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venerdì 12 aprile 2013

Ravioloni ai Carciofi: il piacere della pasta ripiena fra tradizione e modernità

Avete mai preparato la pasta ripiena in casa? Come nel caso dei lievitati, trovo che
sia un'attività distensiva e soddisfacente che sa di tradizione e gesti antichi, di odori che
riempiono la casa, di suoni caldi e familiari come quelli di un condimento che soffrigge sul fuoco con piccoli scoppiettii, dell'acqua che bolle e... dell'assordante rumore della macchina per la pasta. Sì, è spoetizzante, non c'è dubbio, e forse preferireste immaginarmi intenta a stendere un'enorme sfoglia di pasta sottile grande quanto il tavolo da cucina, al suono degli usignoli che cinguettano fuori dal balcone (scenari alla "Biancaneve" Disney), ma io la macchina per la pasta elettrica me la sono proprio voluta comprare qualche 
anno fa e trovo sia stato un ottimo acquisto.

Io non sopporto una certa tipa che ha un programma di cucina (e vari libri all'attivo 
se è per questo) e che non fa che scartare basi pronte e spacciare preparati per budini al
cioccolato come ottime farciture per improbabili crostate simili a frisbee (la pasta per la base non la prepari tu, la farcitura non la prepari tu, che c@77o c'hai messo tu dentro sta crostata?), ma non sono nemmeno di quelle persone che se non ti sei munta la mucca in giardino e non ti sei coltivata il grano per la pasta, sei uno schifoso consumista-capitalista-fraccomodo senza etica che brucerà all'inferno per l'eternità 
pagando come penitenza il perpetuo consumo di disgustoso scatolame.

 Ci sono aiuti in cucina che ci permettono di velocizzare i tempi (per carità, le 
"resdore" emiliane preparano 300 tortellini in un battito d'occhi, posso testimoniarlo) senza compromettere la qualità del cibo che stiamo preparando, scorciatoie che 
nulla hanno a che vedere con l'incuria.




Per 4 persone
Cominciate preparando la pasta. Versate sul piano da lavoro 200 g di farina 00, praticate un "foro" al centro del mucchio di farina e lasciatevi cadere dentro 2 uova intere medie. Sbattete le uova con una forchetta e cominciate a inglobare gradualmente la farina ai bordi del foro portandola verso il centro con le uova sbattute. Quando cominciate a ottenere un composto piuttosto consistente passate a lavorare con le mani  ben infarinate fino a formare un panetto di impasto omogeneo che avvolgerete nella pellicola e lascerete riposare per 30 minuti.

La quantità di farina necessaria può variare leggermente in base alla dimensione e alla freschezza delle uova, ma in generale vi suggerisco di partire con le dosi indicate e poi aggiungere poco per volta la farina necessaria alla lavorazione fino a ottenere un panetto che risulti piuttosto duro perchè col riposo l'umidità delle uova farà si che la struttura della pasta cambi sensibilmente diventando più morbida e facile da stendere di quanto non sembri il panetto appena formato. Con un panetto già troppo morbido in partenza, prima del riposo, vi trovereste con una pasta troppo umida, che richiederebbe l'aggiunta di molta farina nella fase di stesura della sfoglia.

Per il ripieno cominciate pelando una patata da 150 g (peso da cruda), tagliatela a metà e mettetela in un piccolo tegame dal fondo spesso assieme a un filo d'olio d'oliva. Pulite 3 carciofi e metteteli nel tegame assieme alla patata, quindi fate rosolare a fuoco medio per qualche minuto, alzate il fuoco e sfumate con 50 ml di vino bianco.
Aspettate che tutta la componente alcolica del vino evapori (annusando i vapori che salgono dalla pentola non dovete sentirne la minima traccia), aggiungete 250 ml d'acqua, un piccolo spicchio d'aglio tritato, una macinata di pepe nero e lasciate cuocere col coperchio a fuoco dolce per circa una ventina di minuti (se necessario aggiungete poca acqua per volta, ma tenete presente che alla fine devono rimanere sul fondo solo due, tre cucchiai di liquido). Trascorso questo tempo provate a infilzare sia la patata che i carciofi con una forchetta: se penetra facilmente sono pronti.

Trasferite la patata in una ciotola e schiacciatela con una forchetta.
Tritate piuttosto finemente i carciofi al coltello (niente mixer o otterrete una pappa), eliminando eventuali estremità coriacee delle foglie più esterne, e uniteli alla patata. Unite anche il liquido del fondo di cottura, quindi salate il tutto (in cottura non l'avete fatto).
Aggiungete due fette di pancarré ridotte in briciole sottili, 2 cucchiai abbondanti di parmigiano grattugiato, un ciuffo di prezzemolo tritato, una macinata fresca di noce moscata.
Mescolate il tutto con la forchetta, usandola per schiacciare eventuali parti più grossolane. Il ripieno deve essere morbido, ma non troppo umido o la sfoglia che lo conterrà rischierà di bagnarsi troppo sfaldandosi nel caso in cui preparaste i ravioli in anticipo e non per cucinarli appena formati.

