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mercoledì 3 aprile 2013

Pigs in a Blanket alla Senape fra Francia e Inghilterra (aspetto il numero 700)

I Pigs in a blanket, letteralmente maiali in una coperta, non sono altro che dei
wurstel avvolti in una pasta che fa loro da involucro e cotti al forno. Spesso si usa avvolgerli nella sfoglia pronta per praticità, ma devo dire che visto il gusto deciso dei 
wurstel, una pasta dalla consistenza meno effimera si presta decisamente meglio.
Il loro più classico accompagnamento è la senape e io in questa versione ne ho aggiunto una piccola quantità direttamente all'interno dell'impasto. Per chi non fosse amante della senape posso subito dire che il risultato finale non presenta affatto un chiaro sentore 
della presenza di questa salsa, ma solo quel tocco che dona un gusto più deciso.
Quelli che vedete in foto sono un po' più grandi rispetto a come vengono preparati 
solitamente, ma se li volete più piccoli scegliete i mini wurstel da cocktail.

La senape Maille è un prodotto antico e la data che vedete sull'etichetta, 1747, è l'anno 
in cui Monsieur Maille, che da lì a vent'anni diventerà fornitore ufficiale dei reali di Francia, aprì l'omonimo negozio a Parigi in Place de la Madaleine, dove ancora oggi la senape viene spillata a mo' di birra. Sugli scaffali è possibile trovare e assaggiare infinite varietà di questa salsa, in declinazioni alla maggior parte di noi sconosciute, per scegliere 
quella più adatta a qualsiasi abbinamento. 

Nel post troverete anche una foto sella senape in polvere della Colman's,
altro antico marchio fondato da Jeremiah Colman a Norwich nel 1814. Anche in questo caso la data è ben visibile sulle confezioni come vanto di una lunga tradizione di successo. A partire dal 1866, anno in cui divenne fornitore della regina Vittoria, sulla confezione è presente anche lo stemma del Royal Warrant, concesso ai commercianti che forniscono beni o servizi alla famiglia reale che ancora oggi la Colman's fornisce con i suoi prodotti.

***

Con questa ricetta partecipo al contest di Ale (trovate il link alla fine del post) che
chiede di proporre ricette straniere spiegando il proprio legame con esse. Io ho scoperto
i pigs in a blanket ben dieci anni fa guardando "Nigella Bites" su Tele+ (ebbene sì, non
esisteva ancora SKY). In quegli anni si rafforzava la mia passione per la cucina e gli
episodi di quel programma sono una pietra miliare della mia formazione culinaria, li
conosco quasi a memoria e ancora oggi quando mi ci imbatto facendo zapping non riesco 
a non fermarmi a guardare. Il libro tratto da quel programma, comprato in lingua originale a Londra quando Nigella non era ancora edita in Italia, l'ho sfogliato mille volte
e fa parte dei volumi dedicati alla cucina che più amo.

***

Oggi mi sono accorta che i lettori del blog sono arrivati a 699. Ripenso a quando 
ho iniziato e vedevo comparire i primi "quadratini" sotto a quella sezione e 
colgo l'occasione per ringraziare sinceramente tutti e 699.




Per 18 pigs in a blanket
Versate in una ciotola 200 ml di acqua tiepida, 30 g di senape Maille, 20 g di zucchero, 5 g di olio d'oliva, 5 g di miele fluido, 5 g di lievito di birra secco e una macinata di pepe fresco. 
Mescolate per unire gli ingredienti, versate 325 g di farina 00 e cominciate a lavorare il tutto con una forchetta fino a che l'impasto non comincia ad aggregarsi e non è più possibile continuare, quindi trasferite il tutto sul piano da lavoro leggermente infarinato e lavorate con le mani fino a ottenere un panetto. 
Stendetelo grossolanamente con le dita, versatevi sopra 9 g di sale fino e lavoratelo nuovamente con le mani fino a far assorbire il sale, quindi mettete il panetto a lievitare in una ciotola coperta col la pellicola ben stretta in modo da favorire il formarsi di un ambiente umido all'interno.
Quando l'impasto è raddoppiato di volume, stendetelo piuttosto sottilmente dandogli la forma di un rettangolo col lato minore lungo quanto un wurstel (ne serviranno 6) a cui avrete appena spuntato le estremità arrotondate. 
Tagliate questo rettangolo in tre lunghe strisce (dato che ogni wurstel è stato tagliato in tre parti, avrete la misura perfetta per procedere ad arrotolare i singoli pezzi).
Tagliate queste lunghe strisce in rettangoli della lunghezza necessaria ad avvolgere comodamente i wurstel e procedete come vedete nelle foto a seguire.






