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martedì 9 aprile 2013

Torta Tartufo (calda o fredda?). L'attesa.

Le nostre vite sono fatte spesso di attese. Aspettiamo. Cosa? Tutto.
Sin da bambini ci insegnano che non possiamo avere subito ciò che vogliamo. Dobbiamo
aspettare il momento opportuno per giocare, mangiare, comprare qualcosa, andare a fare una passeggiata. Crescendo, la responsabilità di dover aspettare diventa completamente nostra: aspettare l'occasione giusta da non farsi scappare, aspettare il momento opportuno per dire certe parole a qualcuno, stabilire delle priorità e aspettare di
risolvere quelle più urgenti prima di poter pensare alle altre, ma anche semplicemente cose che non dipendono da noi e in cui ci imbattiamo quotidianamente come aspettare che si liberi un tavolo al ristorante, che arrivi il tuo turno dal parrucchiere, che la fila in 
macchina si liberi per tornare a casa da chi ami... quanto tempo sprecato.
Si può anche aspettare qualcosa di bello, e in quel caso tutto il gusto sta proprio 
nell'attesa, nella consapevolezza che sarà seguita da qualcosa di piacevole come quando si aspetta l'avvicinarsi del giorno fissato per la partenza per un bel viaggio o per un'occasione speciale, ma diciamoci la verità, la parola "aspettare" evoca subito l'idea di essere 
bloccati, di non poter andare avanti verso ciò che si desidera.
E' un pensiero diffuso che una lunga attesa renda il raggiungimento di una meta 
ancora più gioioso e ricco di soddisfazione, a patto però che la meta non si trasformi 
in un orizzonte che resta sempre lì, alla stessa distanza, mentre cammini per avvicinartici. A tutti voi che aspettate qualcosa a cui tenete, auguro buona fortuna.

***

Di certo le vostre dispense saranno piene di cioccolato delle uova di Pasqua,
quindi oggi vi propongo un modo semplice e veloce per trasformarlo in un dolce
goloso, e senza pretese, che trova nel suo aspetto essenziale, un punto di forza. 
Basta unire pochi semplici ingredienti, di quelli che bene o male abbiamo sempre in casa,
per ottenere un dolce dalla consistenza corposa e ricca e dal marcato gusto di cioccolato.

Unica accortezza, lasciar riposare la torta per diverse ore prima di mangiarla
(visto che nelle vita finisce sempre che si deve aspettare anche per le cose più semplici?).
Non c'è nulla che non vada nel mangiarla appena sfornata, ma l'albume montato a neve
conferisce una consistenza spumosa che rende la torta ancora calda molto soffice, umida e facile alla rottura (nessuno vieta di preferire poi proprio questa opzione), mentre il riposo rende il tutto più stabile e dona quella corposità "cioccolatosa" che mi ha fatto optare per il nome Torta Tartufo e per il semplice decoro di cacao in superficie tipico dei tartufi.




per uno stampo da 18 cm di diametro
Ritagliate un foglio di carta da forno a misura del fondo dello stampo in cui cuocerete la torta, ungetelo di burro e tenetelo da parte. Imburrate i bordi dello stampo facendolo con cura anche lungo la piega fra questi e il fondo della teglia, quindi posizionate il foglio con la parte unta verso l'altro e infarinate il tutto facendo poi cadere la farina in eccesso.

Fate fondere al microonde 50 g di cioccolato fondente con 100 g di cioccolato al latte. Aggiungete 35 g di burro a temperatura ambiente100 g di latte intero caldo e mescolate per unire i due ingredienti, quindi amalgamate sempre mescolando un tuorlo (tenete l'albume da parte) e un cucchiaino di estratto di vaniglia. 
Aggiungete 15 g di farina 00, 15 g di cacao amaro e una punta di cucchiaino di bicarbonato. Il composto sarà piuttosto consistente, ma riuscirete comunque a lavorarlo col cucchiaio.

Montate l'albume tenuto da parte, assieme a 20 g di zucchero, a neve ben ferma e unitelo al composto al cioccolato mescolando con cura dal basso verso l'alto per non sgonfiarlo perdendo l'aria che ha inglobato e che farà crescere la torta in cottura.
Versate il tutto nello stampo e infornate a 180° per circa 30 minuti, sfornate e lasciate raffreddare prima di sformare la torta capovolgendola e rimuovere il foglio di carta forno.

Per la glassa mettete a sciogliere al microonde 75 g di cioccolato fondente e aggiungete 30 g di latte intero caldo. Mescolate dolcemente per amalgamare completamente i due ingredienti senza formare bolle d'aria e otterrete una glassa piuttosto fluida. Versatela al centro della superficie della torta e cominciate a spatolarla poco a poco verso i bordi. La fluidità della glassa vi permetterà di lavorare con facilità scivolando lungo le superfici.
Quando questa copertura comincia a solidificare, decorate la torta con del cacao amaro facendolo cadere da un passino a maglie fitte. 