Prendete la pasta lasciata da parte, prelevatene un terzo lasciando avvolta nella pellicola la parte restante, appiattitelo sul piano da lavoro infarinato e passatelo nella macchina per la pasta partendo dallo spessore maggiore. 
Se la pasta vi sembra troppo umida aggiungete una spolverata di farina alla sfoglia una volta uscita dalla macchina, piegatela in due e passatela nuovamente allo stesso spessore. Proseguite così diminuendo gradualmente lo spessore, piegando ogni volta la sfoglia infarinata in due e ripassandola nella macchina.

Io ho preparato dei ravioli piuttosto grossi, quindi ricchi di ripieno, optando per uno spessore 2 (dove 1 è il più sottile e 5 il più spesso) temendo che una sfoglia troppo sottile non riuscisse a sostenere l'umidità del ripieno, ma ho fatto anche una prova con dei ravioli con pasta allo spessore 1 e il risultato è stato comunque buono, quindi potete scegliere se preferire una sfoglia più presente o più effimera a seconda dei vostri gusti.

Ho preparato i ravioli tondi sia perchè li trovo eleganti che per il fatto che in questo modo ad ogni boccone (non penserete mica di mettervi in bocca uno intero di questi dischi volanti :o) si trova la stessa quantità di pasta e di ripieno (mi devono ricoverare).
Va detto che questa forma però lascia un certo spreco di pasta, mentre i classici ravioli quadrati, tagliati con la rotella dentellata, consentono di utilizzare praticamente tutta la sfoglia senza sprechi e di lavorare molto più velocemente formano diversi ravioli contemporaneamente in pochi gesti.




Qualunque forma preferiate, stendete una striscia di pasta dello spessore che avete scelto, distribuitevi sopra l'impasto a mucchietti distanziati (io con una tasca usa e getta perchè la trovo molto più comoda e veloce, ma potete anche usare dei cucchiaini se preferite) e sovrapponete una seconda sfoglia che copra tutti i mucchietti.
A questo punto dovete fare pressione con le dita in modo da sigillare i due strati di pasta attorno al ripieno cercando di far rimanere all'interno meno aria possibile (che in cottura potrebbe far aprire i ravioli).
In ogni caso, potete praticare un forellino con uno stuzzicadenti in corrispondenza di eventuali bolle d'aria per farle uscire premendo poi leggermente con polpastrello per richiudere il foro.
Con la sfoglia che vedete in foto potete tranquillamente realizzare una doppia fila di mucchietti di impasto per dei ravioli da tagliare con la rotella dentellata.
Mano a mano che formate i ravioli disponeteli su un vassoio coperto da un canovaccio pulito e leggermente infarinato. In questo modo anche se li lascerete riposare più a lungo , perchè magari volete prepararli con un certo anticipo, non si attaccheranno.

Per la cottura il tempo è molto breve, ma tenete presente che varia in base al tempo di riposo della pasta e a quanto questa si è asciugata esposta all'aria, quindi vi suggerisco di assaggiare.
Io ho condito i ravioli con burro, salvia fresca, parmigiano e pepe per non coprire in alcun modo il gusto del ripieno.



lunedì 25 febbraio 2013

Il Ragù della domenica (Senza Carne)

Oggi una ricetta "truffa" per coniugare gusto e benessere... anche di domenica! :o)
Qualche giorno fa sul blog di Roberta ho visto un ragù di lupini e nel post scriveva della necessità di ridurre il consumo di carne scegliendo altri ingredienti altrettanto nutrienti.
 Ho subito pensato al mio ragù di verdure e mi sono detta che era giunto il momento
di fargli trovare posto fra le numerose ricette dolci e caloriche che trovate qui sul mio blog.

Si tratta di un sugo per la pasta realizzato solo con porri, carote, aglio e pomodoro, 
ma che preparato con alcune accortezze risulta molto saporito e con un invitante colore intenso che a prima vista può trarre in inganno e far pensare a un classico ragù di carne
(vi lascio anche una foto del sugo in modo che possiate farvi un'idea del risultato).
Volendo potete usare questa ricetta come base e provare a usare altre verdure che vi
piacciono di più o che pensate possano arricchirlo in termini nutrizionali.

Per restare in tema di gusto, salute e pranzi domenicali, e per non mandare a farsi benedire i buoni propositi facendo seguire questo primo da un dolce assassino, potreste concedervi anche una "Torta Light al Cioccolato senza Burro, Uova, Latte, Lievito".




