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giovedì 15 novembre 2012

La Patata Dolce: stessi ingredienti, due cotture.

Ho mangiato per la prima volta la patata dolce a Londra in una steakhouse
che la serviva come contorno in sottili bastoncini croccanti e irresistibilmente speziati.
Da quel giorno vado sempre curiosando per i banchi degli ortaggi per vedere se le trovo,
ma quasi sempre con scarsi risultati.  Riesco a procurarmela solo quando, passatemi
l'espressione molto stile "La casa nella prateria", vado in città :o)
Lì c'è un negozio che vende alimentari internazionali ed è uno di quei posti in cui 
quelli come noi potrebbero vagare per ore fra spezie, ortaggi e frutti provenienti da paesi lontani, dolci dalle sembianze e dai profumi sconosciuti, ingredienti vari provenienti 
anche dall'America o dall'Argentina. Una vera gioia per gli occhi dei foodies.

Vi propongo due ricette semplicissime con gli stessi ingredienti, ma con due diversi metodi di cottura, per gustare questo ortaggio in tutta la sua straordinaria dolcezza.

Vorrei ringraziare pubblicamente Imma di "Dolci a Go Go" per aver inserito questo
blog fra i tre consigliati nella sua rubrica di questo mese su "Più Dolci" e anche Paola di 
"Pannifricius Delicius" per avermelo fatto sapere via mail e avermi addirittura scannerizzato la pagina del giornale che io non sono riuscita a trovare in edicola :o)






La patata dolce (detta anche patata americana o batata) non è molto usata da noi, ma ho scoperto che viene coltivata in abbondanza in Puglia e in Veneto. Una volta pelata, si presenta come vedete nella foto qui sotto.
Se leggete "patate dolci" prestate comunque attenzione, perchè potrebbe anche trattarsi di quelle a polpa bianca che non sono meno buone, ma semplicemente non sono la varietà che ho usato io per queste due ricette.





Zuppa di Patate Dolci




Per la zuppa, tagliate a dadini piuttosto piccoli 300 g di patata dolce e fateli rosolare con un abbondante filo d'olio d'oliva e una noce di burro.
Aggiungete abbastanza acqua calda da coprire a pelo i dadini di patata dolce e aggiungete sale, pepe, una grattugiata di noce moscata, un ciuffo di prezzemolo tritato sottilmente e 3 spicchi d'aglio interi. Lo so, vi sembrano molti, ma la patata ha un sapore dolciastro e l'aglio serve a dare una sferzata di gusto in più. Inoltre non essendo soffritto, ma stufato assieme agli altri ingredienti, non risulterà troppo aggressivo.
Dopo una ventina di minuti i dadini saranno diventati morbidi. Frullate il tutto al minipimer per ottenere una crema densa, ma fluida. Se necessario aggiungete altro liquido (acqua, brodo, latte, scegliete voi) per regolarne la consistenza. Regolate anche il sale.
Se volete decorare il piatto come vedete nella foto qui sotto, procedete nel seguente modo: fate cadere sulla zuppa calda delle gocce di panna liquida e con uno stuzzicadenti tracciate una linea che "attraversi" ciascuna goccia, da una parte all'altra, asciugando sempre lo stuzzicadenti fra una goccia e l'altra.
Servitelo con dei crostini e se volete un tocco che contrasti con la zuppa sia per sapore che per consistenza, spargete in superficie delle striscioline di speck che avrete fatto abbrustolire, senza alcuna aggiunta di grassi, in una padella antiaderente fino a renderle croccanti.
Io avrei voluto farlo, ma il fantasma del frigo deve essere passato ;o)



Patate dolci arrosto

Queste patate, fatte arrosto danno il loro meglio, credetemi.
Tagliatele patate grossolanamente, trasferitele in una teglia di alluminio rivestita di carta da forno e conditele con olio d'oliva, sale, pepe e aglio in polvere. Prendete degli spicchi d'aglio e schiacciateli leggermente, senza privarli della buccia, poggiandovi sopra, di piatto, la lama di un coltello e facendo pressione col palmo della mano fino a sentire un "crack", segno che lo spicchio si è leggermente aperto.
In questo modo in cottura gli spicchi d'aglio diventeranno letteralmente caramellati. Guardate la foto qui sotto ;o)




Disponete gli spicchi "in camicia" fra le patate condite e infornate a 220° per circa 40 minuti. Devono essere abbrustolite fuori e morbide e umide all'interno. Vedrete che profumo che uscirà dal forno.
Se non le avete mai provate e volete farvi un'idea della consistenza della polpa, guardate la foto qui in basso.





