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mercoledì 27 febbraio 2013

Il Mou (prima parte)

So che quello che dirò farà inorridire molti di voi, ma... a me il panino del Mc piace proprio!
Ecco, l'ho detto, ma prima che vi scateniate posso almeno dire a mia discolpa che in un anno ci andrò sì e no quattro volte perchè dopo l'ultimo boccone mi sento talmente in colpa che ho bisogno di tre mesi di intervallo fra un panino e l'altro per riprendermi.
Inoltre il lungo periodo di astinenza fra un pasto e l'altro presso questa famosa catena fa
sì che il primo morso di panino mi mandi dritta dritta in paradiso con manifestazioni mistico-estatiche  che comprendono mugugni prolungati capaci di toccare frequenze udibili solo dai cani, roteamento dei bulbi oculari con spasmi delle palpebre e stato di semincoscienza che rende pressoché impossibile la comunicazione con gli altri commensali.
Ora potete essere coraggiosi e fare coming out anche voi. Io non vi giudicherò.

***

Avete mai assaggiato il sundae del Mc Donald?  E' quel gelato bianco alla panna coperto 
da una salsa al caramello densa, appiccicosa dal colore ipnotico che fila e si avvolge attorno a cucchiaio. Ecco, potete farvelo a casa con del buon gelato artigianale (o se avete
la gelatiera e potete prepararlo voi stessi ancora meglio) e un mou pronto in dieci minuti.

Chiaramente l'uso di questa salsa, con piccole modifiche nelle proporzioni degli ingredienti al fine di renderla più o meno densa, può prestarsi a molti usi, non solo ad accompagnare il gelato e c'è solo da sbizzarrirsi con la fantasia per trovare nuovi modi di utilizzarlo.
Nei prossimi giorni vi mostrerò cosa ne ho fatto io.




Versate in un tegame pesante, dal fondo spesso, 150 g di zucchero semolato e mettetelo su fuoco medio-basso. Se il tegame risponderà a queste caratteristiche non avrete bisogno di aggiungere acqua e pian piano lo zucchero comincerà a fondere ai bordi acquistando piuttosto velocemente un colore ambrato scuro senza bruciare.
Resistete alla tentazione di mescolare con un cucchiaio (rischiereste di formare dei cristalli di zucchero) e limitatevi a far roteare il caramello che inizia a formarsi all'interno del tegame muovendolo in senso circolare. Nel giro di poco tutto lo zucchero sarà sciolto.
Allontanate subito la pentola dal fuoco per non rischiare di bruciare il caramello (è incredibile quanto sia amaro lo zucchero bruciato), mescolate brevemente con un cucchiaio di legno (ora potete) e versate, un cucchiaio per volta, 75 g di panna da cucina calda. Mescolate velocemente e vigorosamente dopo ogni aggiunta per uniformare caramello e panna e fate attenzione agli schizzi per non rischiare di procurarvi una brutta bruciatura. 
Aggiungete per ultimi 10 g di burro morbido e 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia e mescolate per amalgamare anche questi.

Tenete presente che questa è la ricetta base per un mou che una volta raffreddato completamente a temperatura ambiente, diventa piuttosto denso, quindi se volete una salsa un po' più fluida potete aumentare la panna. Se invece vi piace l'idea di un caramello ancora tiepido sul gelato freddo queste dosi vanno bene.

In ogni caso vi suggerisco di partire dalla dose iniziale e sperimentare un po' visto che volendo potete sempre far fondere nuovamente il mou al microonde e aggiungere altra panna fino a raggiungere la consistenza che si presta meglio all'uso che intendete farne (e ricordate sempre che la consistenza va valutata quando il mou arriva a temperatura ambiente).

martedì 12 febbraio 2013

Oeufs en Cocotte

Pensate mai alle uova? Detta così sembro disturbata, lo so, ma dico sul serio.
Si tratta di un ingrediente straordinario senza il quale non esisterebbero tante preparazioni a cui siamo abituati. Niente frittate, soufflé, bignè, tiramisù, crema pasticcera, pasta all'uovo, quiche, pasta frolla, babà, pasta alla carbonara... un mondo tristissimo :o)
Tempo fa in TV passava una pubblicità (non ricordo di quale prodotto) in cui si vedeva 
uno chef intento a coordinare lo staff di una cucina in cui passavano piatti faraonici uno dietro l'atro diretti verso la sala. Alla fine del servizio si vede lo chef, rimasto solo, con una
padellino in mano. Si siede finalmente per cenare anche lui e lascia scivolare nel piatto un semplice uovo fritto che mangia con aria estasiata. Ecco per me, e sono convinta anche per molte di voi, l'uovo fritto (col tuorlo ancora morbido in cui intingere il pane, è ovvio)
è un piatto in grado di far impallidire molte preparazioni elaborate e pretenziose.
E voi? Qual è il piatto semplice che vi da più soddisfazione?

