangere apertamente al cinema, mi faccio venire i crampi all'apparato lacrimale e spero che le luci non si accendano prima che i miei 
occhi abbiano smesso di essere lucidi (dove cavolo scapperanno tutti
così di fretta appena parte la prima maledetta riga dei titoli di coda???)!

Per quanto segue, quindi, dovrò farmi forza.
Quest'anno, come potrà immaginare chi di voi viene a trovarmi più spesso, non 
ho avuto modo e tempo di preparare un dolcetto per la mia mamma, quindi 
voglio offrirle, almeno idealmente, questo dolce vasetto decorato con delle
semplici goccioline di marmellata di amarene che, con un semplice tocco, 
si trasformano in un abbraccio vorticoso di cuoricini rossi.
Auguri alla mia mamma!



lunedì 23 aprile 2012

Torta di Rose con Crema Pasticcera e Fragole (e il valore del cibo per me)

"L'occhio vuole la sua parte" è un detto che in cucina rappresenta una buona regola.
Oggi voglio dichiararlo pubblicamente: io detesto in maniera viscerale la linea di
pensiero del "tanto finisce tutto nello stomaco". Anzi, mi dà proprio sui nervi!
 Allora frulliamo i nostri pasti ben preparati, versiamoli in un bicchierone e beviamoceli!
Scusate per questo sfogo che magari può apparire eccessivo in questo mondo di foodies
appassionate che studiano con cura le loro presentazioni e scattano con estrema 
attenzione ai dettagli le loro fotografie (questo un po' più qui, quello un po' più in là...),
ma fuori di qui la vita del cibo dalla pentola ai palati è disseminata di pericoli.
Degli esempi? Povere torte, dolci o salate è indifferente, di cui viene fatto pubblico 
scempio con fette spappolate e sbrindellate servite nei piatti con la stessa gestualità 
di un muratore che passa la calce. O ancora avanzi di prelibatezze di tutti i tipi
sbattuti alla meno peggio nello stesso vassoio con miscugli improponibili di sapori, salse, condimenti e consistenze inconciliabili in un mix che di appetibile non ha più niente
e che inevitabilmente il giorno dopo sarà guardato con scarso interesse 
e diffidenza, quando non addirittura con un pizzico di disgusto...
ma del resto che importa se "tanto poi finisce tutto nello stomaco?".
Ecco, io una cosa voglio dirla. Qui non si sta parlando di manie da perfezionista
o di fissazioni da maestrina, ma di puro, sano, etico rispetto per il cibo.
Non voglio essere retorica in questo, perchè molto di quello che cucino è indiscutibilmente
superfluo ai fini puramente nutrizionali e sarei davvero fuori luogo, ma il cibo che passa
sulle nostre tavole va rispettato e non sbattuto qui e lì come fosse solo "roba".
Allora può accadere di rendersi conto che "il bello" estetico dei nostri cibi non sia più
una sovrastruttura superflua, ma espressione esteriore di un rispetto profondo. 
E allora sì che si ama il cibo... non mangiare.




Per 12 persone (golose)
Per il pan di spagna io uso da tempo la ricetta di Montersino, solo che la mia versione può considerarsi facilitata dato che io unisco gli ingredienti a freddo senza i passaggi sul fuoco previsti dalla ricetta originale (il maestro mi perdonerà :o).
La trovo davvero buonissima e perfetta, in termini di gusto e consistenza, per le classiche torte farcite e umide.
Gli ingredienti necessari sono:
250 g di uova
175 g di zucchero
150 g di farina
50 g di amido
un pizzico di sale
estratto di vaniglia o scorza di limone grattugiata a piacere
Montate le uova intere con lo zucchero e il pizzico di sale usando le fruste elettriche. Mano a mano di trasformeranno in un composto chiaro, spumoso e gonfio. Capirete che è il momento di aggiungere gli altri ingredienti quando alzando le fruste e facendo colare l'impasto a filo dentro la ciotola in cui state lavorando, questo non si uniformerà immediatamente al resto dell'impasto, ma lascerà il segno per alcuni secondi.
Aggiungete poco a poco, mescolando con un cucchiaio di legno dal basso verso l'alto, la farina e l'amido setacciati per non formare grumi. Cercate di non sgonfiare il composto, ma lavorate con decisione.
Versate in uno stampo a cerniera col fondo foderato di carta da forno e i bordi imburrati e infarinati e infornate subito a 180° per circa 20 minuti. 
Sfornate e lasciate raffreddare del tutto su una graticella prima di procedere a tagliare gli strati (anzi, preparare il pan di spagna il giorno prima sarebbe una soluzione ideale).

