Visualizzazione post con etichetta dolci di natale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta dolci di natale. Mostra tutti i post

venerdì 21 dicembre 2012

Maxi Cookies per regali in extremis. Auguri a tutti!

Domani non sarà solo la fine del mondo, sarà anche il mio compleanno e dato che 
compirò ben 31 anni, mi sembra ovvio che i Maya abbiano scelto questo data.
Proprio poco fa un mio amico di vecchia data, uno di quelli che ti fanno sempre gli auguri con estrema puntualità, mi telefona e mi fa "Ciao Vale, lo so che il tuo compleanno è domani, ma visto che dicono che finirà il mondo, ti chiamo oggi". Immaginate l'allegria.
Per dirla con dei versi molto famosi, che tutti conoscerete:

Quant'è bella giovinezza,
Che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
Del doman non v'è certezza.

Senza volermi lamentare più del necessario, viviamo in tempi in cui compi  trent'anni e in certi momenti sulle spalle te ne senti centotrenta. Per questo motivo, in un Natale segnato per molti da attimi di tristezza, qualche rinuncia, molte ingiustizie, io voglio augurare a tutti (i buoni, i cattivi si fottano) la capacità di trovare serenità nonostante gli ostacoli, di non farsi abbattere dalle brutture che ci circondano e di saper ridimensionare 
i propri problemi in una nuova prospettiva.

Auguri

***

Vi lascio questa ricetta per un pensierino da realizzare anche all'ultimo momento
visto che basta impastare tutto insieme e non sono richieste particolari accortezze.
Questi cookies sono la versione croccante, che io preferisco a quella chewy 
(mi do un tono come la Fornero oggi), e piacciono praticamente a tutti.
Nell'impasto sono presenti dei piccolissimi dadini di arancia candita e per quelli che 
passano i dopocena natalizi dedicandosi alla fine arte dell'individuazione ed eliminazione dei canditi dal panettone, voglio dire che anche io li detesto, ma in questi biscotti, tritati così sottili diventano una componente irrinunciabile per il profumo di Natale. Inoltre
proprio per calibrarne la dolcezza estrema ho scelto del cioccolato fondente dal marcato sapore amaro, non il solito cioccoblocco fondente. Credetemi, fa la differenza.
A proposito di fare la differenza, sono vietate le gocce di cioccolato e la granella
di frutta secca. Gran parte del piacere dell'addentare un biscotto come questo sta 
nel trovare dei pezzi croccanti e consistenti sotto i denti.

Un biscottone incartato singolarmente e chiuso con un bel cordoncino rifinito da un'etichetta a tema natalizio (su internet potete trovare una fonte inesauribile di free printables per fare le vostre etichette in casa) regalerà di certo un sorriso.




Per 9 maxi cookies
Lavorate a crema con un cucchiaio 125 g di burro ammorbidito (non fuso), 130 g di zucchero di canna e un pizzico di sale.
Aggiungete un uovo intero (piccolo), amalgamatelo al burro e unite 200 g di farina 00 e 1/2 cucchiaino raso di bicarbonato.
Unite all'impasto 80 g di cioccolato amaro e 50 g di noci pecan 

tritati in pezzi grossolani, 40 g di arancia candita tritata piuttosto finemente e 25 g di pistacchi  al naturale tagliati a metà.

Prelevate delle porzioni di impasto con le mani, formate delle palline piuttosto grosse (per regolarvi con le dimensioni tenete presente che dovreste ottenere 9 biscotti) e disponetele ben distanziate su una placca di alluminio rivestita di carta forno. Appiattite ciascuna sfera di impasto col palmo della mano, il resto lo farà il calore del forno che sciogliendo la ricca componente di burro farà appiattire e allargare ulteriormente i mucchietti di impasto.
Cuocete in forno a 170° per circa 25 minuti.
Quando li sfornerete saranno morbidi, quindi siate delicati usando la paletta per trasferirli  su una graticella. Appena freddi diventeranno croccanti.
Si conservano per diversi giorni se ben chiusi in un contenitore ermetico.


martedì 18 dicembre 2012

Tegoline di Croccante alle Mandorle, Arancia e Sciroppo d'Acero. Fallimenti in cucina.

