Ieri sono stata a una grossa fiera che si tiene dalle mie parti ogni anno in ottobre
e sono rimasta colpita dalla quantità di persone che hanno portato con sè i propri amici
a quattro zampe. Da qui ho cominciato con le mie solite riflessioni un po' strampalate.
Pur avendo avuto un cane amatissimo per 17 anni mi ritrovo sempre a
sorprendermi quando mi fermo a pensare attentamente a cosa voglia dire avere un cane.
In effetti è talmente comune vedere uomini e cani insieme che non si riflette mai
su quanto sia particolare e curioso questo rapporto dando per scontato che si tratti
di una cosa più che normale, naturale. Come per molte cose a questo mondo, la
consuetudine ridimensiona un fenomeno affascinante, ma se ci pensiamo bene...
Non è meravigliosamente strano che due specie così diverse vivano insieme le
loro vite? Non è quasi incredibile che trovino il modo di comunicare e comprendersi?
Un cavallo che porta a spasso un porcellino d'india vi sembrerebbe così plausibile?
A volte mi piace immaginare cosa pensano i cani (sì, lo so, non ho niente da fare),
come vedono il mondo, come vedono noi, e mi viene un gran ridere.
Avete presente quando vedete un cagnolino per strada e vi avvicinate per fargli una
carezza? Appena incrocia il vostro sguardo e si accorge di essere lui il centro del vostro
interesse gli occhi si illuminano, una luce si accende, i muscoli cominciano a fremere,
le zampette si muovono sul posto in una marcetta frenetica ed è come se dicesse "Sì, sì! Stai guardando proprio me! Accarezzami, sì dai fammi le coccole, fammi le
coccole, fammi le coccole!!!".
Chi altro nella vostra vita vi ha mai accolto al vostro rientro in casa gridando
con entusiasmo incontenibile "Siiiiiiii!!! Che bello, che bello, sei tornato! Sono trooooppo contento che sei tornato! Non vedevo l'ora, mi sei mancato tantissimo, non potevo
stare senza di te! Bellobellobello!!!"
Non ho più avuto un altro cane dopo il mio Lilli, ma continuo a pensare che come
ti ama il tuo amico peloso, è difficile che possa amarti qualcun altro.
***
Per chi di voi non conoscesse le patate Hasselback, si tratta semplicemente
e sono rimasta colpita dalla quantità di persone che hanno portato con sè i propri amici
a quattro zampe. Da qui ho cominciato con le mie solite riflessioni un po' strampalate.
Pur avendo avuto un cane amatissimo per 17 anni mi ritrovo sempre a
sorprendermi quando mi fermo a pensare attentamente a cosa voglia dire avere un cane.
In effetti è talmente comune vedere uomini e cani insieme che non si riflette mai
su quanto sia particolare e curioso questo rapporto dando per scontato che si tratti
di una cosa più che normale, naturale. Come per molte cose a questo mondo, la
consuetudine ridimensiona un fenomeno affascinante, ma se ci pensiamo bene...
Non è meravigliosamente strano che due specie così diverse vivano insieme le
loro vite? Non è quasi incredibile che trovino il modo di comunicare e comprendersi?
Un cavallo che porta a spasso un porcellino d'india vi sembrerebbe così plausibile?
A volte mi piace immaginare cosa pensano i cani (sì, lo so, non ho niente da fare),
come vedono il mondo, come vedono noi, e mi viene un gran ridere.
Avete presente quando vedete un cagnolino per strada e vi avvicinate per fargli una
carezza? Appena incrocia il vostro sguardo e si accorge di essere lui il centro del vostro
interesse gli occhi si illuminano, una luce si accende, i muscoli cominciano a fremere,
le zampette si muovono sul posto in una marcetta frenetica ed è come se dicesse "Sì, sì! Stai guardando proprio me! Accarezzami, sì dai fammi le coccole, fammi le
coccole, fammi le coccole!!!".
Chi altro nella vostra vita vi ha mai accolto al vostro rientro in casa gridando
con entusiasmo incontenibile "Siiiiiiii!!! Che bello, che bello, sei tornato! Sono trooooppo contento che sei tornato! Non vedevo l'ora, mi sei mancato tantissimo, non potevo
stare senza di te! Bellobellobello!!!"
Non ho più avuto un altro cane dopo il mio Lilli, ma continuo a pensare che come
ti ama il tuo amico peloso, è difficile che possa amarti qualcun altro.
***
Per chi di voi non conoscesse le patate Hasselback, si tratta semplicemente
di una ricetta svedese che prende il nome dal ristornante di Stoccolma in cui sono nate.
La ricetta prevede che delle patate vengano arrostite dopo essere state
affettate molto sottilmente, ma senza arrivare fino al fondo col taglio, in modo tale
da lasciare la patata "intera" e con una forma ancora riconoscibile.
La cosa deliziosa di questa ricetta è che durante la cottura in forno, le lamelle
cominciano ad assumere delle irresistibili sfumature dorate e a diventare croccanti.
Io ho pensato di prepararle in una maniera un po' alternativa riempiendo per
intero una teglia di fette sottili aromatizzate con le mie erbette.
Per 4 persone
Pelate 4 patate piuttosto grosse e affettatele sottilmente, quindi trasferite le fette in una scodella e conditele con sale, pepe, erbette e un filo abbondante d'olio d'oliva.
Breve parentesi: le erbe che ho usato io sono rosmarino, timo limone e origano fresco, ma voi potete scegliere il mix di profumi che preferite o aggiungere dell'aglio (cosa che sicuramente farò la prossima volta). Qualunque erba decidiate di aggiungere, fate un trito sottile.
Mescolate le patate con le mani per fare in modo che il condimento si distribuisca uniformemente velando tutte le fette e cominciate a disporle ordinatamente nella teglia come vedete in foto.
Io, ormai lo sapete, sono piuttosto maniacale, quindi ho cercato di disporre le fette più grandi al centro della teglia per poi via via usare le fette più piccole per posizionarle alle estremità e ottenere un aspetto più armonico.
A mia discolpa però posso dire che questa disposizione è funzionale anche a ottenere una buona doratura perchè chiaramente in forno, qualunque cosa cuciniate, dorano sempre per prime le parti che sporgono di più, quindi se disponete le fette alla rinfusa il rischio (parole grosse) è che le fette più piccole non dorino se poste in mezzo a quelle più grandi e che quindi sporgono di più.
Ok, ora potete farmi ricoverare.
Per la cottura procedete così: versate 1/2 bicchiere scarso d'acqua sul fondo della teglia, copritela col carta alluminio e infornate a temperatura molto alta (io ho impostato il mio forno a gas a 7!) per circa 30 minuti.
Trascorso questo tempo, togliete la carta e provate a inserire uno stuzzicadenti. Se penetra facilmente, le patate sono cotte, quindi non vi resta che aggiungere un filo d'olio in superficie, accendere il grill e infornare nuovamente la teglia senza coprirla con la carta affinché le lamelle diventino croccanti e dorate.
Propongo questa ricetta per
