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martedì 21 maggio 2013

Vasetti di Crema Pasticciera al Cioccolato Bianco e Caffè.

L'ultimo post risale circa a un mese fa.
Sono così, non sono mai riuscita a essere una persona costante e di questo, credetemi, 
mi sono sempre fatta un cruccio. Ho sempre ammirato le persone che riescono a mantenere equilibrio nella propria vita, a badare a tante cose contemporaneamente senza
trascurarne nessuna, ma io temo che dovrò nascere una seconda volta per riuscirci.
Poco dopo l'ultimo post, il mio VAIO rosa, da cui ho cominciato a digitare le prime parole apparse su questo blog, è defunto sprofondando nel nero di uno schermo senza più traccia di vita emettendo tre acuti suoni sospetti. Tre, come quando l'arbitro fischia la fine di un incontro. Me ne sono fatta una ragione giusto perchè i dati sono recuperabili, 
altrimenti, con ogni probabilità, avreste letto di me sui giornali.
Ora sto scrivendo dal portatile del mio fidanzato e mi auguro di scrivervi al più presto
dal mio nuovo portatile in fase di messa a punto, ma mi chiedo... perchè cavolo sti aggeggi devono avere le impostazioni di colore dello schermo così diverse gli uni dagli altri?
Non riesco nemmeno a capire che caspita di foto ho scattato!

Problemi tecnici a parte, sembra che finalmente siano in arrivo buone notizie per me,
notizie responsabili di questa mia latitanza date le mille idee che mi frullano per la testa, ma mi riservo di aspettare ancora un po' prima di cantare vittoria e rendervi partecipi.

***

Ormai saprete che vado matta per budini e creme e sapere che c'è un dolcetto fresco
che mi aspetta al buio in frigorifero e che si illumina (ahimè, non d'immenso, ma di una più
profana luce artificiale) non appena apro lo sportello, mi mette di buonumore. 
Se poi si aggiunge che i vasetti sono trasparenti e che attraverso il vetro posso vedere
strati, venature e sfumature di colore, il buonumore sale inspiegabilmente alle stelle!
Per questa crema ho usato i vasetti di un diffusissimo yogurt e vi consiglio di
dare sempre un'occhiata al banco frigo perchè vi assicuro che nei supermercati ben forniti
potete trovare facilmente vasetti di varie forme che credo valga la pena conservare.

***

Grazie a Tiokorete per aver citato questo blog in un suo post.

Vi invito a visitare il nuovo blog di Roberta, dedicato alla realizzazione del suo sogno
giorno dopo giorno. Una persona capace di dedicarsi a un progetto con tanta dedizione,
in tempi in cui i sogni è più facile abbandonarli che seguirli, merita tutto il nostro 
sostegno e la nostra ammirazione.




Per 5 vasetti
Versate in una pentola dal fondo spesso 350 g di latte intero e mettetelo a scaldare su fuoco medio.
In una scodellina sbattete con una frusta a mano 1 uovo intero, 40 g di zucchero e 25 g di amido di grano fino a che non resteranno più tracce di grumi.
Appena il latte comincia a fremere, spostate la pentola dal fuoco e versatevi gradualmente l'amalgama d'uovo mescolando rapidamente con la frusta. Rimettete la pentola sul fuoco e mescolate con un cucchiaio di legno. In breve la crema acquisterà consistenza, quindi non distraetevi e spegnete il fuoco quando questa comincia ad addensare, ma non è diventata troppo corposa. 
Tenete presente che raffreddando diventerà più soda e che anche il cioccolato che state per aggiungere conferirà una certa consistenza dopo il riposo in frigorifero.
Aggiungete alla crema ancora bollente 200 g di cioccolato bianco e mescolate vigorosamente per amalgamare il tutto.
Distribuite la crema nei vasetti e copritene la superficie con del caffè espresso poco zuccherato.
Lasciate riposare in frigorifero per 5 ore.




NOTE:
-Scegliete del buon cioccolato bianco. Purtroppo non è così raro trovare del cioccolato bianco che sappia davvero di poco, quindi assaggiatelo prima di usarlo: se non è gustoso  o ha uno strano retrogusto prima, non migliorerà dopo.
-Io ho aggiunto il caffè perchè trovo stia molto bene con questo tipo di cioccolato, ma nulla vieta di accompagnare la crema con altre salse.
-Non ho aggiunto estratto di vaniglia per lasciare ben presente il sapore di cioccolato, ma voi scegliete in base ai vostri gusti.
-Con la dose di zucchero indicata otterrete una crema non troppo dolce, quindi regolatevi se apprezzate la caratteristica dolcezza del cioccolato bianco.

martedì 16 aprile 2013

Soufflé à la Vanille (e poesia alimentare)

Della difficoltà di fotografare un soufflé avevo già parlato qui, quindi mi sembra
opportuno non ripetermi, ma una cosa la voglio dire: se mai la caducità della vita 
avesse bisogno di un simbolo, questo sarebbe il soufflé, non ho dubbi.
So che un tema così suggestivo, trattato persino da Dante nella Divina Commedia,
meriterebbe qualcosa di più poetico di un impasto a base di uova (che lo sappiamo bene da dove vengono), ma la verità è che poche cose al mondo ti danno l'idea di quanto sia meglio darsi una mossa e cogliere il momento perchè tutto è fugace, può finire (sgonfiarsi)
da un momento all'altro, in un attimo, in un "soffio". 

