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domenica 10 febbraio 2013

L'ultimo fritto di Carnevale: Ciambelle alle Patate Dolci

Carnevale è arrivato, quindi ecco l'ultima frittura dolce che vi proporrò per un po'.
Se con gli ultimi post vi avevo proposto una frittura alternativa con i churros , questa 
volta ci teniamo sul classico che più classico non si può... o quasi.

Queste ciambelline volevo provarle da quasi un anno e l'altro giorno è scattata la 
scintilla che mi ha fatto decidere che era arrivato il momento. Si tratta dell'impasto delle classiche "zeppole" di patate, ma realizzate con la patata dolce (la cosiddetta patata americana) nell'impasto. Si tratta di quella a polpa arancione e se volete vedere esattamente di cosa parlo, e prendere spunto per altri modi in cui usarla, clickate qui.
Sono rimasta davvero soddisfatta sia per la consistenza che per il gusto.
Se non volete perdere tempo a formare le ciambelle con gli stampi tondi e aspettare il tempo necessario a far riposare gli scarti prima di poterli impastare nuovamente, potete tranquillamente dividere l'impasto in porzioni e lavorarlo allungandolo in salsicciotti non 
troppo grossi a cui darete la forma delle classiche "graffe" accavallandone le estremità.




Per 12 ciambelline
Sbucciate e tagliate in pezzi 250 g di patate dolci e cuocetele a vapore fino a che non risultano morbide. Quando sono ancora bollenti, passatele allo schiacciapatate e lasciatele intiepidire.
Formate un impasto, lavorando nell'impastatrice 275 g di farina manitoba, le patate dolci, un uovo intero, 25 ml di latte intero tiepido in cui avrete sciolto 5 g di lievito di birra secco50 g di zucchero50 g di burro morbido, un cucchiaino di estratto di vaniglia10 g di sale
Lasciate lavorare l'impastatrice a velocità sostenuta per una decina di minuti, quindi trasferite l'impasto sul piano da lavoro appena infarinato, formate un panetto e mettetelo a lievitare in una scodella ben coperta con la pellicola fino a che non raddoppia il volume, quindi infarinate le mani prima di procedere a formare le ciambelle stendendo l'impasto a uno spessore di 2 cm scarsi. 
Trasferite le ciambelle e i dischetti ricavati per formare i buchi su un foglio di carta da forno e copritele con la pellicola appoggiata morbidamente sopra.
Impastate brevemente gli scarti, copriteli con la pellicola e fateli riposare una buona decina di minuti prima di stendere di nuovo la pasta per ricavare altre ciambelle tenendo sempre da parte anche "i buchi". Non abbiate fretta e lasciate riposare gli scarti reimpastati o la pasta sarà "nervosa" e avrete difficoltà a stenderla e le ciambelle che ricaverete avranno un aspetto irregolare e una consistenza gommosa.  


Fatele riposare fino a che non sono aumentate notevolmente di volume, quindi  friggetele a immersione in abbondante olio di semi di arachidi caldo (devono subito salire a galla e gonfiarsi), ma senza esagerare col calore o si coloreranno troppo rapidamente.  

Mettete a scolare le zeppole dorate su due strati di carta assorbente, tamponatele e giratele, ancora calde, in un mix di zucchero bianco e cannella in polvere. Servitele tiepide.

Qui sotto, oltre a farvi un'idea della consistenza, potete vedere il colore dell'interno tendente all'arancione per via della polpa della patata dolce.




Ed eccoli qui i buchi di ciambella fritti, irresistibili bocconcini :o)



giovedì 10 gennaio 2013

Croissant (Senza Uova)

Ieri, dopo tanto tempo, mi sono dedicata alla preparazione dei croissant seguendo la 
prima ricetta che ho usato il giorno che decisi che era arrivato il momento di provare
a realizzare in casa la pasta sfoglia. Oggi vi ripropongo il post che avevo pubblicato più
di un anno fa, quando il blog era appena nato, con nuove foto scattate questa mattina
e una spiegazione passo passo.

Questa ricetta non prevede la presenza di uova nell'impasto, quindi otterrete dei 
croissant sfogliati e burrosi (non "briochiosi", se mi passate il termine) come quelli che
potete trovare nelle caffetterie parigine. Proprio per rispettare la tradizione li ho lasciati
al naturale, senza alcuna farcitura (mai visto un croissant farcito a Parigi).
Trovo che mangiati così, semplici, potendone apprezzare tutto il gusto e il profumo, magari spalmando al momento il tipo preferito di marmellata, siano fantastici, ma se volete potete farcirli come d'abitudine senza alcun problema.