Con queste ricette partecipo a "Colors & Food: Bright Orange"



venerdì 12 ottobre 2012

Patatine Speziate Senza Frittura (al forno)

Ma possibile che tutte le cose più buone debbano far male?
E finiamola con la storia del "se ne mangi poco non fa male" perchè a me basta
anche solo annusare un Bounty per sentirmi colpevole come un pluripregiudicato
e anche per mettere su istantaneamente diversi etti, se è per questo!
E vogliamo parlare dei fiori di zucca fritti? Ditemi chi è quell'esempio di forza di
volontà che riesce a dire "ok, ne ho mangiati due, basta così".
Avete presente quella scena di Sex & The City in cui Miranda si prepara una
torta al cioccolato? Ne mangia una fettina e lascia il resto sul piano della cucina. 
Pochi minuti e torna per prenderne una seconda fetta. Quando arriva a metà torta
e capisce di non  riuscire a resistere prende di getto la torta e la butta d'impeto nella spazzatura come soluzione estrema (definitiva?). Cambio di inquadratura e Miranda 
è seduta per terra accanto al bidone aperto e mangia direttamente dalla spazzatura!
Non credo che voi siate arrivati a tanto, ma scrivetemi nei commenti qual è il cibo 
che vi fa sentire più colpevoli o di quella volta che proprio non siete riusciti a resistere.
Condividiamo tutti insieme questo fardello.

***

Se usate Pinterest sicuramente le conoscerete già e dato che secondo
le statistiche del mio blog le ricette "light" sono molto apprezzate, ho pensato
che queste patatine dovessero entrare nel mio e nel vostro archivio.
Basteranno poche accortezze e otterrete delle patatine davvero golose
usando pochissimo olio.




Pelate le patate e affettatele per il lungo in modo da ottenere delle fette dello spessore di 1/2 cm, quindi ricavatene dei bastoncini dello stesso spessore e metteteli mano a mano a bagno in una scodella piena d'acqua fredda.
Mettete la scodella sotto l'acqua corrente fino a che l'acqua delle patate non risulterà limpida e non più torbida per la presenza di amido, quindi scolatele e asciugatele con cura con un canovaccio pulito.

Trasferite le patate  su una placca di alluminio rivestita di carta da forno e conditele con pepe nero macinato fresco, aglio in polvere, paprika dolce e senape in polvere, quindi irroratele con un filo d'olio (scegliete voi se d'oliva o di semi), giusto il necessario perchè tutti i bastoncini siano coperti da un velo d'olio, non di più.
Mescolate le patate con le mani per distribuire uniformemente olio e spezie e sistematele sulla teglia in modo che non risultino ammucchiate fra loro o il vapore in cottura le farà ammorbidire (mentre noi vogliamo una bella crosticina!).
Infornate alla massima temperatura (io ho un forno a gas e l'ho messo al massimo) posizionando la teglia al livello medio-basso del forno.
Quando le patatine cominciano a dorarsi a contatto con la placca, giratele con una paletta per ultimare la cottura (mezz'ora abbondante in tutto).
Sfornate le patatine, salatele e mangiatele subito.



martedì 28 febbraio 2012

Rösti di Patate Alternativo (e consolatorio)

