Visualizzazione post con etichetta cucina americana. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cucina americana. Mostra tutti i post

mercoledì 3 aprile 2013

Pigs in a Blanket alla Senape fra Francia e Inghilterra (aspetto il numero 700)

I Pigs in a blanket, letteralmente maiali in una coperta, non sono altro che dei
wurstel avvolti in una pasta che fa loro da involucro e cotti al forno. Spesso si usa avvolgerli nella sfoglia pronta per praticità, ma devo dire che visto il gusto deciso dei 
wurstel, una pasta dalla consistenza meno effimera si presta decisamente meglio.
Il loro più classico accompagnamento è la senape e io in questa versione ne ho aggiunto una piccola quantità direttamente all'interno dell'impasto. Per chi non fosse amante della senape posso subito dire che il risultato finale non presenta affatto un chiaro sentore 
della presenza di questa salsa, ma solo quel tocco che dona un gusto più deciso.
Quelli che vedete in foto sono un po' più grandi rispetto a come vengono preparati 
solitamente, ma se li volete più piccoli scegliete i mini wurstel da cocktail.

La senape Maille è un prodotto antico e la data che vedete sull'etichetta, 1747, è l'anno 
in cui Monsieur Maille, che da lì a vent'anni diventerà fornitore ufficiale dei reali di Francia, aprì l'omonimo negozio a Parigi in Place de la Madaleine, dove ancora oggi la senape viene spillata a mo' di birra. Sugli scaffali è possibile trovare e assaggiare infinite varietà di questa salsa, in declinazioni alla maggior parte di noi sconosciute, per scegliere 
quella più adatta a qualsiasi abbinamento. 

Nel post troverete anche una foto sella senape in polvere della Colman's,
altro antico marchio fondato da Jeremiah Colman a Norwich nel 1814. Anche in questo caso la data è ben visibile sulle confezioni come vanto di una lunga tradizione di successo. A partire dal 1866, anno in cui divenne fornitore della regina Vittoria, sulla confezione è presente anche lo stemma del Royal Warrant, concesso ai commercianti che forniscono beni o servizi alla famiglia reale che ancora oggi la Colman's fornisce con i suoi prodotti.

***

Con questa ricetta partecipo al contest di Ale (trovate il link alla fine del post) che
chiede di proporre ricette straniere spiegando il proprio legame con esse. Io ho scoperto
i pigs in a blanket ben dieci anni fa guardando "Nigella Bites" su Tele+ (ebbene sì, non
esisteva ancora SKY). In quegli anni si rafforzava la mia passione per la cucina e gli
episodi di quel programma sono una pietra miliare della mia formazione culinaria, li
conosco quasi a memoria e ancora oggi quando mi ci imbatto facendo zapping non riesco 
a non fermarmi a guardare. Il libro tratto da quel programma, comprato in lingua originale a Londra quando Nigella non era ancora edita in Italia, l'ho sfogliato mille volte
e fa parte dei volumi dedicati alla cucina che più amo.

***

Oggi mi sono accorta che i lettori del blog sono arrivati a 699. Ripenso a quando 
ho iniziato e vedevo comparire i primi "quadratini" sotto a quella sezione e 
colgo l'occasione per ringraziare sinceramente tutti e 699.




Per 18 pigs in a blanket
Versate in una ciotola 200 ml di acqua tiepida, 30 g di senape Maille, 20 g di zucchero, 5 g di olio d'oliva, 5 g di miele fluido, 5 g di lievito di birra secco e una macinata di pepe fresco
Mescolate per unire gli ingredienti, versate 325 g di farina 00 e cominciate a lavorare il tutto con una forchetta fino a che l'impasto non comincia ad aggregarsi e non è più possibile continuare, quindi trasferite il tutto sul piano da lavoro leggermente infarinato e lavorate con le mani fino a ottenere un panetto. 
Stendetelo grossolanamente con le dita, versatevi sopra 9 g di sale fino e lavoratelo nuovamente con le mani fino a far assorbire il sale, quindi mettete il panetto a lievitare in una ciotola coperta col la pellicola ben stretta in modo da favorire il formarsi di un ambiente umido all'interno.
Quando l'impasto è raddoppiato di volume, stendetelo piuttosto sottilmente dandogli la forma di un rettangolo col lato minore lungo quanto un wurstel (ne serviranno 6) a cui avrete appena spuntato le estremità arrotondate. 
Tagliate questo rettangolo in tre lunghe strisce (dato che ogni wurstel è stato tagliato in tre parti, avrete la misura perfetta per procedere ad arrotolare i singoli pezzi).
Tagliate queste lunghe strisce in rettangoli della lunghezza necessaria ad avvolgere comodamente i wurstel e procedete come vedete nelle foto a seguire.






Disponete questi "fagottini" su una placca di alluminio rivestita di carta da forno distanziandoli un po'. Lasciateli riposare per circa mezzora, quindi spennellateli con una mestura composta da 1 tuorlo, un cucchiaino di senape in polvere e un cucchiaio di latte.
Per un effetto più gradevole, vi suggerisco di aver cura di spennellare solo la superficie delle strisce di pasta e non tutto l'involucro. In questo modo in cottura le strisce assumeranno un colore dorato e un aspetto lucido, mentre la parte di pasta sottostante manterrà un aspetto più rustico in un piacevole contrasto.
Cuocete a 180° per 30 minuti e accendete il grill se non siete soddisfatti della doratura una volta che la cottura è ultimata.
Mangiateli caldi.





