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giovedì 27 dicembre 2012

Il Pan Brioche senza Burro e Uova (ai Mandaranci e Cannella)

Ci pensavo su da diverso tempo ormai e se ben ricordate, ultimamente vi ho scritto di
un pan brioche duro come la pietra, ma oggi... oggi no! Oggi con immensa soddisfazione posso scrivervi di un pan brioche senza uova e burro e, ciononostante, morbidissimo, 
profumato, invitante e con un'alveolatura davvero fantastica.
Quando l'ho sfornato, gonfio, con la sua superficie scura e lucida, e sformandolo mi son resa conto di quanto fosse soffice, già ero al settimo cielo, ma quando il giorno dopo ho visto che era rimasto ancora morbido ho pensato "E' lui. Finalmente ce l'ho fatta".
Il bello è che non c'è stato nemmeno bisogno di lievitazioni molto lunghe e a basse temperature (che solitamente preferisco) e il pan brioche ha richiesto solo una mattinata. 
La cannella, come vedrete nelle foto che seguono, non l'ho messa direttamente nell'impasto, ma l'ho distribuita insieme a un po' di  zucchero in una venatura sottile che percorre il pane come in un pan girella donando un ulteriore profumo d'inverno.
Spalmandone una fetta con creme o marmellate potrete sentirvi meno colpevoli.

Un ringraziamento al blog "La micia fa le fusa e io il punto croce"
per aver inserito questo blog fra gli altri scelti per il premio Dardos.




stampo 12x30
Cominciate preparando un infuso ben caldo con 185 ml di latte intero, 50 g di zucchero semolato, 7 g di malto di riso (in alternativa usate del miele) e la scorza grattugiata di due mandaranci (va bene anche la buccia di una grossa arancia). In questo modo tutti i profumi si mescoleranno e gli oli delle scorze rilasceranno tutto il loro aroma.
Quando questo infuso si è intiepidito, mettete nella scodella della planetaria 150 g di farina 00, 150 g di farina manitoba, 5 g li lievito di birra secco e mescolate brevemente per miscelare questi ingredienti.
Cominciate a far lavorare il gancio a bassa velocità e versate l'infuso sulle farine. Aggiungete anche 25 g di olio di semi e quando i liquidi sono stati assorbiti dalle farine aumentate la velocità e lasciate impastare per 15 minuti.
Trascorso questo tempo, l'impasto si staccherà da solo dai bordi della scodella e comincerà ad "arrampicarsi" su per il gancio.
Spegnete l'impastatrice, lavorate brevemente l'impasto con le mani per dargli la forma di un panetto e mettetelo a lievitare in una scodella coperta con la pellicola ben stretta per favorire la formazione di un ambiente ricco di umidità all'interno.
Dopo un'ora, infarinate pochissimo il piano di lavoro e lavorate nuovamente l'impasto per dargli la forma di un rettangolo alto 1/2 cm e col lato minore pari alla lunghezza dello stampo in cui intendete cuocere il pan brioche.
A parte mescolate 40 g di zucchero semolato e due cucchiaini colmi di cannella in polvere e cospargete questa miscela in maniera uniforme su tutto il rettangolo lasciando libera solo una striscia finale di 1 cm che servirà da "chiusura" al rotolo.
Arrotolate la pasta su se stessa fino a ottenere un rotolo che trasferirete nello stampo posizionando la giuntura verso il basso.
Riguardo lo stampo, io ho usato uno di quelli usa e getta, di carta oleata marrone, tipici di panettoni e colombe, quindi mi è bastato ungerlo appena con un velo d'olio di semi, ma in mancanza consiglio di usare uno stampo di alluminio leggero e foderarlo internamente con della carta da forno per non rischiare di avere problemi al momento di sformare il pan brioche.






Lasciate lievitare il rotolo all'interno dello stampo, coperto con la pellicola appoggiata sopra, lasciandolo in un luogo tiepido. Non abbiate fretta e non infornate il pan brioche se prima non si è gonfiato parecchio arrivando quasi ai bordi dello stampo. 
Il tempo necessario varia a seconda della temperatura dell'ambiente, ma anche da questa attesa dipende la sofficità del risultato finale e vale la pena di essere pazienti.
Spennellate la superficie con una mestura composta da un tuorlo e un cucchiaio di latte intero formando un velo uniforme e infornate a 180° per 30 minuti.




In queste foto potete vedere nel dettaglio il modo in cui la cannella percorre in una sottile linea tutto il pan brioche che potrete "sfogliare" proprio seguendo questa venatura (foto in basso).




