Visualizzazione post con etichetta mignon. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mignon. Mostra tutti i post

martedì 29 gennaio 2013

Un tea time in due puntate. Parte 1: Biscottini al Burro (che più facili non si può)

Sappiatelo, col rito del tè fra maschietti ho creato un mostro!
Sto parlando dell'avvocato. L'altra mattina spunta al nostro solito bar, si siede e con
aria serissima, fissandoci negli occhi, fa: "DOBBIAMO organizzare un té al più presto!".
Un attimo di silenzio e gli chiedo il perchè di questa urgenza. Un brillio negli occhi, un sorriso furbetto, l'aria di chi è soddisfatto di sé e risponde: "L'altro giorno sono andato dall'erbolario e ho comprato un tèèèèè, ma un tèèèèèèèè... non uno così... un té SFUSO".
Tanta intraprendenza va premiata e onorata, non v'è dubbio e allora non resta che preparare dei biscottiiiiii, ma dei biscotiiiiiii... non così... di quelli fatti in casa ;o)

A questo post ne seguirà un altro nei prossimi giorni perché per preparare i biscotti che
vedete qui in foto ho utilizzato solo un tuorlo e con l'albume avanzato ho preparato un secondo tipo di biscotti che ho servito insieme a questi per un tè tutto speciale.

Magari guardando la foto mi direte beh, tutto qui? Dei normalissimi biscottini tondi?
Vi assicuro che hanno un gusto e una consistenza friabile irresistibili. Inoltre sono talmente
facili da preparare, anche all'ultimo minuto, che costituisco un'ottima risorsa da tenere presente. Niente mattarello, niente stampi, niente tasche da pasticciere. 
Una sola scodellina da sporcare e le vostre mani, perchè per questi biscottini vi 
basterà formare delle palline di impasto fra i palmi delle mani e in cottura si scioglieranno
da sole trasformandosi in queste cupolette che, volendo, potete anche farcire con Nutella, 
cioccolato, crema di nocciole o pistacchi a mo' di baci di dama.




Mettete in una scodella 100 g di burro e fatelo ammorbidire al microonde senza farlo sciogliere del tutto. Aggiungete, mescolando con un cucchiaio, un tuorlo e 50 g di zucchero, amalgamate il tutto mescolando brevemente e aggiungete ancora 60 g di amido, 85 g di farina, 1 cucchiaino di lievito per dolci e un pizzico di sale.
Continuando a mescolare col cucchiaio otterrete nel giro di poco un impasto senza grumi, molto morbido, ma che non si attacca alle mani.
Prelevate piccole porzioni di impasto per volta e, rotolandole fra i palmi delle mani, formate delle palline grandi poco più di una nocciola. Disponetele su una placca di alluminio rivestita con carta da forno distanziandole un po' perchè in cottura si "siederanno" per via del burro e cresceranno leggermente per il lievito.
Infornate a 180° per circa 15 minuti.
Una volta pronti, aspettate qualche minuto prima di trasferirli su una graticella a raffreddare perchè saranno talmente friabili che si sbricioleranno molto facilmente.




Io lascio questi biscottini al naturale perché mi piace sentire tutto il loro sapore, ma se preferite potete farcirli con la crema che trovate più adatta. Un'altra alternativa è quella di aggiungere all'impasto già amalgamato delle gocce di cioccolato lavorandolo molto brevemente. In questo modo sarà altrettanto semplice realizzarli, senza l'ulteriore passaggio della farcitura, ma avranno comunque quel tocco che i più golosi apprezzeranno.



mercoledì 21 novembre 2012

Mendiants al Cioccolato Bianco: il Natale in 20 grammi. E per le amiche sicule...

Oggi, come qualcuno di voi avrà notato, ho avuto dei problemi "tecnici" qui sul blog.
Ho lavorato OTTO ORE per ripristinare il tutto. Spero che ora sia tutto ok e 
ringrazio le premurose amiche che mi hanno segnalato la cosa.
Ora sono esaurita, quindi vi lascio al post che avevo programmato
di pubblicare questa mattina :o)
Ah, dimenticavo. Ho deciso di cominciare a usare il profilo Google+ per
condividere le mie e le vostre ricette. Non ho affatto chiaro come funzioni, ma
ieri ho trovato molte di voi e le ho incluse nelle mie cerchie, se vi va fate lo stesso.

***

Oggi voglio ringraziare Ale per aver scelto QUESTA mia ricetta per il bel contest ideato da Roberta de "Il Senso Gusto". Vi invito ad andare a trovarla perchè ha creato una variante (la trovate clickando QUI) molto golosa della ricetta originale, che vale proprio la pena di provare e che di certo conquisterà gli appassionati di cioccolato bianco.