A seguire vi lascio la foto di una fetta di questa torta ancora tiepida (che ho arricchito con
dei pistacchi tostati) in modo che possiate farvi un'idea della differenza di consistenza e scegliere la variante che più si addice ai vostri gusti.
Se scegliete questa opzione, una buona idea per la presentazione è quella di cuocere e servire questo dolce in cocottine o formine individuali visto che è molto difficile ottenere fette di torta dalla forma regolare.



giovedì 21 febbraio 2013

Red Velvet (Senza Glutine) con Frosting al Cioccolato Bianco e Formaggio Cremoso... e un'idea decoro

Solo pochi giorni fa ho postato la mia ricetta per gli innamorati, ma anche se San Valentino è già passato, grazie all'MTC di questo mese con la proposta di Stefania, oggi posso condividere con voi questa ricetta che è un classico per i romantici (e non).
Inoltre le rose regalatemi dal fidanzato erano ancora in buona salute e sono state provvidenziali per il mio scatto (che desideravo il più semplice possibile)

In questa variante senza glutine troverete la farina di riso al posto della classica 00, 
ma dico subito agli scettici che il gusto non ha assolutamente nulla da invidiare.
Come previsto dalle regole, per la base ho seguito passo passo la ricetta di Stefania operando un unico cambiamento sostituendo il buttermilk col medesimo peso di kefir.
Nei primi tentativi avevo sostituito il buttermilk col latte addizionato di limone come indicato dalla ricetta originale, ottenendo però un risultato inutilizzabile, così ho chiesto
di poter fare la sostituzione col kefir (consentito) e il risultato è stato davvero 
ottimo, una torta profumata e davvero sofficissima. 

Comunque preciso che altre sfidanti hanno ottenuto un buon risultato con la variante 
del latte e limone, quindi scegliete voi come preferite procedere.

Per la glassa ho scelto di mantenermi sul classico per onorare la tradizione con una copertura che è quanto di più semplice possa esistere, con la dolcezza del cioccolato bianco che mitiga senza coprire l'acidità del formaggio e richiede pochi minuti per la preparazione.
Dato che ho deciso di ridurre all'essenziale l'aspetto scenografico coprendo la torta solo con uno strato di glassa uniforme, senza usare la tasca da pasticciere o particolari decorazioni, ho pensato di completare il tutto con una semplice rosa di zucchero bianca screziata di rosso per richiamare il colore dell'interno che da il nome a questo dolce.

Se volete sbirciare la red velvet che ho preparato l'anno scorso clickate qui.





Per la base

In un recipiente mescolate 160 g di farina di riso sottilissima (io ho usato Farine Magiche Lo Conte), 60 g di fecola, 30 g di maizena, 1/2 cucchiaino da tè di sale, 8 g di cacao amaro.

In un'altra ciotola capiente montate per 2-3 minuti 110 g di burro morbido, quindi aggiungete 300 g di zucchero e montate per altri 3 minuti. Aggiungete, uno a uno, 3 uova medie e montate per 30 secondi dopo ogni aggiunta.

A parte mescolate 1 cucchiaio di colorante rosso con 240 ml di kefir e aggiungetelo gradualmente al composto di burro e uova alternandolo con le farine. Procedete poco per volta continuando a montare e alla fine aggiungete 1 cucchiaino da caffè di estratto di vaniglia (non vaniglina) e amalgamate anche quello.

Versate in una tazzina 1 cucchiaio di aceto bianco e versatevi dentro 1 cucchiaino da tè di bicarbonato. Questo a contatto con l'aceto schiumerà immediatamente. Mescolate brevemente e versate il tutto nell'impasto e amalgamatelo bene con una spatola.

Pensando a un romantico San Valentino in due, con queste dosi ho realizzato tre piccole torte (stampi da 16-17 cm) da cui ho ricavato tre strati, quindi volendo potreste anche scegliere di preparare direttamente un terzo di dose.
Se invece volete realizzare una grande torta a quattro strati procedete come nella ricetta originale dividendo tutto l'impasto in due tortiere da 20 cm. 
Qualunque opzione scegliate, foderate gli stampi con carta da forno e cuocete a 175°.
Nel caso delle torte piccole basteranno 30 minuti, nel caso delle due torte più grandi serviranno 40-45 minuti. In entrambi i casi fate la prova dello stuzzicadenti.

Fate raffreddare del tutto le torte prima di procedere al taglio degli strati e se volete essere sicuri nell'effettuare questa manovra fate come suggerisce Stefania e lasciate prima riposare la torta fredda, ben avvolta nella pellicola, in frigorifero.


Per il frosting

Le dosi che seguono mi sono bastate per farcire generosamente una piccola torta da 16-17 cm con tre strati, ma se intendete realizzare una torta più grande, raddoppiate le dosi.

In una ciotola lavorate per due minuti con le fruste elettriche 300 g di formaggio cremoso e 75 g di zucchero a velo non vanigliato (controllate che tipo di amido è contenuto nello zucchero).
Fate fondere al microonde 200 g di cioccolato bianco (250 g se volete che si senta in maniera più presente) impostando su una bassa temperatura e per brevi intervalli per evitare che bruci. Quando è morbido mescolate brevemente con un cucchiaio per eliminare eventuali grumi, quindi versate nel composto di formaggio e montate giusto il tempo necessario a uniformare il tutto. 