Per due persone
Eliminate la parte verde più dura, lo strato esterno e la radice di un grosso porro, affettatelo sottilmente per il lungo e riducetelo a un trito piuttosto sottile.
Affettate sottilmente per il lungo una grossa carota, tagliatela a listarelle fini e fate un trito anche di queste. Se volete potete aggiungere anche un gambo di sedano.
Fate scaldare a fuoco medio in una padella antiaderente un generoso filo d'olio d'oliva e un cucchiaio di burro, quindi versatevi le verdure tritate e fatele prima appassire con un pizzico di sale, poi tostare in padella mantenendo il fuoco dolce.
Ci vorranno 10-15 minuti, ma non abbiate fretta perchè è importante che il trito si brunisca e si sbruciacchi (non perdetelo di vista e mescolate le verdure che bruciano per prime ai bordi della padella). Questo passaggio fa la differenza fra un sugo saporito e un condimento che sa di brodo, di verdure bollite.
Alzate il fuoco e sfumate con 50 ml di vino bianco che farete evaporare completamente fino a che non avvertirete più il minimo sentore di alcol nei fumi che salgono dalla padella.
Aggiungete 4 cucchiai di polpa di pomodoro, 4 cucchiai di latte intero, 1 ciuffo di prezzemolo tritato, 1/4 di dado classico, 1  grosso spicchio d'aglio tagliato a metà e una macinata di pepe nero.




Aggiungete un bicchiere d'acqua e fate cuocere per circa un'ora aggiungendo nuova acqua ogni volta che la precedente è evaporata e valutate se correggere di sale. 
Trascorso questo tempo il sugo deve risultare scuro e denso. Con una forchetta schiacciate le due metà d'aglio - che saranno diventate morbidissime - e parte dei pezzetti di verdura (non usate un frullatore a immersione o il sugo perderà il suo bel colore e l'aspetto simile al ragù trasformandosi in una crema più chiara).

Condite la pasta scolandola un minuto prima e saltandola in padella a fuoco vivo aggiungendo un mestolino di acqua di cottura.
Servite ancora fumante e non dimenticate che sulla pasta della domenica non può mancare una bella grattugiata di parmigiano.




giovedì 15 novembre 2012

La Patata Dolce: stessi ingredienti, due cotture.

Ho mangiato per la prima volta la patata dolce a Londra in una steakhouse
che la serviva come contorno in sottili bastoncini croccanti e irresistibilmente speziati.
Da quel giorno vado sempre curiosando per i banchi degli ortaggi per vedere se le trovo,
ma quasi sempre con scarsi risultati.  Riesco a procurarmela solo quando, passatemi
l'espressione molto stile "La casa nella prateria", vado in città :o)
Lì c'è un negozio che vende alimentari internazionali ed è uno di quei posti in cui 
quelli come noi potrebbero vagare per ore fra spezie, ortaggi e frutti provenienti da paesi lontani, dolci dalle sembianze e dai profumi sconosciuti, ingredienti vari provenienti 
anche dall'America o dall'Argentina. Una vera gioia per gli occhi dei foodies.

Vi propongo due ricette semplicissime con gli stessi ingredienti, ma con due diversi metodi di cottura, per gustare questo ortaggio in tutta la sua straordinaria dolcezza.

Vorrei ringraziare pubblicamente Imma di "Dolci a Go Go" per aver inserito questo
blog fra i tre consigliati nella sua rubrica di questo mese su "Più Dolci" e anche Paola di 
"Pannifricius Delicius" per avermelo fatto sapere via mail e avermi addirittura scannerizzato la pagina del giornale che io non sono riuscita a trovare in edicola :o)






La patata dolce (detta anche patata americana o batata) non è molto usata da noi, ma ho scoperto che viene coltivata in abbondanza in Puglia e in Veneto. Una volta pelata, si presenta come vedete nella foto qui sotto.
Se leggete "patate dolci" prestate comunque attenzione, perchè potrebbe anche trattarsi di quelle a polpa bianca che non sono meno buone, ma semplicemente non sono la varietà che ho usato io per queste due ricette.