Questa ricetta è di quelle che nella loro semplicità stupiscono al primo boccone.
Si tratta di un uovo cotto in forno a bagnomaria in una cocotte con qualche cucchiaio di
panna, un velo (davvero un velo) di burro, sale e pepe.




Imburrate la cocotte e versate sul fondo un cucchiaio di panna. Salate e pepate leggermente, quindi rompete un uovo grande e versatelo sulla panna. Aggiungete un secondo cucchiaio di panna, aggiungete un pizzico di sale e pepe e una scaglia sottile di burro in cima.
Coprite la cocotte con carta alluminio e mettetela in una teglia con sufficiente acqua calda da arrivare a metà altezza della cocotte.
Infornate a 180° posizionando la griglia in basso e lasciate cuocere per circa 15 minuti. I tempi possono variare molto da forno a forno, quindi se volete preparare una teglia con più uova vi suggerisco di fare prima una prova per "tarare" il vostro forno.
Alla fine dovrete ottenere un uovo con l'albume cotto e il tuorlo ancora morbido.

Col primo uovo che ho preparato, ho prolungato eccessivamente la cottura tratta in inganno dal burro fuso in cima che mi sembrava albume ancora crudo (come potete vedere anche dalla prima foto). Non commettete lo stesso errore o perderete la morbidezza del tuorlo.

Vi suggerisco di accompagnare l'uovo con delle fettine di pane tostato. Io ho scelto una grossa ciabatta perchè mi piacevano queste fettine sottili e allungate. 




Qualche giorno fa durante uno dei miei giri alla ricerca di ingredienti sono entrata in un delizioso negozio dall'atmosfera incantevole, pieno di cose bellissime . Lì ho comprato quel simpatico aggeggio porta uova e ho pensato "so che è perfettamente inutile, ma rende la vita un po' più bella" ;o)

giovedì 7 febbraio 2013

Torta Capovolta allo Yogurt e Mele Caramellate alla Cannella

Oggi ricetta in linea diretta con le previsioni del tempo.
Preparatevi perchè il meteo dice che stanno per arrivare dei giorni di freddo molto 
intenso. So che alcuni di voi mi diranno "perchè, finora era primavera?". Lo capisco, ma qui fino a tre giorni fa giravamo per casa con le finestre aperte, a mezzogiorno c'erano 18° e andavamo al bar a mangiare la granita al caffè con panna e brioche (quelle col tuppo).
I turisti nordeuropei girano per le stradine caratteristiche facendosi beffa del nostro
abbigliamento. Per loro, vestiti con bermuda e t-shirt di cotone, la pelle chiarissima arrossata dal sole, i nostri cappotti devono essere decisamente esagerati.
Ricordo che un giorno ad Amsterdam pioveva (non un diluvio, ma pioveva),  il termometro
fuori all'albergo segnava -5° (non credevo nemmeno esistessero) e una mamma in giacca jeans portava spensierata a spasso il suo bimbo nel passeggino sotto l'acqua.
A Parigi, città romantica per eccellenza, non ho mai potuto passeggiare mano nella mano col mio fidanzato dato che, non contento di aver scelto per il viaggio dei guanti modello Buffon e un piumino bianco imbottitissimo modello Michelin, ha tenuto le mani in tasca per tutto il tempo. Il giorno prima di tornare a casa poi, mi sono beccata la febbre a quaranta e sono rimasta delirante a letto in albergo col phon acceso sotto il piumone a rischio folgorazione (pure mistica visto che per poco non vedevo la Madonna).
L'inverno mi è sempre piaciuto, ma forse mi rendo conto che si tratta del mio inverno :o)

***


Oggi ho preparato per la prima volta dopo molto tempo questa torta che 

ho postato agli albori del blog, un vero comfort food invernale che vorrei riproporvi.
La ricetta della base allo yogurt l'ho trovata in rete ben prima di decidere di curare un blog, quindi mi spiace di non potervene indicare la fonte. Col tempo comunque l'ho leggermente modificata rendendola più mia e nella sua ultima variante l'ho trasformata in una torta di mele capovolta (una upside-down cake per dirla all'americana :o).
So che solitamente per questo tipo di torta si usa l'ananas, ma perchè porsi dei limiti?

La classica torta di mele è buonissima, niente da dire, ma questa è deliziosa!

Si tratta della combinazione di un semplice impasto allo yogurt e di mele caramellate in
una salsa di sciroppo d'acero e cannella che vengono poste sul fondo della tortiera.
La salsa alla base della tortiera, in cottura, si impregna del succo rilasciato dalle mele creando un caramello dal sapore unico che viene in parte assorbito dalla torta allo yogurt.

Per lo splendido piatto da portata devo ringraziare Chiara e Andrea due amici

che a dicembre, per il mio compleanno, mi hanno stupita con questo accessorio delizioso.