Disponete questi "fagottini" su una placca di alluminio rivestita di carta da forno distanziandoli un po'. Lasciateli riposare per circa mezzora, quindi spennellateli con una mestura composta da 1 tuorlo, un cucchiaino di senape in polvere e un cucchiaio di latte.
Per un effetto più gradevole, vi suggerisco di aver cura di spennellare solo la superficie delle strisce di pasta e non tutto l'involucro. In questo modo in cottura le strisce assumeranno un colore dorato e un aspetto lucido, mentre la parte di pasta sottostante manterrà un aspetto più rustico in un piacevole contrasto.
Cuocete a 180° per 30 minuti e accendete il grill se non siete soddisfatti della doratura una volta che la cottura è ultimata.
Mangiateli caldi.





Vi lascio quattro scatti del lunedì di Pasquetta. La primavera è arrivata :o)











ti invita al suo contest


martedì 5 febbraio 2013

(non chiamiamola) ricetta per l'aperitivo: Chiocciole di Sfoglia, Pancetta e Parmigiano

Non molto tempo fa sono giunta a una conclusione socio-gastronomica:
esistono personalità sala da tè  e personalità disco/aperitivo, quelli che scelgono un posto perché confortevole e accogliente vs quelli che "ma qui non c'è gente, andiamo là".
Tralasciando il fatto che trovo imbevibili i superalcolici e che sono di un'ignoranza estrema per tutto ciò che riguarda il mondo del vino, io sono decisamente una personalità da tè. Mi piace una comoda poltroncina, una tavola ricca di piccoli biscotti dalle forme e dai profumi diversi, l'attesa del tempo di infusione della mia bustina nella tazza di porcellana bianca, l'acqua limpida che pian piano si colora di venature ambrate, le confidenze...
Dall'altra parte c'è un pouf fatto per culi taglia 40 su cui stare precariamente appollaiati fingendo la massima disinvoltura, una concentrazione demografica di persone per metro quadrato che manco un allevamento intensivo di capponi a Natale, bicchieroni contenenti fuoco liquido da sorseggiare con due (ma perchè?) cannucce, una musica che ti fa vibrare le interiora fin nel profondo interferendo col battito cardiaco (che Dio ce la mandi buona), l'amico accanto a te che, benchè stia gridando a un volume che a confronto i caccia bombardieri conciliano il sonno come la risacca del mare, ti svela il terzo segreto di Fatima, la risposta ultima al senso della vita, ma tu non lo saprai mai perchè fra lui e il pesce nel  fichissimo acquario incassato nel muro non c'è alcuna differenza.

Un'ultima cosa, quello che vedete in foto è sidro di mele :o)

***

Con questa (non) ricetta non mi sono inventata proprio niente di nuovo, nessuna idea geniale, solo uno stuzzichino da preparare in extremis, un salvaperitivo (concedetemi il neologismo) che può davvero essere declinato in una varietà di sapori quasi infinita.
Ho già visto queste chiocciole in giro in rete e se anche voi ne avete preparate, magari
lasciate il link nei commenti, così darete altre ispirazioni a chi si trovasse a leggere.