Dato che ci vuole davvero poco a preparare questa glassa, vi suggerisco di farla all'ultimo, quando avete già pronti gli strati di torta da farcire, in modo che sia più morbida da stendere perchè preparandola in anticipo comincerebbe ad indurirsi.


Per le rose

Per la preparazione delle rose vi rimando a questo post. Procedete come indicato e, una volta che le rose sono asciutte, passate lungo i bordi di ogni petalo con la punta di uno stuzzicadenti bagnata nel colorante rosso (preferibilmente quello in gel).



Visto che parliamo di una ricetta romantica eccovi anche il principe azzurro ;o)




Con questa ricetta partecipo all'MTC di febbraio 2013


giovedì 7 febbraio 2013

Torta Capovolta allo Yogurt e Mele Caramellate alla Cannella

Oggi ricetta in linea diretta con le previsioni del tempo.
Preparatevi perchè il meteo dice che stanno per arrivare dei giorni di freddo molto 
intenso. So che alcuni di voi mi diranno "perchè, finora era primavera?". Lo capisco, ma qui fino a tre giorni fa giravamo per casa con le finestre aperte, a mezzogiorno c'erano 18° e andavamo al bar a mangiare la granita al caffè con panna e brioche (quelle col tuppo).
I turisti nordeuropei girano per le stradine caratteristiche facendosi beffa del nostro
abbigliamento. Per loro, vestiti con bermuda e t-shirt di cotone, la pelle chiarissima arrossata dal sole, i nostri cappotti devono essere decisamente esagerati.
Ricordo che un giorno ad Amsterdam pioveva (non un diluvio, ma pioveva),  il termometro
fuori all'albergo segnava -5° (non credevo nemmeno esistessero) e una mamma in giacca jeans portava spensierata a spasso il suo bimbo nel passeggino sotto l'acqua.
A Parigi, città romantica per eccellenza, non ho mai potuto passeggiare mano nella mano col mio fidanzato dato che, non contento di aver scelto per il viaggio dei guanti modello Buffon e un piumino bianco imbottitissimo modello Michelin, ha tenuto le mani in tasca per tutto il tempo. Il giorno prima di tornare a casa poi, mi sono beccata la febbre a quaranta e sono rimasta delirante a letto in albergo col phon acceso sotto il piumone a rischio folgorazione (pure mistica visto che per poco non vedevo la Madonna).
L'inverno mi è sempre piaciuto, ma forse mi rendo conto che si tratta del mio inverno :o)

***


Oggi ho preparato per la prima volta dopo molto tempo questa torta che 

ho postato agli albori del blog, un vero comfort food invernale che vorrei riproporvi.
La ricetta della base allo yogurt l'ho trovata in rete ben prima di decidere di curare un blog, quindi mi spiace di non potervene indicare la fonte. Col tempo comunque l'ho leggermente modificata rendendola più mia e nella sua ultima variante l'ho trasformata in una torta di mele capovolta (una upside-down cake per dirla all'americana :o).
So che solitamente per questo tipo di torta si usa l'ananas, ma perchè porsi dei limiti?

La classica torta di mele è buonissima, niente da dire, ma questa è deliziosa!

Si tratta della combinazione di un semplice impasto allo yogurt e di mele caramellate in
una salsa di sciroppo d'acero e cannella che vengono poste sul fondo della tortiera.
La salsa alla base della tortiera, in cottura, si impregna del succo rilasciato dalle mele creando un caramello dal sapore unico che viene in parte assorbito dalla torta allo yogurt.

Per lo splendido piatto da portata devo ringraziare Chiara e Andrea due amici

che a dicembre, per il mio compleanno, mi hanno stupita con questo accessorio delizioso.




Foderate con carta da forno il fondo di una tortiera di alluminio leggero e imburrate e infarinate con cura i bordi.
Per prima cosa preparate l'impasto per la torta. Unite con le fruste 180 g di farina 00100 g di zucchero semolato80 g di zucchero a velo non vanigliato70 g di burro (ancora meglio 70 ml di olio di semi di arachidi), 2 uova intere125 g di yogurt bianco Müller1/2 bustina di lievito vanigliato, , 1 cucchiaino di cannella in polvere1 pizzico di sale.
Cominciate montando il burro molto morbido con gli zuccheri, continuate con uova, farina, lievito, cannella, sale e per ultimo lo yogurt.
Fate sciogliere in padella antiaderente a fuoco basso 80 g di zucchero2 cucchiai di sciroppo d'acero3 cucchiai di burro, un pizzico di cannella in polvere.
Mentre la salsa fonde, sbucciate e tagliate in quarti 3 mele golden. Procedete piuttosto velocemente perchè le mele si anneriscono rapidamente: aggiungere del succo di limone preserverebbe il colore, ma rovinerebbe l'aroma della torta.
Quando lo sciroppo sarà fluido e scuro, saltatevi rapidamente le mele (non devono cuocere, solo rivestirsi di salsa), disponete i quarti di mela a raggiera sul fondo della tortiera e posizionatene uno al centro, quindi versatevi sopra tutta la salsa rimasta in padella.
Versate l'impasto sullo strato di mele e infornate a 180° per circa 40 minuti. La cottura può variare in base all'umidità sprigionata dalle mele, ma in ogni caso è meglio controllare con uno stecchino lungo di legno che arrivi fino al fondo dello stampo. Deve uscirne asciutto. Può succedere che la superficie di dori velocemente prima del termine della cottura. Coprite con un foglio di alluminio e risolverete il problema.
Sfornate e lasciate intiepidire, quindi passate con cura lungo i bordi con un coltellino sottile. Appoggiate sopra lo stampo il piatto da portata capovolto e voltate la tortiera per sformare il dolce. Rimuovete la carta da forno.