Per qualche breve istante ci siamo più o meno consapevolmente illusi:
"E' arrivata la primavera! "
Vi dico solo che in questo momento dalla mia finestra filtra una 
strana luce grigia quasi lunare che manco alle sei e mezza del pomeriggio.
Aspetta un po', sento un suono.... Aaaaaaaaaahhh piove puuuuure!
Guardate le foto che ho scattato nei giorni scorsi e giudicate voi.
Proviamo a consolarci con una nuova ricetta molto semplice,
ma anche molto gustosa. Forse è meglio.
Ho già presentato qui sul blog la ricetta del rosti classico a base di sole patate,
ma oggi vi propongo un rosti alternativo che trovo esteticamente più invitante
con le patate a fettine anziché grattugiare e con speck e formaggio 
che fanno capolino fra i bordi frastagliati.
(sto per postare... nel frattempo si sono scatenati anche i fulmini)




Pelate e affettate 2 grosse patate a fette molto sottili senza lavarle sotto l'acqua per non perdere l'amido che aiuterà a fare da legante.
Ungete una padella antiaderente con un filo d'olio d'oliva e disponete metà delle fette di patata, l'una leggermente sovrapposta all'altra, a rivestire il fondo. Condite con sale e pepe.  
Distribuite su questo primo strato qualche fetta di formaggio del tipo Asiago o Fontina e dello speck a fette tagliato molto grossolanamente al coltello. Terminate disponendo in superficie la restante metà delle patate così come avete fatto per il fondo, quindi salate e pepate.
Accendete il fuoco a media temperatura per fare in modo che si formi una crosticina dorata sul fondo, ma non troppo velocemente o lo strato di patate, per quanto sottile, non avrà il tempo di cuocere. Coprite con un coperchio, così il vapore aiuterà la cottura e farà fondere il formaggio nello strato centrale.
Dopo circa 5-10 minuti cominciate ad insinuare una paletta di legno sotto al rösti lungo tutti i bordi, spingendovi ogni volta un po' più verso il centro e facendo sempre attenzione a non romperlo. Quando agitando leggermente la padella lo vedrete muoversi potrete girarlo.
Fatelo scivolare sul coperchio in modo che il lato crudo continui a restare in superficie, quindi appoggiateci sopra la padella capovolta a mo' di coperchio e con un gesto deciso ruotate il tutto in modo che il lato crudo finisca sul fondo della padella per proseguire la cottura. Lasciate cuocere altri 5 minuti, tenendo sempre coperto, o cmq fino a che non siete soddisfatti della doratura.
Lasciate intiepidire prima di tagliare.




martedì 31 gennaio 2012

Rösti di Patate

Molti di voi già la conosceranno, ma per quelli che invece non ne hanno mai 
sentito parlare questa è una di quelle ricette semplici e piuttosto veloci 
che possono salvarvi in qualunque momento visto che basta avere delle patate. 
L'unica cosa che serve è un pizzico di manualità.

Il rösti è una sorta di tortino (passatemi il termine) della cucina svizzera che 
si presenta a prima vista come una frittata di patate, ma che in realtà
non necessita assolutamente di uovo e che in definitiva può essere considerato light
nella sua versione base visto che serve solo un filo d'olio per ungere la padella.
Può essere arricchito con le erbe che preferite, la cipolla, la pancetta... 
come sapete non mi piace che si pongano limiti alla fantasia in cucina ;o).
Io vi presento la versione più semplice che potete preparare, con solo le patate
e le erbe aromatiche.

Se siete interessati ad una versione alternativa clickate qui.




Pelate le patate e, aiutandovi con una macchina tritatutto o con una mandolina, riducetele a julienne, quindi trasferite il tutto in una scodella senza sciacquare perchè l'amido aiuterà a legare il tortino.
Condite le patate crude con le erbe che preferite (io ho messo origano e rosmarino), sale e pepe macinato fresco mescolando con le mani.
Considerando che è la padella stessa a dare la forma al rösti, regolatevi ad occhio con le quantità e tenete presente che alla fine dovrà essere spesso circa 2 cm. Se volete farvi un'idea, io ho usato due patate grandi per ottenere un rösti poco più piccolo di un piatto piano.
Ungete una padella antiaderente con un filo d'olio (scegliete voi se d'oliva o di semi) e fatela scaldare a fuoco medio, quindi versate le patate condite tutte in una volta e col dorso di un cucchiaio di legno distribuitele in modo omogeneo premendo lungo i bordi e appiattendo il tutto (non mescolate). Abbassate il fuoco e coprite con un coperchio in modo che il vapore che si forma nella padella permetta al rösti di cuocere anche all'interno. 
Dopo circa 5 minuti dovrete voltarlo. Per prima cosa cominciate ad insinuare il cucchiaio di legno sotto il rösti lungo i bordi e vedrete che dopo poco, agitando la padella, si muoverà (se così non fosse insinuate il cucchiaio mano a mano più verso il centro, ma facendo attenzione a non romperlo). 
Fatelo scivolare sul coperchio in modo che il lato crudo continui a restare in superficie, quindi appoggiateci sopra la padella capovolta a mo' di coperchio e con un gesto deciso ruotate il tutto in modo che il lato crudo finisca sul fondo della padella per proseguire la cottura. Lasciate cuocere altri 5 minuti, tenendo sempre coperto, o cmq fino a che non siete soddisfatti della doratura.
Lasciate intiepidire prima di tagliare.