Con questa ricetta partecipo a "Natale a colazione"


venerdì 7 dicembre 2012

Panini Morbidi Salati alla Zucca (senza impastatrice e lunghe lievitazioni)

Dopo un esperimento fallimentare, su cui stenderei un velo pietoso, svoltosi ieri fra le mura della mia cucina, oggi ero in cerca di qualcosa di semplice, buono, caldo e consolatorio.

Mi piace preparare i lievitati. Non sono un'esperta, ma mi piace.
Mi piace dedicarmi a queste preparazioni usando poco lievito, osservando come l'impasto si incorda lavorato dal gancio dell'impastatrice, lasciandolo crescere lentamente in frigo, sentendo maturare il profumo della pasta, ma chi non ha nè il tempo, nè l'impastatrice, merita comunque qualcosa di caldo e profumato da sfornare con le proprie mani.

Oggi vi propongo dei panini soffici e saporiti, ideali da preparare in questi giorni di freddo
e pioggia in cui si ha voglia di mettere le mani in pasta. Sono semplici da realizzare tanto quanto la pizza, non richiedono l'impastatrice e sono perfetti per la tavola delle feste, per un buffet o un brunch. Mangiateli con un velo di burro non salato. Vedrete.
Io ho preferito preparare piccoli bocconcini perchè c'è qualcosa nei piccoli panini che 
trovo irresistibile, ma se preferite potete tranquillamente realizzare un'unica pagnotta o cuocere l'impasto in uno stampo per pane in cassetta usando la stessa ricetta.

PS Oggi non sono per niente soddisfatta delle mie fotografie, ma la luce era atroce :o(




16 bocconcini
Tagliate in pezzi 300 g di zucca (peso da cruda) e cuocetela a vapore fino a che non riuscirete a infilzarne la polpa senza dover esercitare la minima pressione. Ci vorranno circa 30 minuti.
Trasferite la zucca in una scodella capiente e schiacciatela con i denti di una forchetta fino a ottenere una purea grossolana. Quando la purea si è intiepidita, aggiungete 5 g di lievito di birra secco, un grosso spicchio d'aglio schiacciato, 10 g di olio d'oliva, 100 ml d'acqua e mescolate brevemente.
Aggiungete 450 g di farina 00 e mescolate con una forchetta fino a che l'impasto non diventa troppo duro per poter essere ulteriormente lavorato in questo modo, quindi trasferitelo sul piano da lavoro e impastate vigorosamente con le mani per qualche minuto.
Aggiungete 10 g di sale e impastate ancora per un minuto, quindi date all'impasto la forma di un panetto e mettetelo a lievitare in una scodella capiente unta con un filo d'olio d'oliva e coprite la scodella con la pellicola ben stretta in modo che il panetto lieviti in un ambiente chiuso, pieno di umidità (a temperatura ambiente).

Quando l'impasto è raddoppiato di volume, lavoratelo nuovamente con le mani su un piano leggermente infarinato e dividetelo in mucchietti da 50 g l'uno. Date a ogni mucchietto una forma tonda il più possibile regolare e liscia e disponeteli su una placca di alluminio rivestita di carta forno distanziandoli.
Lasciate lievitare i bocconcini a temperatura ambiente fino a che non aumentano di volume e risultano "gonfi" (il tempo varierà a seconda della temperatura che avete in casa, ma a occhio e croce, il 6 dicembre avrete tutti acceso i riscaldamenti :o).

Spennellate i panini con del tuorlo d'uovo sbattuto con due cucchiaini di latte e cospargeteli con dei semi di zucca e dei semi di papavero.
Infornate a 180° per circa 30 minuti al ripiano centrale. Se trascorso questo tempo i panini sono pronti, ma non ancora dorati, non prolungate la cottura e accendete il grill. Non perdeteli di vista perchè si doreranno nel giro di poco.




Sfornate i panini e metteteli a raffreddare su una graticella. Potete mangiarli con solo un velo di burro o farcirli con ciò che trovate si abbini meglio, in ogni caso non vi fermerete al primo. Come al solito vi ho postato anche una foto dell'interno, così potete farvi un'idea della consistenza.
Disposti in un bel cestino al centro della tavola, vi faranno fare un figurone.




giovedì 1 novembre 2012

Quando penso al pane: la Ciabatta (idratazione al 75%).