Dato che parliamo di cioccolato bianco... 
Di certo molti di voi li conosceranno già, ma per gli altri ecco un dolce semplice, goloso,
elegante e facilmente personalizzabile in mille modi (cosa si può chiedere di più a un dolce davvero non lo so) da proporre nel periodo natalizio. Finiranno in un attimo.
I mendiants altro non sono che delle "placchette" di cioccolato con frutta secca varia
originarie della Francia dove non possono mancare in nessun negozio di praline.
Potete scegliere qualunque tipo di frutta secca senza limitarvi alle classiche noci, mandole
o uvette, ma sbizzarrendovi con fichi o datteri secchi, pesche disidratate, noci di macadamia e tutto quello che vi sembra più invitante. Non ponetevi limiti e se
volete "osare" usate anche frutta secca salata, diventeranno speciali.
Io sui miei ho messo noci pecan, pistacchi al naturale, arancia candita, e mirtilli 
rossi disidratati, ma non fosse stato per un limite fisico di spazio avrei messo anche altro!
Trattandosi di un dolce semplicissimo è essenziale trattare opportunamente il 
cioccolato temperandolo. Questo fa veramente la differenza.
Avete presente quando spezzando una tavoletta di cioccolato questa oppone una
certa resistenza e poi si rompe in un "tac!" risultando croccante e non burrosa sotto 
le dita? Ecco, è merito del temperaggio che fa sì che il burro di cacao si cristallizzi in maniera stabile mentre nel caso del cioccolato semplicemente sciolto e lasciato nuovamente indurire, questa cristallizzazione avviene in modo irregolare.
Le istruzioni per il temperaggio che troverete a seguire sono tratte 
dal libro "Chocolate Desserts" di Pierre Hermé.
Armatevi di termometro.

***

So che ci sono molte amiche sicule. Se vi piacciono i decori e il porta bon bon,
a forma delle tipiche peppermint candies, che vedete nelle foto che seguono e nel periodo natalizio vi trovate a fare un salto a Taormina, dovete passare al negozio "l'erbario" e troverete questo e molto altro. Si trova al numero 3 del Corso e troverete ad accogliervi il gentilissimo proprietario che letteralmente vi accudirà spiegandovi tutto lo spiegabile sui bellissimi oggetti che troverete fra i suoi scaffali.
 Seguite il mio consiglio e di certo non uscirete senza aver acquistato qualcosa.


Se guardate bene in questa foto ci sono anche io ;o)


Per 10 mendiants grandi

Per il temperaggio procedete nel seguente modo (valido per cioccolato bianco e al latte):
1 - Tagliate a pezzetti 200 g di cioccolato bianco e mettetelo in una scodella che possa andare in microonde, quindi, a bassa temperatura e controllando a brevi intervalli, fate fondere il cioccolato fino a portarlo a una temperatura fra 45° e 49°.
2 - Lasciate raffreddare il cioccolato fino a che non raggiunge una temperatura di 27°.
3 - Scaldatelo nuovamente, ma dato che la temperatura deve salire di poco, solo fino a una temperatura fra 29° e 31°, non di più, fate molta attenzione e non lasciatelo nel microonde per più di una manciata di secondi per volta per verificarne la temperatura.

Il microonde senza dubbio velocizza le manovre, ma è anche più difficile da controllare, quindi se volete essere sicuri e stare tranquilli seguite le stesse indicazioni per le temperature, ma preparando un classico bagnomaria.

SCORCIATOIE ;o)
- Se volete velocizzare la fase 2 in cui la temperatura deve scendere, potete mettere a fondere nella fase 1 solo 150 dei 200 g di cioccolato e aggiungere i restanti 50 g al cioccolato fuso. In questo modo la temperatura scenderà velocemente di diversi gradi.
- Se ciò non bastasse, mettete il fondo della scodella col cioccolato fuso, in un tegame più grande con acqua fredda facendo molta attenzione a non far andare nemmeno una goccia d'acqua nel cioccolato. Non c'è bisogno che sia di frigo, basta quella corrente. Mescolate di tanto in tanto ai bordi per evitare che il cioccolato a diretto contatto coi bordi freddi della scodella si rapprendano e verificate frequentemente la temperatura perchè ci vorrà poco.
- Se sbagliate qualcosa non disperatevi, mettete nuovamente il cioccolato a scaldare e ricominciate da capo seguendo le tre fasi con le temperature indicate.




Ora il cioccolato è pronto. Foderate una placca con carta da forno e procedete così: versate piccole dosi di cioccolato, prendendolo con un cucchiaino, in mucchietti regolari piuttosto distanziati, modellate ciascun mucchietto col dorso del cucchiaino per dare una forma tonda al cioccolato, quindi battete con un certo vigore e ripetutamente la placca sul piano di lavoro. I mucchietti si appiattiranno allargandosi in dischi (ovviamente mettete la stessa quantità di cioccolato, regolandovi col numero di cucchiaini che versate in ogni mucchietto, per ottenere dischi della stessa dimensione).




Distribuite la frutta secca sui dischi ancora morbidi esercitando una lieve pressione e lasciate solidificare i mendiants a temperatura ambiente senza farvi tentare dall'idea di metterli in frigo perchè si tratta di un ambiente umido che è meglio evitare per il cioccolato.

domenica 11 novembre 2012

Swirl Meringues, mille grazie e una parola.

