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martedì 12 febbraio 2013

Oeufs en Cocotte

Pensate mai alle uova? Detta così sembro disturbata, lo so, ma dico sul serio.
Si tratta di un ingrediente straordinario senza il quale non esisterebbero tante preparazioni a cui siamo abituati. Niente frittate, soufflé, bignè, tiramisù, crema pasticcera, pasta all'uovo, quiche, pasta frolla, babà, pasta alla carbonara... un mondo tristissimo :o)
Tempo fa in TV passava una pubblicità (non ricordo di quale prodotto) in cui si vedeva 
uno chef intento a coordinare lo staff di una cucina in cui passavano piatti faraonici uno dietro l'atro diretti verso la sala. Alla fine del servizio si vede lo chef, rimasto solo, con una
padellino in mano. Si siede finalmente per cenare anche lui e lascia scivolare nel piatto un semplice uovo fritto che mangia con aria estasiata. Ecco per me, e sono convinta anche per molte di voi, l'uovo fritto (col tuorlo ancora morbido in cui intingere il pane, è ovvio)
è un piatto in grado di far impallidire molte preparazioni elaborate e pretenziose.
E voi? Qual è il piatto semplice che vi da più soddisfazione?

Questa ricetta è di quelle che nella loro semplicità stupiscono al primo boccone.
Si tratta di un uovo cotto in forno a bagnomaria in una cocotte con qualche cucchiaio di
panna, un velo (davvero un velo) di burro, sale e pepe.




Imburrate la cocotte e versate sul fondo un cucchiaio di panna. Salate e pepate leggermente, quindi rompete un uovo grande e versatelo sulla panna. Aggiungete un secondo cucchiaio di panna, aggiungete un pizzico di sale e pepe e una scaglia sottile di burro in cima.
Coprite la cocotte con carta alluminio e mettetela in una teglia con sufficiente acqua calda da arrivare a metà altezza della cocotte.
Infornate a 180° posizionando la griglia in basso e lasciate cuocere per circa 15 minuti. I tempi possono variare molto da forno a forno, quindi se volete preparare una teglia con più uova vi suggerisco di fare prima una prova per "tarare" il vostro forno.
Alla fine dovrete ottenere un uovo con l'albume cotto e il tuorlo ancora morbido.

Col primo uovo che ho preparato, ho prolungato eccessivamente la cottura tratta in inganno dal burro fuso in cima che mi sembrava albume ancora crudo (come potete vedere anche dalla prima foto). Non commettete lo stesso errore o perderete la morbidezza del tuorlo.

Vi suggerisco di accompagnare l'uovo con delle fettine di pane tostato. Io ho scelto una grossa ciabatta perchè mi piacevano queste fettine sottili e allungate. 




Qualche giorno fa durante uno dei miei giri alla ricerca di ingredienti sono entrata in un delizioso negozio dall'atmosfera incantevole, pieno di cose bellissime . Lì ho comprato quel simpatico aggeggio porta uova e ho pensato "so che è perfettamente inutile, ma rende la vita un po' più bella" ;o)

venerdì 7 dicembre 2012

Panini Morbidi Salati alla Zucca (senza impastatrice e lunghe lievitazioni)

Dopo un esperimento fallimentare, su cui stenderei un velo pietoso, svoltosi ieri fra le mura della mia cucina, oggi ero in cerca di qualcosa di semplice, buono, caldo e consolatorio.

Mi piace preparare i lievitati. Non sono un'esperta, ma mi piace.
Mi piace dedicarmi a queste preparazioni usando poco lievito, osservando come l'impasto si incorda lavorato dal gancio dell'impastatrice, lasciandolo crescere lentamente in frigo, sentendo maturare il profumo della pasta, ma chi non ha nè il tempo, nè l'impastatrice, merita comunque qualcosa di caldo e profumato da sfornare con le proprie mani.

Oggi vi propongo dei panini soffici e saporiti, ideali da preparare in questi giorni di freddo
e pioggia in cui si ha voglia di mettere le mani in pasta. Sono semplici da realizzare tanto quanto la pizza, non richiedono l'impastatrice e sono perfetti per la tavola delle feste, per un buffet o un brunch. Mangiateli con un velo di burro non salato. Vedrete.
Io ho preferito preparare piccoli bocconcini perchè c'è qualcosa nei piccoli panini che 
trovo irresistibile, ma se preferite potete tranquillamente realizzare un'unica pagnotta o cuocere l'impasto in uno stampo per pane in cassetta usando la stessa ricetta.