A proposito di pane.
"Togliere il pane di bocca" si dice. E ieri così è stato.
Premetto che a causa di un virus (che io, bambina degli anni ottanta, immagino come quello di "esplorando il corpo umano", avete presente?) mangiavo in bianco già da 
diversi giorni... che poi "in bianco" che cavolo vuol dire? La prossima volta che il medico
me lo dice mi attacco a un tubo di latte condensato e come finisce, finisce!
Come potete immaginare, da foodies che si rispetti, ero già sul depresso andante, ma 
la prospettiva di mangiare finalmente qualcosa di colorato - un piatto di pennette calde
fumanti con una dolce salsa di pomodorini rosso fuoco - mi stava tirando su.
Finalmente mi siedo a tavola, metto in bocca la prima forchettata e sento che
le cose cominciano a girare per il verso giusto mentre mentalmente già programmo il successivo assalto al salame che vedo affettato sul tagliere al centro della tavola.
Alla terza, dico TERZA, forchettata squilla il telefono. Uno str...aniero senza prenotazione non era sotto alla targa del B&B con tanto di macchina in mezzo ai co...rtile del vicino
e valigie al seguito? 
Mettiti subito in moto, vestiti, cerca di renderti presentabile - che da 4 giorni sei
in casa col virus e sembri  la casalinga disperata alle pulizie di Pasqua - salta in macchina
e corri ad accoglierli. Fai i novanta e passa gradini (e sennò come fa la terrazza in centro 
a essere panoramica?) a passo spedito, che mica puoi fare brutta figura e far vedere che ti stanno uscendo gli occhi dalle orbite mentre loro portano le valigie e non hanno nemmeno un accenno di fiatone, spiegagli tutto quello che gli può servire fingendo di non essere
in pericoloso deficit di ossigeno e già che ci sei dai una spazzata in terrazza
che ieri notte ha fatto un vento che a confronto "la tempesta perfetta"
era una piacevole brezza primaverile.
Morale della favola? 
Tornata finalmente a casa non avevo più il minimo appetito.

***

L'altro giorno, girando in rete alla ricerca di informazioni su un tipo di pane che
mi ero messa in testa di preparare, mi è capitato di leggere dei commenti davvero
poco garbati e spiacevoli sul blog di una ragazza che riproponeva una ricetta
per il pane di Bonci (che conosco vagamente).
La colpa della povera malcapitata? Qualche lievissima imprecisione.
Premetto subito che avendo un enorme rispetto per l'arte (perchè di vera
e propria arte si tratta) della panificazione, non voglio insegnare niente a nessuno
su un argomento che non ritengo di conoscere a sufficienza.
L'intento è solo quello di condividere una ricetta che mi ha lasciato davvero
soddisfatta e le informazioni che ho raccolto in rete per giungere a questo risultato.

Oggi vi propongo un tipo di pane che per consistenza e fragranza incarna
tutto ciò che per me il pane "di casa" dovrebbe avere: un crosta deliziosa e una
mollica morbida, profumata e umida.
Per ottenere queste caratteristiche uso la farina di semola rimacinata.
Le proteine contenute in questa farina (che si usa ad esempio per il pane di Altamura) consentono all'impasto di  ritenere una quantità d'acqua maggiore e di ottenere un pane che si conserva più a lungo e che potete gustare anche il giorno successivo.
Inoltre l'alta idratazione (75% d'acqua rispetto alla farina) e la lunga lievitazione 
garantiranno un pane con una buona alveolatura e altamente digeribile.
Vedrete che profumo riempirà la cucina, degno di una panetteria.

Volevo ringraziare Ketty del blog "Zagara & Cedro"
per aver pensato anche a me per il premio Dardos.





Per 4 ciabatte

Versate nella ciotola dell'impastatrice 300 g di farina di semola rimacinata e 150 g di manitoba.
Scaldate 340 ml di acqua fino a che non diventa tiepida, quindi scioglietevi dentro 8 g di lievito di birra fresco e un cucchiaio di malto (se non lo avete usate pure il miele).
Versate il liquido sulle farine e lasciate impastare alla massima velocità consentita per questo tipo di impasti dalla vostra impastatrice per 25 minuti ricordando di aggiungere 10 g di sale dopo qualche minuto.
Ovviamente l'impasto risulterà piuttosto appiccicoso data l'alta percentuale d'acqua, ma resistete alla tentazione di aggiungere altra farina.
Cospargete di farina il piano da lavoro, versatevi l'impasto e con le mani infarinate dategli la forma di un panetto. Trasferitelo in una scodella molto capiente (io ho usato l'insalatiera più grande che avevo) e copritela con la pellicola ben stretta in modo che all'interno resti preservata tutta l'umidità.
A questo punto dovete dimenticarvene. Guardate la TV, fate i servizi, leggete un libro, andate a farvi un giro fuori perchè l'impasto deve lievitare per 9 ore!
Trascorse le 9 ore, trasferite l'impasto sul piano infarinato, lavoratelo brevemente e dividetelo in quattro parti.
Sarà morbidissimo sotto le mani, quindi basteranno pochi gesti per stenderlo come vedete nella foto qui sotto, dandogli la classica forma allungata senza troppe attenzioni, con rapidi tocchi dei polpastrelli.