Foderate con carta da forno il fondo di una tortiera di alluminio leggero e imburrate e infarinate con cura i bordi.
Per prima cosa preparate l'impasto per la torta. Unite con le fruste 180 g di farina 00100 g di zucchero semolato80 g di zucchero a velo non vanigliato70 g di burro (ancora meglio 70 ml di olio di semi di arachidi), 2 uova intere125 g di yogurt bianco Müller1/2 bustina di lievito vanigliato, , 1 cucchiaino di cannella in polvere1 pizzico di sale.
Cominciate montando il burro molto morbido con gli zuccheri, continuate con uova, farina, lievito, cannella, sale e per ultimo lo yogurt.
Fate sciogliere in padella antiaderente a fuoco basso 80 g di zucchero2 cucchiai di sciroppo d'acero3 cucchiai di burro, un pizzico di cannella in polvere.
Mentre la salsa fonde, sbucciate e tagliate in quarti 3 mele golden. Procedete piuttosto velocemente perchè le mele si anneriscono rapidamente: aggiungere del succo di limone preserverebbe il colore, ma rovinerebbe l'aroma della torta.
Quando lo sciroppo sarà fluido e scuro, saltatevi rapidamente le mele (non devono cuocere, solo rivestirsi di salsa), disponete i quarti di mela a raggiera sul fondo della tortiera e posizionatene uno al centro, quindi versatevi sopra tutta la salsa rimasta in padella.
Versate l'impasto sullo strato di mele e infornate a 180° per circa 40 minuti. La cottura può variare in base all'umidità sprigionata dalle mele, ma in ogni caso è meglio controllare con uno stecchino lungo di legno che arrivi fino al fondo dello stampo. Deve uscirne asciutto. Può succedere che la superficie di dori velocemente prima del termine della cottura. Coprite con un foglio di alluminio e risolverete il problema.
Sfornate e lasciate intiepidire, quindi passate con cura lungo i bordi con un coltellino sottile. Appoggiate sopra lo stampo il piatto da portata capovolto e voltate la tortiera per sformare il dolce. Rimuovete la carta da forno.

NOTA: l'ideale sarebbe servire le fette di torta tiepida con sopra una pallina di gelato artigianale alla vaniglia che si scioglie a contatto col calore.




domenica 4 novembre 2012

Whoopie Pies? Cookie Pies? Whoopie Brownie Cookies!

Sarà un'americanata, ma ci sono volte in cui non sei tu a voler cucinare qualcosa, 
è il cibo che reclama di essere cucinato. E' successo così con questi irresistibili biscotti che ho visto l'altra mattina su "Scorza d'Arancia", il blog di Claudia. Il link lo trovate QUI.
Li ho visti, ho letto la ricetta e ho dovuto prepararli!
Ho sfornato dei biscotti che ricordano i brownies per quanto sono ricchi e dopo 
il primo assaggio - mmmhhh - tutto poteva finire lì, ma è successo che anche la crema 
di formaggio esigeva di essere montata insieme allo zucchero a velo per trasformarsi in una farcia perfetta per unire a due a due queste delizie cioccolatose.
Il risultato è una sorta di whoopie pie fatta di cookies che sembrano brownies
che sembrano whoopie pies... un casino, ma chi siamo noi per porre limiti?

Il giorno dopo sono ancora più buoni ;o)




per una ventina di cookies

Preriscaldate il forno a 160°.
Versate in una ciotola 170 g di farina, 50 g di cacao amaro, 1/2 cucchiaino di lievito in polvere e un pizzico abbondante di sale, quindi miscelateli e metteteli da parte. 
Non siate timorosi col sale, perchè un po' si deve sentire quel sapore pungente.
Con le fruste elettriche montate 120 g di burro con 250 g di zucchero fino a renderlo bianco e spumoso, quindi unite 2 uova medie, una alla volta, mescolando bene dopo ogni aggiunta.
Aggiungete un cucchiaino di estratto di vaniglia e 120 g di cioccolato fondente fuso tiepido. 
Aggiungete a questo composto di burro e cioccolato gli ingredienti secchi mescolando con un cucchiaio di legno e aggiungete 120 g di gocce di cioccolato fondente

Foderate una placca da forno in alluminio con della carta da forno.
Dato che l'impasto è il classico dei cookies, cioè morbido e non modellabile con le mani, ho usato un porzionatore per gelato - di quello che si usa per fare le palline di gelato per intenderci - per ottenere biscotti tutti della stessa grandezza e dalla forma piuttosto regolare.
Prelevate l'impasto col porzionatore e con un coltello spatolatene l'eccesso, quindi distribuite le "cucchiaiate" (in realtà vere e proprie "cupolette") di composto ben distanziate fra di loro perchè in cottura si scioglieranno e la loro superficie aumenterà.
Lasciate cuocere per una decina di minuti per ottenere dei cookies ancora morbidi all'interno e, facendo attenzione a non romperli, disponeteli su una graticella per farli raffreddare del tutto prima di farcirli.