***

Fare la pasta sfoglia era un'idea che non mi sfiorava nemmeno, ma poi mi sono resa conto che tecnicamente, in realtà, non c'è molto di più difficile da fare rispetto ad altre paste lievitate. L'unica cosa che sembra complicata è dare le pieghe alla pasta e anche questo in realtà non è difficile, richiede solo tempo e pazienza.
Se avete uno di quei pomeriggi liberi in cui non vi va di uscire lanciatevi in questa avventura: sentire il profumo dei vostri cornetti che gonfiano in forno vi ripagherà.




Per circa 15 croissant
Formate un impasto lavorando insieme 300 g di farina manitoba, 3o0 g di farina 00, la buccia grattugiata di mezza arancia, circa 400 ml di latte (dovete regolarvi sentendo la pasta sotto le mani), 70 g di zucchero, un cucchiaio di miele e 4 g di lievito di birra secco. Lavorate l'impasto con le mani (se avete un'impastatrice usatela) e una volta che tutti gli ingredienti cominciano ad amalgamarsi, aggiungete anche 15 g di sale. 
Continuate a lavorare l'impasto per una decina di minuti, fino a ottenere un panetto omogeneo e liscio che metterete a lievitare in una ciotola coperta da pellicola per 1 ora.
Lavorate brevemente con le mani l'impasto lievitato,  infarinate un piano e stendete la pasta a forma di rettangolo (il più regolare possibile) dello spessore di 1 cm.



Stendete su un piano da lavoro un foglio di carta da forno e distribuitevi sopra 350 g di burro freddo tagliato a fettine di un cm. Disponete le fette ben strette, le une attaccate alle altre (come vedete nella foto qui sopra), coprite con un secondo foglio di carta e stendete premendo con fermezza, ma gentilmente, con un mattarello fino ad ottenere un'unica mattonella di burro che sia grande quanto i 2/3 della pasta che avete steso e dai bordi definiti. 
Se compiendo questa manovra vi siete accorti di aver ammorbidito eccessivamente il burro e di non riuscire a staccare agevolmente la carta forno, trasferitelo su un vassoio e in frigo ad indurire nuovamente (non ci vorrà molto). Se invece siete stati piuttosto veloci il burro non avrà bisogno di questo passaggio in frigo e potrete procedere oltre.
Togliete il foglio in superficie, capovolgete il burro in modo che venga a contatto con la pasta stesa disponendolo ad una estremità del rettangolo lasciando i bordi liberi per saldare il panetto di pasta prima di procedere con le pieghe. Rimuovete il secondo foglio.




Entrambe le estremità del rettangolo di pasta vanno piegate verso il centro. Piegate prima il terzo di pasta senza burro verso il centro, poi quello col burro chiudendo il tutto a portafoglio. Avrete ottenuto nuovamente un rettangolo. 
Stendetelo nuovamente fino a fargli assumere le dimensioni del rettangolo iniziale e ripiegare nuovamente a portafoglio portando le estremità verso il centro. 
Questa è la prima piega. Trasferite su un vassoio coperto di pellicola con cui coprirete anche la superficie e mettete in frigo per 1 ora.
Trascorso il tempo stendete di nuovo la pasta come avete già fatto e ripiegate allo stesso modo, poi di nuovo in frigo e così via. Una piega ogni ora.
Infarinate sempre il piano per non rischiare di far attaccare la sfoglia.
Io faccio le pieghe 5 volte.

Per formare i croissant stendete la pasta in un grande rettangolo alto 1/2 cm, tagliatelo a metà per il lungo e tagliate dei triangoli in ciascuna metà. 
Arrotolate ciascun triangolo partendo dalla base verso la punta.
Per un miglior risultato estetico vi suggerisco di allungare la punta tendendola con le dita, arrotolare il triangolo e posizionare la punta sotto al rotolo in modo che i croissant non si aprano in cottura.
Disponete i croissant ben distanziati (mi raccomando, cresceranno parecchio) su una placca di alluminio ricoperta con carta da forno, incurvateli leggermente per dargli la tipica forma a mezza luna e lasciateli riposare per 2-3 ore a temperatura ambiente coprendo la teglia con della pellicola appoggiata sopra, senza tenderla. I tempi dipenderanno dalla temperatura che avete in casa, ma vi accorgerete quando saranno pronti perchè aumentando di volume diventeranno gonfi e dalla pasta "tesa" e liscia.
NOTA: vi suggerisco di usare una placca in alluminio e non una di quelle antiaderenti (quelle nere per intenderci) perchè queste ultime tendono a far colorare molto più velocemente il fondo dei croissant col rischio di bruciarlo quando la cottura non è ancora ultimata.