Zuppa di Patate Dolci




Per la zuppa, tagliate a dadini piuttosto piccoli 300 g di patata dolce e fateli rosolare con un abbondante filo d'olio d'oliva e una noce di burro.
Aggiungete abbastanza acqua calda da coprire a pelo i dadini di patata dolce e aggiungete sale, pepe, una grattugiata di noce moscata, un ciuffo di prezzemolo tritato sottilmente e 3 spicchi d'aglio interi. Lo so, vi sembrano molti, ma la patata ha un sapore dolciastro e l'aglio serve a dare una sferzata di gusto in più. Inoltre non essendo soffritto, ma stufato assieme agli altri ingredienti, non risulterà troppo aggressivo.
Dopo una ventina di minuti i dadini saranno diventati morbidi. Frullate il tutto al minipimer per ottenere una crema densa, ma fluida. Se necessario aggiungete altro liquido (acqua, brodo, latte, scegliete voi) per regolarne la consistenza. Regolate anche il sale.
Se volete decorare il piatto come vedete nella foto qui sotto, procedete nel seguente modo: fate cadere sulla zuppa calda delle gocce di panna liquida e con uno stuzzicadenti tracciate una linea che "attraversi" ciascuna goccia, da una parte all'altra, asciugando sempre lo stuzzicadenti fra una goccia e l'altra.
Servitelo con dei crostini e se volete un tocco che contrasti con la zuppa sia per sapore che per consistenza, spargete in superficie delle striscioline di speck che avrete fatto abbrustolire, senza alcuna aggiunta di grassi, in una padella antiaderente fino a renderle croccanti.
Io avrei voluto farlo, ma il fantasma del frigo deve essere passato ;o)



Patate dolci arrosto

Queste patate, fatte arrosto danno il loro meglio, credetemi.
Tagliatele patate grossolanamente, trasferitele in una teglia di alluminio rivestita di carta da forno e conditele con olio d'oliva, sale, pepe e aglio in polvere. Prendete degli spicchi d'aglio e schiacciateli leggermente, senza privarli della buccia, poggiandovi sopra, di piatto, la lama di un coltello e facendo pressione col palmo della mano fino a sentire un "crack", segno che lo spicchio si è leggermente aperto.
In questo modo in cottura gli spicchi d'aglio diventeranno letteralmente caramellati. Guardate la foto qui sotto ;o)




Disponete gli spicchi "in camicia" fra le patate condite e infornate a 220° per circa 40 minuti. Devono essere abbrustolite fuori e morbide e umide all'interno. Vedrete che profumo che uscirà dal forno.
Se non le avete mai provate e volete farvi un'idea della consistenza della polpa, guardate la foto qui in basso.





Con queste ricette partecipo a "Colors & Food: Bright Orange"



martedì 23 ottobre 2012

Teglia di Patate Hasselback e riflessioni sui cani

Ieri sono stata a una grossa fiera che si tiene dalle mie parti ogni anno in ottobre
e sono rimasta colpita dalla quantità di persone che hanno portato con sè i propri amici
a quattro zampe. Da qui ho cominciato con le mie solite riflessioni un po' strampalate.
Pur avendo avuto un cane amatissimo per 17 anni mi ritrovo sempre a 
sorprendermi quando mi fermo a pensare attentamente a cosa voglia dire avere un cane.
In effetti è talmente comune vedere uomini e cani insieme che non si riflette mai
su quanto sia particolare e curioso questo rapporto dando per scontato che si tratti
di una cosa più che normale, naturale. Come per molte cose a questo mondo, la
consuetudine ridimensiona un fenomeno affascinante, ma se ci pensiamo bene...
Non è meravigliosamente strano che due specie così diverse vivano insieme le
loro vite? Non è quasi incredibile che trovino il modo di comunicare e comprendersi?
Un cavallo che porta a spasso un porcellino d'india vi sembrerebbe così plausibile?
A volte mi piace immaginare cosa pensano i cani (sì, lo so, non ho niente da fare),
come vedono il mondo, come vedono noi, e mi viene un gran ridere.
Avete presente quando vedete un cagnolino per strada e vi avvicinate per fargli una
carezza? Appena incrocia il vostro sguardo e si accorge di essere lui il centro del vostro
interesse gli occhi si illuminano, una luce si accende, i muscoli cominciano a fremere,
le zampette si muovono sul posto in una marcetta frenetica ed è come se dicesse "Sì, sì! Stai guardando proprio me! Accarezzami, sì dai fammi le coccole, fammi le 
coccole, fammi le coccole!!!".
Chi altro nella vostra vita vi ha mai accolto al vostro rientro in casa gridando 
con entusiasmo incontenibile "Siiiiiiii!!! Che bello, che bello, sei tornato! Sono trooooppo contento che sei tornato! Non vedevo l'ora, mi sei mancato tantissimo, non potevo 
stare senza di te! Bellobellobello!!!"
Non ho più avuto un altro cane dopo il mio Lilli, ma continuo a pensare che come
ti ama il tuo amico peloso, è difficile che possa amarti qualcun altro.