Pochi giorni fa ho accennato a un esperimento fallimentare svoltosi nella mia
cucina e tutti a scrivermi "ma no, non ci credo, non può essere". Io vi ringrazio tantissimo
per la fiducia che mostrate di avere nelle mie capacità, ma vi assicuro che di - lo voglio proprio dire - cagate pazzesche ne sono passate diverse nella mia cucina.
Alcune possono essere recuperate trasformandosi in qualcosa di completamente diverso dal progetto iniziale, ma comunque accettabile o addirittura buono... ma altre proprio no!
Questi disastri culinari ovviamente non finiscono sul blog, tuttalpiù finiscono nella
spazzatura con mio grandissimo disappunto perchè detesto buttare il cibo, ma nemmeno posso mangiare a forza un pan brioche così duro da poterlo usare come ariete per sfondare la porta blindata del caveau di una banca! Comunque, visti i tempi di crisi, se 
avete in mente di programmare una rapina, contattatemi e vi passo la ricetta.
Del babà, dolce per cui letteralmente vado matta, non ne parliamo. Ho provato diverse
volte, ma tutto è venuto fuori meno che quella delizia spugnosa che puoi bagnare e strizzare nel palmo della mano per poi vederla magicamente rigonfiarsi.
Macché, una vera schifezza!
Le prime volte, molti anni or sono, che provai a fare le meringhe, uscirono fuori delle frittelle piatte e gommose perfette per giocare a freesbee col cane, tanto nemmeno lui avrebbe avuto il coraggio di mangiarle. Stessa forma e consistenza la prima volta che 
provai a preparare in casa le paste di mandorla.
Proprio pochi giorni fa ho provato una torta d'albumi che una volta cotta aveva la stessa 
consistenza del caucciù... o di una palla pazza, non posso dirlo con certezza perchè ho
avuto troppa paura a provare a farla rimbalzare per scoprirlo.
La verità è che l'arte della cucina, e in particolar modo della pasticceria, è ricca di  conoscenze che è opportuno possedere e piccole dritte che è bene scoprire con l'esperienza e senza le quali si rischia di far finire nella pattumiera anche il migliore dei propositi. 
Come al solito, se volete approfittare di questo spazio e condividere i vostri
fallimenti, sarà un vero piacere consolarci a vicenda.

PS Forse semplicemente certe cose hanno radici lontane ed era tutto già scritto
quel giorno in cui da bambina volevo preparare il fruttolo mischiando frutta e formaggio.

***


Oltre alla bontà di queste tegoline, un ottimo motivo per preparare questa ricetta è che riempirà la vostra casa di profumo di Natale. L'odore dello zucchero caramellato misto alla scorza d'arancia è veramente irresistibile e ricorda l'atmosfera dei mercatini dove non può
mai mancare una bancarella che venda croccante e vari tipi di frutta secca glassata.
Si prepara nel giro di poco e piace praticamente a tutti, inoltre si conserva per diversi giorni se chiuso in una scatola di latta lasciata in un luogo fresco, quindi costituisce un'ottima risorsa da tenere in casa magari per le giocate a carte con gli amici.
Mantenendo lo stesso peso, potete anche usare diversi tipi di frutta secca.





Per una decina di tegoline
Preparate su un tagliere un foglio di carta alluminio oleato con olio di semi. Formate un velo d'olio stendendolo sulla carta con un tovagliolino di carta piegato più volte.
Ungete anche una spatola e tenetela a portata di mano per stendere il croccante.
Versate in un pentolino dal fondo spesso 100 ml d'acqua, 50 ml di sciroppo d'acero, la scorza grattugiata di un'arancia e 400 g di zucchero. Mettete a cuocere su fuoco vivace e fino a che lo zucchero non si è sciolto, non mescolate con un cucchiaio (rischiereste di formare dei cristalli separati dal caramello fluido), ma limitatevi a scuotere la pentola con un movimento rotatorio in modo che il caramello si mescoli senza bisogno di usare una posata.
Nel frattempo tostate a fuoco basso in una padella antiaderente 160 g di mandorle a lamelle mescolando spesso per non farle bruciare. Quando siete soddisfatti spegnete il fuoco e lasciatele in padella.
Quando il caramello è ancora molto fluido e comincia appena a imbiondirsi, versatevi le lamelle e mescolate brevemente con un cucchiaio, quindi proseguite la cottura fino a che non acquista un colore ambrato. 

A questo punto spostate dal fuoco giusto il tempo necessario a far scomparire le bolle in superficie agitando con movimento rotatorio la pentola e versate il caramello con le lamelle sulla carta oleata.
Fate molta attenzione in questa fase perchè il caramello è davvero rovente e procedete velocemente a spatolarlo perchè si rapprende nel giro di poco.
Aspettate un minuto e tagliate il croccante come preferite. Io ho formato delle barrette, ma potete anche tagliarlo in piccoli quadratini o semplicemente spezzarlo con le mani in pezzetti irregolari una volta che si sarà raffreddato del tutto. Io però vi avviso, più piccoli li taglierete e più ne mangeranno i vostri ospiti :o)

Importante - se non siete riusciti a stendere il croccante in maniera uniforme o vi si è incollato tutto, potete rimediare. Preparate un nuovo foglio di carta alluminio oleato, versate un po' d'acqua nella pentola che avete usato, spezzettate il croccante e rimettetelo in pentola su fuoco vivace a fondere nuovamente e ripetete il tutto nello stesso modo.





mercoledì 21 novembre 2012

Mendiants al Cioccolato Bianco: il Natale in 20 grammi. E per le amiche sicule...