Infornate a 180°.
Col calore l'umidità sprigionata dal burro presente fra uno strato e l'altro farà gonfiare i croissant in una decina di minuti. A questo punto abbassate leggermente la temperatura e lasciate cuocere per almeno altri 20 minuti. 
Se non cuociono a sufficienza, una volta sfornati, si sgonfiano (magari saranno anche buoni, ma di certo non invitanti) perchè gli strati non hanno avuto modo di "fissarsi".
Fateli raffreddare su una graticella.
Godetevi il meritato frutto delle vostre fatiche.




NOTA: Come vedete dalla foto, io ho lasciato i croissant al naturale, ma se volete potete spennellarli con un tuorlo misto a un cucchiaio di latte e aggiungere granella di zucchero, mandorle a scaglie, gocce di cioccolato e qualunque cosa vi piaccia o preannunci il ripieno. 
IMPORTANTE: Visto che ci vuole molto a farli e che ne vengono parecchi io ho provato a congelarli dopo che si sono perfettamente raffreddati. Se li tirate fuori la sera prima e la mattina dopo li scaldate per pochissimi secondi al microonde avrete un buon risveglio.


Vi posto due foto in dettaglio per darvi un'idea più precisa della sfogliatura e dell'interno.





giovedì 11 ottobre 2012

Sono tornata e ho le mani in pasta. Pain au Chocolat Rustici Profumati al Cocco

Il mio ultimo post risale al 4 luglio e da allora molto è cambiato. 
Una cosa però è rimasta costante: la vostra mancanza. 
E parlo veramente di tutte/i (perchè ci sono anche gli uomini, come mi è stato fatto notare), dalle amiche di "vecchia" data che spendono sempre una parola carina e affettuosa e che mi hanno scritto anche privatamente via mail, alle persone che mi hanno lasciato un commento per la prima volta e che si sono unite ai "lettori speciali"
(ridendo e scherzando siete arrivati quasi a 500! Grazie davvero).
Di tanto in tanto sono tornata a curiosare e trovare il segno del vostro passaggio
fra queste pagine nonostante la mia assenza è stato molto bello.
Voglio scusarmi con le persone a cui non ho risposto come ero solita fare prima di questa
lunga pausa, ma senza dubbio voglio tornare a riprendere le vecchie consuetudini, perchè credo sia proprio lo scambio fra chi cura il blog e chi lo legge a rendere questa 
esperienza gratificante e trasformarla in qualcosa in più di una vetrina.
Allo stesso modo tornerò a riempirmi gli occhi dei vostri blog pieni di idee 
che sono sempre fonte di grande ispirazione (e ammirazione).

***

Di sicuro non sono l'unica ad aver mangiato un semplice pezzo di 
cioccolato fra due fette di pane mettendo velocemente insieme una delle
merende più buone di sempre.
Certo questa non può considerarsi una vera e propria ricetta, 
ma nella sua versione nobile di sicuro lo diventa.
Quale modo migliore di tornare in pista che preparare qualcosa che richieda
cura, tempo e dedizione? Per questo ho scelto i pain au chocolat, che col loro profumo
fanno venir voglia di riunirsi e stare insieme quando le giornate estive volgono 
al termine e stare in casa a sorseggiare un tè e gustare un dolce da forno 
non sembra più un'idea così stramba.
In questa versione "rustica" (non li ho nemmeno spennellati col rosso d'uovo
per mantenere un aspetto il più possibile simile al pane) ricreano 
tutto il calore e la familiarità di quella tavoletta di cioccolato mangiata 
assieme al pane, quindi non aspettatevi i classici sfogliati e raffinati.


Grazie a Nelly di "Baci di Dama" per aver scelto le 
"Cheesecake in a Jar al Cioccolato Bianco"
per il suo contest in bianco e nero.