Mille volte grazie per tutte le parole affettuose che mi avete scritto.
Se qualcuno nutriva ancora qualche dubbio sul fatto che quella dei food blogger
fosse una vera comunità e non solo una massa di singoli invasati, fanatici, esaltati
 ai fornelli solo per velleità voi avete dato la prova incontestabile che non è così.

Ah, già che ci siamo...
Velleità è un sostantivo femminile che significa desiderio ambizioso ma inconcludente.
aspirazione irrealizzabile, troppo superiore alle effettive capacità personali.

*** 

Oggi è il 9 novembre e per quanto mi riguarda è giunto il momento di 
pensare al Natale e anche se può sembrare prematuro, non credo lo sia visto 
che si finisce sempre per essere troppo affaccendati e nervosi - direi perfino elettrici - quando si lasciano tutti i preparativi all'ultimo momento.
E poi diciamoci la verità, il bello del Natale è proprio l'attesa.

A questo mondo una cosa è certa: Martha Stewart è una fonte inesauribile
di spunti, idee, soluzioni geniali, ma allo stesso tempo pratiche e di grande effetto.
Ho visto per la prima volta queste bellissime meringhe sul suo sito molto tempo fa.
Per la ricetta della meringa ho usato quella che uso di solito e che è semplicissima 
perchè basta pesare l'albume e aggiungere lo stesso peso di zucchero a velo non
vanigliato e di zucchero semolato con un rapporto di  1:1:1.
Una cosa sola mi permetto di dire: Martha Stewart consiglia di formare tre
strisce di colorante lungo la superficie interna della tasca da pasticciere con cui
poi andranno formate le meringhe, ma in questo modo le mie risultavano del tutto colorate, quindi ho optato per due strisce, poste l'una di fronte all'altra, per
ottenere il risultato che vedete in fotografia.
Io trovo che sia un'ottima idea anche usarle come decoro da spargere sulla
vostra tavola o da appendere all'albero. Se le lascerete asciugare alla perfezione
e le conserverete in un contenitore chiuso dureranno molto a lungo.




Pesate l'albume (uno, due o cento uova, il procedimento è lo stesso).
In una scodella a parte, versate lo stesso peso di zucchero a velo non vanigliato e una dose di zucchero semolato sottile sempre dello stesso peso (es: 50 g - 50 g - 50 g). Miscelate i due tipi di zucchero mescolando con un cucchiaio.
Cominciate a montale l'albume con le fruste elettriche e appena comincia a diventare bianco e prendere consistenza, versate metà della miscela di zuccheri e montate fino a ottenere una meringa spumosa, lucida e molto consistente, fermissima.
Mettete via le fruste e unite la restante metà di zucchero setacciandola con un passino e mescolando con un cucchiaio dall'alto verso il basso per incorporarla senza smontare la meringa.

Con del colorante gel rosso, tracciate due strisce, poste l'una di fronte all'altra, lungo la superficie interna della tasca da pasticciere in modo che la percorrano per tutta la lunghezza dalla bocchetta all'apertura superiore.
Io uso sempre delle tasche da pasticciere usa e getta, ma in questo caso credo sia ancora più opportuno non usare quella di tela per non rischiare che resti macchiata per l'uso del colorante che è necessario per ottenere l'effetto "swirl" (vortice).
Scegliete del colorante in gel, non liquido, o le due strisce che traccerete all'interno della tasca "scivoleranno" via non appena la metterete in verticale per riempirla con la meringa.

Formate i riccioli di meringa su una placca di alluminio rivestita di carta da forno.
Non preoccupatevi di distanziarle, perchè le meringhe non cresceranno, dovranno solo asciugarsi in forno.
Per chi non avesse mai preparato le meringhe, dico asciugarsi perchè in effetti è di questo che si tratta, non di una vera e propria cottura. 
Impostate il forno alla temperatura minima, infornate la placca lasciando che sporga leggermente fuori dal forno e lasciate lo sportello leggermente aperto. In questo modo tutta l'umidità verrà lentamente eliminata e non rischierete di ottenere delle meringhe dorate che nulla hanno a che vedere col candore che è desiderabile per una meringa.
Quando dico lentamente, intendo davvero lentamente: le mie meringhe sono state in forno per 2 ore e 40 minuti, ma credo che molto possa variare in base al forno.

Controllatele di tanto in tanto all'inizio per essere sicuri che non stiano prendendo troppo calore (e colore) e una volta che siete sicuri, potete dimenticarvene per un bel po' e tornare a controllarle solo verso fine cottura per assicurarvi che siano del tutto asciutte.
Sfornatele, fatele raffreddare qualche minuto e staccatele dalla carta. Verranno via senza alcuna difficoltà.

NB Controllate che tipo di amido è contenuto nello zucchero a velo e gli ingredienti presenti nel colorante in gel per poter servire le meringhe come "senza glutine".

mercoledì 4 luglio 2012

Tortine Yogurt e More... come scattate le vostre foto?