NOTA: l'ideale sarebbe servire le fette di torta tiepida con sopra una pallina di gelato artigianale alla vaniglia che si scioglie a contatto col calore.




giovedì 6 dicembre 2012

Pavlova Invernale e relatività

Qualche tempo fa, guardando fuori dalla finestra di camera mia, mi sono accorta di
una sagoma umana, piccola piccola, lontanissima, che si muoveva fra il verde in cima alla
montagna su cui sorge il castello che domina il paese in cui vivo. Era una figura così piccola che non riuscivo nemmeno a capire se si trattasse di un uomo o una donna, ma
distinguevo piuttosto chiaramente i suoi movimenti e allora ho pensato: "ma tu guarda, lui/lei, immerso nel verde su una montagna, di certo crede che nessuno lo stia osservando e invece in una casetta che lui/lei da lassù vede piccola piccola fra le altre, da una finestrella, c'è una persona che lo/la sta guardando e sa della sua passeggiata".
Ecco, spesso mi fermo a riflettere su come tutto sia relativo. Cosa intendo?
Ognuno di noi si sente il protagonista del film della propria vita lungo la quale, giorno dopo giorno, si incontrano e si alternano co-protagonisti, comparse, e piccoli figuranti indistinti come la persona sulla montagna... eppure... questa persona vive da protagonista la sua vita e io, nella piccola casetta che vede da lontano, sono ciò che lui/lei è per me: una piccola figurante indistinta.
Allo stesso modo, vedendo scorrere le case al mio fianco, fuori dal finestrino, mentre
l'auto corre in autostrada, scorgo una donna che stende i panni, un bimbo che gioca solo sul balcone di casa e mi chiedo di loro, delle loro vite piene di sogni, sentimenti, gioie e dolori proprio come la mia che mi sembra l'unica al mondo fino a che questi attimi di consapevolezza mi colpiscono. A voi capita?

***

Contrariamente a quanto lascia intendere il nome "Pavlova", le sue origini non sono russe ma australiane. Il nome deriva dal fatto che questo dolce è stato creato in onore della ballerina russa Anna Pavlova in tour in Australia nel 1920.
Si tratta si una base di meringa farcita con panna montata e, solitamente, frutta.
Forse proprio per la presenza della frutta in cima, è considerato un dolce estivo, ma io in questo caso vi propongo una semplicissima versione invernale che si serve solo della ricetta base con meringa e panna e una piccola aggiunta di caramello.

Io trovo che abbia un aspetto molto elegante così candida ed essenziale, quindi credo
si presti bene alle occasioni di festa inoltre è un'ottima alternativa per chi è allergico al glutine (ricordate però di controllare che tipo di amido è contenuto nello zucchero a velo).




Per 8-10 persone
Per la meringa
Mettete in una scodella due albumi e pesateli. I miei pesavano 80 g.
In una seconda scodella pesate lo stesso peso di zucchero a velo non vanigliato e lo stesso peso di zucchero semolato (quindi nel mio caso 80 g dell'uno e 80 g dell'altro). Mescolate brevemente con un cucchiaio per miscelare i due tipi di zucchero.
Mettete la metà dello zucchero negli albumi e montate con le fruste elettriche fino a ottenere una meringa gonfia, lucida e ben ferma (se inclinate lo stampo non deve muoversi).
Mettete via le fruste e unite lo zucchero restante facendolo passare attraverso un setaccio e amalgamandolo alla meringa mescolando con un cucchiaio dal basso verso l'alto per non smontarla.

Rivestite una placca di alluminio con della carta da forno e cominciate a versare la meringa a cucchiaiate formando un cerchio.
Mano a mano, col dorso del cucchiaio, modellatela in modo tale che alla fine abbia i bordi alti e il centro leggermente scavato per accogliere la panna.




Accendete il forno alla temperatura minima (io ho un forno a gas col regolatore di temperatura con numeri crescenti da 1 in su e lo imposto su 1) e infornate la meringa lasciando che la teglia sporga leggermente fuori dalla griglia del forno e lasciando lo sportello aperto di un palmo.