***

La parola "soufflé" significa "soffiato" ed in effetti questo nome rende bene l'idea
della caratteristica distintiva principale di questa preparazione: la sua consistenza aerata grazie all'unione di meringa a una base cremosa che può avere diversi gusti.
Nell'immaginario collettivo è il dolce chic per eccellenza, per gli appassionati di cucina 
alle prime armi, un mezzo incubo a causa della sua delicatezza e dell'equilibrio precario 
che gli è valso migliaia di sketch comici in film, serie TV e cartoni animati.
A dire il vero la preparazione non è affatto complicata, ma è fatta di vari piccoli passaggi per cui vi suggerisco di preparare in anticipo sul piano da lavoro tutto il necessario, tutti 
gli ingredienti già pesati, in modo da procedere velocemente senza intoppi.

La ricetta che segue è estratta dal manuale de "Le Cordon Bleu" con una minima 
aggiunta di farina e una piccola modifica circa la quantità di zucchero che mi sono permessa di aumentare leggermente per smorzare la componente d'uovo che 
mi sembrava piuttosto presente.




Per 8 soufflé
Per prima cosa preparate le cocottine: spennelate l'interno con del burro fuso, lasciatele qualche minuto in frigorifero per farlo solidificare, spennelate con un secondo strato di burro fuso e versate un po' di zucchero per rivestire l'interno delle cocottine ruotandole e infine scuotendole per eliminare lo zucchero in eccesso.
Come ultimo accorgimento passate un tovagliolino di carta lungo il bordo interno e precisamente lungo tutta la tipica scanalatura interna caratteristica di questi stampi (nella foto in alto potete facilmente distinguerla nelle cocottine vuote sullo sfondo) eliminando lo strato di burro e zucchero lungo tutta la circonferenza.

Mettete a fondere, senza farli friggere, 60 g di burro in un tegamino dal fondo spesso. Quando il burro si è sciolto versate 40 g di farina 00 setacciata e mescolate rapidamente con un cucchiaio di legno per eliminare tutti i grumi. Aggiungete poco a poco, mescolando di volta in volta per rendere omogenea questa besciamella di base, 250 ml di latte intero. Una volta ottenuta una besciamella corposa, ma ancora fluida, trasferitela in una ciotola capiente e lasciatela intiepidire.
Aggiungete 4 tuorli (tenete gli albumi da parte), 2 cucchiaini di estratto di vaniglia (non aroma, che è chimico) e 50 g di zucchero (ve ne serviranno 100 g in tutto).
Se non trovate l'estratto potete scaldare il latte necessario per la ricetta e aggiungervi i semi di un baccello di vaniglia, e il baccello stesso, lasciandoli in infusione prima di usarlo.

A parte, montate a neve ben ferma i 4 albumi con gli altri 50 g di zucchero fino a ottenere una meringa stabile e spumosa che unirete alla base alla vaniglia, mescolando delicatamente dal basso verso l'alto, per amalgamare i due composti senza che la meringa perda la preziosa aria che ha inglobato e che farà crescere i soufflé in cottura.

Versate il composto negli stampi che avete preparato (io verso fino a poco più in basso  della scanalatura interna), disponeteli su una teglia e infornate a 190° per 20 minuti.
Qui di seguito vi lascio una foto dei soufflé in cottura dopo 15 minuti.




I soufflé vanno serviti immediatamente perchè si sgonfiano rapidamente, il loro interno cremoso collassa, ma questo avvallamento può accogliere creme, una cucchiaiata di gelato freddo che si scioglie col calore o sciroppi golosi che si adattino ad accompagnare il profumo di vaniglia del soufflé. Io ho aggiunto dello sciroppo d'acero e l'ho trovato molto buono.






NOTA: Se volete potete provare ad aumentare leggermente la dose di farina e fare qualche esperimento per ottenere una maggiore stabilità o una diversa consistenza e trovare il soufllé perfetto per voi.