***

Per chi di voi non conoscesse le patate Hasselback, si tratta semplicemente
di una ricetta svedese che prende il nome dal ristornante di Stoccolma in cui sono nate.
La ricetta prevede che delle patate vengano arrostite dopo essere state
 affettate molto sottilmente, ma senza arrivare fino al fondo col taglio, in modo tale 
da lasciare la patata "intera" e con una forma ancora riconoscibile.
La cosa deliziosa di questa ricetta è che durante la cottura in forno, le lamelle
cominciano ad assumere delle irresistibili sfumature dorate e a diventare croccanti.
Io ho pensato di prepararle in una maniera un po' alternativa riempiendo per 
intero una teglia di fette sottili aromatizzate con le mie erbette.




Per 4 persone
Pelate 4 patate piuttosto grosse e affettatele sottilmente, quindi trasferite le fette in una scodella e conditele con sale, pepeerbette e un filo abbondante d'olio d'oliva.
Breve parentesi: le erbe che ho usato io sono rosmarino, timo limone e origano fresco, ma voi potete scegliere il mix di profumi che preferite o aggiungere dell'aglio (cosa che sicuramente farò la prossima volta). Qualunque erba decidiate di aggiungere, fate un trito sottile.
Mescolate le patate con le mani per fare in modo che il condimento si distribuisca uniformemente velando tutte le fette e cominciate a disporle ordinatamente nella teglia come vedete in foto.
Io, ormai lo sapete, sono piuttosto maniacale, quindi ho cercato di disporre le fette più grandi al centro della teglia per poi via via usare le fette più piccole per posizionarle alle estremità e ottenere un aspetto più armonico.
A mia discolpa però posso dire che questa disposizione è funzionale anche a ottenere una buona doratura perchè chiaramente in forno, qualunque cosa cuciniate, dorano sempre per prime le parti che sporgono di più, quindi se disponete le fette alla rinfusa il rischio (parole grosse) è che le fette più piccole non dorino se poste in mezzo a quelle più grandi e che quindi sporgono di più.
Ok, ora potete farmi ricoverare.

Per la cottura procedete così: versate 1/2 bicchiere scarso d'acqua sul fondo della teglia, copritela col carta alluminio e infornate a temperatura molto alta (io ho impostato il mio forno a gas a 7!) per circa 30 minuti. 
Trascorso questo tempo, togliete la carta e provate a inserire uno stuzzicadenti. Se penetra facilmente, le patate sono cotte, quindi non vi resta che aggiungere un filo d'olio in superficie, accendere il grill e infornare nuovamente la teglia senza coprirla con la carta affinché le lamelle diventino croccanti e dorate.




Propongo questa ricetta per



venerdì 1 giugno 2012

Soufflé ai Carciofi per "Un Sano Appetito"

Qualcuno di voi ricorderà questo post, ma oggi ho raggiunto nuovi picchi di follia
nella sindrome di affanno da scatto fotografico. I soufflè sono perfide creature:
ti tentano col piacere di affondare il cucchiaio sotto la superficie dorata per 
assaporare un soffice boccone profumato, ma in cambio pretendono che tu ti muova
rapido come un ninja nella notte. Già servirli a tavola roventi, dritti dritti dal forno
incandescente, richiede una certa dose di coordinazione e sangue freddo, ma
cercare di sfornarli senza bruciarsi, portarli rapidamente sotto la luce migliore,
sistemarli nel modo opportuno e fotografarli è una mission impossible!
Inoltre o ottieni qualcosa di decoroso nei primi scatti o ti ritrovi a fotografare 
una frittella... io mi ritengo piuttosto soddisfatta del mio scatto :o)
quindi, come avevo annunciato, eccola qui la mia ricetta per il contest 
"Carciofando" indetto dal blog "Cupcakesdelirio".

La base della ricetta è tratta dal libro "Un sano appetito" di Gordon Ramsay,
con piccole variazioni dato che l'originale prevedeva spinaci e formaggio di capra.
E' un'ottima ricetta - ma non devo certo essere io a tessere le lodi di uno degli chef più famosi al mondo - dal risultato finale morbido e umido e potete adattarla a qualunque
 tipo di verdura vi piaccia. Con gli spinaci otterrete una superficie più omogenea.

***

La prossima settimana finalmente potrò condividere con voi un link che svelerà 
il motivo per cui sono stata lontana dal blog ultimamente.