In questo modo non rischierete di far ingiallire la meringa (o di ottenere una frittella :o) che in realtà non deve cuocere in senso stretto, ma deve "asciugarsi" perdendo tutta l'umidità presente negli albumi e dando un risultato finale friabile.
Io ho lasciato la meringa in forno per 3 ore, ma non c'è bisogno di controllarla, quindi potete dedicarvi tranquillamente ad altro.
Una volta pronta, staccatela delicatamente dalla carta forno e lasciatela raffreddare su una graticella.

Montate 400 ml di panna zuccherandola a piacere e tenendo conto del fatto che la meringa è piuttosto dolce.
Riempite il foro centrale della base con la panna e livellatela, poi con una tasca da pasticciere (io ho usato una bocchetta francese) formate dei ciuffi lungo tutta la circonferenza.

Versate sulla superficie al centro della pavlova un sottile strato di topping al caramello. Cercate di versarlo poco a poco su tutta la superficie e si distribuirà in maniera omogenea da solo. Alla fine otterrete uno "specchio" di caramello al centro della torta. Guardate nella foto in basso come si riflettono i ciuffi di panna.




Come potete vedere dalla foto in alto, il caramello si insinua fra i ciuffi di panna. Questo non è un problema in realtà, perchè dopo un po' si formano dei rivoli di caramello lungo tutta la circonferenza della meringa che io trovo anche gradevoli a vedersi, ma questo rende necessario servirla in un vassoio o un'alzatina con un po' di bordo, non su un'alzatina piana come la mia.
Se volete rimediare, al momento di formare i ciuffi, fateli più fitti in modo che non ci sia spazio in cui il caramello possa filtrare.
Se volete potete anche aggiungere qualche goccia ci caramello in cima a ogni ciuffo ottenendo un effetto come quello che vedete sulla panna nella prima foto.
Vi posto anche una foto della fetta tagliata, così potete farvi un'idea più chiara di questo dolce che non sarà leggero in termini di calorie, ma di certo lo è per le consistenze.



mercoledì 28 novembre 2012

Japanese Cotton Cheesecake

L'altro pomeriggio io e gli amici (maschi) del tè siamo usciti per andare a gustare 
dei tè dall'aroma particolare in una deliziosa cioccolateria. Prima però abbiamo fatto
un salto al porto e ora, ripensandoci, mi rendo conto di quanto la felicità (che io associo
di frequente alla serenità) si trovi nelle piccole cose. Un giro in macchina con gli amici che
conosci da una vita, una battuta che fa scoppiare tutti a ridere, una breve passeggiata al
tramonto lungo le banchine del porto con la luce rossastra che si riflette in mille scintille 
sull'acqua che, battendo contro gli scafi delle barche, produce un suono che ti concilia col mondo, una risata spensierata quando ciascuno legge ad alta voce la poetica, 
onirica descrizione degli aromi dietro la bustina del proprio tè.
A volte, anche se solo per qualche momento, la vita è deliziosamente semplice.

***

Non conoscevo questo dolce fino a diversi mesi fa, ma appena l'ho visto me ne sono 
innamorata. Non so nemmeno io perchè ho aspettato così tanto a provare a prepararlo.
L'altro giorno mi sono imbattuta in una sua interessante versione italiana che ho anche
condiviso su Google+. Ma io dovevo prima provare quella classica.
Come spesso succede, ieri mattina all'improvviso è scattato qualcosa che mi ha fatto decidere che era il momento e che non potevo aspettare oltre, quindi via alle ricerche.
Dopo le mie ricerche in rete ogni ricetta aveva qualcosa che non mi convinceva del tutto 
e in particolar modo l'eccessiva dose di uova mi lasciava perplessa. Una delle cose che 
più detesto in cucina sono i dolci che sanno e odorano d'uovo.

La ricetta che vi propongo oggi è la mia versione e credo sia piuttosto equilibrata in termini di acidità e dolcezza, inoltre è davvero semplicissima da preparare e si perde decisamente più tempo per le manovre di preparazione dello stampo e per la cottura in forno a bagnomaria che per la preparazione dell'impasto che ha il suo segreto nella presenza degli albumi montati a neve con lo zucchero in una soffice meringa.
Il risultato è una torta non troppo dolce, soffice e spumosa (da cui il nome "cotton 
cake"), leggera, ma comunque cremosa, una sorta di cheesecake-soufflé .
L'aspetto poi è gradevolmente essenziale, con la superficie color bruno-dorato che 
traccia una circonferenza definita sul bordo chiaro e tempestato di piccolissime bollicine.





Per uno stampo a cerniera da 18 cm
In una ciotola montate a neve due albumi (tenete da parte i tuori) con 90 g di zucchero fino a ottenere una meringa lucida, gonfia e ben ferma.
In una seconda ciotola montate con le fruste 150 g di Philadelphia, 50 ml di latte, i 2 tuorli, 50 g di farina 00, 25 g di burro fuso, 1/2 cucchiaino di lievito per dolci e un pizzico di sale.
Una volta ottenuto un composto omogeneo, unitelo agli albumi montati mescolando delicatamente, ma con decisione, dal basso verso l'alto in modo da non smontare gli albumi perdendo l'aria incorporata che è fondamentale affinché la torta cresca in cottura e risulti soffice e spumosa.
Aggiungete un po' di succo di limone e mescolate brevemente, sempre dal basso verso l'alto, per distribuirlo nell'impasto. Non vi do una dose precisa perchè è meglio che ognuno regoli il grado di acidità secondo i propri gusti, quindi assaggiate. 
A me piace che la nota acida sia piuttosto presente, ma che la torta non sappia di limone e ho usato il succo di mezzo limone piccolo (circa un cucchiaio).