Valentina del blog "La Ricetta che Vale" propone un giveaway in cui chiede 
di proporre una ricetta che vale la pena provare almeno una volta e anche se il soufflé 
non è il mio dolce preferito in assoluto, credo che meriti di essere provato, quindi eccolo.


domenica 21 ottobre 2012

Creme Caramel a modo mio

Si avvicina il primo compleanno di Ritroviamoci in Cucina 
e in questi giorni ho girato spesso fra le vecchie pagine del blog.
Oggi ripubblico uno dei primissimi post (risalente al 7 novembre scorso)
e dato che ho preparato questo semplice dolce proprio ieri per la prima volta  
dopo quella data, l'ho fotografato nuovamente e ve lo ripropongo.
Parlando di foto... viva la mia nuova casa piena di luce :o)

***

Volevo anche segnalarvi che ho arricchito il post sulla preparazione
di rose e calle in pasta di zucchero con nuove foto e una descrizione molto più 
dettagliata. Chi volesse cimentarsi lo troverà clickando QUI.

***

Non ho mai mangiato un creme caramel, fatto seguendo la ricetta originale, 
che non sapesse d'uovo e che, diciamocelo, non fosse un po' granuloso al palato e 
quelli che ho assaggiato e non presentavano questi difetti erano in busta.
Allora perchè non prepararlo in casa, in 15 minuti e senza bustine sospette?
Questa ricetta conserva gli ingredienti originali, quindi è alternativa solo per 
quanto riguarda il tipo di cottura dato che si cuoce la crema in pentola (anziché a bagnomaria in forno) e si fa solidificare in frigorifero usando la colla di pesce. 
Fate una prova e non ve ne pentirete.

Ah, questa ricetta possono prepararla veramente tutti.




per 6 creme caramel

Mettete a bagno in acqua fredda 12 g di gelatina in fogli (tenete presente che il dosaggio può variare in base alla marca e che io preferisco i budini molto sodi, quindi diminuite le dosi se li volete più morbidi).
Amalgamate in un tegame a fondo spesso 1 uovo intero, 2 tuorli, 100 g di zucchero, 2 cucchiai di fecola di patate, la buccia grattugiata di mezzo limone.  Eliminate tutti i grumi e aggiungete poco per volta 500 ml di latte intero.
Cuocete a fuoco basso mescolando costantemente con una cucchiaio di legno. Appena la miscela comincia a prendere consistenza e vela il cucchiaio, pur essendo ancora fluida, togliete il tegame dal fuoco ed aggiungete mescolando la colla di pesce ammorbidita e strizzata (un foglio per volta). 
Bagnate con acqua fredda l'interno degli stampini, versate un cucchiaio di caramello sul fondo e, con un mestolo, versate la crema.
Lasciate raffreddare in frigorifero per circa 6 ore e comunque fino a che i creme caramel non sono del tutto solidificati.

Per ottenere dei "budini" dalla forma perfetta io procedo così:
uso stampini di alluminio, di quelli leggeri;
li riempio con acqua fredda e li batto leggermente a testa in giù per eliminare l'eccesso;
verso il caramello sul fondo;
quando sono solidi incido appena (ma davvero 2 mm) lungo il bordo del budino, che aderisce in maniera più decisa allo stampo, con un coltellino dalla lama molto appuntita;
MAI infilare il coltello lungo i bordi fino al fondo dello stampo;
per sformarlo facilmente a questo punto il segreto è far entrare dell'aria fra il budino, qualunque esso sia, e la parete dello stampo, quindi premete leggermente coi polpastrelli sulla superficie del budino per scostarlo dai bordi e capovolgete sul piatto in cui intendete servirlo, verrà subito via;
se usate gli stampi usa e getta valgono gli stessi consigli, ma alla fine per sformare i budini potete anche capovolgerli sul piatto con tutto lo stampo e praticare un forellino con uno stuzzicadenti al centro del fondo (entrerà l'aria e cadrà praticamente da solo).


NOTA: se preferite, aromatizzate con un baccello di vaniglia, ma non insieme alla buccia di limone che "brucia" il sapore della vaniglia (che è decisamente più costosa di un limone).




venerdì 29 giugno 2012

Oeuf à la neige (uovo alla neve)

Premesso che sono innamorata folle di Londra e che mai e poi mai la tradirò,
c'è qualcosa nella lingua francese che farebbe sembrare  anche il più volgare turpiloquio, tipico di chi si scambia simpatici epiteti urlando dai finestrini delle proprie auto all'incrocio più incasinato delle vostra città, un sonetto in endecasillabi a rima incrociata.
Non dico  che non ci sia qualcosa di provinciale in questa teoria, ma è innegabile
che anche la più semplice delle frasi pronunciata in francese assume quell'aura di
sofisticatezza... sarà il turbinio di erre mosce, sarà l'accento finale, saranno 
quelle vocali chiuse e vagamente indefinite, sarà la bocca a c*lo, ma è così.
Lo stesso vale per questa ricetta semplicissima che a sentirla nominare 
viene da esclamare molto più trivialmente "Oeuf à la neige, mica cotica!"