Per 4 persone
Scaldate il forno a 200°.
Separate i tuorli dagli albumi di 2 uova grandi.
Imburrate 4 cocottine da soufflé della capacità di 150 ml, quindi metteteli in freezer per 15 minuti e imburrateli una seconda volta.
Pulite, affettate finemente e tritate 2 carciofi, quindi saltateli in padella con un filo d'olio d'oliva,  1/2 scalogno, un piccolo spicchio d'aglio, sale, pepe e un po' d'acqua per farli appassire senza bruciare. Fate cuocere fino a che l'acqua non evapora del tutto, quindi unite 20 g di farina 00 e un pizzico di pepe di Cayenna. 
Mescolate per amalgamare la farina, quindi aggiungete poco per volta 125 ml di latte aggiungendone solo quando il precedente si è mescolato in modo omogeneo al resto degli ingredienti senza grumi. Una volta aggiunto tutto il latte lasciate sobbollire per qualche minuto mescolando fino a che il composto non si addensa somigliando a una specie di besciamella. 
Lasciate raffreddare ed aggiungete 100 g di formaggio grattugiato (scegliete quello che preferite, io ho usato del provolone), 1 cucchiaio di Parmigiano grattugiato, sale e pepe. Mescolate e incorporate anche i 2 tuorli. Lasciate riposare.
Montate a neve ferma i 2 albumi e incorporateli delicatamente al composto ai carciofi mescolando dal basso verso l'alto cercando di incorporare più aria possibile per soufflé gonfi e soffici.
Distribuite l'impasto nelle cocottine, passate la punta di un coltellino affilato lungo tutta la circonferenza di ogni soufflé e infornate per 13-15 minuti. I soufflé risulteranno gonfi e dorati. Serviteli subito.



Vi lascio anche la ricetta della frittata alla Gordon Ramsay ;o)




Con questa ricetta (i soufflé, non la frittata :o)
partecipo al contest "Carciofando"

venerdì 2 marzo 2012

Crocchette di Cavolfiore e Paprika dolce... chi non lo mangia, lo mangerà

A me il cavolfiore piace (e cosa non mi piace?), ma è innegabile che
sono in molti a storcere il naso quando si parla di questo ortaggio. Dato che,
come si suol dire, "fritta è bona pure 'na ciavatta!", questo è uno di quei modi
di prepararlo che può tentare anche i più scettici.
Potete eliminare la paprika dolce se volete, ma in realtà alla fine non ne sentirete 
presente il gusto, ma solo quel tocco che da una marcia in più a queste crocchette.

Oggi voglio mandare un saluto affettuoso e i miei ringraziamenti ai blog
Le 1000 fantasie della cucina di Annaly
Asinochileggeancora
per aver scelto di inserirmi nella loro lista "Cake Blog di Qualità".




Tritate piuttosto finemente al coltello 200 g di cavolfiore cotto al vapore (peso da cotto). Trasferite il trito in una scodella e condite con sale e pepe
Aggiungete 2 uova intere, 2 fette di pancarrè sbriciolato (io lo faccio con le mani... sono una dura), un ciuffo abbondante di prezzemolo tritato finemente, 25 g di parmigiano grattugiato e 1/2 cucchiaino di paprika dolce.
Mescolate con un cucchiaio fino a che il pane e l'uovo non sono uniti e non resta traccia di liquido sul fondo della scodella. 

Non aspettatevi di ottenere un impasto da poter lavorare con le mani, dovrete mettere insieme le crocchette formando delle quenelle con due cucchiai. Se il termine "quenelle" vi risulta nuovo, date un'occhiata al video.




Mettete a scaldare dell'olio di semi in una padella antiaderente a fuoco dolce e friggete le crocchette. Non tenete il fuoco troppo alto o rischierete di farle colorare troppo velocemente all'esterno prima che l'interno ultimi la cottura.
Non perdete di vista le quenelle e fatele dorare su tutti i "lati".
Mettetele a scolare mano a mano su abbondante carta assorbente.
Servitele tiepide e salatele in superficie per renderle ancora più irresistibili.
Se volete, cospargetele anche con un pizzico di paprika.





giovedì 1 marzo 2012

Torta Salata di Zucca, Gorgonzola e Castagne

Nei giorni scorsi ho sfogliato, anzi sarebbe più giusto dire  gustato, il libro speditomi
come premio da Eri di Bryce's House, "Torte Dolci e Salate" di Helen Aitken.
Nella sezione dedicata al salato, ho trovato una marea di quelle cose
 che piacciono a me, quel tipo di cucina rustico, ma mai sgraziato, 
che fa subito casa e sa di tradizioni proprie e altrui.
La farcitura della torta salata che vi propongo oggi è stata scelta di testa mia
(perchè per certe cose c'è poco da fare, se la testa è dura è dura!), 
ma mi sono lasciata ispirare per la presentazione da una delle 
appetitosissime torte presenti nel libro.
Senza dubbio troverò tante altre idee, perchè ogni pagina mi fa dire "guarda che 
buona questa... e guarda che bella quest'altra... e guarda che bella guarnizione".