Il forno deve essere già caldo ad alta temperatura (io ho un forno a gas metano e l'ho impostato a 7) e sul ripiano in basso dovete posizionare uno stampo da plumcake pieno per metà d'acqua calda , che garantirà l'umidità all'interno dell'ambiente di cottura.
Cospargete una placca di alluminio con abbondante farina di semola rimacinata e trasferitevi sopra le ciabatte formate, quindi lasciatele riposare per 15-20 minuti.
Bagnate le mani sotto l'acqua corrente e "accarezzando" il pane (quanto amore), senza esercitare pressione, bagnatene tutta la superficie.
Infornate e lasciate cuocere per circa 40 minuti. Il pane dovrebbe essere dorato in superficie e cotto all'interno.
Sfornate le ciabatte e lasciatele intiepidire su una graticella prima di tagliarle. 
Voi siete tipi da pane caldo con olio e origano o con la Nutella?



domenica 28 ottobre 2012

Pane Bianco (Morbido) con le Noci e un atteso ritorno

Finalmente è ricominciato l'appuntamento con l'ora del tè e, dopo mesi 
di caldo asfissiante, ieri pomeriggio ci siamo riuniti di nuovo attorno alla mia tavola.
Nei post dell'anno scorso ne avevo già parlato, ma per chi non lo sapesse, quando
arrivano le giornate fredde mi piace invitare i miei amici (maschi) a prendere il tè, mangiare dolcetti e fare un po' di sano, pettegolezzo maligno, perchè diciamocelo,
benché fingano superiorità rispetto questa attività, i maschi sanno essere 
veramente dei gran pettegoli curiosi.
E dovreste vederli mentre fra una chiacchiera e l'altra si scambiano commenti 
sulla bellezza delle porcellane, sui profumi del tè e sulle consistenze e sfumature di 
sapore all'assaggio  di biscotti e bon bon. Delle vere signore molto british!

Da parte mia e dei miei amici un grazie a Benedetta di Fashion Flavors
che l'anno scorso mi ha inviato come premio per un suo bellissimo contest sul
riciclo di Natale un elegante  cofanetto di Hampstead Tea.

Un'ultima cosa. Noi siamo abituati ad associare il tè a preparazioni dolci, ma
nelle prestigiose sale da tè inglesi, questa bevanda è sempre accompagnata anche
da una varietà di tramezzini, quindi questo pane, preparato in uno stampo
da pane in cassetta, potrebbe prestarsi a questo scopo.




Miscelate in una scodella 170 g di farina 00 e 70 g di farina di grano duro
Con le dita formate un avvallamento al centro della farina e versatevi 3 g di lievito di birra secco, un cucchiaio di malto (va benissimo anche il miele) e 2 cucchiai d'olio d'oliva.
Cominciate a versare gradualmente sul lievito dell'acqua tiepida (in tutto serviranno all'incirca 150 ml di acqua, ma dovete comunque sentire l'impasto sotto le mani) e mescolate con una forchetta per formare un impasto morbido, come una pastella, nel foro che avete formato.
Aggiungete poco a poco il resto dell'acqua continuando a mescolare col la forchetta fino a che non ottenete una massa che non può più essere lavorata in questo modo, quindi trasferitela sul piano da lavoro infarinato, aggiungete 12 g di sale e cominciate a impastare vigorosamente con le mani.
Continuate per diversi minuti, fino a ottenere un impasto omogeneo, elastico, che non si attacca né al piano, né alle mani. Trasferitelo in una scodella unta, copritela col la pellicola ben stretta e lasciate riposare fino a che il panetto non raddoppia di volume.
So di ripetermi, ma non abbiate fretta, perchè la consistenza  e la digeribilità del vostro pane dipenderà in gran parte da una buona lievitazione.
Trascorso il tempo necessario, trasferite nuovamente l'impasto sul piano da lavoro, stendetelo a mo' di focaccia in maniera grossolana, usando le dita e cospargete con le noci tagliate al coltello (quantità a piacere a seconda di quanto desiderare avere una componente "croccante" nel pane), quindi avvolgetelo su se stesso come a formare un rotolo e lavoratelo brevemente. 
Formate una pagnottina dalla forma appena allungata e trasferitela su una placca di alluminio rivestita con carta da forno. Incidete la superficie con un coltello infarinato praticando dei tagli obliqui non troppo profondi.
Infarinate appena la superficie della pagnotta, giusto una "spruzzata", e copritela con un velo di pellicola (non stringetela stretta, dovete solo appoggiarla sopra).
Lasciate lievitare fino a che la pagnotta non è aumentata di volume e le incisioni si sono aperte. 
Spennellate la superficie del pane con una mestura composta da un tuorlo d'uovo e un cucchiaio di latte facendo attenzione a non spennellare anche la superficie delle incisioni. In questo modo in cottura si evidenzierà un "disegno" gradevole.
Infornate a 200 g per 30-40 minuti. Se non siete soddisfatti del colore in superficie accendete pure il grill, ma non perdete d'occhio il pane.
Sfornatelo e lasciatelo raffreddare su una graticella prima di affettarlo.