Per la crema niente di più semplice e veloce: montate per 2 minuti con le fruste elettriche 220 g di Philadelphia classico e 110 g di zucchero a velo non vanigliato.
Trasferite la crema in una tasca da pasticciere con bocchetta a stella e farcite i whoopie brownie cookies.
Con questa dose di crema io ne ho farciti 8.

giovedì 25 ottobre 2012

Stufato al Nero d'Avola. Come è iniziato tutto?

Oggi sono un'amante della cucina, in viaggio non ho appetito e tempo a sufficienza 
per riuscire ad assaggiare tutti i nuovi sapori che vorrei e da circa un anno curo un blog 
di cucina, ma quando ero bambina le cose erano molto, molto diverse.
Nonostante in casa mia sapessero cucinare molto bene sia mia madre che mio padre,
non mangiavo niente. E con niente non intendo le verdure o i sapori più marcati, ma
proprio niente! Nemmeno mi avvicinavo alla tavola, non me ne poteva fregare di meno e 
anzi mangiare era una grandissima seccatura. Gli unici due piatti che mi degnavo di considerare erano gli spaghetti al burro e l'uovo al tegamino, ma anche lì... 
Quando gli spaghetti non mi andavano più, li ammucchiavo tutti da una parte del piatto
perchè così almeno sembrava ne avessi mangiato la metà e per quanto riguarda l'uovo 
ho attraversato dei periodi (come i pittori): solo il bianco, solo il rosso.
Lasciamo perdere poi il breve periodo in cui mi "piaceva" il polpo, ma solo le ventose!!!
Potete immaginare la disperazione di mia madre che a tradimento, nel sonno, mi ficcava 
in bocca un biberon potenziato (dal foro allargato in casa) in cui infilava ogni genere alimentare frullato assieme al latte. Immagino la delizia.
Aaah, ma una volta la beccai a infilarci l'uovo lì dentro - proprio nell'attimo in cui cadeva 
in un plop dentro al latte -  e scoppiò il dramma: "Non lo voooooglio l'uooooovooooo!". 
Mio padre, sarà che è napoletano, con prontezza nascose un uovo intero, col guscio, in una mano e mi disse "Ecco, ora papà te lo leva". Mimò una smorfia col viso come a simulare uno sforzo fisico - del resto stava tirando un uovo fuori da una bottiglia - e poi oplà, aprì la 
mano con l'uovo con tanto di guscio e trionfante mi disse "Vedi? Eccolo qua, non c'è più".
Dopo il latte mi sembrò perfetto. Eh sì, si sentiva proprio che papà l'aveva tolto.
Un amico di famiglia veniva a trovarci sempre con un enorme vassoio zeppo di mignon
della migliore pasticceria della città, mi avvicinavo al tavolo e li contemplavo. Tutti col fiato
sospeso, "dai che ne prende uno", ma a me interessava solo il loro aspetto. Si vede che 
rimanevo affascinata dalla varietà di forme e colori, ma di mangiarne uno non se ne parlava.
Poi qualcosa deve essere accaduto, ma a dire il vero non so dire né quando, né perchè.
Fatto sta che oggi se mi passa sotto il naso un piatto di cuoricini di pollo saltati in padella
mi devono legare alla sedia e il pasto più soddisfacente che io ricordi in un passato
recente è stato una baguette con petto d'anatra e paté di fegato.
Credo davvero che oggi come oggi non assaggerei solo gli insetti.

Voi sapete quando è che avete cominciato?

***

Il piatto che propongo oggi è uno di quelli che vien voglia di preparare quando le 
giornate diventano più fresche dopo mesi di caldo insopportabile. 
A volte si confondono piatti difficili da preparare con piatti che richiedono tempi lunghi.
Questo è solitamente uno di quei casi, ma in realtà non c'è nulla di difficile da fare.
La lunga cottura rende la carne così tenera (che si taglia con un grissino, recitava un noto spot della mia infanzia) che non avrete nemmeno bisogno di un coltello e il sugo
aromatico e dal colore intenso impone una scarpetta da piatto lucido.
Se avete necessità di ridurre i tempi ricorrete senza problemi alla pentola a pressione.
Usate pure il taglio di carne che scegliete solitamente per gli spezzatini, ma vi suggerisco di scegliere una parte che non sia troppo magra e presenti anche una certa percentuale di grasso. Oltre a dare ulteriore gusto alla preparazione, garantisce un risultato più tenero, inoltre il grasso praticamente si scioglierà in cottura, quindi non troverete parti 
dalla consistenza sgradevole nel piatto finito.





Per 4 persone


Versate in un tegame capiente e dai bordi alti un abbondante filo d'olio d'oliva e un po' di burro. Fateli scaldare e rosolate a fuoco vivace 1 Kg di carne di manzo tagliata per spezzatino.
Rosolate con cura i pezzi di carne su tutti  lati fino a che non sono ben bruniti e cercate di non avere fretta in questa fase perchè molto del sapore di questo piatto sta nella rosolatura della carne e delle verdure. Vi è mai capitato di preparare uno spezzatino che alla fine sapesse un po' di bollito? Ecco, probabilmente dipende dall'eccessiva fretta in questa fase iniziale.