Per 10 pain au chocolat
Lasciate ammorbidire a temperatura ambiente 150 g di burro.
Scaldate al microonde 120 g di latte intero con 20 g di farina di cocco. In questo modo il latte prenderà tutto il profumo del cocco.
Versate nella ciotola dell'impastatrice 500 g di farina 00, 150 g di uova intere (3 uova piccole), 15 g di malto di riso (in alternativa il miele va benissimo), 15 g di rum, 70 g di zucchero. 
Con un passino filtrate il latte al cocco direttamente sugli altri ingredienti e premete bene col dorso di un cucchiaio il cocco grattugiato, per recuperare tutto il latte che ha assorbito. Quando il cocco nel passino risulta asciutto mettetelo da parte.
Aggiungete agli ingredienti nella planetaria anche 5 g di lievito di birra secco e azionate l'impastatrice a velocità media per amalgamare gli ingredienti, quindi portatela alla velocità massima per una decina di minuti. Durante la lavorazione aggiungete 8 g di sale.
L'impasto risulterà omogeneo e si staccherà dalle pareti della ciotola. Trasferitelo in una scodella leggermente unta di olio di semi e copritela ben stretta con la pellicola.
Lavorate a crema il burro ammorbidito aggiungendo due cucchiai del cocco che avete tenuto in infusione col latte e che avete messo da parte.

Per le indicazioni che seguono vi suggerisco di consultare la ricetta delle "Nastrine Striate" dove troverete foto passo passo della procedura da seguire.
Quando l'impasto sarà notevolmente aumentato di volume potrete passare a stendere l'impasto allo spessore di circa 1/2 cm dandogli la forma di un rettangolo piuttosto allungato.
Spalmate il burro al cocco su 2/3 della superficie del rettangolo  lasciando liberi i bordi, quindi ripiegate verso il centro per prima la parte di impasto "vuota" e terminate chiudendo anche la parte coperta di burro verso il centro, posizionandola sopra quella che avete appena piegato. In questo modo avrete piegato il rettangolo di pasta "a portafoglio" come vedete nella figura che segue. Questa è la prima piega.




Riponete la pasta così piegata in frigorifero su un vassoio coperto di pellicola e coprite con la pellicola anche la superficie della pasta.
Dopo 1 ora stendete nuovamente la pasta fino ad ottenere un rettangolo delle dimensioni di quello iniziale, quindi piegate ancora una volta prima un bordo e poi l'altro verso l'interno come avete fatto per la prima piega. Questa è la seconda piega.
Riponete in frigo per un'altra ora e procedete nello stesso modo per una terza e una quarta piega.
In questo modo alla fine avrete ottenuto un panetto di impasto che all'interno sarà lamellato di sottili strati di burro.

Stendete per un'ultima volta il panetto di impasto allo spessore di 1 cm scarso dandogli la forma del solito  rettangolo, quindi tagliatelo a metà per il lungo e ricavate dei rettangoli più piccoli tenendo presente che il lato più corto sarà la lunghezza dei pain au chocolat (i miei sono lunghi 8 cm).
Cospargete i rettangoli di gocce di cioccolato (quantità a piacere) e arrotolate morbidamente a partire da un'estremità .

Disponete i pain au chocolat su una placca di alluminio rivestita di carta da forno (ponendo la "giuntura" verso il basso) distanziandoli bene fra di loro visto che dovete ancora lasciarli lievitare e che in cottura si gonfieranno ulteriormente.
Copriteli con uno strato di pellicola e lasciateli lievitare fino a che non risultano piuttosto gonfi,  quindi infornate a 180° fino a che non risultano dorati.

Lasciateli intiepidire su una graticella.





lunedì 11 giugno 2012

Nastrine Striate al Cacao (Brioche o Sfoglia?)

Ho appena scoperto che per il contest Get an Aid in the Kitchen è possibile
proporre ricette ripubblicate e dato che ultimamente non riesco a mettermi in 
cucina con la calma necessaria alla preparazione di lievitati (mi piace far lievitare
gli impasti in frigorifero mooolto lentamente) ho pensato di riproporre questa
"vecchia" ricetta nella speranza di aver modo di presentarne anche una 
inedita in seguito (se ne possono presentare fino a tre).
Vi lascio al post originale.

***

Ho comprato un'impastatrice da circa due settimane. Mi si è aperto un mondo.
Non che prima non mi cimentassi in certe preparazioni, ma di certo non può
esserci il minimo paragone tra i benefici che l'impasto trae dall'essere lavorato
con una velocità ed un vigore che certo non possono essere eguagliati dalle mie mani
Nemmeno pensando alle persone che più detesto al mondo posso "maltrattare" l'impasto 
a quel modo e così a lungo senza bisogno che mi ricoverino d'urgenza.
Volevo provare a fare le Nastrine in casa e come sempre quando provo a riprodurre
qualche prodotto noto, prima faccio mente locale sulle sue caratteristiche.
Ho pensato che le Nastrine sono sfogliate, certo, ma è anche vero che non hanno
la consistenza vera è propria di una sfoglia classica. Diciamo che 
pur essendo sfogliate restano sul briochioso :o)
La base della ricetta è del mitico Montersino (la sua ricetta della pasta brioches)
con la piccola modifica dei 100 g di Manitoba.
La fase della sfogliatura col numero di pieghe (solo due!) e la grammatura di burro e 
cacao necessari sono stati pensati da me per cercare di ottenere un risultato simile.
Se le volete proprio identiche vi basterà sostituire il cacao con lo zucchero a velo.