Questo pane ha un gusto molto delicato e una consistenza morbida e secondo me si presta a essere consumato sia con ingredienti dolci che salati. 
I formaggi spalmabili sono sicuramente i più adatti, ma non mi riferisco solo a quelli dal gusto fresco. Provate a usarlo per preparare un tramezzino con gorgonzola cremoso e miele, non ve ne pentirete.
Col salmone diventa perfetto per Natale.



mercoledì 2 maggio 2012

Crackers EVO al Pepe Nero... che gOLIOsità!

Di sicuro avrete già letto sul blog di Aria che da oggi si aprono ufficialmente le danze
del suo 3° contest a cui mi ha chiesto di partecipare in veste di giudice:"gOLIOsità".
Allora oggi non posso non dare il mio contributo concreto agli allergici che cercano 
delle ricette sfiziose e collaudate e vi propongo una ricetta che più semplice non si può,
con soli tre ingredienti, sana e veloce. Cosa si può volere di più?
Li ho appena sfornati e fotografati, quindi è un po' come se ve li stessi offrendo caldi caldi 
questi "crackers" all'olio d'oliva extravergine insaporiti con una macinata di pepe nero.
Col minimo sforzo otterrete degli stuzzichini profumati e friabili, ideali per accompagnare
salse, formaggi o salumi per un aperitivo sfizioso o per un semplice spuntino gOLIOso ;o)

Ringrazio Sabrina per l'affetto e l'entusiasmo che manifesta ad ogni commento 
e per aver pensato a me regalandomi idealmente un portafortuna.

Un'ultima cosa. Nella sidebar di sinistra ho aggiunto il pulsante +1.
In verità non ho ancora ben capito a cosa serva, ma se vi va clicckatelo :o)




Versate in una ciotola 300 g di farina 00 e aggiungete 100 ml di olio d'oliva extravergine e 75 ml d'acqua. Unite anche 6 g di sale fino e una generosa macinata di pepe nero in grani, quindi mescolate il tutto con una forchetta fino a che non otterrete una massa che trasferirete su un piano per lavorarla con le mani.
Una volta ottenuto un impasto il più possibile omogeneo (vi sembrerà duro, ma resistete alla tentazione di aggiungere altra acqua o olio), stendetelo sottilmente col mattarello, quindi date forma ai crackers con una rotella dentellata di quelle che si usano per la pasta all'uovo. 
Non preoccupatevi di ottenere quadrati tutti identici. Si tratta di una ricetta rustica e persino io che sono maniacale non me ne sono fatta un cruccio, ma se proprio li volete tutti uguali usate uno stampo per ravioli invece della rotella dentellata.
Disponete i cracker su una placca di alluminio rivestita con carta da forno senza distanziarli molto (cresceranno appena e in una sola infornata potete farne molti se li disponete vicini), bucherellateli con l'estremità piatta di uno spiedo di legno e cuocete a 200° per circa 30 minuti.
Sfornate, fate raffreddare su una graticella e conservateli ben chiusi in un contenitore ermetico per preservarne la fragranza.

martedì 20 marzo 2012

Pane Integrale al Latte con Muesli

Nei giorni scorsi ho scritto che ormai era arrivata la primavera. Sbagliavo.
Ieri una colazione a base di granita e brioche gustata in compagnia degli amici 
ai tavolini al sole e una passeggiata armata di macchina fotografica, mi 
hanno convinta che è arrivata l'estate! Giudicate voi dalle foto se non ho ragione. 
Proprio per questo motivo ho deciso di preparare un pane in cassetta rustico e
profumato perfetto per preparare dei tramezzini freschi e appetitosi da portarsi
dietro, magari per un picnic (sulla spiaggia o su un prato non importa).