PS Oggi non sono per niente soddisfatta delle mie fotografie, ma la luce era atroce :o(




16 bocconcini
Tagliate in pezzi 300 g di zucca (peso da cruda) e cuocetela a vapore fino a che non riuscirete a infilzarne la polpa senza dover esercitare la minima pressione. Ci vorranno circa 30 minuti.
Trasferite la zucca in una scodella capiente e schiacciatela con i denti di una forchetta fino a ottenere una purea grossolana. Quando la purea si è intiepidita, aggiungete 5 g di lievito di birra secco, un grosso spicchio d'aglio schiacciato, 10 g di olio d'oliva, 100 ml d'acqua e mescolate brevemente.
Aggiungete 450 g di farina 00 e mescolate con una forchetta fino a che l'impasto non diventa troppo duro per poter essere ulteriormente lavorato in questo modo, quindi trasferitelo sul piano da lavoro e impastate vigorosamente con le mani per qualche minuto.
Aggiungete 10 g di sale e impastate ancora per un minuto, quindi date all'impasto la forma di un panetto e mettetelo a lievitare in una scodella capiente unta con un filo d'olio d'oliva e coprite la scodella con la pellicola ben stretta in modo che il panetto lieviti in un ambiente chiuso, pieno di umidità (a temperatura ambiente).

Quando l'impasto è raddoppiato di volume, lavoratelo nuovamente con le mani su un piano leggermente infarinato e dividetelo in mucchietti da 50 g l'uno. Date a ogni mucchietto una forma tonda il più possibile regolare e liscia e disponeteli su una placca di alluminio rivestita di carta forno distanziandoli.
Lasciate lievitare i bocconcini a temperatura ambiente fino a che non aumentano di volume e risultano "gonfi" (il tempo varierà a seconda della temperatura che avete in casa, ma a occhio e croce, il 6 dicembre avrete tutti acceso i riscaldamenti :o).

Spennellate i panini con del tuorlo d'uovo sbattuto con due cucchiaini di latte e cospargeteli con dei semi di zucca e dei semi di papavero.
Infornate a 180° per circa 30 minuti al ripiano centrale. Se trascorso questo tempo i panini sono pronti, ma non ancora dorati, non prolungate la cottura e accendete il grill. Non perdeteli di vista perchè si doreranno nel giro di poco.




Sfornate i panini e metteteli a raffreddare su una graticella. Potete mangiarli con solo un velo di burro o farcirli con ciò che trovate si abbini meglio, in ogni caso non vi fermerete al primo. Come al solito vi ho postato anche una foto dell'interno, così potete farvi un'idea della consistenza.
Disposti in un bel cestino al centro della tavola, vi faranno fare un figurone.




giovedì 29 marzo 2012

E' Tempo di Uova... Mimosa

Ieri facendo un rapido giro al centro commerciale mi sono resa conto di quanto
poco io mi sia calata nel clima pasquale quest'anno... direi per niente!
Oggi provo a rimediare proponendovi questa ricetta facilissima che prende
il nome dall'aspetto della farcitura superiore che ricorda proprio i fiori di mimosa.
Oltre ad essere in perfetto tema pasquale, si presta ad essere servita in queste giornate 
di sole che ci ricordano che la primavera è arrivata e con essa i pranzi all'aperto
dai sapori freschi e dai colori allegri.
Nella ricetta "originale" che ho sempre mangiato, c'era una valanga di maionese.
Io ne vado matta, ma ad ogni boccone il senso di colpa mi faceva andare le
uova di traverso, quindi ho sostituito la salsa assassina con del philadelphia.
Per chi, come me, detesta profondamente i capperi, consiglio di non eliminarli
dalla ricetta, perchè alla fine nemmeno ne sentirete il gusto, ma solo
quella marcia in più che rende la crema di tonno più decisa.




Per 8 uova mimosa
Mettete a bollire 4 uova in acqua già calda. Appena comincia a sobbollire, contate 10 minuti e mettetele in acqua fredda. Non fate cuocere troppo le uova o il tuorlo cotto sarà circondato da quell'antipatico alone verdognolo.
Mentre le uova raffreddano, preparate la crema al tonno passando brevemente al minipimer 140 g di tonno sgocciolato, 120 g di philadelphia, 8 capperi sotto sale ben sciacquati e strizzati, un ciuffo di prezzemolo tritato e una macinata di pepe.
Tagliate ciascun uovo a metà per il lungo facendo attenzione a non romperlo, quindi rimuovete i rossi e metteteli in un piattino. Schiacciateli con i denti di una forchetta fino a ridurli in "briciole" e teneteli da parte.
Riempite ogni "barchetta" di albume con una generosa cucchiaiata di crema, come a ricomporre la metà d'uovo mancante, quindi cospargete con il tuorlo sbriciolato ,aiutandovi anche premendo con le dita se necessario, per ricoprire tutta la parte superiore.