Per 12 Nastrine grandi
Mettete nella planetaria 400 g di farina 00, 100 g di farina manitoba, 180 g di uova (circa 3), 80 g di latte, 15 g di lievito di birra fresco (o 5 g di lievito di birra secco), la scorza grattugiata di un'arancia, 2 cucchiaini di estratto di vaniglia, 15 g di miele, 70 g di zucchero.
Lavorate gli ingredienti col gancio per una decina di minuti, quindi cominciate ad aggiungere gradualmente 180 g di burro molto morbido, ma non fuso. Non aggiungetene di nuovo fino a che il precedente non è stato inglobato nell'impasto.
Una volta terminato il burro, aggiungete 8 g di sale e lasciate lavorare l'impasto per altri 5-10 minuti, quindi tiratelo fuori dalla planetaria e lavoratelo brevemente su un piano da lavoro ben infarinato, giusto il tempo di dargli la forma di un panetto. Lasciatelo lievitare, coprendo con la pellicola la ciotola, per tre ore in frigorifero.
Mentre aspettate, lavorate con un cucchiaio 100 g di burro morbido con 10 g di cacao amaro fino a sciogliere tutti i grumi ed ottenere una specie di crema che lascerete a temperatura ambiente.




Trascorse le 3 ore, lavorate brevemente l'impasto con le mani e stendetelo col mattarello dandogli la forma di un rettangolo dello spessore di 1 cm scarso. Spalmate in modo omogeneo la crema di burro e cacao sui 2/3 del rettangolo lasciando i bordi liberi, quindi piegate la parte "vuota" verso il centro e terminate chiudendo il terzo ancora aperto e farcito anch'esso verso il centro (sopra la parte vuota che avete appena piegato). Premete leggermente i bordi per sigillare il burro all'interno del panetto.
Questa che avete eseguito, è la prima piega. Trasferite il panetto in frigorifero e aspettate un'ora.
Stendete nuovamente il panetto fino ad ottenere un rettangolo come quello iniziale e ripetete nuovamente l'operazione delle pieghe portando prima un terzo e poi l'altro verso il centro. Questa è la seconda piega. Mettete nuovamente il panetto in frigorifero e aspettate un'ora.




Infarinate il piano di lavoro e premete leggermente col mattarello per compattarlo. Non dovete appiattirlo o renderlo più sottile perchè, come vedete in foto, deve rimanere di un certo spessore per formate dei "bastoncini" che prenderete dalle estremità e torcerete per ottenere la forma adatta (un po' a caramella).
Prima di procedere, rifilate i bordi di 1 cm su tutti e quattro i lati del panetto o rischierete che le nastrine non si aprano del tutto in cottura, compromettendone l'estetica.
Io odio gli sprechi, quindi ho usato questi scarti per formare delle girelle.
Disponete i bastoncini attorcigliati su una placca d'alluminio rivestita di carta da forno. Non usate le teglie antiaderenti (quelle nere, per intenderci) perchè in cottura bruciano più velocemente il fondo di ciò che state cuocendo. Se non avete placche di alluminio vanno bene anche quelle usa e getta.






Non abbiate fretta e lasciate lievitare le nastrine che avete formato a lungo. Possono volerci anche diverse ore, ma non infornatele prima che siano gonfie, morbide e, soprattutto, raddoppiate di volume. 
Io ho fatto anche la prova di metterne alcune in frigorifero prima di questa seconda lievitazione. La sera le ho tirate fuori e le ho lasciate a temperatura ambiente. La mattina successiva erano perfettamente lievitate e pronte da essere infornate.






Quando sono pronte per essere infornate, spennellatele molto delicatamente con poca acqua (veramente poca, deve fare solo da collante), e cospargetele con abbondante zucchero per ottenere la classica copertura a granelli delle nastrine.
Infornatele a 170° per circa 20 minuti. Sfornatele e lasciatele raffreddare su una graticella.