Quando la carne è colorata su tutta la superficie, alzate il fuoco e versate 300 ml di nero d'avola. Lasciate cuocere a fuoco vivace e fate tirare il vino. Dovete assicurarvi che tutta la componente alcolica evapori lasciando solo l'aroma e i profumi del vino, quindi provate a odorare i vapori che salgono dal tegame: non dovete sentirne traccia.

Quando il vino si è ridotto e comincia a sfrigolare, togliete la carne e mettetela momentaneamente da parte (copritela), quindi versate nel tegame 2 grosse cipolle a fette sottili, 1 grossa carota a dadini piccoli, 1 grosso gambo di sedano affettato sottilmente, sale e pepeFate rosolare le verdure e tenete presente quanto detto per la rosolatura della carne.

Quando le verdure sono appassite e scure, quasi glassate, rimettete la carne nel tegame e aggiungete 2 grossi spicchi d'aglio interi, un pizzico di noce moscata, un pizzico di chiodi di garofano in polvere, una manciata abbondante di prezzemolo tritato finemente1 foglia di salvia, 2 foglie di alloro e 1 cucchiaio raso di zucchero (fidatevi). Aggiungete abbondante acqua calda, abbassate il fuoco, coprite e lasciate cuocere controllando di tanto in tanto per aggiungere altra acqua quando quella precedente evapora.

Durante la cottura le verdure si consumeranno diventando dolci e creando un sugo dal colore intenso. Con un cucchiaio di legno recuperate i due spicchi d'aglio e schiacciateli con i denti di una forchetta. Si trasformeranno immediatamente in una purea. Versateli nuovamente nel tegame. Aggiungete altri due cucchiai di burro, coprite e proseguite la cottura. 
In tutto ci vorranno alle 3 alle 4 ore.

Per capire se la carne è pronta, provate con una forchetta: se penetra senza alcuna resistenza e la fibra della carne accenna a rompersi, è pronta.





Nella foto qui in alto vedete come si presenta la carne una volta cotta: la parte esterna è di un colore marrone intenso per effetto del vino, mentre l'interno ha mantenuto il suo colore e si "sfoglia".
Gli abbinamenti più classici per questo genere di piatto solitamente sono purè di patate, polenta o cipolline. Io lo considero un vero comfort food, quindi trovo che il purè sia perfetto anche perchè si presta ad assorbire il sugo.


Segnalato da


mercoledì 17 ottobre 2012

Ciambelle Espresse. French Cruller Donut.

Sono davvero convinta che siano in pochi a saper 
resistere davanti a una calda, dorata, profumata ciambella.
Chiunque di voi abbia avuto la fortuna di entrare in uno dei punti vendita di 
Krispy Kreme di certo sarà rimasto affascinato dalla varietà di forme,
glasse e farciture delle ciambelle in vetrina. 

I cruller tradizionali sono delle paste fritte di forma rettangolare caratterizzate 
da un foro centrale attraverso cui far passare un'estremità del rettangolo ottenendo
così una forma intrecciata (come si fa per alcuni tipi di chiacchiere).
I french cruller sono una versione più recente di questi dolci tradizionali e
sono delle ciambelle di pasta choux dalla consistenza leggerissima, quasi soffiata, 
che si possono preparare davvero in pochissimo tempo.
Cosa chiedere di più che una delizia lampo?!




I cruller cambiano notevolmente a seconda del tipo di 
bocchetta che si usa. Per ottenere un risultato come quello
in foto (ciambelle arrotondate, ma in cui restino visibili le striature) 
dovete usare una bocchetta francese da 15 mm.

Per 9 french cruller

Versate in un tegame dal fondo spesso 90 g di acqua, 90 g di burro a dadini, un pizzico abbondante di sale, 20 g di zucchero, la scorza grattugiata di 1/2 limone.
Mettete a fondere il tutto su fuoco dolce senza far bollire e quando il burro risulta completamente sciolto versate, tutti in una volta, 80 g di farina 00.
Mescolate velocemente con un cucchiaio di legno mantenendo il tegame sul fuoco fino ad ottenere un impasto omogeneo che tenda a staccarsi dalle pareti.
Trasferite questo impasto in una scodella e lasciatelo intiepidire.
Aggiungete, poco per volta, 135 g di uova intere mescolando energicamente e facendo attenzione a far assorbire del tutto la dose di uova versata prima di procedere con la successiva. Aggiungete 12 g di latte intero e amalgamate anche questo.
Una volta ultimato questo passaggio trasferite l'impasto nella tasca da pasticciere con la bocchetta indicata e formate degli anelli di impasto su un foglio di carta da forno.
Finito l'impasto, tagliate la carta fra gli anelli in modo che ciascuno di essi poggi su un quadrato di carta.