Stendete la pasta sfoglia sul piano da lavoro, cospargetela di parmigiano grattugiato e tagliatelo a strisce larghe un dito. Poggiate sopra a ciascuna striscia la pancetta e arrotolatela su se stessa formando delle "girelle" che disporrete su una placca da forno rivestita di carta da forno distanziandole un po'.
Infornate a 180° per circa 20 minuti o comunque fino a che le chiocciole non risultino dorate e ben cotte anche al centro.
Servitele assieme alle bollicine :o)




NOTA: per ottenere delle chiocciole piccole, della misura che vedete in foto, dovrete tagliare a metà lunghezza le strisce di sfoglia; io ho usato della pancetta arrotolata che poi ho "srotolato" (molto facilmente) seguendo le venature delle fette, ma voi scegliete pure la varietà che preferite.

venerdì 7 dicembre 2012

Panini Morbidi Salati alla Zucca (senza impastatrice e lunghe lievitazioni)

Dopo un esperimento fallimentare, su cui stenderei un velo pietoso, svoltosi ieri fra le mura della mia cucina, oggi ero in cerca di qualcosa di semplice, buono, caldo e consolatorio.

Mi piace preparare i lievitati. Non sono un'esperta, ma mi piace.
Mi piace dedicarmi a queste preparazioni usando poco lievito, osservando come l'impasto si incorda lavorato dal gancio dell'impastatrice, lasciandolo crescere lentamente in frigo, sentendo maturare il profumo della pasta, ma chi non ha nè il tempo, nè l'impastatrice, merita comunque qualcosa di caldo e profumato da sfornare con le proprie mani.

Oggi vi propongo dei panini soffici e saporiti, ideali da preparare in questi giorni di freddo
e pioggia in cui si ha voglia di mettere le mani in pasta. Sono semplici da realizzare tanto quanto la pizza, non richiedono l'impastatrice e sono perfetti per la tavola delle feste, per un buffet o un brunch. Mangiateli con un velo di burro non salato. Vedrete.
Io ho preferito preparare piccoli bocconcini perchè c'è qualcosa nei piccoli panini che 
trovo irresistibile, ma se preferite potete tranquillamente realizzare un'unica pagnotta o cuocere l'impasto in uno stampo per pane in cassetta usando la stessa ricetta.

PS Oggi non sono per niente soddisfatta delle mie fotografie, ma la luce era atroce :o(




16 bocconcini
Tagliate in pezzi 300 g di zucca (peso da cruda) e cuocetela a vapore fino a che non riuscirete a infilzarne la polpa senza dover esercitare la minima pressione. Ci vorranno circa 30 minuti.
Trasferite la zucca in una scodella capiente e schiacciatela con i denti di una forchetta fino a ottenere una purea grossolana. Quando la purea si è intiepidita, aggiungete 5 g di lievito di birra secco, un grosso spicchio d'aglio schiacciato, 10 g di olio d'oliva, 100 ml d'acqua e mescolate brevemente.
Aggiungete 450 g di farina 00 e mescolate con una forchetta fino a che l'impasto non diventa troppo duro per poter essere ulteriormente lavorato in questo modo, quindi trasferitelo sul piano da lavoro e impastate vigorosamente con le mani per qualche minuto.
Aggiungete 10 g di sale e impastate ancora per un minuto, quindi date all'impasto la forma di un panetto e mettetelo a lievitare in una scodella capiente unta con un filo d'olio d'oliva e coprite la scodella con la pellicola ben stretta in modo che il panetto lieviti in un ambiente chiuso, pieno di umidità (a temperatura ambiente).

Quando l'impasto è raddoppiato di volume, lavoratelo nuovamente con le mani su un piano leggermente infarinato e dividetelo in mucchietti da 50 g l'uno. Date a ogni mucchietto una forma tonda il più possibile regolare e liscia e disponeteli su una placca di alluminio rivestita di carta forno distanziandoli.
Lasciate lievitare i bocconcini a temperatura ambiente fino a che non aumentano di volume e risultano "gonfi" (il tempo varierà a seconda della temperatura che avete in casa, ma a occhio e croce, il 6 dicembre avrete tutti acceso i riscaldamenti :o).