 Mi ero già imbattuta nella ricetta di questo dolce francese in passato, ma quando l'ho 
vista sullo splendido libro della Maison Ladurée è scattato quel click del "devo farlo!". Solo che, come spesso accade, il click non è stato sufficientemente forte da farmi 
rispettare le dosi indicate.
Lo so, lo so, non dovrei nemmeno permettermi di contemplare la più remota possibilità
di mettere in dubbio una ricetta estratta da questo libro, ma l'idea di usare tanti tuorli per la crema inglese proprio non mi piaceva. Colesterolo a parte (contenuto nei tuorli, non negli albumi) non mi piaceva l'idea del sapore e dell'odore tipici delle preparazioni 
ricche di uova e dato che già le meringhe cotte ne lasciano un forte sentore ho pensato 
fosse meglio preparare una crema più leggera (ho eliminato anche la panna).
Detto ciò, di tratta di una "meringa" cotta nel latte dolce aromatizzato alla vaniglia,
coperta da un sottile strato di caramello croccante e servita parzialmente immersa - mai sentito parlare di ile flottante? - nella crema inglese.

Ah, dimenticavo, è evidente che sono stata punita, perchè 
dal mio uovo sono usciti due tuorli!!!




Per 6 quenelle
Scegliete un uovo XL.
Montate a neve fermissima un albume (tenete da parte il tuorlo) con 20 g di zucchero fino a ottenere una meringa gonfia, bianca e spumosa che non accenni a muoversi se anche inclinate la ciotola in cui l'avete montata.
Mettete a scaldare 250 ml di latte intero fresco, 50 g di zucchero e i semi di 1/2 baccello di vaniglia in una padella dai bordi alti. Mentre si scalda mescolate per far sciogliere lo zucchero. Questo latte aromatizzato deve solo accennare a fremere, non di più.
Formate delle quenelle di "meringa" con due cucchiai e fatele scivolare delicatamente nel latte dolce. Nel giro di poco le vedrete gonfiarsi. Voltatele delicatamente e fatele cuocere su tutti i lati.
Scolatele con cura, mettetele su un piatto e lasciatele raffreddare coperte da carta forno bagnata e strizzata per preservarne l'umidità.
Trasferite il latte usato per la cottura in un pentolino. Dovete pesarlo perchè una parte sarà evaporata e dovrete aggiungere la quantità di latte necessaria a raggiungere nuovamente il peso di 250 g. In una tazza a parte sbattete il tuorlo tenuto da parte e diluitelo con un po' del latte che avete messo nel pentolino, quindi versate questa amalgama di tuorlo e latte nuovamente nel pentolino e mettetelo a cuocere a fuoco medio mescolando costantemente.
Quando il latte accenna ad inspessirsi allontanatelo dal fuoco per non rischiare che la crema si "strappi". Dovrà risultare fluida, ma vellutata, non più liquida.
Per capire se ha raggiunto la giusta consistenza tirate fuori il cucchiaio con cui state mescolando e passate un dito sul dorso (senza darvi fuoco): se la crema vela il cucchiaio e il segno che avete tracciato col dito resta nitido la crema è pronta.
Lasciatela raffreddare.
Trasferite le "meringhe" cotte su un tagliere coperto da un foglio di carta forno.
Per preparare il caramello mettete 60 g di zucchero bianco e 20 g di zucchero bruno in un pentolino dal fondo spesso e pesante, aggiungete tre cucchiai di acqua e lasciate che lo zucchero fonda senza mescolare. scuotete delicatamente il pentolino in senso rotatorio tenendolo dal manico se volete mescolare il caramello.
Fatelo caramellare fino a che non diventa di un bel colore ambrato scuro, quindi versatelo a cucchiaiate sugli albumi cotti per napparli con un velo di caramello che una volta solidificato si trasformerà in una crosticina croccante da rompere col cucchiaio.
Per servire versate la crema inglese sul fondo del piatto, staccate delicatamente la meringa dalla carta e adagiatela sulla crema.




Con questa ricetta dolce partecipo a

mercoledì 30 maggio 2012

Budino al Profumo di Fragoline. Mi siete mancate.