La foto ha il solo scopo di rendere l'idea del procedimento, ma tenete conto  che
in questo caso si tratta di una bocchetta a stella e non francese e che se userete
una bocchetta a stella otterrete un risultato dalla forma del tutto diversa.


Questa manovra è indispensabile, perchè friggerete le ciambelle in abbondante olio di semi,  ben caldo, immergendole con tutta la carta.
Basteranno pochi secondi perchè la carta si stacchi dalle ciambelle, quindi armatevi di pinza e piatto per tirare fuori i quadrati di carta senza sgocciolare e lasciar cuocere le ciambelle fino a che non sono gonfie e dorate.
Mano a mano mettetele a scolare su abbondante carta assorbente.

Spesso ho sentito dire che è meglio zuccherare le paste fritte appena uscite dall'olio perchè se messe a scolare a lungo su carta assorbente lo zucchero non si attacca più.
Io per zuccherarle vi consiglio una piccola accortezza che vi ruberà un minuto, ma farà la differenza. Versate dello zucchero in un piccolo mixer, aggiungete un pizzico di cannella e frullate per qualche secondo per rendere lo zucchero più sottile.
In questo modo potrete tamponare con cura le ciambelle per eliminare l'olio in eccesso e lo zucchero si attaccherà comunque.

Io le consiglio sia per un caffè che per un tè in compagnia.



martedì 17 aprile 2012

French Toast all'Uovo Kinder (Pain Perdu)

I french toast sono una di quelle cose che mi piacciono da matti, ma che non preparo
mai perchè tra le uova, il fritto e lo sciroppo d'acero, il senso di colpa è troppo forte.
Quelle rare volte che ne mangio uno non posso fare a meno di pensare ad ogni 
boccone a quanto sia ingiusto che da noi nessun bar li preveda per colazione
(soprattutto in inverno dato che lo considero un vero e proprio comfort food).
Ne esistono di dolci e di salati e nella versione dolce base il pane è semplicemente intinto nella mestura d'uovo, aromatizzata a piacere, fino ad impregnarsi e poi fritto in padella.
La versione che vi propongo oggi è farcita con dell'uovo Kinder perchè pur essendo
grandicella (per usare un delicato eufemismo) adoro queste uova e per Pasqua le 
ricevo sempre (quest'anno tre... o quattro?).
Inoltre, una volta fritti, questi french toast vanno passati nello zucchero e sarà
questo passaggio finale, ma fatto sta che addentarli mi fa pensare ai krapfen.
Se preferire, o volete prepararli a prescindere dalle uova da smaltire, potete mettere
al centro un cucchiaino di Nutella o di marmellata del gusto preferito.
In Francia e in Belgio vengono anche chiamati "pain perdu" perchè in teoria il pane 
più adatto per questa delizia sarebbe quello raffermo che si presta ad assorbire più
liquido, ma siamo sicuri di voler usare più uova? :o)
Ah, dimenticavo, io li ho fatti rotondi perchè così mi diceva la testa oggi pomeriggio,
ma nessuno vieta di prepararli alla classica maniera utilizzando le fette di pane intere.




Per 2 french toast
Con un coppapasta ricavate dei dischi da quattro fette di pan brioche. In realtà potete usare qualsiasi tipo di pane in cassetta sia di vostro gusto, ma secondo me con questa varietà di pane il tutto assume un gusto ancora migliore.
Piccola parentesi: per lo zucchero in cui passare i french toast caldi non sarebbe male prendere in considerazione l'idea di prepararne una tazza e tenerla da parte anche per altri usi. 
Io aggiungo un pizzico di cannella che, vi assicuro, fa la differenza e passo lo zucchero al mixer per rendere più sottili i granelli in modo che si attacchino in abbondanza ai toast anche se tamponati accuratamente per assorbire l'unto in eccesso.
Vi sarà capitato di preparare i krapfen, tamponarli con cura con la carta assorbente per poi scoprire che lo zucchero non si attacca a dovere. Ho addirittura trovato ricette che consigliano di saltare il passaggio su carta assorbente proprio per questo motivo, ma trattando lo zucchero come ho scritto non dovrete soccombere all'unto :o)
Consiglio di prepararne un po' di più perchè sia per il mixer che per il minipimer (vanno bene entrambi) è difficile pescare piccole quantità. 
Per 50 g di zucchero aggiungo un pizzico di cannella in polvere.
Dopo averlo preparato, mettetene due cucchiai in un piatto.
Sbattete in una ciotola poco più larga dei dischi ottenuti 1 uovo con 25 ml di latte, 10 g di zucchero qualche goccia di estratto di vaniglia.
Spezzettate il cioccolato e mettetelo al centro di un disco lasciando libero il bordo, quindi sovrapponete il secondo disco e intingete il toast nella mestura d'uovo facendolo impregnare bene anche ai bordi.
Friggeteli in olio di semi (ne basta poco, come per le uova fritte e se preferite il burro potete anche decidere di farlo completo il danno) a fuoco basso in modo che non si dorino troppo velocemente prima di essere cotti anche all'interno. Fateli dorare da entrami i lati e passateli su carta assorbente.
Per completare passateli nello zucchero alla cannella e gustateli tiepidi e col cioccolato ancora fuso.
Se siete fra quelli che non amano molto la cannella vi suggerisco di fare comunque una prova perchè per esperienza personale posso garantirvi che questo zucchero piace veramente a tutti e il gusto da quel tocco in più senza essere invasivo.