Tagliate a dadini delle fragole e "conditele" con abbondante zucchero e un cucchiaio di limone. Lasciandole macerare per un po' otterrete tutto il succo profumato che vi sarà utile in seguito per preparare la bagna per la torta.

Per la crema pasticciera mettete a bollire a fuoco basso 1/2 litro di latte con un cucchiaino di estratto vi vaniglia. Nel frattempo mescolate con una frusta a mano un uovo intero, 3 cucchiai di fecola di patate e 100 g di zucchero fino a che non ci sono più grumi.
Appena il latte sta per bollire spostatelo momentaneamente dal fuoco e aggiungetene un mestolino al composto d'uovo. Mescolate per amalgamare, quindi aggiungete un secondo mestolino e amalgamate anche questo. Versate il composto d'uovo allungato col latte caldo al resto del latte in pentola, quindi rimettete il tutto sul fuoco e mescolate con cura fino a che la crema non diventa densa (sempre a fuoco basso). Tenete presente che la crema, una volta raffreddata, acquisisce maggiore consistenza, quindi potete spegnere il fuoco quando è ancora leggermente morbida, ma restano evidenti i segni lasciati dal cucchiaio nel mescolare. 
Se siete veramente golosi a questo punto potete anche aggiungere 100 g di cioccolato bianco spezzettato (non è obbligatorio per la buona riuscita della crema). Mescolando si scioglierà subito nella crema bollente.
Io solitamente trasferisco la crema in una ciotola di alluminio sottile che metto a bagno in acqua fredda in modo da farla raffreddare più velocemente. La mescolo solo di tanto in tanto per non far formare la pellicola superficiale a contatto con l'aria mentre mi occupo d'altro.

Per la bagna riempio per metà di zucchero un bicchiere da microonde da 300 ml e riempio l'altra metà d'acqua. Faccio quasi bollire al microonde e mescolo per sciogliere lo zucchero e ottenere uno sciroppo molto leggero che profumo con un cucchiaio di maraschino (facoltativo). In questo caso ho messo molta meno acqua, perchè ho aggiunto al posto della dose d'acqua mancante il delizioso succo rilasciato dalle fragole.
Se volete procedere anche voi in questo modo ricordate di scaldare solo lo zucchero con poca acqua e di aggiungere solo successivamente e quasi a freddo lo sciroppo delle fragole che in questo modo mantiene tutta la sua freschezza e non acquista il sapore di fragole cotte che è buono, ma decisamente differente.
Comunque decidiate di procedere, qualunque profumo decidiate di dare alla vostra bagna vi basterà solo tener presente questo rapporto di metà e metà del bicchiere da 300 ml.

Ora avete tutti gli elementi per assemblare la torta. Tagliate il pan di spagna in tre dischi e poggiate il primo sul piatto su cui intendete servire la torta. Distribuite la bagna a cucchiaiate senza esagerare, e avendo cura di bagnare tutto il disco, quindi aggiungete la crema (ben fredda), i dadini di fragola scolati da eventuale succo residuo e proseguite nello stesso modo per una seconda volta terminando con l'ultimo strato di pan di spagna bagnato anch'esso con lo sciroppo profumato alla fragola.

Montate 500 ml di panna fresca (zuccherandola a piacere con lo zucchero a velo) fino a che non risulta ben soda, quindi trasferitela in una tasca da pasticciere con bocchetta a stella larga e cominciate a formare le rose.
Può sembrare difficile, ma non lo è. Dovete formare dei motivi a spirale partendo dal centro verso l'esterno disegnando una sorta di chiocciola. 
E' lo stesso disegno che ho spiegato tempo fa nel post "Rose di Cupcakes", se volete potete dare anche un'occhiata a quello.
Riempite gli spazi che restano fra una rosa e l'altra con dei ciuffi di panna in modo da formare un manto omogeneo a coprire la torta. Conservate in frigo fino al momento di servire e credetemi... farete un figurone.