Tagliate a cubetti 600 g di zucca e fatela cuocere a vapore fino a che non è abbastanza morbida da poter essere schiacciata con una forchetta, quindi trasferitela in una padella antiaderente con un filo d'olio e un cucchiaio di burro e lasciatela su fuoco dolce, senza smettere di girarla, per "asciugarla".
Condite la polpa della zucca con sale, pepe, noce moscata grattugiata fresca e 25 g di parmigiano grattugiato. Tenete da parte e lasciate raffreddare. 
Srotolate due sfoglie di pasta brisè tonda. Scegliete la teglia in cui cuocerete la torta, capovolgetela al centro della prima sfoglia e usatela come guida per effettuare un taglio lungo tutta la circonferenza. Il cerchio che otterrete sarà la parte superiore della torta.
Vi rimarrà un bordo eccedente piuttosto ampio, quindi incidete una seconda circonferenza che lo percorra interamente dividendola a metà (come vedete in foto).
Con la seconda sfoglia, rivestite il fondo della  teglia senza togliere la carta forno presente nella confezione. Fate aderire bene la pasta alla superficie della teglia e rifilate la parte in eccesso a filo col bordo della teglia.
Nel procedere in questa manovra cercate di ottenere un'unica, lunga striscia di pasta perchè anche questa potrà essere usata per formare le "roselline".
Tagliate gli anelli di pasta in un punto a piacere e da lì cominciate ad avvolgere le strisce su se stesse per ottenere delle piccole spirali. Tagliate quando siete soddisfatti delle dimensioni e procedete con una nuova rosellina fino ad ultimare la pasta. 
Non stringete queste piccole spirali in maniera troppo fitta, lasciatele morbide.
Cospargete il fondo della sfoglia che fodera la teglia con abbondante parmigiano grattugiato ed una manciata di pane grattugiato che aiuteranno ad assorbire un po' dell'umidità della zucca. Distribuite la polpa uniformemente, quindi aggiungete su tutta la superficie delle noci di gorgonzola (150 g circa) e 100 g di castagne lessate.







Coprite il tutto col disco di pasta tagliato a misura e premete con le dita lungo i bordi per far aderire i due strati di pasta e sigillare la torta, quindi rifilate con una rotella dentellata e piegate i bordi verso l'interno.
Spennellate con un tuorlo misto ad un cucchiaio di latte ed applicate le roselline tenute da parte distribuendole a piacere. Spennellate anche queste col tuorlo.
Infornate a 200° per circa 30 minuti.

Io, per mantenermi in questa atmosfera un po' retrò ho scattato anche una foto della torta messa a raffreddare sul davanzale della finestra in cucina (fa molto Nonna Papera, vero?).
Come sempre vi consiglio, non siate frettolose come me :op e aspettate che la torta abbia riposato a lungo prima di tirarla fuori prendendo la carta forno dai bordi.
Trasferitela sul piatto da portata e sfilate da sotto la carta forno. Se l'umidità della torta rende difficile questa manovra, aiutatevi passando una spatola fra il fondo e la carta mentre tirate.





venerdì 24 febbraio 2012

Lasagne del single che non sa cucinare

San Valentino è passato, quindi sono decisamente in ritardo, ma Tiziana,
con la sua simpatica iniziativa, offre la possibilità di proporre ricette adatte
a San Valentino o a S Faustino fino al 3 Marzo. Ricette per gli innamorati
vs ricette per chi mangia solo (e non lo dice nessuno che debba essere una tristezza).
Quindi oggi eccomi qui con una ricetta completamente diversa da quelle 
che condivido con voi solitamente e che realizzo in maniera piuttosto scrupolosa, 
una ricetta un po' "sbrindellata", messa insieme senza attenzione all'estetica.
Tutte noi siamo appassionate di cucina e negli anni abbiamo sicuramente 
scoperto tanti trucchi e imparato molte tecniche, ma
perchè non dedicare un pensiero a chi proprio non sa da dove cominciare?
E vi assicuro che ne conosco di persone che con l'aria candida e gli occhioni spalancati
mi hanno chiesto "scusa, e come fai a separare il rosso dell'uovo dal bianco???
Le ho chiamate "lasagne del single che non sa cucinare", ma in verità 
vanno benissimo anche per un fidanzato che non sa cucinare, ma vuole
preparare una sorpresa per la sua innamorata. Quale gesto d'amore più
eclatante che affrontare la sconosciuta e pericolosa arte della cucina? :o)
Dato che il gioco è questo ho indicato le dosi 
in maniera classica e in maniera "alternativa".




