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martedì 22 gennaio 2013

Crostata di Riso, note musicali e ingredienti

L'altra volta ho accennato al fatto che all'inizio dell'avventura di questo blog
gli amici più stretti mi "rimproveravano" di inserire solo ricette difficili. Oggi mi è venuta
in mente un'altra delle considerazioni a cui mi è capitato di dover rispondere (a parte la 
sempreverde domanda "ma ci guadagni? ma allora perchè lo fai?" con sorrisino compassionevole/divertito annesso). 
Mi è stato detto "ma se pubblichi troppo spesso poi non finisci le ricette?". Io rispondo sempre con un'argomentazione che secondo me esaurisce la questione in maniera veloce e incontrovertibile. Dico loro che esistono solo sette note, eppure quanta musica c'è al mondo dacché l'uomo ha scoperto la melodia? Quante infinite combinazioni a comporre 
un universo musicale destinato ad ampliarsi giorno dopo giorno senza mai trovare fine?
Gli ingredienti di cui possiamo disporre sono ben più di sette, quindi...

***

Questo dolce è uno di quelli dai profumi semplici, tradizionali, senza pretese, ma che
solo a vederli sul piano della cucina, pronti per essere affettati, ti fanno sentire bene.
La pasta frolla che ho usato è quella ultrafacile, con un solo uovo, che non si sbriciola e non deve riposare in frigorifero e che vi ho già proposto qui. Ho riportato nuovamente il metodo che uso io per rivestire in modo semplice e preciso lo stampo ottenendo una crostata dai bordi regolari, che farà figura anche nella sua estrema semplicità (se volete 
vedere una foto della teglia rivestita potete dare un'occhiata a questo post).




Per uno stampo da 26-28 cm

Per la base
Fate ammorbidire al microonde, senza farlo fondere del tutto, 100 g di burro. Unite 1 uovo grande intero, 80 g di zucchero, un pizzico di sale e sbattete brevemente con una forchetta,  quindi aggiungete 280 g di farina 00, 1/2 bustina di lievito per dolci e continuate a mescolare il tutto con una posata fino a che l'impasto non comincerà a prendere corpo e non sarà più possibile continuare a lavorarlo in questo modo. Trasferite il tutto su un piano e lavorate con le mani fino a ottenere un impasto morbido e omogeneo che non si attacca (ci vorrà pochissimo).

Per rivestire il fondo dello stampo con uno strato sottile di pasta senza dover ricorrere a rattoppi vari, procedete nel seguente modo: stendete un foglio di carta forno poco più grande dello stampo; infarinatelo appena; stendetevi sopra la pasta col mattarello fino a ottenere uno spessore di 1 cm scarso; infarinate la superficie della sfoglia ottenuta e appoggiatevi sopra lo stampo capovolto; infilate una mano sotto al foglio con sopra la pasta e lo stampo capovolto e con un gesto deciso ruotate il tutto. In questo modo vi basterà staccare delicatamente la carta dalla pasta e sistemare quest'ultima a rivestire lo stampo con pochi gesti ed eliminando la parte in eccesso dai bordi (in questo caso io ho semplicemente passato il mattarello lungo tutto il bordo della teglia facendo cadere la pasta in eccesso, ma potete anche tagliarla con una rotella dentellata come nel post che vi ho linkato).

Per il ripieno
Mettete in un tegame dal fondo spesso 150 g di riso per risotti, 300 ml di latte intero, 120 g di zucchero, un cucchiaino di estratto di vaniglia, la buccia grattugiata di un limone, un pizzico di sale. Cuocete il riso come fareste per un classico risotto, ma per il doppio del tempo indicato sulla confezione, aggiungendo acqua calda ogni volta che il liquido sta per asciugarsi troppo.
Il risultato finale deve essere un risotto all'onda piuttosto fluido, col riso non disfatto, ma molto morbido.
Lasciate intiepidire, quindi aggiungete 2 uova intere e mescolate vigorosamente per amalgamare il tutto. Aggiungete anche 20 g di pinoli leggermente tostati e tritati molto grossolanamente.

Versate il ripieno nello stampo rivestito di pasta frolla e infornate a 180° per 30-35 minuti. Trascorso questo tempo, la superficie della crostata diventerà dorata, ma se così non dovesse essere, non prolungate oltre la cottura (il ripieno deve rimanere umido) e accendete il grill. 