Versate in una ciotola capiente 350 g di farina integrale e 150 g di farina 00. Mescolate, formate un foro centrale in cui aggiungerete 4 g di lievito di birra secco e 2 cucchiaini di zucchero.
Scaldate 350 ml di latte intero fino a farlo diventare tiepido e versatelo poco a poco sul lievito mescolando con una forchetta e portando mano a mano la farina ai bordi verso il centro per "impastarla". Appena ottenete una massa che non può più essere lavorata con la forchetta, aggiungete 12 g sale fino, 50 g di muesli al naturale e trasferite il tutto su un piano infarinato e lavorate vigorosamente fino ad ottenere un panetto liscio.
Mettetelo a lievitare in una ciotola unta con olio d'oliva e coperta con la pellicola.
Quando il panetto diventa gonfio e soffice lavoratelo brevemente, dategli una forma allungata e mettetelo a lievitare una seconda volta in uno stampo di alluminio per pancarrè. 
Io ungo e infarino i lati corti e fodero il fondo e i lati lunghi dello stampo con una striscia di carta forno a misura. In questo modo, oltre ad essere sicura di non avere brutte sorprese al momento di sformare il pane, posso estrarlo facilmente dallo stampo tirando i bordi di carta che fuoriescono.
Infornate a 200° per circa 30 minuti, quindi sformate il pane e fatelo raffreddare del tutto su una graticella prima di tagliarlo.





Io ho farcito il mio sandwich con pomodoro condito con olio d'oliva sale e origano, misticanza, emmenthal e salsa tartara, ma scegliete voi gli ingredienti che trovate si abbinino meglio al gusto di questo pane.
E ora vi lascio alle foto della mia passeggiata... non viene voglia di fare un tuffo?












venerdì 24 febbraio 2012

Treccia all'Olio d'Oliva e Latte

Era da un bel po' che non facevo più il pane ed è davvero un peccato 
quando capitano dei periodi così lunghi di "inattività" su questo fronte perchè 
sentire la casa riempirsi dei profumi del pane che cuoce in forno è
 una delle cose più piacevoli da sperimentare in cucina.
Ieri ho deciso che era arrivato il momento di rimettere le mani in pasta e che 
sarebbe stata una buona idea omaggiare i padroni di casa che ci hanno invitati 
per cena con una bella treccia di pane freschissima e profumata.
Questo è anche il motivo per cui non ho potuto affettarla e fotografarla
per mostrarvi l'interno come faccio solitamente e me ne scuso.
La mollica all'interno è risultata morbida e a grana sottile, 
con bollicine piccole e regolari.
Nell'ultima foto accanto al pane vedrete un grazioso "libricino", in cui
ho appuntato le dosi del pane mentre lo preparavo, per il quale devo
ringraziare Eri di Bryce's House che oltre ad avermi mandato come premio
lo splendido libro di cui vi parlavo l'altro giorno, è stata così carina da
farmi recapitare anche questi deliziosi moleskine che mi saranno
utilissimi proprio per le mie sperimentazioni culinarie dato che 
appuntavo sempre malamente le dosi qua e là mentre cucinavo
per poi potervele riferire in maniera precisa.

Ringrazio anche Tiziana del blog "L'ombelico di Venere" per 
avermi segnalata fra i suoi blog.




Metodo semplicissimo anche per chi non è pratico ad impastare
Pesate in una ciotola capiente 500 g di farina 00 ed unitevi 7 g di lievito di birra secco ed un cucchiaio di zucchero (15 g). Mescolate per distribuire il lievito ed aggiungete 300 ml di latte intero tiepido e 50 ml di olio d'oliva. Mescolate rapidamente con una forchetta e appena si formano delle masse grossolane dure da lavorare in questo modo, aggiungete 10 g di sale fino, trasferite il tutto su un piano e cominciate a lavorare vigorosamente con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
Formate un panetto ed incidetelo a croce, quindi mettetelo a lievitare in una ciotola unta d'olio e coprite con la pellicola ben stretta. Lasciate in un luogo tiepido fino a che il panetto non è raddoppiato di volume, gonfio, soffice e pieno di bollicine.