per due porzioni (single affamato o innamorato premuroso?)
Mescolate in una ciotola una confezione piccola di besciamella (200 ml), 80 ml di latte (mezzo bicchiere di plastica), 50 g di burro fuso (una tazzina da caffè scarsa), 50 g di parmigiano grattugiato (5 cucchiai), 50 g di spinaci freschi tritati al coltello (2 piatti fondi ben pieni), sale, pepe.
Distribuite un velo di questo condimento sul fondo della teglia da forno, quindi il primo strato di lasagne all'uovo fresche (da banco frigo), delle fette di formaggio tagliate sottili (scegliete secondo il vostro gusto quali)
Proseguite così - condimento, fette di formaggio, pasta - fino ad arrivare non troppo vicino ai bordi della teglia (io ho usato 5 strati di pasta) e terminando col condimento alla besciamella senza aggiungere le fette di formaggio in cima, ma abbondante parmigiano grattugiato che in forno si trasformerà in una golosa e dorata crosticina.
Infornate a 200° per 20 minuti. Sfornate e lasciate intiepidire prima di gustarla in modo da tagliare e servire le fette più agevolmente.


Con questa ricetta partecipo al contest "San Valentino vs San Faustino"

martedì 31 gennaio 2012

Rösti di Patate

Molti di voi già la conosceranno, ma per quelli che invece non ne hanno mai 
sentito parlare questa è una di quelle ricette semplici e piuttosto veloci 
che possono salvarvi in qualunque momento visto che basta avere delle patate. 
L'unica cosa che serve è un pizzico di manualità.

Il rösti è una sorta di tortino (passatemi il termine) della cucina svizzera che 
si presenta a prima vista come una frittata di patate, ma che in realtà
non necessita assolutamente di uovo e che in definitiva può essere considerato light
nella sua versione base visto che serve solo un filo d'olio per ungere la padella.
Può essere arricchito con le erbe che preferite, la cipolla, la pancetta... 
come sapete non mi piace che si pongano limiti alla fantasia in cucina ;o).
Io vi presento la versione più semplice che potete preparare, con solo le patate
e le erbe aromatiche.

Se siete interessati ad una versione alternativa clickate qui.




Pelate le patate e, aiutandovi con una macchina tritatutto o con una mandolina, riducetele a julienne, quindi trasferite il tutto in una scodella senza sciacquare perchè l'amido aiuterà a legare il tortino.
Condite le patate crude con le erbe che preferite (io ho messo origano e rosmarino), sale e pepe macinato fresco mescolando con le mani.
Considerando che è la padella stessa a dare la forma al rösti, regolatevi ad occhio con le quantità e tenete presente che alla fine dovrà essere spesso circa 2 cm. Se volete farvi un'idea, io ho usato due patate grandi per ottenere un rösti poco più piccolo di un piatto piano.
Ungete una padella antiaderente con un filo d'olio (scegliete voi se d'oliva o di semi) e fatela scaldare a fuoco medio, quindi versate le patate condite tutte in una volta e col dorso di un cucchiaio di legno distribuitele in modo omogeneo premendo lungo i bordi e appiattendo il tutto (non mescolate). Abbassate il fuoco e coprite con un coperchio in modo che il vapore che si forma nella padella permetta al rösti di cuocere anche all'interno. 
Dopo circa 5 minuti dovrete voltarlo. Per prima cosa cominciate ad insinuare il cucchiaio di legno sotto il rösti lungo i bordi e vedrete che dopo poco, agitando la padella, si muoverà (se così non fosse insinuate il cucchiaio mano a mano più verso il centro, ma facendo attenzione a non romperlo). 
Fatelo scivolare sul coperchio in modo che il lato crudo continui a restare in superficie, quindi appoggiateci sopra la padella capovolta a mo' di coperchio e con un gesto deciso ruotate il tutto in modo che il lato crudo finisca sul fondo della padella per proseguire la cottura. Lasciate cuocere altri 5 minuti, tenendo sempre coperto, o cmq fino a che non siete soddisfatti della doratura.
Lasciate intiepidire prima di tagliare.



lunedì 21 novembre 2011

Asparagi Vestiti di Speck

Sono semplicissimi e veloci, ma molto buoni.
Vi consiglio di servirli come antipasto o contorno, sta a voi decidere.
E' importante scegliere asparagi piuttosto grossi o vi sarà quasi impossibile
avvolgere le fette di speck.




Eliminate la parte legnosa degli asparagi e metteteli a cuocere a vapore per circa 4 minuti, quindi trasferiteli in un piatto, fateli intiepidire e salateli.
Avvolgere attorno ad ogni asparago una fettina sottile di speck. Io comincio dalla punta tenendo la fetta di speck leggermente obliqua rispetto all'asparago in modo da avvolgerla a spirale.
Fate scaldare una piastra antiaderente liscia e mettete gli asparagi a dorare. Non dovete aggiungere alcun tipo di grasso perchè sarà più che sufficiente quello dello speck che si scioglierà in cottura (se volete, aggiungete dopo un filo d'olio d'oliva a crudo per dare un tocco di freschezza).
Trasferite su un piatto da portata e servite.


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