Eccole qui nella loro veste originale




Con questa ricetta dolce partecipo al contest


sabato 24 marzo 2012

Hot Cross Buns (senza uova)

Volevo provare a preparare questi dolcetti pasquali, tipici del Regno Unito, 
da moltissimo tempo, ma ora che ho un'impastatrice e la Pasqua incombe 
non ho avuto più scuse per rimandare.
A Londra si trovano facilmente in moltissime vetrine di pasticceria tutto l'anno,
tutti in fila a tentarti da dietro al vetro con la loro glassatura lucida e il colore dorato. 
Si tratta di soffici panini dolci e speziati, arricchiti dall'uvetta,
che vanno mangiati il Venerdì Santo e proprio per questo sono decorati dal motivo superficiale a croce che può essere realizzato in diversi modi che possono
variare dalle strisce di pasta aggiunte prima della cottura alla glassa aggiunta
una volta che i panini sono raffreddati, fino a una semplice incisione.
In questa ricetta non ci sono uova e serve pochissimo lievito (2 g), inoltre 
l'impasto va lasciato lievitare molto lentamente e per lungo tempo in frigorifero.
Ciò renderà più lunghi i tempi di preparazione (non più difficile la ricetta), ma
garantirà la riuscita di buns molto digeribili e leggeri.
Io ho preparato l'impasto ieri pomeriggio e l'ho lasciato in frigorifero tutta la notte e
questa mattina ho formato i panini e li ho fatti lievitare 4 ore prima di infornarli.
Ne vale veramente la pena, perchè si ottengono dei buns talmente soffici
da poterli schiacciare sotto il palmo di una mano.
Una simpatica curiosità: secondo le antiche credenze popolari i buns cucinati nel giorno
del Venerdì Santo non possono ammuffire... ma dureranno abbastanza da scoprirlo?




Per una ventina di buns (da 50 g di impasto l'uno)

Tagliate a dadini 150 g di burro e lasciatelo ammorbidire a temperatura ambiente.
Mettete nella ciotola dell'impastatrice 200 g di farina 00 e 200 g di farina manitoba.
Scaldate al microonde 250 ml di latte intero con 80 g di zucchero, la scorza grattugiata di un limone, la scorza grattugiata di un'arancia e 1/2 cucchiaino di cannella. Quando questo infuso profumato sarà tiepido aggiungete 2 g di lievito di birra secco e mescolate brevemente, quindi aggiungetelo alle farina e fate lavorare l'impasto col gancio per 5 minuti.
A questo punto azionate nuovamente il gancio e aggiungete poco burro morbido e 8 g di sale. Procedete con altro burro solo quando il precedente sarà stato "assorbito". Una volta terminato tutto il burro, lasciate lavorare l'impasto a velocità sostenuta per 8 minuti.
Trascorso questo tempo avrete ottenuto un impasto morbidissimo che comincerà ad accennare a staccarsi dai bordi. 
Infarinate leggermente un piano di lavoro, trasferitevi l'impasto e dategli la forma di un panetto toccandolo lo stretto indispensabile. Lasciatelo lievitare in frigorifero in una ciotola molto capiente coperta col la pellicola ben stretta.
Dopo circa tre ore tirate fuori l'impasto e lavoratelo brevemente con le mani aggiungendo 50 g di uvetta (o mirtilli disidratati) fatta rinvenire in acqua calda e strizzata, quindi formate dei piccoli panini tondi e disponeteli ben distanziati su una placca di alluminio rivestita di carta da forno.
Lasciate lievitare i panini fino a che non raddoppiano il loro volume, quindi decorateli con una croce di pastella ottenuta lavorando due cucchiai di farina 00 con poca acqua (fino a ottenere una pastella morbida da trasferire in una tasca da pasticciere per procedere facilmente a tracciare il motivo a croce).
Infornate i panini a 170° per circa 30 minuti. Devono risultare ben dorati.
Per la lucidatura finale vi basterà scaldare al microonde una tazzina da caffè di marmellata di albicocche fino a renderla fluida. 
Lasciate raffreddare i buns su una graticella e glassateli per lucidarli, quindi fateli asciugare prima di servirli.