lunedì 14 novembre 2011

Crocchette di Patate e Speck

Queste crocchette piacciono praticamente a tutti  e hanno il notevole pregio di non essere fritte. Potete prepararle con largo anticipo e cuocerle all'ultimo momento.




Per 12 crocchette
Fate bollire 500 g di patate fino a che non riuscite ad infilarci senza alcuno sforzo uno stecchino.
Passate le patate allo schiacciapatate senza togliere la buccia (io mi sono ustionata per secoli sbucciando le patate bollenti prima di scoprire che in questo modo le bucce restano nell'attrezzo). Lavoratele con un cucchiaio eliminando i grumi, quindi salate (e assaggiate), pepate e aggiungete 50 g di parmigiano grattugiato e 1/2 uovo sbattuto.
Mettete l'impasto in frigo a raffreddare completamente, così da modellare più facilmente le crocchette.
Tagliate 100 g di speck a fette a metà per il lungo e avvolgete ogni crocchetta coprendola completamente senza che si intraveda l'impasto di patate, così saranno più resistenti in cottura e sarà difficile che si rompano.
Scaldate una piastra antiaderente liscia e mettete a dorare le crocchette senza aggiungere alcun tipo di grasso, perchè quello dello speck si scioglierà in cottura e sarà sufficiente.
Fate dorare su tutta la superficie e servitele calde.




giovedì 10 novembre 2011

Cavolfiore Gratinato

Una volta mi sventurai a dire alle mie coinquiline che la noce moscata è la 
conditio sine qua non della besciamella... mi presero in giro tutti i giorni per un anno. 
Eppure resto convinta che quella piccola grattugiata di questo esotico seme 
conferisce alla besciamella il suo caratteristico profumo.
In questa ricetta il profumo della besciamella e del parmigiano che si dorano sotto il grill, ammorbidisce il forte odore, sgradito a molti, del cavolfiore, inoltre presenta
il non trascurabile vantaggio di poter essere preparato in anticipo e gratinato all'ultimo. 




Le dosi sono per 4 persone
Per prima cosa preparate la besciamella. Mettete a fondere, a fuoco basso, in un pentolino 50 g di burro senza farlo friggere. Quando è completamente fuso aggiungete in un'unica volta 50 g di farina e mescolate fino a sciogliere i grumi. 
Mescolando costantemente, poco per volta, aggiungete 500 ml di latte intero facendo sempre attenzione a sciogliere tutti i grumi prima di procedere con altro latte. Quando avrete aggiunto tutto il latte fate cuocere mescolando per qualche minuto per essere sicuri di cuocere la farina.
Salate, pepate ed aggiungete una grattugiata di noce moscata.
Pulite e dividete in ciuffetti 1 Kg di cavolfiore.
Fate fondere in una padella antiaderente, che contenga agevolmente il cavolfiore, 2 cucchiai di burro e un filo d'olio d'oliva. Saltate i ciuffetti e fateli dorare il più possibile in modo omogeneo, quindi aggiungere due tazzine (da caffè) d'acqua, coprite, abbassate il fuoco e lasciate cuocere per 10 minuti.
Distribuite i ciuffetti ancora caldi in una teglia da forno, coprite con la besciamella uniformemente e spolverizzate con abbondante parmigiano grattugiato.
Infornate a 180° fino a che la superficie non è dorata ed invitante.
Serviteli caldi. 

lunedì 7 novembre 2011

Zucchine alla Scapece

Sono un contorno tipicamente napoletano, ma senza dubbio devono avere a che vedere con l'escabeche spagnola che è una procedura per conservare i cibi con l'aceto. In effetti il sapore riconoscibile di queste zucchine è dato proprio dall'unione di aceto, aglio e menta fresca.