Oggi, come qualcuno di voi avrà notato, ho avuto dei problemi "tecnici" qui sul blog.
Ho lavorato OTTO ORE per ripristinare il tutto. Spero che ora sia tutto ok e 
ringrazio le premurose amiche che mi hanno segnalato la cosa.
Ora sono esaurita, quindi vi lascio al post che avevo programmato
di pubblicare questa mattina :o)
Ah, dimenticavo. Ho deciso di cominciare a usare il profilo Google+ per
condividere le mie e le vostre ricette. Non ho affatto chiaro come funzioni, ma
ieri ho trovato molte di voi e le ho incluse nelle mie cerchie, se vi va fate lo stesso.

***

Oggi voglio ringraziare Ale per aver scelto QUESTA mia ricetta per il bel contest ideato da Roberta de "Il Senso Gusto". Vi invito ad andare a trovarla perchè ha creato una variante (la trovate clickando QUI) molto golosa della ricetta originale, che vale proprio la pena di provare e che di certo conquisterà gli appassionati di cioccolato bianco.

Dato che parliamo di cioccolato bianco... 
Di certo molti di voi li conosceranno già, ma per gli altri ecco un dolce semplice, goloso,
elegante e facilmente personalizzabile in mille modi (cosa si può chiedere di più a un dolce davvero non lo so) da proporre nel periodo natalizio. Finiranno in un attimo.
I mendiants altro non sono che delle "placchette" di cioccolato con frutta secca varia
originarie della Francia dove non possono mancare in nessun negozio di praline.
Potete scegliere qualunque tipo di frutta secca senza limitarvi alle classiche noci, mandole
o uvette, ma sbizzarrendovi con fichi o datteri secchi, pesche disidratate, noci di macadamia e tutto quello che vi sembra più invitante. Non ponetevi limiti e se
volete "osare" usate anche frutta secca salata, diventeranno speciali.
Io sui miei ho messo noci pecan, pistacchi al naturale, arancia candita, e mirtilli 
rossi disidratati, ma non fosse stato per un limite fisico di spazio avrei messo anche altro!
Trattandosi di un dolce semplicissimo è essenziale trattare opportunamente il 
cioccolato temperandolo. Questo fa veramente la differenza.
Avete presente quando spezzando una tavoletta di cioccolato questa oppone una
certa resistenza e poi si rompe in un "tac!" risultando croccante e non burrosa sotto 
le dita? Ecco, è merito del temperaggio che fa sì che il burro di cacao si cristallizzi in maniera stabile mentre nel caso del cioccolato semplicemente sciolto e lasciato nuovamente indurire, questa cristallizzazione avviene in modo irregolare.
Le istruzioni per il temperaggio che troverete a seguire sono tratte 
dal libro "Chocolate Desserts" di Pierre Hermé.
Armatevi di termometro.

***

So che ci sono molte amiche sicule. Se vi piacciono i decori e il porta bon bon,
a forma delle tipiche peppermint candies, che vedete nelle foto che seguono e nel periodo natalizio vi trovate a fare un salto a Taormina, dovete passare al negozio "l'erbario" e troverete questo e molto altro. Si trova al numero 3 del Corso e troverete ad accogliervi il gentilissimo proprietario che letteralmente vi accudirà spiegandovi tutto lo spiegabile sui bellissimi oggetti che troverete fra i suoi scaffali.
 Seguite il mio consiglio e di certo non uscirete senza aver acquistato qualcosa.


Se guardate bene in questa foto ci sono anche io ;o)


Per 10 mendiants grandi

Per il temperaggio procedete nel seguente modo (valido per cioccolato bianco e al latte):
1 - Tagliate a pezzetti 200 g di cioccolato bianco e mettetelo in una scodella che possa andare in microonde, quindi, a bassa temperatura e controllando a brevi intervalli, fate fondere il cioccolato fino a portarlo a una temperatura fra 45° e 49°.
2 - Lasciate raffreddare il cioccolato fino a che non raggiunge una temperatura di 27°.
3 - Scaldatelo nuovamente, ma dato che la temperatura deve salire di poco, solo fino a una temperatura fra 29° e 31°, non di più, fate molta attenzione e non lasciatelo nel microonde per più di una manciata di secondi per volta per verificarne la temperatura.

Il microonde senza dubbio velocizza le manovre, ma è anche più difficile da controllare, quindi se volete essere sicuri e stare tranquilli seguite le stesse indicazioni per le temperature, ma preparando un classico bagnomaria.