Spennellate i panini con del tuorlo d'uovo sbattuto con due cucchiaini di latte e cospargeteli con dei semi di zucca e dei semi di papavero.
Infornate a 180° per circa 30 minuti al ripiano centrale. Se trascorso questo tempo i panini sono pronti, ma non ancora dorati, non prolungate la cottura e accendete il grill. Non perdeteli di vista perchè si doreranno nel giro di poco.




Sfornate i panini e metteteli a raffreddare su una graticella. Potete mangiarli con solo un velo di burro o farcirli con ciò che trovate si abbini meglio, in ogni caso non vi fermerete al primo. Come al solito vi ho postato anche una foto dell'interno, così potete farvi un'idea della consistenza.
Disposti in un bel cestino al centro della tavola, vi faranno fare un figurone.




mercoledì 2 maggio 2012

Crackers EVO al Pepe Nero... che gOLIOsità!

Di sicuro avrete già letto sul blog di Aria che da oggi si aprono ufficialmente le danze
del suo 3° contest a cui mi ha chiesto di partecipare in veste di giudice:"gOLIOsità".
Allora oggi non posso non dare il mio contributo concreto agli allergici che cercano 
delle ricette sfiziose e collaudate e vi propongo una ricetta che più semplice non si può,
con soli tre ingredienti, sana e veloce. Cosa si può volere di più?
Li ho appena sfornati e fotografati, quindi è un po' come se ve li stessi offrendo caldi caldi 
questi "crackers" all'olio d'oliva extravergine insaporiti con una macinata di pepe nero.
Col minimo sforzo otterrete degli stuzzichini profumati e friabili, ideali per accompagnare
salse, formaggi o salumi per un aperitivo sfizioso o per un semplice spuntino gOLIOso ;o)

Ringrazio Sabrina per l'affetto e l'entusiasmo che manifesta ad ogni commento 
e per aver pensato a me regalandomi idealmente un portafortuna.

Un'ultima cosa. Nella sidebar di sinistra ho aggiunto il pulsante +1.
In verità non ho ancora ben capito a cosa serva, ma se vi va clicckatelo :o)




Versate in una ciotola 300 g di farina 00 e aggiungete 100 ml di olio d'oliva extravergine e 75 ml d'acqua. Unite anche 6 g di sale fino e una generosa macinata di pepe nero in grani, quindi mescolate il tutto con una forchetta fino a che non otterrete una massa che trasferirete su un piano per lavorarla con le mani.
Una volta ottenuto un impasto il più possibile omogeneo (vi sembrerà duro, ma resistete alla tentazione di aggiungere altra acqua o olio), stendetelo sottilmente col mattarello, quindi date forma ai crackers con una rotella dentellata di quelle che si usano per la pasta all'uovo. 
Non preoccupatevi di ottenere quadrati tutti identici. Si tratta di una ricetta rustica e persino io che sono maniacale non me ne sono fatta un cruccio, ma se proprio li volete tutti uguali usate uno stampo per ravioli invece della rotella dentellata.
Disponete i cracker su una placca di alluminio rivestita con carta da forno senza distanziarli molto (cresceranno appena e in una sola infornata potete farne molti se li disponete vicini), bucherellateli con l'estremità piatta di uno spiedo di legno e cuocete a 200° per circa 30 minuti.
Sfornate, fate raffreddare su una graticella e conservateli ben chiusi in un contenitore ermetico per preservarne la fragranza.