Fate raffreddare completamente prima di sformare la crostata.



sabato 17 novembre 2012

Pecan Pie allo Sciroppo d'Acero e le ingiustizie telefoniche

Se Dante riscrivesse oggi la Divina Commedia di certo in uno dei gironi la
pena eterna sarebbe avere rapporti con le compagnie telefoniche.
Già mi da fastidio ricevere telefonate a tutte le ore del giorno da quei poveri 
centralinisti che spesso si beccano sonori cazziatoni quando cercano solo di fare
il proprio lavoro e magari vorrebbero essere altrove, ma si sa che di questi tempi non
bisogna essere choosy (lo ha detto una maestrina autorevole... o autoritaria?).
Essere poi vittime di vere e proprie estorsioni mi fa veramente andare in bestia.
E sottolineo che estorsione è proprio la parola adatta, perchè essere costretti a pagare
per un servizio che non ha mai funzionato nemmeno per 3 secondi fra le mura di casa
solo perchè loro sono loro e noi non siamo un ca**o, per dirla alla Marchese del Grillo, 
e perchè spesso non si sa a chi rivolgersi, è veramente un'ingiustizia.
Beh, ieri questa ingiustizia nel nostro caso ha avuto fine.
E sapete per merito di chi? Chi fra voi segue il blog dagli albori e ha partecipato
al contest "Come Quelli Comprati" avrà sentito nominare l'Avvocato (con la A maiuscola
perchè su questo blog questo è il suo nome). Beh, lui è stato il nostro eroe impavido.
Chissà com'è che nel giro di non più di un mese e mezzo questa compagnia ha deciso
che in effetti non era più il caso che pagassimo per un servizio MAI avuto.
Sono certa che anche fra di voi qualcuno avrà subito queste prepotenze. Se è così
vi invito a visitare il portale che l'Avvocato ha creato appositamente per quest casi.
Lo trovate clickando QUI. Se vi fa piacere e volete sostenere i giusti in questo mondo
sempre più simile a una giungla per chi non sa come difendersi, dategli un'occhiata.

***

Preciso subito che questa pecan pie è una mia versione e non la ricetta originale.
Devo dire che un interno più umido non mi sarebbe dispiaciuto, quindi anche se ho 
ottenuto un buon risultato, la prossima volta ridurrò la quantità di farina

Non trovavo più queste noci da moltissimo tempo, quindi appena le ho viste, qualche
giorno fa, ho subito preso una busta. Non sapevo bene cosa farne in quel momento, ma 
sapevo che dovevo averle in casa! Riflettendoci su mi sono subito venute in mente 
le pecan bars e da lì ho deciso di preparare questa tortina profumata.
Questo dolce è ritenuto una specialità tipica degli Stati Uniti del sud e solitamente 
viene preparato per  il Ringraziamento e per Natale o comunque nei giorni di festa e 
viene accompagnato da panna montata.
Tradizione vuole che la pecan pie sia stata inventata dai francesi che, 
stabilitisi a New Orleans, conobbero queste noci tramite i nativi americani.
Gli ingredienti che la rendono particolare e le donano l'aroma e l'irresistibile colore ambrato scuro, sono lo sciroppo di mais e la melassa. Io nella versione che troverete qui
ho usato in parte melassa (per l'esattezza Golden Syrup, che è una melassa chiara, simile al miele, mentre la ricetta originale prevederebbe la melassa scura, leggermente più amara) e in parte sciroppo d'acero, ma potete anche sostituire la dose di melassa con la stessa quantità di sciroppo d'acero se non riuscite a trovarla.

Per chi non le avesse mai provate, queste noci hanno il guscio liscio e piuttosto
sottile, meno coriaceo rispetto alle noci più diffuse, e il frutto all'interno sembra anch'esso 
una versione più levigata del classico che siamo abituati a vedere sulle tavole natalizie
e hanno un gusto decisamente meno amarognolo rispetto a queste ultime.
Se volete saperne di più sulle proprietà nutritive potete clickare QUI.

Volevo ringraziare Simo di Simo's Cooking per aver menzionato questo 
blog fra quelli che ha inserito nella lista dei 100% affidabile.

Dimenticavo, la bellissima alzatina me l'ha regalata il mio bravissimo 
fidanzato per il primo compleanno del blog.




Per uno stampo da 20 cm
Per la base - ammorbidite nel microonde 50 g di burro e aggiungete 1 uovo piccolo, 40 g di zucchero,  150 g di farina 00, 1 cucchiaino di lievito per dolci, un pizzico di sale. Lavorate brevemente con un cucchiaio e quando avrete un impasto troppo denso da poter essere ancora lavorato in questo modo, trasferite il tutto sul piano da lavoro e impastate con le mani fino a ottenere una panetto liscio e omogeneo.

Per il ripieno - Con una frusta, a mano, amalgamate un uovo XL, 50 g di zucchero bruno (io non avevo più muscovado, che avrei preferito), 30 g di melassa, 50 g di sciroppo d'acero, 75 g di farina 00, 25 g d'olio di semi, 1/2 cucchiaino di cannella, un pizzico di sale.
Aggiungete 125 g di gherigli di noci pecan e mescolate con un cucchiaio.

Stendete piuttosto sottilmente la pasta preparata per la base e foderatevi l'interno dello stampo. Tagliate l'eccedenza di pasta dai bordi usando una rotella dentellata e bucherellate con una forchetta lo strato di pasta sul fondo per evitare che di formino bolle d'aria in cottura.