NOTE: senza dubbio il decoro sarebbe risultato più preciso e gradevole con la glassa al burro che si usa per le cupcakes, ma ammetto che non me la sono sentita :o) 


Con questa ricetta partecipo al contest "Cucinando... Decorando"
del blog "Farina, Lievito e Fantasia"

giovedì 1 marzo 2012

Torta Salata di Zucca, Gorgonzola e Castagne

Nei giorni scorsi ho sfogliato, anzi sarebbe più giusto dire  gustato, il libro speditomi
come premio da Eri di Bryce's House, "Torte Dolci e Salate" di Helen Aitken.
Nella sezione dedicata al salato, ho trovato una marea di quelle cose
 che piacciono a me, quel tipo di cucina rustico, ma mai sgraziato, 
che fa subito casa e sa di tradizioni proprie e altrui.
La farcitura della torta salata che vi propongo oggi è stata scelta di testa mia
(perchè per certe cose c'è poco da fare, se la testa è dura è dura!), 
ma mi sono lasciata ispirare per la presentazione da una delle 
appetitosissime torte presenti nel libro.
Senza dubbio troverò tante altre idee, perchè ogni pagina mi fa dire "guarda che 
buona questa... e guarda che bella quest'altra... e guarda che bella guarnizione".




Tagliate a cubetti 600 g di zucca e fatela cuocere a vapore fino a che non è abbastanza morbida da poter essere schiacciata con una forchetta, quindi trasferitela in una padella antiaderente con un filo d'olio e un cucchiaio di burro e lasciatela su fuoco dolce, senza smettere di girarla, per "asciugarla".
Condite la polpa della zucca con sale, pepe, noce moscata grattugiata fresca e 25 g di parmigiano grattugiato. Tenete da parte e lasciate raffreddare. 
Srotolate due sfoglie di pasta brisè tonda. Scegliete la teglia in cui cuocerete la torta, capovolgetela al centro della prima sfoglia e usatela come guida per effettuare un taglio lungo tutta la circonferenza. Il cerchio che otterrete sarà la parte superiore della torta.
Vi rimarrà un bordo eccedente piuttosto ampio, quindi incidete una seconda circonferenza che lo percorra interamente dividendola a metà (come vedete in foto).
Con la seconda sfoglia, rivestite il fondo della  teglia senza togliere la carta forno presente nella confezione. Fate aderire bene la pasta alla superficie della teglia e rifilate la parte in eccesso a filo col bordo della teglia.
Nel procedere in questa manovra cercate di ottenere un'unica, lunga striscia di pasta perchè anche questa potrà essere usata per formare le "roselline".
Tagliate gli anelli di pasta in un punto a piacere e da lì cominciate ad avvolgere le strisce su se stesse per ottenere delle piccole spirali. Tagliate quando siete soddisfatti delle dimensioni e procedete con una nuova rosellina fino ad ultimare la pasta. 
Non stringete queste piccole spirali in maniera troppo fitta, lasciatele morbide.
Cospargete il fondo della sfoglia che fodera la teglia con abbondante parmigiano grattugiato ed una manciata di pane grattugiato che aiuteranno ad assorbire un po' dell'umidità della zucca. Distribuite la polpa uniformemente, quindi aggiungete su tutta la superficie delle noci di gorgonzola (150 g circa) e 100 g di castagne lessate.







Coprite il tutto col disco di pasta tagliato a misura e premete con le dita lungo i bordi per far aderire i due strati di pasta e sigillare la torta, quindi rifilate con una rotella dentellata e piegate i bordi verso l'interno.
Spennellate con un tuorlo misto ad un cucchiaio di latte ed applicate le roselline tenute da parte distribuendole a piacere. Spennellate anche queste col tuorlo.
Infornate a 200° per circa 30 minuti.

Io, per mantenermi in questa atmosfera un po' retrò ho scattato anche una foto della torta messa a raffreddare sul davanzale della finestra in cucina (fa molto Nonna Papera, vero?).
Come sempre vi consiglio, non siate frettolose come me :op e aspettate che la torta abbia riposato a lungo prima di tirarla fuori prendendo la carta forno dai bordi.
Trasferitela sul piatto da portata e sfilate da sotto la carta forno. Se l'umidità della torta rende difficile questa manovra, aiutatevi passando una spatola fra il fondo e la carta mentre tirate.





mercoledì 25 gennaio 2012

Red Velvet Cake al Cacao (per la cena di San Valentino?)