martedì 17 gennaio 2012

Come preparare uova in camicia infallibili

L'uovo in camicia è una di quelle cose che ho sempre trovato 
affascinanti nella loro semplicità estetica, peccato che prepararlo nel modo
convenzionale che tutti conosciamo (ovvero formare un vortice nell'acqua calda
al centro del quale far scivolare l'uovo) fosse per me un vero incubo.
Questa dritta l'ho trovata nel ricettario del "Sacher".
In realtà avevo letto questa ricetta molto tempo fa, ma solo oggi
mi sono decisa a provare e...
HALLELUJA!!!
La soddisfazione di incidere quella bianca, soffice nuvola di albume
e vederne uscire il colore acceso e lucido del tuorlo è stata totale.




Mettete l'acqua a scaldare sul fuoco.
Rivestite l'interno di una tazza da cappuccino con la pellicola da cucina (non c'è bisogno di avere particolare cura nel far aderire la pellicola alle pareti) e ungetela bene con dell'olio di semi. Versate un uovo crudo nella tazza foderata, tirate su i bordi di pellicola in eccedenza e formate una specie di sacchetto unendo questi lembi e attorcigliandoli su se stessi.




Quando l'acqua sobbolle, adagiatevi il sacchetto (l'acqua non deve essere troppo profonda, il "ciuffo" del sacchetto deve uscire fuori) e lasciatelo cuocere per 6 minuti, quindi tiratelo fuori, immergetelo in acqua fredda e rimuovete la pellicola (verrà via facilmente).
Se siete impavidi preparate più uova per volta in un tegame largo, ma se volete tenervi sul sicuro preparatene uno o due per volta e tenetele da parte fino al momento di servirle.
Salate, pepate e abbinate a quello che preferite.

giovedì 10 novembre 2011

Mini English Breakfast

Molti storcono il naso all'idea di mangiare il salato di mattina presto. 
Io, con la mia golosità, di certo non sono fra questi :o)
Spesso, seduta al bar nelle mattine del fine settimana, mi chiedo: "ma due belle uova 
su pane integrale tostato, e magari pure imburrato, no?"
Inoltre, se ci pensate bene, quella della colazione esclusivamente dolce è più
una nostra abitudine e sono molte le nazioni in cui non è affatto così.
Mentre a Londra il mio fidanzato inzuppava un cornetto nel latte al cioccolato,
il tipo asiatico seduto alla mia destra divorava con disinvoltura tre fette di pane in 
cassetta formato maxi con uova strapazzate e fette di salmone affumicato.
Al di là della colazione, queste piccole uova di quaglia si presentano 
con un tale garbo, in questo gioco di miniature, che potete anche 
inserirle in un menù per un aperitivo o un brunch.




Con una forma tonda per biscotti ricavate dei dischetti da delle fette di pane in cassetta ai cereali. Tostate i dischi di pane a fuoco basso per asciugare tutta l'umidità e, quando li voltate per tostare il secondo lato, aggiungete delle fette sottili di emmenthal spezzettandolo (in modo da ricoprire la superficie del disco senza uscire fuori dai bordi).
Mettete il pane da parte su una graticella.
Mettete a cuocere, su una piastra antiaderente liscia, tante fette di pancetta arrotolata quanti sono i dischetti e fatele diventare croccanti e asciutte da entrambi i lati. Scolate le fette dal loro grasso, tamponatele con carta assorbente e disponetele sullo strato di emmenthal.
Fate scaldare in una padella antiaderente dell'olio di semi e friggete le uova di quaglia per pochi secondi. Dovrete stare molto attenti nel rompere il guscio perchè queste uova hanno una pellicola interna molto resistente e potete facilmente rischiare di metterci troppa forza e poi romperle. 
Assicuratevi che il tuorlo non solidifichi, condite con una macinata di pepe fresco e disponete un uovo su ogni disco di pane. Servitele calde.


NOTA: a quanto pare le uova di quaglia hanno meno colesterolo di quelle di gallina e il colesterolo che contengono è del tipo buono. Certo questo non invoglierà nessuno a farsi una frittata con queste uova, ma è sempre meglio sapere qualcosa in più, no? :o)




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