Lavorate brevemente l'impasto, pesatelo e dividetelo in tre panetti uguali che lascerete riposare 15 minuti. Ora potete cominciare a dare ad ogni terzo la forma allungata "a salsicciotto" che vi consentirà di formare la treccia.
Una volta terminato, tirate leggermente le estremità e infilatele sotto la treccia per cercare di dare una forma il più possibile armonica e gradevole.
Lasciate lievitare nuovamente per un'ora in un luogo tiepido, quindi cospargete di rosmarino e sale grosso pestato leggermente al mortaio.
Infornate a 180° per 30-40 minuti. Sfornate e trasferite la treccia a raffreddare su una graticella per disperdere l'umidità.

domenica 15 gennaio 2012

Focaccine alla Piastra

Ieri, non chiedetemi perchè, ho deciso di preparare dell'impasto per focaccia e 
provare a cuocerlo sulla piastra invece di accendere il forno.
L'idea si è rivelata ottima ed è l'ideale per i mesi caldi in cui non si ha
certo voglia di trascorrere troppo tempo accanto a un forno incandescente.
L'impasto contiene anche uno spicchio d'aglio grattugiato, ma scegliete voi se levarlo.
in ogni caso non lascia un sapore penetrante ma un piacevole profumo di fondo
che si spande nell'aria mentre cuocete le focaccine.




Pesate in una ciotola capiente 400 g di farina 00, create un foro al centro della farina e versatevi 7 g di lievito di birra secco, 1 cucchiaio di zucchero, 15 g d'olio d'oliva e 1 spicchio d'aglio grattugiato. Versate poco a poco circa 250 ml di acqua tiepida mescolando con una forchetta e portando un po' della farina esterna verso la pasta che viene a formarsi al centro.
Valutate se aggiungere tutta l'acqua, quindi versate l'impasto sul piano, aggiungete 7 g di sale fino e lavoratelo vigorosamente per alcuni minuti per ottenere un panetto elastico e liscio che ungerete, inciderete e metterete a lievitare in una ciotola coperta con la pellicola.
Quando il panetto risulterà gonfio e raddoppiato di volume rimettetelo sul piano, lavoratelo nuovamente per qualche minuto. Fatelo riposare pochi minuti e tagliatelo in porzioni (io ne ho fatte 8) che poi saranno le focaccine.




Formate delle "palline" con ciascuna porzione, infarinatele leggermente e stendetele non troppo sottilmente. 
Quando avete finito, mettete a scaldare a fuoco medio una piastra liscia spessa e antiaderente ed ungetela generosamente con olio d'oliva. Tenete a portata di mano origano, rosmarino e sale grosso (io l'ho pestato un po' al mortaio).
Mettete le focaccine a cuocere sulla piastra e quando sono dorate da un lato versate un filo d'olio sulla superficie ancora cruda e voltatele.
Insaporitele con le erbe e il sale mano a mano che le togliete dalla piastra, quando sono ancora ben calde.








NOTA: Queste focaccine non sono altissime, ma lo sono abbastanza da essere tagliate trasversalmente con un po' di cura e farcite col più buono dei salumi freschi che riuscite a trovare... vedrete ;o)

lunedì 28 novembre 2011

Pangirella al Cioccolato

Per questo pane io non uso la famosa crema di cioccolato e nocciola a cui tutti starete pensando ;o). Scelgo invece una crema spalmabile al cioccolato fondente
di una marca altrettanto famosa perchè mi sembra regga meglio la cottura.
Ma voi, naturalmente, potete fare tutti gli esperimenti che volete.




Mettete il barattolo di crema spalmabile al cioccolato che avete scelto a bagno in una scodella, poco più grande, piena d'acqua calda. In questo modo si ammorbidirà e sarà più facile spalmarla sull'impasto ancora crudo per formare la girella.
Formate un impasto lavorando insieme 250 d di farina 00, 50 g di burro morbido, circa 150 ml d'acqua tiepida, 25 g di zucchero, 3 g di lievito di birra secco, la scorza grattugiata di mezza arancia, 5 g di sale.
Lavorate energicamente con le mani fino a che l'impasto non diventa liscio, quindi raccoglietelo in un panetto e mettetelo a lievitare in una ciotola unta con olio di semi e coperta con uno strato di pellicola. Lasciate lievitare fino a che non raddoppia di volume.
Mentre aspettate, foderate il fondo e i lati lunghi di uno stampo per pane in cassetta con una striscia di carta forno lasciandone sporgere i lembi (vi saranno utili per tirare fuori il pane bollente dallo stampo). Ungete con olio di semi ed infarinate i lati corti.
Per queste dosi io uso uno stampo 22x10.
Lavorate nuovamente l'impasto su un piano da lavoro e lasciatelo riposare una decina di minuti, quindi procedete a stenderlo a forma di rettangolo con uno spessore di 1 cm circa. Il lato più corto del rettangolo deve misurare quanto la lunghezza dello stampo in cui cuocerete il pane. 
Spalmate la crema sul rettangolo di impasto, arrivando con la crema a 2 cm dai bordi che devono esseri liberi dalla farcitura per poter "sigillare" il pane.
Solo sul lato più corto, da cui comincerete ad arrotolare, potete spalmare la crema fino al margine perchè quello sarà il centro della girella.
Spolverizzate sullo strato di crema un po' di zucchero a velo vanigliato e arrotolate il pane, quindi disponetelo nello stampo col margine di chiusura della pasta sul fondo.
Infornate a 200° per almeno 30 minuti (che di solito sono sufficienti).
Affettate il pane solo quando si è raffreddato del tutto o le fette si "sporcheranno" in maniera molto evidente col cioccolato.