Questo è veramente il post degli innamorati perchè se oggi posso condividere con voi 
questa ricetta è solo per merito del mio indomito fidanzato, che sfidando 
i problemi di distribuzione della merce a livello nazionale e le leggi di mercato, 
è riuscito a trovare le rose rosse senza le quali questa torta non sarebbe la stessa.
Quale dolce migliore di questo per celebrare l'unione con un uomo così paziente?
Questa è la variante al cacao, quindi non di un rosso acceso (che devo dire
mi inquieta un po'), ma di un marrone intenso con sfumature rosse 
che contrasta magnificamente col candore della cremosa glassa 
al formaggio che è la più classica copertura adoperata per la Red Velvet.
La ricetta originale prevede l'uso del latticello (che da noi non è facilissimo trovare,
ma che può essere sostituito o con una miscela composta da parti uguali di latte 
e yogurt intero o latte con l'aggiunta di un cucchiaio di aceto bianco o succo di limone)
che sembra sia il vero responsabile della colorazione rossastra per via di 
una reazione chimica col cacao.
La glassa poi, è deliziosamente dolce e corposa, vagamente acidula,
e si prepara in due minuti. Cosa chiedere di meglio? 




Foderate sia il fondo che i bordi di uno stampo a cerniera (da 18 cm) con carta da forno imburrata. Otterrete una torta dalla superficie perfettamente liscia e sarà più facile glassarla.
Accendere il forno e impostatelo sui 180°.
In una scodella pesate 180 g di farina 00, 1 cucchiaio di cacao amaro, 1 pizzico di sale. Mettete da parte.
In una seconda scodella unite con le fruste elettriche 150 g di olio di semi, 180 g di zucchero, 1 uovo grande intero e un cucchiaio di estratto di vaniglia. Aggiungete 80 g di yogurt bianco e 25 ml di latte intero e quando il composto è omogeneo aggiungete gli ingredienti secchi e montate con le fruste per qualche minuto.
Per quanto riguarda il colorante rosso non vi do delle dosi perchè molto può variare a seconda del tipo di colorante, quindi valutate voi quando siete soddisfatti della gradazione di colore ottenuta. 
In una tazzina mescolate 1 cucchiaio di aceto bianco con un cucchiaino di bicarbonato, aggiungete questa mestura all'impasto e montate ancora un minuto.
Versate nello stampo foderato, infornate e cuocete per circa 50 minuti (ma verificate sempre con la prova dello stuzzicadenti). 
Sfornate e fate raffreddare del tutto, quindi eliminate la carta da forno. Capovolgete la torta (il fondo deve diventare la superficie) e dividetela in due strati.

Per la glassa niente di più semplice: montate con le fruste per due minuti 250 g di philadelphia, 125 g di zucchero a velo non vanigliato e 2 cucchiaini di estratto di vaniglia. 




Posizionate il primo disco sul piatto da portata e farcite con uno strato di crema, quindi posizionate il secondo disco avendo cura che i bordi coincidano per avere meno problemi al momento di glassare.
Riguardo la glassatura io procedo così: con un coltello a lama liscia prelevo un po' di glassa e la spalmo senza troppa cura lungo tutto il bordo; metto diverse cucchiaiate di glassa al centro della torta e la spatolo verso i bordi facendola eccedere lungo i margini; comincio a spatolare i bordi col coltello ruotando contemporaneamente il piatto e solo quando sono del tutto soddisfatta dei bordi spatolo la superficie dall'esterno verso l'interno della circonferenza.
Per decorare con le rose come in foto ricordare di foderare ogni gambo tagliato con un pezzetto di carta alluminio per evitare che la glassa assuma odori e sapori "erbosi". 
I puntini rossi sono realizzati con la stessa glassa avanzata.




Con questa ricetta partecipo al contest cibo & baci
ideato da About Food e Smartbox

mercoledì 18 gennaio 2012

Idee Decoro: rose di cupcakes

San Valentino si avvicina, quindi è bene non farsi trovare impreparati.
Per chi non fosse troppo pratico con i lavori in pasta di zucchero, ma 
volesse comunque realizzare un dolcetto esteticamente gradevole e romantico,
questa è una buona idea.