Qui sotto potete vedere l'interno del pane umido e morbido col delizioso ripieno bicolore delle uova Kinder fuse... mmmhhh!



sabato 7 aprile 2012

Il Classico Biscotto (da fare con la tasca)... e buona Pasqua

Prima di tutto buona Pasqua a tutte le foodies! 

Oggi ho trent'anni. Ricordo che quando ero piccola non potevo entrare in una 
pasticceria senza rimanere ipnotizzata dai classici biscotti bagnati nel cioccolato.
Sono cambiate molte cose da allora: il telefono non ha più una rotella a 10 fori
per comporre i numeri (e che noia quando la tua amica aveva un numero di telefono con 
lo zero e dovevi aspettare... io spingevo col dito); ognuno ha tre cellulari (cose che manco 
i manager d'azienda) e può essere rintracciato in ogni momento; non esistono più 
i gettoni telefonici gialli e, ahimè, nemmeno le lire; non esiste più il Crystal Ball;
la PSP s'è mangiata il Game Boy (ore e ore di Super Mario con mio cugino Duccio... una
 vita l'uno, perchè il Game Boy era mio, ma il bello era giocarci "insieme"); non fanno
più il cartone della sera (versione anni '80 di Carosello... vedevi il cartone alle 20:00,
poi a letto); Bim Bum Bam è solo un ricordo; i programmi di prima serata non iniziano
più alle 20:30, ma alle 21:20 (se tutto va bene e comunque chi riesce a seguire un programma fino all'una di notte?); non si fuma più nei locali (e rendiamo 
grazie a Dio); in TV ci sono 800 canali, in pochi secondi posso vedere immagini,
 video, notizie da tutto il mondo in tempo reale...
... ma questi biscotti sono rimasti gli stessi e con essi il mio piacere di mangiarli.
Trattandosi di un impasto da modellare con la tasca da pasticcere potete farli
di forme diverse, lisci o "rigati". Questa seconda opzione è quella che preferisco 
solitamente perchè li rende più eleganti, pur nella loro semplicità, e in questo caso ho 
usato una bocchetta a stella da 5 mm e li ho fatti tondi e a forma di pretzel.




Con questa dose vengono molti biscotti.
Quelli tondi sono appaiati a due a due,
i pretzel sono singoli, quindi il numero
finale di biscotti varierà in base al tipo
di forma che sceglierete.

Premetto che ho trovato questa ricetta su internet (cercando dei biscotti da fare con la tasca) molto tempo prima di poter anche solo immaginare di creare un mio blog, quindi mi dispiace di non poter rendere onore all'autore/autrice dell'ottima ricetta (che ho modificato solo per la piccola aggiunta di latte e per la scelta dell'estratto di vaniglia).
Fate fondere al microonde 125 g di burro, quindi aggiungete, mescolando con un cucchiaio, 80 g di zucchero, 1 uovo intero (grande), 100 g di fecola, 150 g di farina, 1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia, 15 g di latte intero e un pizzico di sale.
Mescolate vigorosamente e appena gli ingredienti si sono amalgamati trasferite l'impasto in una tasca da pasticcere con la bocchetta che preferite.
Formate i biscotti su una placca di alluminio rivestita con carta da forno e infornate a 180° per 15 minuti. I biscotti devono essere solo leggermente dorati.
Sfornateli, fateli raffreddare su una graticella, quindi appaiate i biscotti tondi (possibilmente facendo coincidere la "giuntura" rimasta nel formare i cerchietti con la tasca) e bagnateli per metà nel cioccolato (scegliete voi se fondente o al latte). Lasciate sgocciolare qualche istante e metteteli ad asciugare su carta forno.
Per i pretzel vi basterà immergerli per metà uno ad uno.
Si conservano parecchi giorni se chiusi con cura in un contenitore ermetico. 