lunedì 14 novembre 2011

Pane Integrale

Il libro del Sacher, alla voce "cestino del pane", recita: "Oggigiorno, non dovrebbe mai mancare almeno un tipo di pane integrale".
Vogliamo perderci per così poco? 




Formate un impasto lavorando insieme 200 g di farina bianca 00, 50 g di farina integrale, 3 g di lievito di birra secco, 1 cucchiaino di zucchero, 7 g si sale, un buon filo d'olio d'oliva e circa 150 ml d'acqua tiepida.
Quando l'impasto è liscio, ungetelo con l'olio e mettetelo a riposare in una ciotola capiente. Coprite con la pellicola e aspettate che l'impasto raddoppi di volume, quindi lavoratelo vigorosamente per qualche minuto, dategli una forma omogenea e allungata e disponetelo nello stampo di alluminio per pane in cassetta.
Lasciatelo lievitare una ventina di minuti, quindi spennellate la superficie con del latte e cospargete con un po' di muesli al naturale, per ottenere un pane più gradevole da vedere.
Infornate a 200° per circa 40 minuti.
Sfornate e lasciatelo raffreddare completamente prima di procedere al taglio.

domenica 6 novembre 2011

Bocconcini di Pane

Fra le regole che il prestigioso Sacher di Vienna reputa necessario seguire per ritenersi un buon padrone di casa si legge: "il cestino del pane dovrebbe essere sistemato sulla tavola prima dell'inizio del pranzo (non un'ora prima, beninteso), in modo da servire solo pane fresco, possibilmente di diversi tipi".
Quale pane è più fresco di quello che potete preparare voi stessi?




Versate in una ciotola capiente 250 g di farina Manitoba e 250 g di farina 00, formate un piccolo avvallamento nella farina e versatevi una bustina di lievito di birra secco (7 g), 2 cucchiaini abbondanti di zucchero 50 g di burro morbido.
Mettete a intiepidire nel microonde 150 ml di latte intero misto a 150 ml di acqua, avendo cura di non esagerare con la temperatura del liquido per non rischiare di "uccidere" il lievito (è una cosa truculenta, lo so, ma la cucina non è roba da donnette! :o). Versate una piccola parte del latte sul lievito e cominciate ad incorporare poco a poco la farina (scegliete voi se con le dita o con una forchetta). Se non siete pratici con le paste lievitate procedete senza fretta ed aggiungete il liquido poco per volta, dal momento che in questo genere di preparazione non si può stabilire con esattezza quanto liquido occorrerà (ciò che conta è non farsi mai prendere dal panico o il cibo se ne accorgerà, statene certi!). In ogni caso è sempre meglio un impasto non troppo asciutto.
L'impasto non sarà omogeneo in principio, ma quando otterrete una massa morbida, ma non appiccicosa, e non ci sarà più farina sul fondo della ciotola, spostatelo su un piano da lavoro. Unite 15 g di sale fino e cominciate a lavorarlo energicamente con le mani infarinate. 
Quando l'impasto diventa liscio ungetelo, praticate un'incisione in superficie e mettetelo in una ciotola capiente coperta con la pellicola finché non raddoppia di volume, quindi lavoratelo ancora una volta energicamente. Lasciatelo riposare 5/10 minuti.
Cominciate a formare dei piccoli panini di varie forme (tenendo conto che cresceranno in cottura) e lasciateli lievitare su una placca, coperta di carta forno, che servirà per la cottura per altri 20 minuti.
Infornate a 180/200° (dipende dal vostro forno) e cuocete per almeno 30 minuti.

NOTA: prima di infornare i bocconcini potete spennellare la superficie con del tuorlo d'uovo sbattuto con qualche goccia di latte per renderli lucidi (io li preferisco un po' rustici) e cospargete a piacere con semi di papavero o di sesamo, origano, pepe e tutto quello che la fantasia e il gusto vi suggeriscono. Divertitevi!
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