Preparate le cupcakes e la glassa come d'abitudine (se volete, consultate il post "Cupcakes: ricetta base"). Colorate la glassa con poche gocce di colorante alimentare alla volta, per essere sicuri di ottenere la gradazione desiderata.
Per ottenere questo decoro che evoca le rose scegliete una bocchetta a stella piuttosto grande. 
Le classiche cupcakes solitamente si decorano con un riccio di glassa partendo dall'esterno  della tortina verso l'interno con un movimento a spirale e verso l'alto (per ottenere la punta finale in cima).
In questo caso procedete al contrario: cominciate dal centro della tortina e, senza mai staccare la bocchetta e con un flusso continuo, spostatevi con un movimento a spirale verso l'esterno.
Questo movimento deve essere compiuto rimanendo sempre a contatto con la superficie della tortina.

lunedì 5 dicembre 2011

Casetta di Pan di Zenzero

Non molto tempo fa vi ho scritto di aver comprato 
Ieri non ce l'ho fatta più a resistere ed ho fatto la prova ;o)




Per prima cosa ho preparato la glassa/colla per assemblare la casetta.
Versate in una ciotola 200 g di zucchero a velo e aggiungete un cucchiaino di succo di limone.
Aggiungete dell'acqua poche gocce per volta. Dovete ottenere una pasta molto densa (simile al dentifricio). Trasferite la glassa in una tasca da pasticciere con bocchetta tonda piccolissima.
Assemblate prima le pareti, poi il tetto (mettete la prima metà del tetto ed aspettate che sia solida prima di procedere con l'altra). Se volete essere più sicuri, dopo aver unito le quattro pareti con la glassa posizionate su ciascun lato un sostegno. Anche dei semplici barattoli che avete in cucina vanno bene (io ho fatto così). Posizionateli ben attaccati a ciascuna parete in modo che ogni parete eserciti una certa pressione versa l'altra a cui deve unirsi. 
Assemblate il comignolo a parte, aspettate che si asciughi bene e posizionatelo dove preferite in cima al tetto. Questa glassa è molto pastosa e si asciuga piuttosto velocemente, quindi non avrete grosse difficoltà nell'effettuare le manovre che ho descritto.

Ora che avete costruito la casetta potete sbizzarrirvi con la parte più divertente: le decorazioni!
Io ho rimarcato i profili della porta, delle finestre e dei rombi sul tetto per primi.
Poi ho aggiunto i confettini con un punto di glassa.
Alla base delle finestre, del comignolo e lungo tutto il bordo del tetto ho riprodotto delle stalattiti. Procedete nel seguente modo: tracciate una linea di glassa fresca lungo il bordo del tetto (procedete un segmento per volta), tracciate dei grossi punti di glassa su questa linea premendo delicatamente la tasca, quando avete una goccia grande come una perlina smettete di premere la tasca ed allontanate lentamente la bocchetta dalla goccia. Questa si "tenderà" allungandosi e spezzandosi formando la punta della stalattite.
Procedete così in tutti i punti che intendete decorare in questo modo. 

Per gli alberelli di Natale formate dei coni ben stretti con carta da forno e bloccateli alla base con una spillatrice. Fondete del cioccolato fondente e versatene un cucchiaino in ogni cono. Fatelo aderire uniformemente alle pareti e se avete difficoltà, o se si formano bolle d'aria, aiutatevi con uno stuzzicadenti per far arrivare il cioccolato fuso fino alla punta. Fate indurire del tutto il cioccolato e staccate delicatamente la carta.
Decorate gli alberelli con la glassa di zucchero a velo partendo dalla base e seguendo un motivo a spirale (il modo migliore è appoggiare l'alberello in piedi su un piano, tenerlo delicatamente dalla punta e farlo ruotare mentre con l'altra mano si traccia la spirale di glassa). 
Decorate gli alberelli con i confettini che preferite (io ho optato che un classico oro natalizio)

Per presentare la casetta ho scelto un piatto in vetro dalla forma irregolare che ricorda il ghiaccio, l'ho cosparso di zucchero a velo per simulare la neve, ho posizionato casa e alberi e ho fatto cadere altro zucchero a velo con un passino anche sul tetto (ma senza esagerare per non coprire il disegno e le caramelline).
Come tocco finale ho disegnato piccole impronte sulla neve con i rebbi di una forchetta di legno, segno che il piccolo abitante della casa è passato da poco :o)

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