Oggi vorrei lanciare una proposta a tutte voi:
vi invito a dirmi quali sono le cose che tenete in considerazione quando scattate le
foto da pubblicare sui vostri blog in modo da poter avere uno scambio. Intendo proprio
tutto, da come allestite la presentazione, ai piatti e alle tovaglie che scegliete, fino al 
luogo in cui preferite scattare le vostre foto e per quale motivo.
Inoltre, proprio perchè stiamo parlando di scambio, vi invito a interagire anche fra di 
voi nei commenti, condividendo anche dei dubbi a cui io magari non saprò dare risposta, ma qualche altra blogger di buon cuore sì... fate come foste a casa vostra ;o)

In verità oggi non vi propongo una nuova ricetta, ma solo un modo diverso di
utilizzare quella che vi ho dato qualche giorno fa e che trovate clickando qui.
Preparate l'impasto e distribuitelo nei pirottini (inseriti nelle apposite teglie preformate)
riempiendoli per metà, quindi appoggiate sulla superficie di ciascun mucchietto di impasto una mora: in cottura scenderà da sola al centro del tortino trasformandosi in una
specie di "ripieno". Come vedrete dalle foto, in alcune tortine l'impasto ingloberà completamente la mora, in altre lo lascerà intravedere parzialmente, 
ma fa parte del loro fascino.
Se volete potete glassare le tortine con la stessa copertura suggerita 
nella ricetta originale.




Prima di cominciare, ci tengo a precisare che io di fotografia non ne so niente. Questa non è una guida e leggendola vi renderete conto che è rivolta alle capre come me, quindi mi spiace deludere chi era in attesa di consigli tecnici perchè non ne troverà. 
Per quelli vi dovrete rivolgere ad altre blogger molto preparate in materia e con macchine fotografiche da urlo al servizio del loro innegabile talento. Dico sul serio, alcune di voi scattano delle foto che mi riempiono gli occhi.

  1. Cerco di pensare all'aspetto finale che dovrà avere il cibo anche mentre lo preparo.
  2. Preparo una tavola mobile che copro (quasi) sempre con una tovaglia bianca ben stirata.
  3. Dispongo questa tavola vicino alle fonti di luce naturale.
  4. Dovrei usare il cavalletto, ma non lo faccio. Perchè? Non lo so. 
  5. Non scatto MAI di sera con luce artificiale.
  6. Non scatto MAI col flash. Le foto col flash rendono troppo luminose le cose in primo piano e non solo proiettano delle ombre nette sgradevolissime, ma creano un alone scuro e cupo in tutto ciò che è posto in secondo piano. Luce naturale = ombre sfumate, tenui.
  7. Dispongo ciò che ho preparato nel modo che mi sono prefigurata in mente (immagino sempre le mie foto prima di scattarle... purtroppo la mia mente è più brava).
  8. Scelgo accessori che si abbinino al cibo o cromaticamente o per l'atmosfera che voglio che il cibo evochi (un piatto elegante, moderno, essenziale, elegante, giocoso...)
  9. Seleziono le impostazioni sulla mia macchina (coolpix S8200). Avete notato che se scattate le foto "a mano libera" (senza cavalletto) con poca luce (di sera) le foto risultano facilmente mosse, non perfettamente a fuoco? Se ho capito bene (e non ci giurerei) questo dipende dal fatto che il tempo di esposizione è lungo (avete presente quando premete il tasto dello scatto, ma la foto non viene scattata immediatamente?). In sostanza ogni impercettibile movimento della vostra mano durante quella piccola frazione di tempo viene "registrato" e tradotto in sfocatura. In presenza di molta luce, selezionando un valore ISO basso (meno luce, ISO più alta),  questo tempo si riduce ed è più facile ottenere una foto nitida (più o meno, perchè in verità le mie non lo sono... maledetto cavalletto! ;o).
  10. Inquadro la scena e cerco di non avere fretta (e questo per una che è sempre stata definita "frettella" dalla madre è un punto difficilissimo) prima di scattare e di valutare in che modo la luce interagisce col cibo. Mi spiego: la luce rende delle parti del mio piatto di un bianco troppo folgorante? proietta delle ombre su pelle parti che invece vorrei fossero in evidenza?
  11. Mentre scatto cerco di tenere presente in maniera costante il quadro generale della mia foto: voglio che il cibo sia centrale o disposto diversamente nell'ambito dello spazio che rientra nell'inquadratura?
  12. Correggo il modo in cui è disposto il cibo in base alle mie valutazioni circa quello di cui parlavo sopra e scatto. Non accontentatevi subito, scattatene molte perchè la maggior parte sarà da buttare.
  13. Quando sono soddisfatta provo a cambiare qualcosa a evidenziare un particolare, a disporre il cibo in un modo che mette in evidenza qualcosa che prima era nascosto o a fotografare sezioni di ciò che ho cucinato per mostrarne l'interno.
  14. Quando passate le foto al computer i colori non vi sembrano più luminosi come sullo schermo della vostra macchina, vero? Non privatevi di usare un programma di modifica. Non parlo di cose complicate o di imbrogliare, ma semplicemente di regolare luminosità, contrasto e saturazione (cose che persino nei televisori di vent'anni fa si potevano modificare!). Una volta un fotografo da migliaia di euro a servizio, parlando del fatto che avrebbe modificato al computer questi semplici parametri nelle foto appena scattate e commentando il lavoro del fotografo precedente (talmente scadente che era evidente persino ai miei occhi e per il quale lui era stato chiamato a rimediare), mi disse "ste foto nun tenono l'anema!" (come avrete capito era campano). Se lo fa lui, possiamo farlo anche noi! Date un po' di anima alle foto con un po' più di luce, dei colori più intensi, dei contrasti più netti.
  15. Di certo ho dimenticato qualcosa, ma sicuramente ci penserete voi ;o)