Eccomi qui! E' da un po' che sono assente, con grande dispiacere, dal mio e dai vostri blog.
Vi ho pensato molto e anche se non ho avuto tempo per il mio consueto giro di commenti,
ho seguito i vostri aggiornamenti e sono venuta velocemente a curiosare.
Oggi per la prima volta dopo un bel po' ho avuto modo di cucinare qualcosa con 
calma e fotografarlo e proprio mentre tornavo a questa routine da food blogger
pensavo a quanto mi siete mancate tutte, quindi mando un abbraccio speciale a quelle 
di voi che hanno chiesto mie notizie invitandomi a farmi viva, lasciando un commento 
o scrivendomi una mail che mi ha riempito di gioia.
A una di voi in particolare devo rivolgere un pensiero... all'ideatrice del contest 
"Carciofando" del blog "Cupcakesdelirio". Le avevo promesso una ricetta prima di immaginare che sarei stata tanto impegnata e così, giorno dopo giorno, ero costretta a rimandare e rimandare sperando che non pensasse "Ma guarda questa che mi 
promette la ricetta e poi se ne strafrega!".
Siccome ogni promessa è debito, domani mattina mi metterò ai fornelli appositamente
per lei e nel frattempo vi invito a visitare il suo blog e partecipare visto che siete ancora in tempo. Inoltre sono sicura che molte di voi conosceranno dei modi gustosi per
presentare questo ortaggio spesso sottovalutato e renderlo irresistibile.

Questi budini nascono dalla mia voglia di rimettermi al lavoro in cucina e dal
fenomeno che proprio in questi giorni si è verificato sul mio balcone.
Sono spuntate le fragoline di bosco e sono quasi del tutto appassite mentre i giorni 
passavano e i miei pasti erano composti principalmente da panini.
Questa mattina sono riuscita a salvare l'ultima manciata di questi profumatissimi
fruttini e l'ho usata per nobilitare un comunissimo budino al latte e panna.





Per 4 persone
Mettete a bagno in acqua fredda 10 g di gelatina in fogli.
Mettete a bollire 300 ml di latte intero, 200 ml di panna da cucina e 100 g di zucchero.
Quando la miscela bolle, toglietela dal fuoco, versatevi una manciata di fragoline di bosco e passate il tutto al minipimer. Si formerà una schiuma densa in superficie. Mescolate per smontarla in parte e se volete eliminate quella rimanente con un passino.
Unite uno a uno, mescolando con un cucchiaio di legno, i fogli di gelatina ben strizzati.
Distribuite la miscela negli stampi e lasciate riposare in frigorifero per 3 ore.
Come stampi ho usato i vasetti di vetro che avete già visto qui e bagnandoli in acqua fredda senza asciugarli prima di versarvi il composto a rassodare, non ho avuto alcun problema a sformare i budini.
Se solitamente avete problemi proprio in questa fase, vi suggerisco un trucchetto. Passate la punta di un coltellino a lama sottile lungo tutto il bordo superficiale del budino, quindi, tenendo il vasetto in una mano, inclinatelo e con le dita (dell'altra mano, mi raccomando ;o) premete un margine del budino in modo da "allontanarlo" dal bordo dello stampo. In questo modo creerete un varco in cui si insinuerà l'aria che farà immediatamente staccare il budino lungo tutta la superficie.
Se volete, prima di aggiungere la gelatina in fogli, potete filtrare il tutto per eliminare i semini delle fragoline che si depositano sul fondo, ma devo dire che io li trovo gradevoli.





sabato 12 maggio 2012

Cheesecake in a Jar al Cioccolato Bianco Senza Cottura... e buone notizie!

Prima di ogni altra cosa voglio scusarmi per essere stata assente dai vostri blog
per diversi giorni, ma a quanto pare tutte le dita che avete incrociato per me hanno 
funzionato! Io e il mio fidanzato siamo coinvolti in un inaspettato progetto lavorativo
del tutto nuovo e di cui non c'era la benché minima traccia all'orizzonte fino 
a due settimane fa. E' tutt'altro progetto rispetto a quello per cui avevo invocato
il vostro sostegno, quindi dobbiamo dare una controllata alla convergenza dei nostri 
poteri collettivi, ma una bella notizia è sempre una bella notizia.
Inoltre il progetto iniziale è ancora in ballo, quindi non smettete di pensarmi ;o)
Appena sarò in grado vi darò notizie più dettagliate e magari corredate da foto.
Un abbraccio tutto speciale a Roberta per essere stata così attenta da accorgersi
della mia assenza e avermi chiesto notizie.

Una bella notizia, si sa, va festeggiata con un dolce!
Ieri, complice l'assenza nella mia cucina sia di latte che di uova e la provvidenziale disponibilità di cioccolato bianco, ho preparato questo dolce semplice, veloce e senza cottura, perfetto per accontentare quei golosi che di dolcezza non ne hanno mai abbastanza (o per i depressi che devono tirarsi sù) e che non si scoraggiano nemmeno davanti ad una cocottina piena di cioccolato bianco.
Oltre a richiedere poco tempo per la preparazione, hanno bisogno di solo un'ora
per rassodare in frigorifero, quindi sono l'ideale per un invito all'ultimo minuto.