SCORCIATOIE ;o)
- Se volete velocizzare la fase 2 in cui la temperatura deve scendere, potete mettere a fondere nella fase 1 solo 150 dei 200 g di cioccolato e aggiungere i restanti 50 g al cioccolato fuso. In questo modo la temperatura scenderà velocemente di diversi gradi.
- Se ciò non bastasse, mettete il fondo della scodella col cioccolato fuso, in un tegame più grande con acqua fredda facendo molta attenzione a non far andare nemmeno una goccia d'acqua nel cioccolato. Non c'è bisogno che sia di frigo, basta quella corrente. Mescolate di tanto in tanto ai bordi per evitare che il cioccolato a diretto contatto coi bordi freddi della scodella si rapprendano e verificate frequentemente la temperatura perchè ci vorrà poco.
- Se sbagliate qualcosa non disperatevi, mettete nuovamente il cioccolato a scaldare e ricominciate da capo seguendo le tre fasi con le temperature indicate.




Ora il cioccolato è pronto. Foderate una placca con carta da forno e procedete così: versate piccole dosi di cioccolato, prendendolo con un cucchiaino, in mucchietti regolari piuttosto distanziati, modellate ciascun mucchietto col dorso del cucchiaino per dare una forma tonda al cioccolato, quindi battete con un certo vigore e ripetutamente la placca sul piano di lavoro. I mucchietti si appiattiranno allargandosi in dischi (ovviamente mettete la stessa quantità di cioccolato, regolandovi col numero di cucchiaini che versate in ogni mucchietto, per ottenere dischi della stessa dimensione).




Distribuite la frutta secca sui dischi ancora morbidi esercitando una lieve pressione e lasciate solidificare i mendiants a temperatura ambiente senza farvi tentare dall'idea di metterli in frigo perchè si tratta di un ambiente umido che è meglio evitare per il cioccolato.

sabato 17 novembre 2012

Pecan Pie allo Sciroppo d'Acero e le ingiustizie telefoniche

Se Dante riscrivesse oggi la Divina Commedia di certo in uno dei gironi la
pena eterna sarebbe avere rapporti con le compagnie telefoniche.
Già mi da fastidio ricevere telefonate a tutte le ore del giorno da quei poveri 
centralinisti che spesso si beccano sonori cazziatoni quando cercano solo di fare
il proprio lavoro e magari vorrebbero essere altrove, ma si sa che di questi tempi non
bisogna essere choosy (lo ha detto una maestrina autorevole... o autoritaria?).
Essere poi vittime di vere e proprie estorsioni mi fa veramente andare in bestia.
E sottolineo che estorsione è proprio la parola adatta, perchè essere costretti a pagare
per un servizio che non ha mai funzionato nemmeno per 3 secondi fra le mura di casa
solo perchè loro sono loro e noi non siamo un ca**o, per dirla alla Marchese del Grillo, 
e perchè spesso non si sa a chi rivolgersi, è veramente un'ingiustizia.
Beh, ieri questa ingiustizia nel nostro caso ha avuto fine.
E sapete per merito di chi? Chi fra voi segue il blog dagli albori e ha partecipato
al contest "Come Quelli Comprati" avrà sentito nominare l'Avvocato (con la A maiuscola
perchè su questo blog questo è il suo nome). Beh, lui è stato il nostro eroe impavido.
Chissà com'è che nel giro di non più di un mese e mezzo questa compagnia ha deciso
che in effetti non era più il caso che pagassimo per un servizio MAI avuto.
Sono certa che anche fra di voi qualcuno avrà subito queste prepotenze. Se è così
vi invito a visitare il portale che l'Avvocato ha creato appositamente per quest casi.
Lo trovate clickando QUI. Se vi fa piacere e volete sostenere i giusti in questo mondo
sempre più simile a una giungla per chi non sa come difendersi, dategli un'occhiata.

***

Preciso subito che questa pecan pie è una mia versione e non la ricetta originale.
Devo dire che un interno più umido non mi sarebbe dispiaciuto, quindi anche se ho 
ottenuto un buon risultato, la prossima volta ridurrò la quantità di farina

Non trovavo più queste noci da moltissimo tempo, quindi appena le ho viste, qualche
giorno fa, ho subito preso una busta. Non sapevo bene cosa farne in quel momento, ma 
sapevo che dovevo averle in casa! Riflettendoci su mi sono subito venute in mente 
le pecan bars e da lì ho deciso di preparare questa tortina profumata.
Questo dolce è ritenuto una specialità tipica degli Stati Uniti del sud e solitamente 
viene preparato per  il Ringraziamento e per Natale o comunque nei giorni di festa e 
viene accompagnato da panna montata.
Tradizione vuole che la pecan pie sia stata inventata dai francesi che, 
stabilitisi a New Orleans, conobbero queste noci tramite i nativi americani.
Gli ingredienti che la rendono particolare e le donano l'aroma e l'irresistibile colore ambrato scuro, sono lo sciroppo di mais e la melassa. Io nella versione che troverete qui
ho usato in parte melassa (per l'esattezza Golden Syrup, che è una melassa chiara, simile al miele, mentre la ricetta originale prevederebbe la melassa scura, leggermente più amara) e in parte sciroppo d'acero, ma potete anche sostituire la dose di melassa con la stessa quantità di sciroppo d'acero se non riuscite a trovarla.