Per quattro persone, affettate a rondelline non troppo sottili 8 zucchine dalla buccia scura e friggetele, poche per volta, in abbondante olio di semi fino a che non risultano dorate. Toglietele dall'olio con una schiumarola e disponetele, strato dopo strato, in una ciotola salando di volta in volta e aggiungendo qualche fettina d'aglio e le foglie di menta fresca tritata. 
Quando finite con l'ultimo strato versate sulle zucchine 100 ml di aceto di vino chiaro (preserva il colore dorato della frittura), un filo di olio d'oliva fresco e 2/3 cucchiai di olio della frittura. 
Mescolate brevemente, fate intiepidire e coprite con la pellicola. Le zucchine, riposando, si impregneranno di tutti i profumi e gli aromi. 

domenica 6 novembre 2011

Cipolline Agrodolci

Sono molto affezionata a questa ricetta perché è una delle primissime cose che ho imparato a cucinare. Riscuotono sempre un certo successo, forse per quella glassa dolciastra che le ricopre, e sono perfette per accompagnare carni saporite e preparazioni classiche più o meno complicate (da un veloce filetto di manzo ai ferri all'arrosto delle feste).  Procuratevi un buon bicchiere di vino!




Per 4 persone sbucciate 500 g di cipolline lasciandole il più possibile integre. Saltatele in padella con un generoso filo d'olio d'oliva ed un cucchiaio di burro a fuoco non troppo forte. Quando sono ben dorate, salate e pepate, quindi versate 100 ml di aceto chiaro (quello rosso secondo me rovina il colore finale), 30 g di zucchero, 2 foglie d'alloro e tanta acqua da coprire a pelo le cipolline.
Fate cuocere a fuoco medio. Quando l'acqua evapora, lasciando una salsa lucida simile ad una glassa liquida, provate a forare una cipollina con uno stuzzicadenti. Se penetra facilmente le cipolline sono pronte, altrimenti aggiungete ancora un po' d'acqua.

Finocchi Gratinati

Questa ricetta mi è stata proposta per la prima volta dalla mia amica Chiara, che con gli ortaggi vari ha una vera e propria storia d'amore (mai visto qualcuno così esaltato davanti ad un carciofo). L'ho trovata buonissima. "Deve piacere anche a chi non ama molto i finocchi", ho pensato. Io non ho la sua ricetta, ma li ho "interpretati" a modo mio sperando di rendere onore all'originale.




Per 6 persone, lavate e affettate non troppo finemente 3 grossi finocchi. Oleate il fondo di una teglia in ceramica con olio d'oliva, disponete le fettine non troppo fitte fra loro - o ci sarà poca gratinatura e il mondo è già così triste - e salate.
Passate al mixer 6 fette di pancarré, 6 cucchiai di parmigiano, un ciuffo di prezzemolo, 1 spicchio d'aglio (se preferite eliminatene l'anima, ma perchè non vivere pericolosamente?),  un generoso filo d'olio d'oliva, sale e pepeDistribuite il pane sulle fettine di finocchio e spruzzateci sopra con le dita qualche goccia d'acqua. Coprite con carta alluminio e infornate a 180° per 20 minuti. Il vapore che si formerà sarà sufficiente ad ammorbidire i finocchi.
Eliminate la carta, accendete il grill e fate dorare con la teglia a metà altezza. Sfornate quando siete soddisfatti della doratura e serviteli caldi o tiepidi.

NOTA: se amate i sapori decisi potete tritare anche qualche cappero o un'acciuga nella  panatura o magari usare del pecorino.

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