domenica 4 marzo 2012

Blinis con Farina Integrale al Salmone

Non so voi, ma la parte che più mi tenta e mi entusiasma dei pranzi 
interminabili che si preparano per matrimoni o feste che di certo non hanno la 
stessa importanza di un matrimonio, ma vengono celebrate, poco sobriamente,
come se lo fossero (e che fai, non le inviti tre-quattrocento persone a festeggiare 
tuo figlio che ha perso il primo dentino?) è, senza dubbio alcuno, quella dell'aperitivo.
Distese interminabili di piccole prelibatezze da mangiare in un boccone, 
massimo due, mini opere d'arte con colori e composizioni più o meno fantasiose,
con accostamenti di ingredienti più o meno arditi.
Io mi rimpinzerei solo di questi bocconcini ed in effetti una volta l'ho fatto, con la prevedibilissima conseguenza che una volta seduta a tavola non avevo
il minimo interesse per i piatti che mi passavano davanti e che rifiutavo cortesemente.
E che vuoi rispondere al premurosissimo cameriere che la prima volta resta deluso
manco l'avesse preparate lui le lasagne con dentice e zucchine, la seconda volta ti chiede 
"si sente bene?" e la terza ti guarda con gli occhioni preoccupati e ti fa
"ma se vuole posso portarle il menù dei bambini. 
Pasta col pomodoro, cotoletta e patatine?".
Che gli dici, che ti sei spazzolata 3/4 del buffet dell'aperitivo da sola guardando 
malissimo quello che accanto a te s'è mangiato l'ultimo blinis che 
ti sei degnata di lasciare, ma che in realtà meditavi di fare fuori?
A volte vale la pena farseli in casa in gran quantità 
e goderseli senza tutte queste avversità!

I blinis sono delle "focaccine" tipiche della cucina russa. Solitamente sono usate per accompagnare salmone, caviale e panna acida, ma voi potete affidarvi alla vostra fantasia e tentare nuovi abbinamenti. 
Io sono andata sul classico: la consistenza del salmone affumicato, la freschezza del formaggio cremoso e la piacevole sorpresa delle uova che scoppiano in bocca come piccole bollicine se premute contro il palato, liberando un forte aroma.

Un ringraziamento particolare al blog "Doc Photo Cook"
per avermi inserito nella lista "Versatile Blogger"




Lavorate insieme 125 g di farina 00, 25 g di farina integrale, 200 ml di latte intero, 35 g di burro fuso, 2 g di lievito di birra secco, 1 tuorlo (tenete da parte l'albume), sale e pepe. Eliminate completamente di grumi e lasciate riposare una decina di minuti.
Montate a neve ben ferma l'albume tenuto da parte ed aggiungetelo, mescolando dal basso verso l'alto per non smontarlo, all'impasto iniziale.
Versate l'impasto a cucchiaiate su una piastra antiaderente liscia, unta di burro, dando una forma il più regolare possibile. Appena i blinis sono dorati sul fondo, voltateli e completate la cottura.
Farciteli con salmone affumicato, 200 g di formaggio cremoso a piacere e uova di salmone.
Come vedete in foto a me piace servire dei blinis di piccole dimensioni. Con questa ricetta dovreste ottenerne circa una ventina. Se trovate l'aneto (o finocchietto) usatelo per guarnire, è senza dubbio un tocco in più sia per l'estetica che per il sapore. Se volete, preparate le focaccine in anticipo, tenetele ben chiuse nella pellicola e guarnitele poco prima di servirle.

venerdì 2 marzo 2012

Crocchette di Cavolfiore e Paprika dolce... chi non lo mangia, lo mangerà

A me il cavolfiore piace (e cosa non mi piace?), ma è innegabile che
sono in molti a storcere il naso quando si parla di questo ortaggio. Dato che,
come si suol dire, "fritta è bona pure 'na ciavatta!", questo è uno di quei modi
di prepararlo che può tentare anche i più scettici.
Potete eliminare la paprika dolce se volete, ma in realtà alla fine non ne sentirete 
presente il gusto, ma solo quel tocco che da una marcia in più a queste crocchette.

Oggi voglio mandare un saluto affettuoso e i miei ringraziamenti ai blog
Le 1000 fantasie della cucina di Annaly
e Asinochileggeancora
per aver scelto di inserirmi nella loro lista "Cake Blog di Qualità".