Per chi non le avesse mai provate, queste noci hanno il guscio liscio e piuttosto
sottile, meno coriaceo rispetto alle noci più diffuse, e il frutto all'interno sembra anch'esso 
una versione più levigata del classico che siamo abituati a vedere sulle tavole natalizie
e hanno un gusto decisamente meno amarognolo rispetto a queste ultime.
Se volete saperne di più sulle proprietà nutritive potete clickare QUI.

Volevo ringraziare Simo di Simo's Cooking per aver menzionato questo 
blog fra quelli che ha inserito nella lista dei 100% affidabile.

Dimenticavo, la bellissima alzatina me l'ha regalata il mio bravissimo 
fidanzato per il primo compleanno del blog.




Per uno stampo da 20 cm
Per la base - ammorbidite nel microonde 50 g di burro e aggiungete 1 uovo piccolo, 40 g di zucchero,  150 g di farina 00, 1 cucchiaino di lievito per dolci, un pizzico di sale. Lavorate brevemente con un cucchiaio e quando avrete un impasto troppo denso da poter essere ancora lavorato in questo modo, trasferite il tutto sul piano da lavoro e impastate con le mani fino a ottenere una panetto liscio e omogeneo.

Per il ripieno - Con una frusta, a mano, amalgamate un uovo XL, 50 g di zucchero bruno (io non avevo più muscovado, che avrei preferito), 30 g di melassa, 50 g di sciroppo d'acero, 75 g di farina 00, 25 g d'olio di semi, 1/2 cucchiaino di cannella, un pizzico di sale.
Aggiungete 125 g di gherigli di noci pecan e mescolate con un cucchiaio.

Stendete piuttosto sottilmente la pasta preparata per la base e foderatevi l'interno dello stampo. Tagliate l'eccedenza di pasta dai bordi usando una rotella dentellata e bucherellate con una forchetta lo strato di pasta sul fondo per evitare che di formino bolle d'aria in cottura.




Versate il ripieno sulla sfoglia cercando di distribuire le noci in modo omogeneo e infornate a 180° per circa 25 minuti. Se trascorso questo tempo la pecan pie sarà cotta, ma la superficie ancora troppo pallida, spegnete il forno e accendete il grill, ma non perdete d'occhio la torta perchè nel giro di poco diventerà scura.






Con questa ricetta partecipo al contest


mercoledì 14 novembre 2012

Speculaas (o Speculoos) da fare con la tasca. Non molliamo mai!

A volte Babbo Natale i regali li porta in anticipo.
In questo caso però non è stato aiutato da piccoli elfi dalle orecchie e dalle scarpe a 
punta a confezionare il regalo che ho ricevuto, ma da tutti quelli di voi che sono accorsi in mio aiuto nella vita reale e qui in rete (non per questo meno reale).
Certo, le segnalazioni su FB non fanno certo pensare alla poesia del Natale, al calore
di un camino acceso, a un gioioso pacchetto con nastro e fiocco e con dentro un bel regalo da scoprire, ma si vede che di questi tempi la poesia ha dovuto imparare a nascondersi fra
realtà profane e tristi mistificazioni, ma tant'è che resiste e questo è l'importante.
Oggi che quella pagina non c'è più,  vi ringrazio e spero davvero che queste 
siano le mie ultime parole dedicate a questa brutta vicenda.

Per festeggiare, biscotti dedicati proprio a lui... e a voi!

Gli Speculaas (o Speculoos) sono dei biscotti dal particolarissimo gusto speziato e dal caldo colore caramellato, tipici del Belgio, che si preparano in occasione del giorno di 
San Nicola. Il loro nome pare derivi dal fatto che venivano preparati imprimendo, con degli appositi attrezzi di legno intagliato, dei disegni appunto "speculari" raffiguranti 
motivi tipici della tradizione popolare.
San Nicola è molto popolare in alcuni paesi europei e i coloni olandesi ne portarono il 
culto a New York e con esso la festa di Sinterklaas (il compleanno del Santo). E' da questa figura che, come molti di voi sapranno, nasce il mito di Santa Claus e, da noi, di Babbo Natale. Ah, il suo compleanno è il 6 dicembre.

Ho preparato questi biscotti con la tasca da pasticciere per due motivi: 
non ho avuto la pazienza di aspettare che l'impasto molto morbido "maturasse" in frigo; volevo ottenere delle sfoglie sottili e friabili come quelle con le scaglie 
di mandorla, che si trovano in commercio in alcune confezioni di biscotti misti.
Io non avevo scaglie di mandorla per un semplice motivo: le vendono in bustine
talmente strapazzate che bisognerebbe parlare di farina, non di scaglie!
Ho tagliato dei pistacchi al naturale a fettine sottili usando un coltello molto affilato.
Alla fine ho scoperto che il verde acceso dei pistacchi non era niente male ;o)