Con questa ricetta partecipo al contest
"Tutta la dolce Pasqua del mondo"


martedì 21 febbraio 2012

C'è Aria di Cornetti 100% Kamut

Ho postato la ricetta "I brownies che non ti aspetti" appena 3 giorni fa ed eccoci
ancora una volta qui con una ricetta nata un po' per errore.
Ieri sono andata a comprare la farina di kamut perchè ho deciso che era giunto
il momento di preparare la mia ricetta per il contest di Aria che chiede
di riproporre le prelibatezze che abitualmente prepariamo con la farina di grano
(che lei non può più mangiare) sostituendola con quella di Kamut.
Dato che posso solo immaginare la sofferenza di chi, goloso ed appassionato di cucina,
deve rinunciare a molte delle proprie abitudini per ricreare tutto un nuovo universo
di possibilità, non potevo non dare il mio piccolo contributo.
Dico che la ricetta nasce per errore perchè ho dato per scontato di dover usare solo
questo tipo di farina che non avevo mai provato in vita mia.
Finito di preparare il mio impasto decido di fare un giro proprio sulla pagina 
dedicata al contest per curiosare fra le proposte già in lista e appena arrivo nella Home 
di Aria cosa vedo? Dei Magnifici bomboloni che hanno l'aria di essere proprio soffici.
Mi chiedo come abbia fatto usando solo la farina di Kamut e fra gli ingredienti trovo
la farina Manitoba... MA ALLORA POTEVO USARLA!?!
Ormai il danno era fatto, l'impasto (senza Manitoba, preziosissima per questo tipo di preparazioni) pronto già a lievitare... disperazione.
Devo dire che alla fine il risultato non solo non mi è sembrato male, ma il
gusto di questa farina mi è piaciuto moltissimo e i cornetti sono risultati
 burrosi (se non ti ungi le dita non ne vale la pena :o) e dalla crosticina friabile. 
Riproverò a farli unendo anche una parte di Manitoba che sicuramente li renderà
più morbidi e credo che mi lancerò in altri esperimenti al più presto.




per 8 cornetti
Formate un impasto lavorando insieme 300 g di farina di kamut e circa 250 ml di latte tiepido  (dovete regolarvi sentendo la pasta sotto le mani) in cui avrete sciolto 20 g di miele, 35 g di zucchero, 1
 cucchiaino di estratto di vaniglia, la buccia grattugiata di mezza arancia e 4 g di lievito di birra secco.
Aggiungete per ultimi 7 g di sale fino e lavorate l'impasto su un piano da lavoro con un certo vigore fino a che non risulta liscio ed elastico.
Mettete a lievitare l'impasto in una ciotola unta, coperta con la pellicola ben stretta, in un luogo caldo fino a che non risulta notevolmente gonfio e morbido.
Lavorate brevemente con le mani l'impasto lievitato,  infarinate un piano e stendete la pasta a forma di rettangolo (il più regolare possibile) dello spessore di 1 cm.






Stendete su un piano da lavoro un foglio di carta da forno e distribuitevi sopra 175 g di burro freddo di frigo tagliato a fettine di 1 cm. Disponete le fette ben strette, le une attaccate alle altre, coprite con un secondo foglio di carta e stendete premendo con fermezza, ma gentilmente, con un mattarello fino ad ottenere un panetto di burro che sia grande quanto i 2/3 della pasta che avete steso e dai bordi definiti. Nel lavorarlo il burro si sarà leggermente ammorbidito, quindi trasferitelo su un vassoio e in frigo ad indurire (non ci vorrà molto).
Togliete il foglio in superficie, capovolgete il burro in modo che venga a contatto con la pasta stesa e disponetelo ad una estremità del rettangolo lasciando i bordi liberi per saldare il panetto di pasta prima di procedere con le pieghe.

Entrambe le estremità vanno piegate verso il centro. Piegate prima il terzo di pasta senza burro verso il centro, poi quello col burro chiudendo il tutto a portafoglio. Avrete ottenuto nuovamente un rettangolo. 
Stendetelo nuovamente fino a fargli assumere le dimensioni del rettangolo iniziale e ripiegare nuovamente a portafoglio portando le estremità verso il centro. Trasferite su un vassoio coperto di pellicola con cui coprirete anche la superficie e mettete in frigo per 1 ora.
Trascorso il tempo stendete di nuovo la pasta come avete già fatto e ripiegate allo stesso modo, poi di nuovo in frigo e così via.
Infarinate sempre il piano per non rischiare di far attaccare la sfoglia.
Io faccio le pieghe 4/5 volte.
Quando avrete finito, tagliando la pasta, potrete distinguere gli strati.





Per formare i cornetti stendete la pasta e formate dei triangoli dello spessore di 1 cm scarso. Io ho lasciato i miei cornetti al naturale, ma se volete farcirli, mettete il ripieno alla base del triangolo, allungate la punta tendendola fra le dita e arrotolate dalla base verso la punta facendo in modo che questa alla fine resti sotto il cornetto che avete formato. Disponete i cornetti ben distanziati su una placca con carta da forno, incurvateli leggermente per dargli la tipica forma a mezza luna e lasciateli riposare per 30 minuti in un luogo caldo. Infornate a 180°.