Per 4 persone
Mettete in una busta per surgelare 60 g di biscotti e, facendo pressione con un mattarello, riduceteli in una farina piuttosto fine. Trasferite i biscotti sbriciolati in una ciotola. Fate fondere 30 g di burro, versatelo sulla "farina" di biscotti, mescolate con un cucchiaio fino ad ottenere un composto simile alla sabbia umida e distribuite sul fondo dei vasetti in uno strato omogeneo compattandolo col dorso del cucchiaio. Mettete i vasetti in frigorifero.
Mettete a bagno in acqua fredda 1 foglio di gelatina (2 g).
Tritate grossolanamente 150 g di cioccolato bianco e tenetelo da parte.
Fate scaldare al microonde 75 ml di acqua fino a portarla quasi a bollore, quindi versate il cioccolato tritato tutto in una volta e mescolate con una frusta (a mano) per uniformare la miscela e sciogliere ogni traccia di grumi. Aggiungete il foglio di gelatina ben strizzato e amalgamate anche questo con la frusta.
Aggiungete 220 g di philadelphia classico e montate con le fruste elettriche per ottenere un composto omogeneo che distribuirete sulla base di biscotto che avete fatto riposare in frigorifero.
Con la lama di un coltello affilato raschiate i bordi di una tavoletta di cioccolato bianco per ottenere delle scagliette da distribuire sulla superficie dei vasetti.
Potrete servirli già dopo un'ora.






Ricetta prima classificata

sabato 31 marzo 2012

Syllabub al Latte Condensato e Fragole

Io detesto fortemente buttare via il cibo. Non accade quasi mai, perchè cerco di tenere sempre un inventario mentale della dispensa, ma le poche volte che succede, 
soprattutto con i prodotti da frigo, proprio non riesco a farlo a cuor leggero.
Se avete della panna fresca aperta da consumare velocemente o se, come me, adorate 
il sapore del latte condensato sin dall'infanzia e vi attacchereste direttamente al 
tubetto, questo è il dolce, da preparare in una quindicina di minuti, che fa per voi!
La mia è una versione alternativa del syllabub, perchè questo dolce inglese, risalente 
addirittura all'epoca dei Tudor, in realtà dovrebbe contenere anche una componente
 alcolica (sherry, marsala, sidro), quindi se è di vostro gradimento, aggiungetene pure. 
Facendo un rapido giro su Google immagini ho visto che viene presentato in
vari modi. Sarà che io l'ho visto servito dalla mitica (Nigella) in bicchieri allungati,
ma trovo che nei flute questo dolce così semplice venga nobilitato, inoltre c'è sempre
qualcosa che mi affascina nei dolci serviti nel vetro e che lasciano intravedere
deliziosi strati, magari di consistenze diverse, e sfumature di colore.
Un altro esempio di questa mia passione lo trovate in questo "vecchio" post 
di un "Cheese-Trifle al Cioccolato", se vi va date una sbirciata.




Per 6 flute
Tagliate grossolanamente 500 g di fragole tenendone da parte 6 più piccoline e dalla forma aggraziata per la decorazione finale. Aggiungete ai dadini di fragola 40 g di zucchero, mescolate e lasciate in frigorifero mentre preparate la crema.
Montate con le fruste elettriche 360 g di panna fresca e 30 g di zucchero, quindi aggiungete 170 g di latte condensato (un tubetto) ed amalgamatelo alla panna mescolando con un cucchiaione dal basso verso l'alto. 
Se volete aggiungere un bicchierino di qualche liquore, fatelo adesso.
Dovrete ottenere una crema spumosa e morbida, ma che abbia una certa consistenza perchè dovrete trasferirla in una tasca da pasticciere usa e getta per riempire i bicchieri senza sporcare i bordi (inoltre in questo modo finirete veramente in un minuto).
Mettete sul fondo di ogni flute qualche dadino di fragola e un po' del delizioso sciroppo rosso intenso che si è formato grazie allo zucchero.
Tagliate la tasca da pasticciere in punta lasciando un'apertura piuttosto ampia e riempite per metà i bicchieri, quindi formate un secondo strato di fragole e sciroppo e terminate con la crema al latte condensato facendo in modo che fuoriesca dai bicchieri in superficie.
Incidete ciascuna delle sei fragoline lasciate da parte nel verso della lunghezza e inseritele sul bordo dei flute, quindi decorate con delle foglioline di menta fresca.
Conservate in frigo fino al momento di servire... e non dimenticate i cucchiaini lunghi ;o)