sabato 9 giugno 2012

Scones Dolci con Salsa alle Ciliegie

Quando non ho idea di come si prepari qualcosa vado dritta dritta sul sito della mitica 
Martha Stewart certa di trovare quello che fa per me e fino a oggi non sono mai rimasta
delusa. Sin dai primissimi giorni di vita di questo blog, il link al suo sito è stato presente
alla voce "siti preferiti". Ma volete sapere come ho conosciuto Martha?
Anni fa, guardando uno di quei programmi di gossip alla TV satellitare, sento un po'
distrattamente di una donna, molto famosa in america per i suoi programmi sul mondo
della cucina, del lifestyle e delle abilità domestiche, condannata a cinque mesi di
reclusione, cinque di arresti domiciliari e due anni di libertà condizionata per 
aver mentito circa la vendita di certe azioni.
Mi incuriosisco, alzo lo sguardo e lo schermo mostra una donna bionda, dall'aria 
distinta, la tipica vicina di casa che nei film americani bussa alla porta dei nuovi arrivati
del quartiere per accoglierli a nome del comitato con un cesto di muffin fatti in casa.
Ma voi ce la vedete Martha in galera?! La donna che vi dice cosa mettere nel ripieno 
per il tacchino, come preparare meringhe e madeleine, come prendervi cura del 
giardino e organizzare la vostra scrivania... sono convinta che chi di voi conosce 
Martha, ma non era al corrente di questo episodio sta scuotendo rassegnato la testa pensando che al mondo non ci sono più certezze!
Ma la certezza invece c'è ed è che anche questa volta una ricetta trovata sul suo 
sito (con qualche piccola modifica qua e là o non sono io :o) mi ha dato un buon risultato
che sarò lieta di replicare in inverno per il rito dell'ora del tè con i miei amici (maschi).
Ah, dimenticavo, anche questi sono dei "dolci" tipici scozzesi...
che il mio inconscio stia cercando di dirmi qualcosa? 




Per 16 scones
Pulite e snocciolate 250 g di ciliegie (io ho usato l'aggeggio infernale per levare i nocciolini delle olive), quindi mettetele su fuoco moderato con 80 g di zucchero. Quando la frutta diventa morbida e si forma un abbondante sciroppo rosso intenso, passate il tutto al minipimer e fate tirare la salsa sul fuoco fino a che non comincia ad addensarsi. Spegnete e lasciate raffreddare del tutto. 
In questo modo otterrete in pochi minuti una salsa che conserverà tutto il gusto della frutta. Se non siete soddisfatti della consistenza una volta che la salsa si è raffreddata, nessun problema: rimettetela sul fuoco e fatela tirare ulteriormente.




In una scodella lavorate con i polpastrelli 250 g di farina 00, 85 g di burro a temperatura ambiente, 1/2 cucchiaio di lievito vanigliato per dolci e un pizzico abbondante di sale  fino ad ottenere un composto "sabbioso" simile a un crumble sottile.
A parte, unite 1 uovo grande intero, 50 ml di latte intero e 20 g di zucchero. Versate questa amalgama sul composto di farina e burro tutto in una volta e mescolate vigorosamente fino a che il tutto non diventa troppo consistente per proseguire, quindi trasferite l'impasto sul piano di lavoro e lavoratelo per renderlo omogeneo (ci vorrà davvero pochissimo).
Stendete l'impasto dandogli lo spessore di 1 cm abbondante, quindi ricavate dei dischetti con uno stampo tondo per biscotti e trasferiteli su una placca in alluminio rivestita con carta da forno.
Bagnatevi le dita e passatele sulla superficie dei dischi per inumidirli leggermente, quindi cospargete con abbondante zucchero semolato. L'umidità farà da collante e in cottura si formerà una golosa superficie dolce e croccante piena di granelli di zucchero che scrocchiano sotto i denti.
Cuocete a 180° per circa 15 minuti. Se non siete soddisfatti del colore accendete per qualche minuto il grill per dorare la superficie, ma senza esagerare, devono rimanere chiari.
Fateli raffreddare del tutto su una graticella e farciteli con un ricciolo di burro e la salsa alle ciliegie.