Per ottenere una torta dai bordi netti, procedete in questo modo: foderate il fondo dello stampo a cerniera con la carta da forno; ungete i bordi interni dello stampo con del burro morbido; ritagliate una striscia di carta forno lunga quanto la circonferenza dello stampo e alta poco più dei bordi e usatela per foderare l'interno dei bordi (la carta aderirà grazie al burro morbido che avrete spalmato in precedenza); ungete con del burro fuso e infarinate sia il fondo che i bordi dello stampo così foderato.
In questo modo, finita la cottura, la torta si sformerà senza problemi e avrà dei bordi netti e lisci.

Prima di versare l'impasto nello stampo, foderatelo esternamente con della carta alluminio. Questa manovra è necessaria perchè la torta andrà cotta a bagnomaria, quindi è una precauzione affinché l'acqua non penetri nello stampo in cottura. Versate l'impasto.
Riempite una teglia da forno con acqua calda e immergetevi al centro lo stampo. Il livello dell'acqua deve arrivare a metà altezza dello stampo.
Infornate a 180° per 1 ora e 1/4. Trascorso questo tempo, la torta risulterà gonfia e scura. 

Togliete lo stampo dal bagnomaria e lasciate raffreddare il dolce in forno. Con un raffreddamento lento e graduale la torta manterrà meglio il volume acquistato in cottura. Non fatevi prendere dalla fretta e servitela solo quando è completamente fredda.








Vi lascio una foto scattata durante la nostra passeggiata.



sabato 17 novembre 2012

Pecan Pie allo Sciroppo d'Acero e le ingiustizie telefoniche

Se Dante riscrivesse oggi la Divina Commedia di certo in uno dei gironi la
pena eterna sarebbe avere rapporti con le compagnie telefoniche.
Già mi da fastidio ricevere telefonate a tutte le ore del giorno da quei poveri 
centralinisti che spesso si beccano sonori cazziatoni quando cercano solo di fare
il proprio lavoro e magari vorrebbero essere altrove, ma si sa che di questi tempi non
bisogna essere choosy (lo ha detto una maestrina autorevole... o autoritaria?).
Essere poi vittime di vere e proprie estorsioni mi fa veramente andare in bestia.
E sottolineo che estorsione è proprio la parola adatta, perchè essere costretti a pagare
per un servizio che non ha mai funzionato nemmeno per 3 secondi fra le mura di casa
solo perchè loro sono loro e noi non siamo un ca**o, per dirla alla Marchese del Grillo, 
e perchè spesso non si sa a chi rivolgersi, è veramente un'ingiustizia.
Beh, ieri questa ingiustizia nel nostro caso ha avuto fine.
E sapete per merito di chi? Chi fra voi segue il blog dagli albori e ha partecipato
al contest "Come Quelli Comprati" avrà sentito nominare l'Avvocato (con la A maiuscola
perchè su questo blog questo è il suo nome). Beh, lui è stato il nostro eroe impavido.
Chissà com'è che nel giro di non più di un mese e mezzo questa compagnia ha deciso
che in effetti non era più il caso che pagassimo per un servizio MAI avuto.
Sono certa che anche fra di voi qualcuno avrà subito queste prepotenze. Se è così
vi invito a visitare il portale che l'Avvocato ha creato appositamente per quest casi.
Lo trovate clickando QUI. Se vi fa piacere e volete sostenere i giusti in questo mondo
sempre più simile a una giungla per chi non sa come difendersi, dategli un'occhiata.

***

Preciso subito che questa pecan pie è una mia versione e non la ricetta originale.
Devo dire che un interno più umido non mi sarebbe dispiaciuto, quindi anche se ho 
ottenuto un buon risultato, la prossima volta ridurrò la quantità di farina

Non trovavo più queste noci da moltissimo tempo, quindi appena le ho viste, qualche
giorno fa, ho subito preso una busta. Non sapevo bene cosa farne in quel momento, ma 
sapevo che dovevo averle in casa! Riflettendoci su mi sono subito venute in mente 
le pecan bars e da lì ho deciso di preparare questa tortina profumata.
Questo dolce è ritenuto una specialità tipica degli Stati Uniti del sud e solitamente 
viene preparato per  il Ringraziamento e per Natale o comunque nei giorni di festa e 
viene accompagnato da panna montata.
Tradizione vuole che la pecan pie sia stata inventata dai francesi che, 
stabilitisi a New Orleans, conobbero queste noci tramite i nativi americani.
Gli ingredienti che la rendono particolare e le donano l'aroma e l'irresistibile colore ambrato scuro, sono lo sciroppo di mais e la melassa. Io nella versione che troverete qui
ho usato in parte melassa (per l'esattezza Golden Syrup, che è una melassa chiara, simile al miele, mentre la ricetta originale prevederebbe la melassa scura, leggermente più amara) e in parte sciroppo d'acero, ma potete anche sostituire la dose di melassa con la stessa quantità di sciroppo d'acero se non riuscite a trovarla.