Lavorate a crema con le fruste elettriche 100 g di zucchero muscovado (quello scuro e umido) con 100 g di burro morbido e un buon pizzico di sale
Potete provare a usare lo zucchero di canna in alternativa, ma devo dirvi che il risultato non sarà lo stesso sia per il colore che per il sapore dato che lo zucchero muscovado è molto aromatico.
Aggiungete un uovo medio e montate ancora per un minuto.
Unite a questa crema le spezie in polvere: 1 cucchiaino di cannella, 1/2 cucchiaino di zenzero, 1/2 cucchiaino di cardamomo, una punta di cucchiaino di chiodi di garofano (tenetevi bassi o rischia di essere preponderante), un pizzico di pepe bianco, una grattugiata di noce moscata.
Montate brevemente per distribuire uniformemente le spezie.
Aggiungete 150 g di farina 00 e montate fino a ottenere un composto morbido e omogeneo. 
A questo punto vi suggerisco di assaggiare un pizzico d'impasto per decidere se le spezie vi sembrano ben calibrate o se è il caso di aggiungerne ancora.

Rivestite una placca di alluminio con carta da forno.
Per la tasca da pasticciere ho usato una bocchetta a nastro di quelle con un lato liscio e uno dentellato. Trasferite l'impasto nella tasca e formate delle "barrette" (come vedete in foto) tenendo il lato liscio della bocchetta rivolto verso l'alto.




Data l'alta percentuale di burro, i bastoncini di impasto tenderanno a sciogliersi in cottura, quindi distanziateli fra di loro. Potete anche metterli un po' più vicini di come ho fatto io che per prudenza mi sono tenuta molto larga. In questo modo riuscirete a fare meno infornate.
Cospargete ogni bastoncino con scaglie di pistacchio (o mandorla se preferite) e premete delicatamente con i polpastrelli per farle aderire alla superficie del bastoncini.
Infornate per circa 15 minuti a 180°. Se vedete che accennano a colorare ai bordi abbassate pure la temperatura (il risultato auspicabile è una colorazione omogenea, non dei bordi dorati rispetto a una parte centrale chiara come nel caso delle lingue di gatto).
Quando sfornerete i biscotti risulteranno morbidi, quindi procedete con cura nel trasferirli su una graticella. Raffreddando diventeranno friabili e croccanti.




Foderate l'interno di una scatola di latta con della carta da forno. Se conserverete i biscotti  del tutto raffreddati, ben chiusi, dureranno a lungo e conserveranno la friabilità.

domenica 11 novembre 2012

Swirl Meringues, mille grazie e una parola.

Mille volte grazie per tutte le parole affettuose che mi avete scritto.
Se qualcuno nutriva ancora qualche dubbio sul fatto che quella dei food blogger
fosse una vera comunità e non solo una massa di singoli invasati, fanatici, esaltati
 ai fornelli solo per velleità voi avete dato la prova incontestabile che non è così.

Ah, già che ci siamo...
Velleità è un sostantivo femminile che significa desiderio ambizioso ma inconcludente.
aspirazione irrealizzabile, troppo superiore alle effettive capacità personali.

*** 

Oggi è il 9 novembre e per quanto mi riguarda è giunto il momento di 
pensare al Natale e anche se può sembrare prematuro, non credo lo sia visto 
che si finisce sempre per essere troppo affaccendati e nervosi - direi perfino elettrici - quando si lasciano tutti i preparativi all'ultimo momento.
E poi diciamoci la verità, il bello del Natale è proprio l'attesa.

A questo mondo una cosa è certa: Martha Stewart è una fonte inesauribile
di spunti, idee, soluzioni geniali, ma allo stesso tempo pratiche e di grande effetto.
Ho visto per la prima volta queste bellissime meringhe sul suo sito molto tempo fa.
Per la ricetta della meringa ho usato quella che uso di solito e che è semplicissima 
perchè basta pesare l'albume e aggiungere lo stesso peso di zucchero a velo non
vanigliato e di zucchero semolato con un rapporto di  1:1:1.
Una cosa sola mi permetto di dire: Martha Stewart consiglia di formare tre
strisce di colorante lungo la superficie interna della tasca da pasticciere con cui
poi andranno formate le meringhe, ma in questo modo le mie risultavano del tutto colorate, quindi ho optato per due strisce, poste l'una di fronte all'altra, per
ottenere il risultato che vedete in fotografia.
Io trovo che sia un'ottima idea anche usarle come decoro da spargere sulla
vostra tavola o da appendere all'albero. Se le lascerete asciugare alla perfezione
e le conserverete in un contenitore chiuso dureranno molto a lungo.