giovedì 26 aprile 2012

Eleganza, Riflessioni ed Eclair

Cos'è per me l'eleganza? Grazia, naturalezza ed essenzialità.
C'è una cosa che in natura incarna queste tre caratteristiche: la perla.
Pensateci su... nasce come difesa da una minaccia e ne risulta una pietra preziosa.
L'ostrica, irritata da un corpo estraneo che si introduce in maniera invasiva, reagisce
formando uno strato attorno ad esso e poi un altro e un altro ancora, con rigore, in maniera concentrica e con grazia tale da generare una sfera dai riflessi delicati e iridescenti. Quale forma di eleganza più estrema che affrontare un fastidio creando 
la bellezza riuscite a immaginare in questo mondo dove la totale incapacità di 
affrontare la vita con buongusto è sempre più diffusa e la sguaiataggine viene 
sublimata al grido di "perchè io sono una persona vera!"?
Io capisco che come diceva Keats "La bellezza è verità, la verità è bellezza", ma cosa
accade se la verità è fatta di strepiti, pochezza d'animo e povertà d'intelletto?
Possiamo riuscire a creare strati di bellezza attorno a queste brutture?
Possiamo a suon di grazia cercare di influenzare chi ci circonda diffondendo il bello?
Io non ho risposte certe a queste domande, ma sono convinta valga la pena porsele.
Ora so che il passaggio sembrerà ardito, ma a suo modo anche un eclair
è esempio d'eleganza. Anche lui, a suo modo, ha un guscio che nasconde qualcosa
(anche se in questo caso si tratta di un piacevole contenuto), ha una forma essenziale
ed aggraziata ed è dotato del pregio della naturalezza. Cosa intendo?
L'eclair non finge, mostra subito, dalla glassa in superficie, quello che ha al suo interno,
la sua essenza, con disinvoltura e senza sovrastrutture o inutili fronzoli pretenziosi.
Dopo aver letto queste righe pensate che io sia un po' matta? 
Forse non avete del tutto torto :o)




Per 24 eclair
Per la pasta bignè io uso la ricetta di Montersino con una piccola modifica. 
Vi è mai capitato di preparare i bignè e ottenere un risultato davvero soddisfacente per poi scoprire che dentro i bignè non sono ben "soffiati"? 
Se si vogliono preparare dei "gusci" da riempire con la tasca da pasticcere, è necessario avere dei bignè completamente vuoti perchè la presenza di diverse camere d'aria all'interno potrebbe far rimanere delle parti in cui la farcia non riesce ad arrivare.
Il Maestro ha risolto il mio problema: per bignè dalla pelle più sottile e completamente vuoti si deve aumentare la dose di burro e diminuire quella di farina mantenendo costante il peso finale della ricetta.
Io mi trovo bene modificando la ricetta base con 20 g di burro in più e 20 g di farina in meno. La ricetta che segue è quella già modificata, quindi non dovete fare calcoli, ma ho pensato potesse interessarvi conoscere queste informazioni.
Fate fondere a fuoco dolce 185 g di burro in 185 ml di acqua con un pizzico abbondante di sale senza far bollire. Sempre sul fuoco, aggiungete, tutti in una volta, 155 g di farina 00 e mescolate vigorosamente con un cucchiaio di legno fino a ottenere un impasto senza grumi che tende a staccarsi dal fondo e dai bordi della pentola (ci vorrà pochissimo).
Trasferite questa base in una ciotola e fatela intiepidire per qualche minuto. 
Pesate 270 g di uova intere (ce ne vorranno circa 5, ma in ogni caso sbattetele e poi pesatele) ed aggiungetele poco a poco all'impasto di farina. Mescolate energicamente per amalgamare il tutto e solo allora aggiungete ancora altro uovo. Procedete così fino a finire la dose prevista. Aggiungete anche 25 g di latte intero e amalgamatelo all'impasto mescolando con vigore.
Otterrete un composto simile a una crema pasticcera molto densa e corposa.




Trasferite l'impasto in una tasca da pasticcere e formate dei "bastoncini" su una placca di alluminio rivestita di carta da forno. Potete farli lisci o rigati.
Infornate a 180° e fate cuocere per non meno di 30 minuti o rischierete di vedere i vostri bei bignè gonfi afflosciarsi nel giro di pochi secondi una volta sfornati.
Lasciate raffreddare i "gusci" su una graticella.




Preparate la crema per farcire secondo le istruzioni del post "Crema al Cioccolato".
Riempite gli eclair solo quando la crema è completamente fredda usando una tasca da pasticciere con bocchetta a siringa dal foro largo, così non dovrete premere troppo energicamente (qualcuna di voi non molto tempo fa mi ha raccontato di una tasca da pasticcere esplosa :o).