Versate il ripieno sulla sfoglia cercando di distribuire le noci in modo omogeneo e infornate a 180° per circa 25 minuti. Se trascorso questo tempo la pecan pie sarà cotta, ma la superficie ancora troppo pallida, spegnete il forno e accendete il grill, ma non perdete d'occhio la torta perchè nel giro di poco diventerà scura.






Con questa ricetta partecipo al contest


martedì 30 ottobre 2012

Crostata Morbida di Ricotta (Arancia e Cioccolato) con la Frolla che non si sbriciola

Dando un'occhiata alle ultime ricette che vi ho proposto, mi sono resa conto
che si tratta sempre di piatti semplici, classici, caldi, che riempiono la casa di profumi...
si vede proprio che mi ero strarotta dell'estate, eh? :o)

Questo è uno di quei dolci tradizionali, genuini, che sanno di casa e che danno 
enorme soddisfazione mettendo insieme pochi, semplici ingredienti in pochi gesti.
Io adoro la doratura ambrata della superficie in contrasto con l'interno candido.
Il ripieno è quanto di più semplice possa esistere, ricotta, zucchero e uova, ma proprio
per questo la qualità della ricotta farà un'enorme differenza. Cercatene una 
piuttosto sapida, che non sappia solo di latte o finirà per perdersi fra 
i sapori e i profumi degli altri ingredienti.
Per quanto riguarda la base, si tratta della ricetta passata tanti anni fa a mia madre
da un'amica austriaca e anche se i più ortodossi storceranno il naso sentendola definire 
frolla,  vi assicuro che la resa è ottima e non resterete delusi.
La uso da anni e si prepara nel giro di niente, si può stendere immediatamente, senza 
riposo in frigorifero, non si sbriciola quando la stendete e non correrete mai il rischio di ottenere una di quelle crostate che potrebbero essere usate come corpo contundente.
Il risultato del lievito presente nell'impasto è una consistenza finale che si scioglie in 
bocca e diventa un tutt'uno col ripieno umido evitando quella spiacevole sensazione
di mangiare qualcosa in cui due componenti restano estranee.
Se preferite una frolla più croccante eliminatelo pure.
Con questa dose vi avanzerà anche un po' di pasta.




Versate in una scodella 300 g di farina 00, 80 g di zucchero, 2 cucchiaini di lievito per dolci e un pizzico di sale.
Fate ammorbidire al microonde 100 g di burro fino a farlo quasi fondere, quindi versatelo nella scodella con gli ingredienti secchi e aggiungete anche un uovo intero e un tuorlo.
Mescolate brevemente con una forchetta per far aggregare gli ingredienti e trasferite il tutto sul piano da lavoro infarinato per lavorare l'impasto con le mani.
Formate un panetto e mettetelo da parte.

Lavorate con le fruste 550 g di ricotta fresca di pecora (molto più saporita), 200 g di zucchero, 2 uova e la scorza grattugiata di una grossa arancia profumata fino ad ottenere un composto in cui non ci siano più fiocchi di ricotta. Unite anche delle gocce di cioccolato fondente (quantità a piacere) e mescolate con un cucchiaio per distribuirle omogeneamente.

Per foderare la base della teglia di alluminio vi suggerisco un metodo che non vi costringerà a praticare dei rattoppi di frolla (o comunque pochissimi).
Stendete un foglio di carta da forno sul piano da lavoro e infarinatelo. Posizionatevi sopra la frolla e stendetela col matterello. 
Io non l'ho stesa troppo sottilmente (come invece faccio quando preparo le classiche crostate alla marmellata) perchè in questo caso doveva reggere un ripieno corposo e ricco di umidità, ma seguite pure i vostri gusti tenendo presente che il lievito farà crescere la frolla in cottura.
Provate a poggiarvi sopra la teglia capovolta per verificare che la sfoglia sia sufficientemente stesa da rivestirla per intero.
Se la misura va bene, infarinate leggermente la superficie della pasta stesa (non dovrete infarinare lo stampo), poggiate nuovamente la teglia capovolta sulla sfoglia, infilate delicatamente le mani sotto la carta e con un gesto garbato, ma deciso, voltate il tutto sottosopra.
In questo modo vi basterà togliere delicatamente la carta e sistemare la pasta per foderare la teglia. Rifilate i bordi per renderli regolari.

Versate l'impasto di ricotta e infornate in forno preriscaldato a 180°.
Per la cottura ci vorranno fra i 30 e i 40 minuti. Il tempo può variare a seconda del forno, ma in ogni caso la crostata è pronta quando il ripieno non risulta più "tremolante" anche se la teglia viene scossa leggermente.
Se la crostata è pronta, ma non siete ancora soddisfatti della doratura, accendete il grill e non prolungate la cottura o perderete l'umidità che rende questo dolce speciale.

NB Spesso la ricotta può variare molto di umidità. Dato che il risultato finale deve essere piuttosto umido, valutate voi se è il caso di considerare una piccolissima aggiunta di latte intero al ripieno per renderlo un po' più fluido.

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