Tritate piuttosto finemente al coltello 200 g di cavolfiore cotto al vapore (peso da cotto). Trasferite il trito in una scodella e condite con sale e pepe. 
Aggiungete 2 uova intere, 2 fette di pancarrè sbriciolato (io lo faccio con le mani... sono una dura), un ciuffo abbondante di prezzemolo tritato finemente, 25 g di parmigiano grattugiato e 1/2 cucchiaino di paprika dolce.
Mescolate con un cucchiaio fino a che il pane e l'uovo non sono uniti e non resta traccia di liquido sul fondo della scodella. 

Non aspettatevi di ottenere un impasto da poter lavorare con le mani, dovrete mettere insieme le crocchette formando delle quenelle con due cucchiai. Se il termine "quenelle" vi risulta nuovo, date un'occhiata al video.




Mettete a scaldare dell'olio di semi in una padella antiaderente a fuoco dolce e friggete le crocchette. Non tenete il fuoco troppo alto o rischierete di farle colorare troppo velocemente all'esterno prima che l'interno ultimi la cottura.
Non perdete di vista le quenelle e fatele dorare su tutti i "lati".
Mettetele a scolare mano a mano su abbondante carta assorbente.
Servitele tiepide e salatele in superficie per renderle ancora più irresistibili.
Se volete, cospargetele anche con un pizzico di paprika.





domenica 8 gennaio 2012

Cucchiai di Gorgonzola, Miele e Noci

Non una ricetta, ma un'idea.
Per un aperitivo, o per un buffet da consumare in piedi, 
questi cucchiai da mangiare in un sol boccone sono l'ideale.
Il gorgonzola morbido e sapido contrasta con la dolcezza del miele
e la croccantezza amarognola della noce.




Se l'idea vi piace fate come me. Riempite un barattolo di vetro con dei gherigli di noci disposti ben stretti e fate colare del miele liquido facendo attenzione che non si formino delle bolle d'aria (potete aiutarvi con uno spiedo di legno per muovere leggermente le noci e far fuoriuscire eventuali bolle).
Potete conservare a lungo questo dolcissimo vasetto o usarlo come idea regalo.
Tagliate il gorgonzola a dadini, distribuitene uno per cucchiaio e disponete una noce avvolta dal miele in cima ad ogni boccone di formaggio.

mercoledì 23 novembre 2011

Chips Sale Nero, Pepe e Aceto

Questa estate a Londra mi sono accorta che un gusto che ricorreva 
fra tutte le marche di patatine in busta era quello con sale e aceto.
Io ho una vera avversione per le patatine e le noccioline 
di certi tristissimi aperitivi,
ma se patatine devono essere che almeno siano fatte in casa!




Affettate sottilmente le patate con una mandolina e mettetele a bagno in abbondante acqua fredda. "Lavatele" più volte per eliminare più amido possibile.
Asciugate bene le fette con un canovaccio asciutto. Se non sono ben asciutte passatele ancora in un secondo canovaccio.
Friggetele ad immersione in abbondante olio di semi bollente e quando sono dorate scolatele con una schiumarola e mettetele su carta assorbente per eliminare il grasso in eccesso. Disponete le chips calde sulla carta avendo cura di non ammucchiarle o il vapore che spigionano le farà ammorbidire.
Conditele col sale nero e il pepe macinato fresco.
Vi consiglio di servirle con l'aceto a parte se le preparate con un certo anticipo (ma non troppo, come per tutti i fritti) o di condirle all'ultimo momento con un dosatore spray in modo da nebulizzare una leggera nuvola di aceto sulle patatine.

mercoledì 16 novembre 2011

Patè di Fegatini di Pollo

Ci sono momenti nella vita in cui ci si sente veramente incompresi...
Ogni volta che dico a qualcuno che mi piacciono moltissimo i fegatini di pollo, 
mi sento sempre rispondere con un sonoro "Bleah!" corredato da espressione del viso 
disgustata manco li mangiassi crudi. A quel punto pianto lì il discorso ed evito di dare 
il colpo di grazia al mio già turbato interlocutore dicendogli che i cuoricini, poi, mi fanno
letteralmente impazzire e che una volta al macellaio ho chiesto di scartarmi solo quelli.
Prima di storcere il naso vi consiglio di provarlo, perchè di assaggio non è mai 
morto nessuno e il massimo che potete rischiare è di scoprire che vi piace. 
Questa morbida crema ha un gusto delicato pur mantenendo presente il sapore 
dei fegatini e spalmata sul pane caldo sprigiona tutto il suo profumo.