Per la glassa preferisco non fondere semplicemente del cioccolato, ma preparare un'amalgama a base di zucchero a velo, cioccolato fondente e acqua che mi ricorda molto la consistenza e il gusto di quella che decora gli eclair di pasticceria e anche quelli mangiati  a colazione sia a Parigi che in Belgio.
Il rapporto è di 2:1:1/2. Per fare un esempio 100 g di zucchero a velo, 50 g di cioccolato, 25 g di acqua. In questo modo non avete bisogno di dosi e partendo dallo zucchero a velo potete sempre sapere in che dose aggiungere gli altri due ingredienti.
Riguardo al procedimento dovete mettere a scaldare al microonde zucchero e acqua fino a renderli bollenti, quindi aggiungete il cioccolato tritato grossolanamente e mescolate con un cucchiaio per sciogliere tutti i grumi. 
Trasferite la glassa in una tasca con bocchetta piatta e liscia della larghezza di poco inferiore alla superficie degli eclair e decoratene la superficie con una striscia che li percorra per tutta la lunghezza cercando di esercitare una pressione costante per ottenere un risultato gradevole.
Se non avete la bocchetta liscia, ma dentellata, fate come me: usatela al rovescio perchè il lato opposto a quello dentellato solitamente è liscio (e se osservate con attenzione le foto noterete nella glassa una "codina" striata che è il segno lasciato dalla dentellatura che tengo rivola verso il basso :o).
Conservateli in frigorifero, ma tirateli fuori in anticipo per gustarli al meglio.




Con questa ricetta partecipo al concorso "Colazione da Zalando".
Appena ho letto il tema mi sono subito messa a scrivere il post, 
ben prima di preparare la ricetta. Oggi, al momento di pubblicarla, 
sono andata a scaricare il banner per inserirlo nel post e...
come noterete, Annamaria ha usato delle perle nella bella foto
scattata per realizzare il suo banner.

Ricetta Vincitrice

mercoledì 14 marzo 2012

Thumbprint Cookies allo Zucchero Muscovado e Cioccolato

Questo strano nome altro non indica che la modalità con cui si forma il foro
centrale che accoglie la farcitura che rende speciali questi biscotti: 
premendo con un dito al centro delle piccole noci di impasto.
Hanno un sapore di cacao intenso e un aroma particolare dato dall'uso di zucchero 
bruno anziché semolato e una ganache che una volta asciugata assume
consistenza senza però tornare del tutto solida. 
Nella ricetta che segue ho calibrato meglio le dosi per la ganache al cioccolato 
perché quelle iniziali non davano un risultato finale sufficientemente morbido.
Vale la pena di provarli, perchè sono semplicissimi da preparare (potete farli anche
insieme ai bambini), cuociono velocemente e con un solo uovo ne vengono moltissimi.




Per circa 50 biscotti
Fate ammorbidire al microonde 125 g di burro (fate attenzione a non farlo friggere), quindi aggiungete 1 uovo intero, 80 g di zucchero muscovado (quello umido per capirci), 70 g di fecola di patate, 30 g di cacao amaro, 150 g di farina 00, 1 cucchiaino di estratto di vaniglia.
Mescolate il tutto con un cucchiaio, infarinate il piano di lavoro con un cucchiaio abbondante di farina e lavorate l'impasto con le mani fino a che gli ingredienti non sono amalgamati. Non dovreste aver bisogno di aggiungere altra farina perchè l'impasto deve staccarsi dalle mani, ma deve rimanere molto morbido.
Foderate una placca di alluminio con carta da forno e formate delle palline grandi quanto una noce, quindi disponetele sulla placca. Non avrete bisogno di distanziarle molto perchè questi biscottini non cresceranno tanto, quindi con un'infornata potrete farne parecchi.
Col dito premete al dentro di ogni noce con decisione, ma delicatamente.




Infornate a 180° per 15 minuti, quindi tirateli fuori e fateli raffreddare completamente su una graticella.
Per quella che chiamo impropriamente ganache, dovete fondere 120 g di cioccolato fondete cui aggiungerete 50 g di latte intero caldo in cui avrete fatto sciogliere 50 g di glucosio.
Non potrete versare immediatamente questa farcia nei fori dei biscotti perchè sarà molto liquida e dovrete aspettare che si addensi tanto da poter essere utilizzata senza che coli lungo i bordi dei biscotti. Potete prepararla con un certo anticipo in modo da averla pronta una volta raffreddati i biscotti.


Come sempre, con un po' di crema rimasta... 



venerdì 9 marzo 2012

Tartufini (di recupero?)

Dopo aver postato il resoconto culinario di Bruges e Bruxelles
mi sono tornati in mente questi tartufini al cacao cremosissimi e, in definitiva,
leggeri se si pensa che non necessitano di panna, ma di latte.
Ve li ripropongo.
Ah, dimenticavo, la manina che vedete nella seconda foto è di 
uno dei giurati che sceglieranno i vincitori del contest "Come Quelli Comprati".