domenica 19 febbraio 2012

Sua Semplicità il Tiramisù

Credo di non conoscere nessun dolce più semplice e più amato del tiramisù.
Ricordo si aver sentito Maurizio Santin parlare delle infinite varianti che esistono e che
prevedono l'aggiunta di vari tipi di frutta, liquori per la bagna o panna montata 
alla crema al mascarpone (anziché semplicemente l'albume montato a neve) 
e la sua riflessione in merito si concludeva con una certezza:
tutte queste varianti saranno senza dubbio degli ottimi dolci, golosi e ben fatti,
ma non sono il vero tiramisù!
Devo dire che, su questo argomento, io la penso come lui e che c'è qualcosa di 
magico nel mescolare pochi ingredienti semplicissimi, senza alcun tipo di cottura
e senza particolari accorgimenti, e ottenere un dolce tanto desiderabile.




Preparate abbondante caffè per bagnare i savoiardi e zuccheratelo secondo il vostro gusto (scegliete voi se lo preferite dolciastro o amarognolo in contrasto con la dolcezza della crema).
Rompete 3 uova e mettete i tuorli in una ciotola abbastanza capiente da contenere tutta la crema finita per il tiramisù e gli albumi in una abbastanza capiente da contenerli una volta che saranno montati a neve.
Montate gli albumi a neve ben ferma con le fruste elettriche (per chi non fosse troppo pratico, devono diventare simili alla schiuma da barba e non devono scivolare se inclinate la ciotola in cui li avete montati) e teneteli da parte in frigorifero.
Sempre usando le fruste, montate i tuorli con 120 g di zucchero fino a che non ottenete un composto chiaro e spumoso, quindi aggiungete 250 g di mascarpone e amalgamate anche questo con le fruste.
Unite gli albumi tenuti da parte mescolando con un cucchiaio di legno con un movimento dal basso verso l'alto per smontare il meno possibile gli albumi, incorporare aria e ottenere una crema veramente soffice e spumosa.
Formate il primo strato sul fondo della teglia in cui servirete il tiramisù bagnando i savoiardi nel caffè. Se il caffè è molto caldo immergeteli e tirateli fuori rapidamente, o si impregneranno troppo e alla fine il dolce risulterà troppo acquoso e i biscotti sfaldati.
Quando avrete finito di rivestire il fondo, coprite lo strato di biscotti con metà della crema.
Formate un secondo strato di biscotti bagnati nel caffè e terminate con la crema rimasta.
Io a questo punto, aiutandomi con un passino, ho terminato con un velo di cacao amaro e ho messo il dolce a riposare in frigo, ma sarebbe più corretto (e anche più gradevole esteticamente) aggiungere il cacao poco prima di servire per evitare che l'umidità della crema lo impregni (qui abbiamo tutti un'avversione per il rischio di soffocamento da cacao andato di traverso... non so se vi è mai capitato :o).
Preparatelo con un certo anticipo, perchè più riposa e più buono diventa.


sabato 24 dicembre 2011

Cheese-Trifle al Cioccolato

Con questo post vi presento il dolce che offrirò ai miei ospiti stasera
e faccio a tutti, blogger e non, i miei auguri per Natale.
Io ho un vero e proprio debole per i trifle - per chi non lo sapesse altro non è
 che quella che comunemente chiamiamo zuppa inglese - perchè trovo 
che non ci sia niente di più invitante che poter presagire
 la delizia che mi aspetta vedendo gli strati attraverso il vetro cristallino.
Questo trifle  è farcito con una ricca, corposa e vellutata crema al cioccolato 
e philadelphia che ricorda nella leggera nota acidula il cheesecake
(per questo il nome cheese-trifle).
Se non amate questa caratteristica sostituite il formaggio 
con lo stesso peso di mascarpone.




Cominciate preparando il pan di spagna al cacao. Foderate il fondo di una teglia (dal diametro di poco superiore a quello della coppa per trifle) con carta da forno unta e imburrate e infarinate i bordi.
Pesate e tenete da parte in una ciotolina 30 g di cacao amaro e 4 cucchiai colmi di farina 00.
Montate con le fruste elettriche 4 uova intere grandi con 120 g di zucchero. Montate a lungo fino a che non otterrete un composto chiaro, gonfio e spumoso che ha incorporato sufficiente aria da aumentare notevolmente di volume e da permettere di "scrivere" (alzando le fruste e lasciando colare una striscia di composto questo non deve riamalgamarsi subito alla massa, ma deve lasciare il segno per alcuni secondi).




Unite poco a poco gli ingredienti secchi setacciandoli con un passino e mescolando dal basso verso l'alto per non perdere l'aria che avete incorporato e che è l'agente lievitante del pan di spagna. 
Infornate a 180° per circa 20 minuti. 