Pesate l'albume (uno, due o cento uova, il procedimento è lo stesso).
In una scodella a parte, versate lo stesso peso di zucchero a velo non vanigliato e una dose di zucchero semolato sottile sempre dello stesso peso (es: 50 g - 50 g - 50 g). Miscelate i due tipi di zucchero mescolando con un cucchiaio.
Cominciate a montale l'albume con le fruste elettriche e appena comincia a diventare bianco e prendere consistenza, versate metà della miscela di zuccheri e montate fino a ottenere una meringa spumosa, lucida e molto consistente, fermissima.
Mettete via le fruste e unite la restante metà di zucchero setacciandola con un passino e mescolando con un cucchiaio dall'alto verso il basso per incorporarla senza smontare la meringa.

Con del colorante gel rosso, tracciate due strisce, poste l'una di fronte all'altra, lungo la superficie interna della tasca da pasticciere in modo che la percorrano per tutta la lunghezza dalla bocchetta all'apertura superiore.
Io uso sempre delle tasche da pasticciere usa e getta, ma in questo caso credo sia ancora più opportuno non usare quella di tela per non rischiare che resti macchiata per l'uso del colorante che è necessario per ottenere l'effetto "swirl" (vortice).
Scegliete del colorante in gel, non liquido, o le due strisce che traccerete all'interno della tasca "scivoleranno" via non appena la metterete in verticale per riempirla con la meringa.

Formate i riccioli di meringa su una placca di alluminio rivestita di carta da forno.
Non preoccupatevi di distanziarle, perchè le meringhe non cresceranno, dovranno solo asciugarsi in forno.
Per chi non avesse mai preparato le meringhe, dico asciugarsi perchè in effetti è di questo che si tratta, non di una vera e propria cottura. 
Impostate il forno alla temperatura minima, infornate la placca lasciando che sporga leggermente fuori dal forno e lasciate lo sportello leggermente aperto. In questo modo tutta l'umidità verrà lentamente eliminata e non rischierete di ottenere delle meringhe dorate che nulla hanno a che vedere col candore che è desiderabile per una meringa.
Quando dico lentamente, intendo davvero lentamente: le mie meringhe sono state in forno per 2 ore e 40 minuti, ma credo che molto possa variare in base al forno.

Controllatele di tanto in tanto all'inizio per essere sicuri che non stiano prendendo troppo calore (e colore) e una volta che siete sicuri, potete dimenticarvene per un bel po' e tornare a controllarle solo verso fine cottura per assicurarvi che siano del tutto asciutte.
Sfornatele, fatele raffreddare qualche minuto e staccatele dalla carta. Verranno via senza alcuna difficoltà.

NB Controllate che tipo di amido è contenuto nello zucchero a velo e gli ingredienti presenti nel colorante in gel per poter servire le meringhe come "senza glutine".

martedì 10 gennaio 2012

Tortine di Pandoro

Ne avrete mangiato di pandoro in questo periodo e magari
vi siete anche un po' stancati di trovarvelo davanti.
Vi propongo un'idea facile da realizzare per dare una nuova veste al
pandoro rimasto dalle feste ed offrire delle tortine golose, dalla glassa morbida,
che si sciolgono in bocca, per l'ora del tè o del caffè.




Tagliate il pandoro a strati spessi circa 2 cm. Io taglio strati trasversali (dalla base verso l'alto) perchè trovo sia più semplice e ci sia meno spreco.
Con uno stampo rotondo per biscotti ricavate dei dischi ben rifilati della grandezza che desiderate e metteteli da parte.
Non buttate gli scarti, possono sempre servire e magari in un altro post vedremo come...
Fate fondere al microonde una miscela composta da 2/3 di cioccolato fondente e 1/3 di latte intero (ad esempio 200 g di cioccolato e 100 g di latte intero). Lavorate la glassa per qualche minuto  per farla diventare liscia e lucida.
Per glassare le tortine io mi armo di forchetta e cucchiaio e procedo nel seguente modo: tuffo un disco di pandoro nel cioccolato, copro la superficie versandoci sopra la glassa col cucchiaio (sempre dentro la ciotola) e tiro fuori il disco glassato con la forchetta scuotendo leggermente per far colare l'eccesso di glassa.
Disponete i dischi ad asciugare su carta forno e metteteli in frigorifero. La glassa è molto liquida, quindi non solidifica facilmente come il semplice cioccolato fuso, ma quando addenterete questo dolcetto così morbido vi renderete conto che ne è valsa la pena anche se vi sporcherete un po' le dita.
Per il decoro ho fuso 50 g di cioccolato bianco cui ho aggiunto 3 "quadratini" di cioccolato al latte per ottenere il colore che vedete in foto.






Seconda Classificata


venerdì 23 dicembre 2011

Fruit Cake a Modo Mio

Questo è puro profumo di Natale!
La ricetta più lontana nel tempo, a quanto pare, risale addirittura
all'Antica Roma. Oggi è un dolce molto diffuso ed è tipico delle 
celebrazioni natalizie con la sua opulenza e la ricchezza di aromi.
Voi potete scegliere diversi tipi di frutta secca, candita o disidratata 
da aggiungere a seconda dei gusti. Rispettate il peso, pur con le variazioni, 
e otterrete lo stesso risultato. 
Io metto 50 g dei vari tipi di frutta e trovo che gusto e consistenza 
risultino equilibrati.