***

Nel post di oggi sulla Sacher vi ho dato le dosi per realizzare la glassa
e ho scritto che sarebbe avanzata, ma che è preferibile avere molta glassa 
per lavorare agevolmente.  Dato che la sola idea
di buttare il cibo mi fa rabbrividire, ieri, per un tè con gli amici, ho 
riutilizzato la glassa per ottenere dei cremosi tartufi 
che hanno riscosso molto successo.
Sono un'ottima soluzione, perchè sono facilissimi da preparare,
non servono stampi particolari e si presentano in modo molto elegante.




Per chi volesse preparare i tartufini a prescindere dall'ottimizzazione delle risorse in cucina, queste sono le dosi: 150 g di cioccolato fondente, 25 g di burro morbido, 60 ml di latte intero.
Fate fondere il cioccolato, aggiungete il burro morbido e mescolate per sciogliere i grumi, quindi aggiungete poco a poco il latte continuando a mescolare per amalgamare perfettamente il tutto.
Lasciate riposare il composto in frigorifero per farlo indurire. Controllatelo di tanto in tanto perchè se indurisce troppo avrete difficoltà a lavorare i tartufi.
Quando vedete che l'impasto di cioccolato è solido abbastanza da non attaccarsi eccessivamente alle mani, ma abbastanza malleabile da poter essere plasmato, modellate delle palline fra i palmi delle mani prelevando piccole porzioni per volta. Mettetele da parte e quando avete terminato passatele una ad una nel cacao amaro.
I miei amici le hanno gradite molto e quella che vedete qui sotto è la manina dell'avvocato! ;o)




Sono rimasta molto contenta del risultato perchè i tartufini sono venuti
cremosi come i "truffles" mangiati durante quel viaggio in quel
piccolo borgo incantato dove il tempo, a tratti, sembra essersi fermato.

domenica 26 febbraio 2012

Chocolate-Caramel Squares

Oggi voglio dar vita ad una specie di "operazione nostalgia" riproponendo 
una ricetta pubblicata nei primissimi giorni di vita del mio blog e,
 secondo me, ingiustamente sottovalutata (mi scuso per la foto, ma ero agli inizi).
Si tratta di dolcetti piuttosto semplici da preparare, la vera difficoltà è avere 
la pazienza di aspettare che gli strati si solidifichino e non è facile quando
 si hanno davanti agli occhi certe golosità.

 per avermi inserito fra i loro blog e per i loro affettuosi commenti.




Per la base lavorate in una ciotola, aiutandovi con un cucchiaio, 1 uovo piccolo, 150 g di farina 00, 3 cucchiai di amido di grano, 50 g di burro fuso, 40 g di zucchero di canna, 1 cucchiaino e 1/2 di lievito vanigliato per dolci e un pizzico di sale.  
Foderate una teglia rettangolare 20x25 cm con carta forno fino a coprire interamente anche i bordi. 
Impastate brevemente l'impasto e distribuitelo nella teglia premendo con le dita per rivestire l'intero fondo con questo primo strato.
Cuocete a 180° per 20 minuti o comunque fino a che il biscotto non risulta lievemente dorato anche in superficie. Non togliete la base dalla teglia perchè è lì che il tutto dovrà riposare fino al momento del taglio.
In un pentolino dal fondo spesso mettete a caramellare a fuoco basso 100 g di zucchero e 100 g di burro. Mescolate solo quando accenna a formarsi il caramello e fate attenzione alla cottura: appena il caramello diventa ambrato, togliete dal fuoco (niente è più amaro dello zucchero bruciato) ed aggiungete con cautela (attenti agli schizzi) 50 ml di panna densa da cucina
Versate il caramello caldo sulla base di biscotto e mettete la teglia in frigorifero per far addensare la superficie abbastanza da potervi versare sopra lo strato ci cioccolato senza che si mischi al caramello.
Fondete al microonde 200 g di ottimo cioccolato al latte e 100g di cioccolato fondente, quindi aggiungete un cucchiaio di burro abbondante e 100 ml di latte intero. Amalgamate bene per evitare che, una volta freddo, il cioccolato presenti sgradevoli striature e versate sullo strato di caramello battendo leggermente la teglia su un piano per far assestare il cioccolato.
Mettete in frigorifero e fatevene una ragione, bisogna aspettare. Il cioccolato non tornerà mai duro, ma avrà la consistenza di un cremino, quindi bisogna aspettare abbastanza da consentire un taglio netto e preciso. 
Prima di rifilare i bordi e tagliare i cubetti formate un decoro a righe trascinando gentilmente i rebbi di una forchetta rivolti verso l'alto sulla superficie.
Enjoy the sweets! 

NOTA: La consistenza della copertura al cioccolato può variare molto a seconda della marca che scegliete.


____________________________________________

Per chi magari ha cominciato a conoscermi solo in questi ultimi giorni 
e avesse tempo e voglia, questi sono alcuni dolci suggerimenti
in linea con "l'operazione nostalgia".
Vi assicuro che pur avendo cominciato da poco
mi sembra di aver scattato queste foto una vita fa.










Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...