Passate alla preparazione della crema. In un tegame dal fondo spesso rompete 1 uovo intero e, aiutandovi con un cucchiaio di legno, unite 4 cucchiai di amido, 5 cucchiai di cacao amaro e 125 g di zucchero. Aggiungete poco a poco 500 ml di latte intero facendo attenzione a sciogliere tutti i grumi. Se vi piace potete aggiungere un cucchiaio di estratto di vaniglia.
Mettete il tegame su fuoco dolce e mescolate fino a che la crema non diventa molto densa. Se si formano dei grumi non andate in crisi :o) armatevi di fruste elettriche ed eliminate i grumi traditori!
Sempre con le fruste, aggiungete alla crema al cioccolato 250 g di philadelphia classica e quando il composto è omogeneo assaggiate e aggiungete zucchero a velo non vanigliato per regolare il grado di dolcezza che preferite per la farcitura.
Trasferite in una ciolota, coprite con la pellicola a diretto contatto con la superficie della crema per evitare che si formi quell'antipatica "pellicina" e lasciate raffreddare completamente.
Otterrete una crema densa e vellutata che avrete voglia di mangiare a cucchiaiate, fidatevi ;o)!




Controllate il pan di spagna e quando è pronto sfornatelo e fatelo raffreddare su una graticella. Tagliatelo in due strati e usate la stessa coppa del trifle per rifilare dei dischi della misura adatta.

Preparate una bagna semplicissima unendo in parti uguali acqua e zucchero e scaldandola al microonde. 

Disponete il primo strato di pan di spagna sul fondo della coppa spingendo bene i bordi per farli aderire al fondo. Bagnate in modo omogeneo e testate coi polpastrelli la consistenza.
Versate la crema a cucchiaiate e distribuitela, quindi aggiungete il secondo strato di pan di spagna e bagnatelo con lo sciroppo rimanente.

Completate lo strato finale con 250 g di panna montata molto morbida (una candida nuvola in contrasto alla scura corposità della crema) e decorate con scaglie di cioccolato fondente.




NOTA: conservate il trifle in frigorifero, ma tiratelo fuori con un certo anticipo per gustarlo al meglio sia per quanto riguarda il gusto che per la consistenza.

venerdì 2 dicembre 2011

Budino di Riso Brulé (con Zucchero Bruno)

Questo dolce, da noi certamente poco servito in questa versione simile al porridge, è diffuso in tutto il mondo con delle varianti negli aromi (acqua di rose in Africa, cannella e uvetta in Nord America, cardamomo e pistacchio in Asia, latte di cocco in Sud America, 
per dirne alcuni ).
Informandomi un po', ho scoperto che, per Natale, in Svezia e Finlandia lo servono inserendo all'interno una mandorla intera come segno 
di buon auspicio per l'anno che verrà a chi la trova. 
Io, nella ricetta che vi presento, ho usato una parte di zucchero di canna soffice perchè è già aromatico di per se, essendo addizionato con melassa, ma se non lo trovate andranno benissimo quello di canna o quello raffinato.




Per 6 piccoli budini
Versate in un tegame dal fondo spesso e dai bordi alti 80 g di riso per risotti, 25 g di zucchero di canna soffice, 25 g di zucchero raffinato, 150 ml di latte intero, 50 g di latte condensato, un cucchiaio di estratto di vaniglia, la buccia grattugiata di un' arancia e un pizzico di sale.
Aggiungete abbondante acqua e mettete a cuocere il riso a lungo, mescolando di tanto in tanto per non farlo attaccare sul fondo e facendo attenzione che la schiuma che si forma in superficie non tracimi dalla pentola bollendo.
Il riso deve cuocere fino a che non comincia a disfarsi, ed il liquido non evapora, formando una crema densa in cui comunque di devono distinguere i chicchi morbidi, gonfi e ricchi dei profumi che hanno assorbito in cottura. Se il riso non vi sembra sufficientemente morbido aggiungete altra acqua e continuate la cottura.
Fate intiepidire la crema, quindi distribuitela nelle cocottine e lasciatela raffreddare completamente.
Solo al momento di servire i budini, cospargete la superficie con uno strato sottile, ma uniforme, di zucchero raffinato e "bruciatelo" col cannello.




NOTA: Come vedete dalle foto, per un'alternativa più fresca, potete anche servire la crema di riso nei bicchierini con qualche filetto di buccia d'arancia per decorare (o un pizzico di cannella se avete scelto questa variante).
Lo zucchero di canna soffice è molto scuro e appena aggiungerete l'acqua per la cottura si scioglierà conferendo al tutto un colore piuttosto torbido. Se preferite una crema candida non usatelo ;o)
Se vi piace, potete profumare il riso anche con qualche goccia di acqua di fiori d'arancio.

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