Sciogliete in una padella 40 g di burro a fuoco dolce, aggiungete 250 g di fegatini e fateli dorare 5 minuti per lato. Mettete i fegatini nel mixer e versate in padella 2 cucchiai di brandy per sgrassare i succhi caramellati, ricchi di sapore. Alzate il fuoco e aggiungete anche un piccolo spicchio d'aglio tagliato a metà e due foglioline di salvia.
Quando il brandy è evaporato (annusando i vapori dovete sentirne il profumo, ma non la nota alcolica) versate nel mixer e aggiungete 100 g di burro morbido e 100 ml di panna da cucina. Aggiustate di sale e pepe.
Versate la crema in una cocotte con una fogliolina di salvia in cima (la più tipica è quella con il coperchio a forma di gallina).
Sciogliete un po' di burro senza farlo fondere (non si deve separare) e versatelo delicatamente sulla superficie del patè per preservarlo dall'aria. 
Questa operazione serve sia a conservare tutti i profumi che a non fare annerire il patè che, altrimenti, si presenterebbe in modo sgradevole.
Mettete in frigorifero a rassodare per almeno due ore prima di servire su pane tostato caldo.

sabato 12 novembre 2011

Pane, Marmellata di Mirtilli e Ricotta

A volte per trovare soddisfazione non è neanche necessario cucinare in senso stretto. 
Il mio amico Francesco è rimasto folgorato da questo abbinamento. La sapida freschezza della ricotta di pecora si sposa perfettamente con la dolcezza venata di acidità della marmellata di  mirtilli.
Se tagliate delle piccole fettine di pane da una baguette sottile otterrete degli originali stuzzichini da aperitivo. Se poi trovate dei mirtilli freschi e completate con un mirtillo su ogni bocconcino sarà un piacere in più per gli occhi.





giovedì 10 novembre 2011

Mini English Breakfast

Molti storcono il naso all'idea di mangiare il salato di mattina presto. 
Io, con la mia golosità, di certo non sono fra questi :o)
Spesso, seduta al bar nelle mattine del fine settimana, mi chiedo: "ma due belle uova 
su pane integrale tostato, e magari pure imburrato, no?"
Inoltre, se ci pensate bene, quella della colazione esclusivamente dolce è più
una nostra abitudine e sono molte le nazioni in cui non è affatto così.
Mentre a Londra il mio fidanzato inzuppava un cornetto nel latte al cioccolato,
il tipo asiatico seduto alla mia destra divorava con disinvoltura tre fette di pane in 
cassetta formato maxi con uova strapazzate e fette di salmone affumicato.
Al di là della colazione, queste piccole uova di quaglia si presentano 
con un tale garbo, in questo gioco di miniature, che potete anche 
inserirle in un menù per un aperitivo o un brunch.




Con una forma tonda per biscotti ricavate dei dischetti da delle fette di pane in cassetta ai cereali. Tostate i dischi di pane a fuoco basso per asciugare tutta l'umidità e, quando li voltate per tostare il secondo lato, aggiungete delle fette sottili di emmenthal spezzettandolo (in modo da ricoprire la superficie del disco senza uscire fuori dai bordi).
Mettete il pane da parte su una graticella.
Mettete a cuocere, su una piastra antiaderente liscia, tante fette di pancetta arrotolata quanti sono i dischetti e fatele diventare croccanti e asciutte da entrambi i lati. Scolate le fette dal loro grasso, tamponatele con carta assorbente e disponetele sullo strato di emmenthal.
Fate scaldare in una padella antiaderente dell'olio di semi e friggete le uova di quaglia per pochi secondi. Dovrete stare molto attenti nel rompere il guscio perchè queste uova hanno una pellicola interna molto resistente e potete facilmente rischiare di metterci troppa forza e poi romperle. 
Assicuratevi che il tuorlo non solidifichi, condite con una macinata di pepe fresco e disponete un uovo su ogni disco di pane. Servitele calde.