L'umidità sprigionata dal burro presente fra uno strato e l'altro farà gonfiare i cornetti. A questo punto abbassate leggermente la temperatura e lasciate cuocere per circa 20 minuti. Se non cuociono a sufficienza, gli strati non si "fissano" e i cornetti si sgonfiano (saranno anche buoni, ma di certo non invitanti).
Fate raffreddare i cornetti su una grata.
Godetevi il meritato frutto delle vostre fatiche.







Con questa ricetta partecipo al contest di Aria



NOTA: questa è mezza dose rispetto a quella che uso di solito perchè trattandosi di un esperimento mi sono tenuta sul sicuro, ma dato che ci vuole molto tempo a prepararli per via dell'attesa di un'ora fra una piega e l'altra, vale la pena di prepararene di più e congelare i cornetti una volta cotti. Tirateli fuori la sera prima per farli scongelare a temperatura ambiente e scaldateli per pochi secondi nel microonde, a temperatura media, la mattina.

sabato 3 dicembre 2011

Chiocciole di Brioche con Uvetta

Uno dei piaceri più grandi è una colazione fatta con calma, con chi ami
e gustando qualcosa di buono, profumato e bello da vedere.
Solitamente questo è possibile solo nei fine settimana e dato che 
oggi è sabato vi propongo queste brioche. 
Per me sono una gioia per gli occhi queste chiocciole gonfie e lucide 
con l'uvetta scura che fa capolino fra i giri della spirale.
Si realizzano imprimendo la forma con un apposito stampo, ma
se non lo avete, non temete. Con la semplice forma tonda di una brioche
non risulterà certo meno invitante e se proprio non volete rinunciare potete 
stendere la pasta in un "cordoncino" sottile ed arrotolarlo a mo' di girella.




Per 6 chiocciole
Mettete a bagno una manciata di uvetta in acqua calda con un cucchiaio di maraschino.
Pesate in una ciotola capiente 220 g di farina 00 (non avevo Manitoba) e 3 grammi di lievito di birra secco.
Intiepidite 80 ml di latte intero con 25 g di zucchero, la scorza grattugiata di un'arancia ed 1 cucchiaio di estratto di vaniglia. Unite 40 g di burro morbido mescolando per farlo sciogliere. Unite anche un uovo intero e sbattete brevemente con una forchetta.
Se avete un'impastatrice, lavorate con il gancio fino a che l'impasto non risulta incordato (non è più appiccicoso, ma si stacca dai bordi e dal gancio con facilità).
Se non avete l'impastatrice potete procedere nel seguente modo.
Cominciate a lavorare, con le mani, la farina con questo infuso e quando comincia ad aggregarsi e prendere corpo aggiungete 3 g di sale fino. Continuate a lavorare.
L'impasto vi sembrerà troppo umido ed appiccicoso e sarete tentati di aggiungere farina. Non fatelo. Insistete a lavorare la pasta sul piano da lavoro.
Capirete che l'impasto ha la giusta consistenza quando comincerà a staccarsi dal piano pur rimanendo molto morbido.
Ungete con poco olio di semi una ciotola e mettete l'impasto a lievitare in frigorifero, coprendo la ciotola con la pellicola ben stretta, fino a che non raddoppia il suo volume.
Rimettete di nuovo l'impasto sul piano e lavoratelo energicamente con le mani aggiungendo l'uvetta strizzata, quindi lasciatelo riposare una decina di minuti e formate 6 palline (io ho pesato l'impasto per avere porzioni uguali e ciascuna era di circa 75 g, ma io sono un po' maniacale).
Disponete le palline su una placca rivestita di carta da forno e imprimete il motivo a spirale premendo con l'apposito strumento. Lasciate lievitare fino a che le chiocciole non risultano ben gonfie.
Spennellate con un tuorlo misto ad un cucchiaio di latte ed infornate per circa 20 minuti a 180°. Sfornate e fate intiepidire su una graticella.




NOTA: Se siete fra quelli che non amano l'uvetta potete sostituirla con gocce di cioccolato.
Come per altre ricette per la colazione che ho proposto, potete surgelare singolarmente le chiocciole e tirarle fuori la sera prima per farle scongelare a temperatura ambiente. La mattina bastano 10 secondi di microonde e tornano profumate e morbide.

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