Volevo dirvi che ho aperto un account su  Pinterest
e ho già "beccato" qualcuna di voi. Vi seguo e vi Pinno ;o)

martedì 28 febbraio 2012

Rösti di Patate Alternativo (e consolatorio)

Per qualche breve istante ci siamo più o meno consapevolmente illusi:
"E' arrivata la primavera! "
Vi dico solo che in questo momento dalla mia finestra filtra una 
strana luce grigia quasi lunare che manco alle sei e mezza del pomeriggio.
Aspetta un po', sento un suono.... Aaaaaaaaaahhh piove puuuuure!
Guardate le foto che ho scattato nei giorni scorsi e giudicate voi.
Proviamo a consolarci con una nuova ricetta molto semplice,
ma anche molto gustosa. Forse è meglio.
Ho già presentato qui sul blog la ricetta del rosti classico a base di sole patate,
ma oggi vi propongo un rosti alternativo che trovo esteticamente più invitante
con le patate a fettine anziché grattugiare e con speck e formaggio 
che fanno capolino fra i bordi frastagliati.
(sto per postare... nel frattempo si sono scatenati anche i fulmini)




Pelate e affettate 2 grosse patate a fette molto sottili senza lavarle sotto l'acqua per non perdere l'amido che aiuterà a fare da legante.
Ungete una padella antiaderente con un filo d'olio d'oliva e disponete metà delle fette di patata, l'una leggermente sovrapposta all'altra, a rivestire il fondo. Condite con sale e pepe.  
Distribuite su questo primo strato qualche fetta di formaggio del tipo Asiago o Fontina e dello speck a fette tagliato molto grossolanamente al coltello. Terminate disponendo in superficie la restante metà delle patate così come avete fatto per il fondo, quindi salate e pepate.
Accendete il fuoco a media temperatura per fare in modo che si formi una crosticina dorata sul fondo, ma non troppo velocemente o lo strato di patate, per quanto sottile, non avrà il tempo di cuocere. Coprite con un coperchio, così il vapore aiuterà la cottura e farà fondere il formaggio nello strato centrale.
Dopo circa 5-10 minuti cominciate ad insinuare una paletta di legno sotto al rösti lungo tutti i bordi, spingendovi ogni volta un po' più verso il centro e facendo sempre attenzione a non romperlo. Quando agitando leggermente la padella lo vedrete muoversi potrete girarlo.
Fatelo scivolare sul coperchio in modo che il lato crudo continui a restare in superficie, quindi appoggiateci sopra la padella capovolta a mo' di coperchio e con un gesto deciso ruotate il tutto in modo che il lato crudo finisca sul fondo della padella per proseguire la cottura. Lasciate cuocere altri 5 minuti, tenendo sempre coperto, o cmq fino a che non siete soddisfatti della doratura.
Lasciate intiepidire prima di tagliare.




venerdì 24 febbraio 2012

Lasagne del single che non sa cucinare

San Valentino è passato, quindi sono decisamente in ritardo, ma Tiziana,
con la sua simpatica iniziativa, offre la possibilità di proporre ricette adatte
a San Valentino o a S Faustino fino al 3 Marzo. Ricette per gli innamorati
vs ricette per chi mangia solo (e non lo dice nessuno che debba essere una tristezza).
Quindi oggi eccomi qui con una ricetta completamente diversa da quelle 
che condivido con voi solitamente e che realizzo in maniera piuttosto scrupolosa, 
una ricetta un po' "sbrindellata", messa insieme senza attenzione all'estetica.
Tutte noi siamo appassionate di cucina e negli anni abbiamo sicuramente 
scoperto tanti trucchi e imparato molte tecniche, ma
perchè non dedicare un pensiero a chi proprio non sa da dove cominciare?
E vi assicuro che ne conosco di persone che con l'aria candida e gli occhioni spalancati
mi hanno chiesto "scusa, e come fai a separare il rosso dell'uovo dal bianco???
Le ho chiamate "lasagne del single che non sa cucinare", ma in verità 
vanno benissimo anche per un fidanzato che non sa cucinare, ma vuole
preparare una sorpresa per la sua innamorata. Quale gesto d'amore più
eclatante che affrontare la sconosciuta e pericolosa arte della cucina? :o)
Dato che il gioco è questo ho indicato le dosi 
in maniera classica e in maniera "alternativa".




per due porzioni (single affamato o innamorato premuroso?)
Mescolate in una ciotola una confezione piccola di besciamella (200 ml), 80 ml di latte (mezzo bicchiere di plastica), 50 g di burro fuso (una tazzina da caffè scarsa), 50 g di parmigiano grattugiato (5 cucchiai), 50 g di spinaci freschi tritati al coltello (2 piatti fondi ben pieni), sale, pepe.
Distribuite un velo di questo condimento sul fondo della teglia da forno, quindi il primo strato di lasagne all'uovo fresche (da banco frigo), delle fette di formaggio tagliate sottili (scegliete secondo il vostro gusto quali)
Proseguite così - condimento, fette di formaggio, pasta - fino ad arrivare non troppo vicino ai bordi della teglia (io ho usato 5 strati di pasta) e terminando col condimento alla besciamella senza aggiungere le fette di formaggio in cima, ma abbondante parmigiano grattugiato che in forno si trasformerà in una golosa e dorata crosticina.
Infornate a 200° per 20 minuti. Sfornate e lasciate intiepidire prima di gustarla in modo da tagliare e servire le fette più agevolmente.


Con questa ricetta partecipo al contest "San Valentino vs San Faustino"

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