NOTA: a quanto pare le uova di quaglia hanno meno colesterolo di quelle di gallina e il colesterolo che contengono è del tipo buono. Certo questo non invoglierà nessuno a farsi una frittata con queste uova, ma è sempre meglio sapere qualcosa in più, no? :o)




lunedì 7 novembre 2011

Burro all'Aglio (ultrarapido)

Ad Amsterdam non c'era pane che arrivasse al tavolo senza questo burro e tutti i miei compagni di viaggio ne erano disgustati tranne il mio amico Roberto che dell'aglio, olio e peperoncino ne ha fatto una filosofia di vita da studente. 
Io da allora, di tanto in tanto, lo preparo in casa e trovo che spalmato su una baguette fragrante, appena sfornata, sia un pasto da re.




Fate ammorbidire a temperatura ambiente 100 g di burro di buona qualità.
Passate uno spicchio d'aglio con una grattugia finissima ed aggiungetelo al burro morbido, quindi tritate un ciuffo di prezzemolo molto finemente ed unite anche questo. Con un cucchiaio lavorate vigorosamente a crema il burro e rimettetelo in frigo a compattare. Può essere una buona idea trasferire il burro in una terrina particolare o in una formina prima di rimettere il burro a solidificare.
Un secondo modo di procedere può essere quello di mettere un grosso spicchio d'aglio a bollire con tutta la buccia fino a che all'interno la polpa non si riduce ad una dolce purea morbida da aggiungere al burro. Richiede un po' di tempo in più, ma è anche vero che in questo modo il burro insaporito si conserverà più a lungo.



domenica 6 novembre 2011

Tartine al Tonno

Chi di noi non ha mai mischiato tonno e maionese per poi spalmare questa poco attraente cremina in un tramezzino? Non lo avete mai fatto? Non avete vissuto!
Tuttavia anche l'occhio vuole la sua parte, quindi vediamo come preparare questi stuzzichini decisamente più intriganti, e molto più leggeri e delicati, eliminando quasi del tutto la maionese.




Passate al mixer 200 g di formaggio cremoso (scegliete quello che preferite), 160 g di tonno sottolio ben sgocciolato, un ciuffetto di prezzemolo fresco, qualche cappero sotto sale messo a bagno e strizzato e del pepe bianco.
Ricavate dei dischetti dal pancarrè, aiutandovi con uno stampo per biscotti (quello per gli occhi di bue, per intenderci) e spalmate uno strato di crema al tonno appaiandoli a due a due.
Spalmate un sottile velo di maionese sullo strato superiore delle tartine e decoratele con un ciuffo di crema, usando una tasca da pasticciere con bocchetta a stella stretta. Guarnite ogni tartina con un cappero e una fogliolina di prezzemolo.

NOTA: Se riuscite a trovare i capperi col gambo l'estetica delle tartine sarà ancora più gradevole.

Aperitivo: un'idea di presentazione




Siccome conosco i miei polli, so già che la persona che più gradirà questo post sarà la mia mondanissima, sempre aggiornata sulle ultime tendenze, amica Viviana. Lei E' l'aperitivo!
Io sono tutt'altro che "cool", ma avendo una forte passione per la pasticceria adoro tutte le preparazioni di piccola taglia che richiedono precisione e fantasia nel decoro, e chi dice che ciò si presti solo ai mignon della domenica? Proprio per questo, posto questa foto per suggerire a chi ha magari poca fantasia, ma tanta buona volontà, qualche idea per un aperitivo diverso dalla solita tristissima triade salatini/patatine/noccioline (orrore!).
In alternativa un vassoio di queste piccole tentazioni può andare bene anche per un buffet o come appetizer (appetizer? ma allora sono un po' cool anche io).
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