Per una teglia da 20 cm di diametro
Per prima cosa mettete a bagno in poca acqua calda (che copra la frutta "a pelo") 50 g di uvetta, 50 g di mirtilli disidratati, 50 g di albicocche disidratate. Lasciate rinvenire per almeno 15 minuti.

Preparate l'amalgama base del fruit cake unendo 1 uovo intero, 50 ml di olio di semi, 50 g di zucchero bruno umido, 75 g di farina 00, 1/2 bustina di lievito per dolci, un cucchiaino di cannella in polvere, 1 pizzico di sale.

Scolate la frutta in ammollo e unitela al composto mescolando con un cucchiaio. Aggiungere ancora 50 g di noci tritate grossolanamente, 50 g di mandorle a scaglie, 50 g di pinoli interi, 50 g di marron glacé sbriciolati, 50 g di prugne secche tritate anch'esse grossolanamente e la scorza grattugiata di una grossa arancia. Mescolate col cucchiaio per amalgamare e distribuire in modo omogeneo la frutta all'interno dell'impasto.




Rivestite il fondo della teglia con un disco di carta da forno imburrato. Imburrate e infarinate i bordi con particolare attenzione alla piega alla base. Versate l'impasto e modellatelo col dorso del cucchiaio per distribuirlo il più possibile omogeneamente.
Infornate a 180° per circa 30 minuti. Sfornate, fate raffreddare e capovolgete sul piatto da portata.






Rimuovete la carta da forno delicatamente e decorate con abbondante zucchero a velo non vanigliato. Nelle versioni più ricche il dolce è ricoperto da dolcissima glassa bianca.
Io non sono certo famosa per la pazienza, quindi non ho potuto resistere e ho affettato subito il mio fruit cake, ma vi consiglio di farlo raffreddare a lungo per ottenere tagli netti (facile consigliare ad altri ciò che noi proprio non riusciamo a fare, eh? :o).




giovedì 22 dicembre 2011

Pudding di Panettone

Ieri è stato il mio compleanno.
Ho compiuto 30 anni e ho festeggiato con amici vecchi e nuovi
che hanno reso allegro questo giorno e che hanno scelto per me
dei deliziosi regali.
Come ciliegina sulla torta il mio fantastico fidanzato mi ha regalato
una nuova macchina fotografica con tanto di treppiedi!
Le foto di questa ricetta le ho scattate proprio con questa macchina 
e ho "riciclato" il panettone al cioccolato affettato ieri sera.
Che scegliate di prepararlo in questi pochi giorni 
che precedono il Natale o per smaltire le copiose riserve
nei prossimi mesi, vi assicuro che mangerete un dolce caldo, profumato 
e che si scioglie in bocca con la sua morbidezza avvolgente.




Per 4 persone
Scaldate in una padella antiaderente 50 ml d'acqua con 100 g di zucchero per formare un caramello. Non mescolate con un cucchiaio, ma muovete la padella in senso rotatorio o il caramello formerà dei cristalli e non rimarrà fluido.
Quando avete ottenuto un caramello piuttosto ambrato aggiungete sempre sul fuoco, ma facendo attenzione agli schizzi, 300 ml di latte intero e mescolate con un cucchiaio di legno. Se il caramello si raggruma (può accadere a contatto col latte freddo) non preoccupatevi perchè quando il latte si scalderà si scioglierà nuovamente.
Quando il liquido in padella è omogeneo spegnete il fuoco e lasciate da parte a intiepidire.
Tagliate il panettone (meglio se leggermente raffermo) a cubettoni grossi senza troppi complimenti e distribuiteli in una teglia da forno.

Sistemateli in modo che siano piuttosto stretti fra loro e considerate che in cottura gonfieranno parecchio.
Sbattete 1 uovo intero ed aggiungetelo al misto di latte e caramello mescolando vigorosamente per amalgamare il tutto. Versate questa mestura sui pezzi di panettone avendo cura di bagnarli tutti in modo omogeneo. Se non siete soddisfatti girate con delicatezza i tocchetti umidi nel liquido accumulato sul fondo della teglia.
Infornate per 20 minuti a 180°.
Capirete che il pudding è pronto quando non troverete più tracce di liquido e il tutto risulterà gonfio e brunito. 
Servite subito il dolce perchè si sgonfia rapidamente e non si presenta certo al meglio quando perde volume. Potete preparare con largo anticipo la teglia con i pezzi di panettone imbevuto e infornarlo al momento opportuno sul finire del pasto, quindi non avrete problemi. L'ideale è servirlo a cucchiaiate in coppette basse e svasate.

NOTA: se ancora non siete soddisfatti e volete farvi del male accompagnate il pudding con crema inglese aromatizzata come preferite o con gelato alla vaniglia o alla crema.







Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...