Per chi non le avesse mai provate, queste noci hanno il guscio liscio e piuttosto
sottile, meno coriaceo rispetto alle noci più diffuse, e il frutto all'interno sembra anch'esso 
una versione più levigata del classico che siamo abituati a vedere sulle tavole natalizie
e hanno un gusto decisamente meno amarognolo rispetto a queste ultime.
Se volete saperne di più sulle proprietà nutritive potete clickare QUI.

Volevo ringraziare Simo di Simo's Cooking per aver menzionato questo 
blog fra quelli che ha inserito nella lista dei 100% affidabile.

Dimenticavo, la bellissima alzatina me l'ha regalata il mio bravissimo 
fidanzato per il primo compleanno del blog.




Per uno stampo da 20 cm
Per la base - ammorbidite nel microonde 50 g di burro e aggiungete 1 uovo piccolo, 40 g di zucchero,  150 g di farina 00, 1 cucchiaino di lievito per dolci, un pizzico di sale. Lavorate brevemente con un cucchiaio e quando avrete un impasto troppo denso da poter essere ancora lavorato in questo modo, trasferite il tutto sul piano da lavoro e impastate con le mani fino a ottenere una panetto liscio e omogeneo.

Per il ripieno - Con una frusta, a mano, amalgamate un uovo XL, 50 g di zucchero bruno (io non avevo più muscovado, che avrei preferito), 30 g di melassa, 50 g di sciroppo d'acero, 75 g di farina 00, 25 g d'olio di semi, 1/2 cucchiaino di cannella, un pizzico di sale.
Aggiungete 125 g di gherigli di noci pecan e mescolate con un cucchiaio.

Stendete piuttosto sottilmente la pasta preparata per la base e foderatevi l'interno dello stampo. Tagliate l'eccedenza di pasta dai bordi usando una rotella dentellata e bucherellate con una forchetta lo strato di pasta sul fondo per evitare che di formino bolle d'aria in cottura.




Versate il ripieno sulla sfoglia cercando di distribuire le noci in modo omogeneo e infornate a 180° per circa 25 minuti. Se trascorso questo tempo la pecan pie sarà cotta, ma la superficie ancora troppo pallida, spegnete il forno e accendete il grill, ma non perdete d'occhio la torta perchè nel giro di poco diventerà scura.






Con questa ricetta partecipo al contest


martedì 30 ottobre 2012

Crostata Morbida di Ricotta (Arancia e Cioccolato) con la Frolla che non si sbriciola

Dando un'occhiata alle ultime ricette che vi ho proposto, mi sono resa conto
che si tratta sempre di piatti semplici, classici, caldi, che riempiono la casa di profumi...
si vede proprio che mi ero strarotta dell'estate, eh? :o)

Questo è uno di quei dolci tradizionali, genuini, che sanno di casa e che danno 
enorme soddisfazione mettendo insieme pochi, semplici ingredienti in pochi gesti.
Io adoro la doratura ambrata della superficie in contrasto con l'interno candido.
Il ripieno è quanto di più semplice possa esistere, ricotta, zucchero e uova, ma proprio
per questo la qualità della ricotta farà un'enorme differenza. Cercatene una 
piuttosto sapida, che non sappia solo di latte o finirà per perdersi fra 
i sapori e i profumi degli altri ingredienti.
Per quanto riguarda la base, si tratta della ricetta passata tanti anni fa a mia madre
da un'amica austriaca e anche se i più ortodossi storceranno il naso sentendola definire 
frolla,  vi assicuro che la resa è ottima e non resterete delusi.
La uso da anni e si prepara nel giro di niente, si può stendere immediatamente, senza 
riposo in frigorifero, non si sbriciola quando la stendete e non correrete mai il rischio di ottenere una di quelle crostate che potrebbero essere usate come corpo contundente.
Il risultato del lievito presente nell'impasto è una consistenza finale che si scioglie in 
bocca e diventa un tutt'uno col ripieno umido evitando quella spiacevole sensazione
di mangiare qualcosa in cui due componenti restano estranee.
Se preferite una frolla più croccante eliminatelo pure.
Con questa dose vi avanzerà anche un po' di pasta.




Versate in una scodella 300 g di farina 00, 80 g di zucchero, 2 cucchiaini di lievito per dolci e un pizzico di sale.
Fate ammorbidire al microonde 100 g di burro fino a farlo quasi fondere, quindi versatelo nella scodella con gli ingredienti secchi e aggiungete anche un uovo intero e un tuorlo.
Mescolate brevemente con una forchetta per far aggregare gli ingredienti e trasferite il tutto sul piano da lavoro infarinato per lavorare l'impasto con le mani.
Formate un panetto e mettetelo da parte.

Lavorate con le fruste 550 g di ricotta fresca di pecora (molto più saporita), 200 g di zucchero, 2 uova e la scorza grattugiata di una grossa arancia profumata fino ad ottenere un composto in cui non ci siano più fiocchi di ricotta. Unite anche delle gocce di cioccolato fondente (quantità a piacere) e mescolate con un cucchiaio per distribuirle omogeneamente.

Per foderare la base della teglia di alluminio vi suggerisco un metodo che non vi costringerà a praticare dei rattoppi di frolla (o comunque pochissimi).
Stendete un foglio di carta da forno sul piano da lavoro e infarinatelo. Posizionatevi sopra la frolla e stendetela col matterello. 
Io non l'ho stesa troppo sottilmente (come invece faccio quando preparo le classiche crostate alla marmellata) perchè in questo caso doveva reggere un ripieno corposo e ricco di umidità, ma seguite pure i vostri gusti tenendo presente che il lievito farà crescere la frolla in cottura.
Provate a poggiarvi sopra la teglia capovolta per verificare che la sfoglia sia sufficientemente stesa da rivestirla per intero.
Se la misura va bene, infarinate leggermente la superficie della pasta stesa (non dovrete infarinare lo stampo), poggiate nuovamente la teglia capovolta sulla sfoglia, infilate delicatamente le mani sotto la carta e con un gesto garbato, ma deciso, voltate il tutto sottosopra.
In questo modo vi basterà togliere delicatamente la carta e sistemare la pasta per foderare la teglia. Rifilate i bordi per renderli regolari.

Versate l'impasto di ricotta e infornate in forno preriscaldato a 180°.
Per la cottura ci vorranno fra i 30 e i 40 minuti. Il tempo può variare a seconda del forno, ma in ogni caso la crostata è pronta quando il ripieno non risulta più "tremolante" anche se la teglia viene scossa leggermente.
Se la crostata è pronta, ma non siete ancora soddisfatti della doratura, accendete il grill e non prolungate la cottura o perderete l'umidità che rende questo dolce speciale.

NB Spesso la ricotta può variare molto di umidità. Dato che il risultato finale deve essere piuttosto umido, valutate voi se è il caso di considerare una piccolissima aggiunta di latte intero al ripieno per renderlo un po' più fluido.

giovedì 14 giugno 2012

Torta di Riso al Pistacchio

Io adoro la torta di riso e la preparo da diversi anni in una classica versione
con pinoli, gocce di cioccolato fondente e profumata con buccia d'arancia.
Questa mattina, colta da voglia improvvisa, mi sono messa al lavoro, ma col desiderio
di lanciarmi in qualche esperimento. Dato che secondo me questa torta dà il suo meglio 
nella versione "in bianco" (per un attimo ho pensato di realizzarne una versione tutta al cioccolato) e che non è certo un buon periodo per andare alla ricerca di 
arance profumate, l'unica modifica che mi sono sentita di apportare è stata 
l'aggiunta della farina di pistacchi e della vaniglia.
Non ho aggiunto gocce di cioccolato esclusivamente per poter valutare appieno 
il modo in cui il gusto del pistacchio si combina a quello del riso, ma se vi piace l'idea 
potete tranquillamente aggiungerle come ultimo ingrediente dopo le uova per arricchire
la torta che in definitiva non contiene né farina, né burro o altri grassi.
A proposito di merende sane vi ricordo che fate ancora in tempo a proporre
qualche ricetta per il contest "Snack Time" dell'originalissima Sabrina.

La ricetta è semplicissima sia nella preparazione che nella combinazione degli 
ingredienti, quindi consiglio di scegliere materie prime di qualità.




Versate in un tegame dal fondo spesso e dai bordi alti 300 ml di latte intero fresco, 500 ml d'acqua, 250 g di riso per risotti, 150 g di zucchero, 60 g di farina di pistacchi, i semi di un baccello di vaniglia (o un cucchiaino di estratto di vaniglia), un pizzico di sale
Mettere a cuocere il tutto su fuoco medio mescolando con un cucchiaio di legno e non perdete d'occhio il tegame perchè quando il riso arriva a bollore tende a schiumare e raggiungere rapidamente i bordi. Abbassate il fuoco al minimo e lasciate sobollire. 
Quando il liquido è notevolmente diminuito mescolate in maniera costante e spegnete il fuoco solo una volta ottenuto un riso cremoso, ma asciutto.
Spostate il tegame dal fuoco, coprite con un coperchio a misura e lasciate riposare il riso che continuerà la sua cottura diventando ancora più morbido e gonfiandosi ulteriormente.
Una volta che il riso è completamente freddo, aggiungete 3 uova intere, mescolate per uniformare il tutto e versate l'impasto in uno stampo a cerniera foderato di carta da forno leggermente unta (se di burro o di olio sceglietelo voi).  
Infornate a 180° fino a che la superficie della torta non risulta dorata (30-40 minuti).






Con questa ricetta partecipo al contest
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