Vi lascio quattro scatti del lunedì di Pasquetta. La primavera è arrivata :o)











ti invita al suo contest


giovedì 28 marzo 2013

The Burger according to Christina. La poesia del panino e qualche curiosità.

Il panino mi rende felice. Sul serio, sedermi a tavola davanti a un panino ben fatto,
mi mette di buonumore. E quando dico ben fatto non intendo dire che debba trattarsi di 
un panino stra-farcito, ma di un panino in cui ciascun sapore sia quello giusto. 
L'esempio più minimalista di questa mia passione è senza dubbio il panino all'olio dalla
consistenza effimera e dall'irresistibile colore brunito della sottile crosticina interamente punteggiata da un'infinità di microscopiche bollicine di un fornaio del paese accanto al mio con DUE fette di buon prosciutto cotto dal profumo dolce. Ecco, solo a scriverlo sogno...

***

Di ricette per hamburger ne girano tantissime in rete, quindi con questo post
non voglio proporre una vera e propria ricetta, ma riportarvi la simpatica spiegazione di come questo piatto made in USA dovrebbe essere presentato, scritta da un'americana DOC! Si tratta di Christina, una deliziosa ragazza americana che ha trovato l'amore in Italia, un amore coronato con uno splendido matrimonio, a cui ho
avuto il piacere di partecipare, celebrato fra i colli toscani.
La lettera ricevuta via FB risale al 16 novembre 2011.

"La prima errore che trovo qui in Italia con le hamburger e' come sono fatte....Di solito le hamburger sono fatte con carne macinata (non da una pezzo di carne gia' preparata come di solito si trova qui in Italia. Quelle gia preparate sono troppo sottile. Le hamburger sono una cosa vere e sono piu grosse. Sono fatti a mano dal nulla.)
Se vuoi un'hamburger viene su piatto con solo il pane e carne e poi accanto ci sono i toppings che la gente aggiungano da solo. Quelle classiche (e piu semplice) vengono con la lettuga, pomodori a fette, e cipolla a fette. Se vuoi un Cheeseburger, vengono con una fetta di Cheddar Cheese sciolta sopra la carne. Quell'formaggio non esiste tanto in Italia quindi puoi sostituirlo con una fetta di provolone o un formaggio che ti piace. 
Un'altro "topping" che e' molto diffuso e' aggiungere anche le fette di bacon sopra (prosciutto americano).
I condimenti che vengono con le hamburger sono ketchup o senape... NON maionnese!! 
Spero di aver aiutata!! Fammi sapere se hai altre domande!
baci!! xoxo"





Nella foto che vedete qui ho presentato il mio hamburger preferito: hamburger di manzo, lattuga romana, formaggio, salsa BBQ, pancetta e cipolla croccanti. Ho usato un soffice panino all'olio con semi di sesamo acquistato dal fornaio (non quello confezionato) e ho preparato delle patatine fritte rigorosamente homemade (non surgelate).

Tornando alla lettera di Christina, va detto che effettivamente chi ha avuto modo di veder preparare un autentico hamburger americano si sarà accorto che si tratta di vere e proprie "polpette", preparate con del macinato di carne speziato a seconda dei gusti, che nulla hanno a che vedere con le nostre cosiddette "bistecche svizzere" dal gusto piuttosto neutro e dallo spessore ridotto (e anche quando gli hamburger fossero più sottili state pur certi che non ne trovereste solo uno nel panino). Alcuni storici locali hanno il loro particolare mix di spezie, brevettato da qualche lontano avo coi baffi, che viene tramandato generazione dopo generazione con l'obbligo di mantenere la segretezza, pena la morte.

Il cheddar è un formaggio a pasta dura dal colore arancione di origine inglese. Da noi è davvero difficile trovare l'originale dal gusto intenso, ma potete facilmente trovarlo nella versione in sottilette filanti dal sapore più delicato (del tutto simile a quello negli hamburger dei famosi fast food) presso i supermercati della Lidl.

Un'altra cosa che rende i nostri panini, in Italia come in diversi paesi europei, poco fedeli agli originali è la diffusissima presenza di maionese (non a caso Christina ha scritto "NON maionnese" usando le lettere maiuscole). L'idea di intingerci anche le patatine fritte poi è considerata una follia. Avete mai visto "Pulp Fiction"? C'è un dialogo che in pochi secondi rende l'idea di ciò di cui sto parlando. Clickate QUI.

Visto che questo post nasce con l'intento di diffondere qualche curiosità vi lascio anche un video del geniale Heston Blumenthal (già visto qui da me in questo post che potrebbe tornarvi utile fra non molto) che spiega come preparare patatine fritte perfette. Guardatelo, è illuminante, ma un cosa ve l'annuncio: la tripla cottura!!!




Heston Blumenthal si è cimentato anche nella ricerca della preparazione dell'hamburger perfetto. Io nemmeno sogno di avvicinarmi alle sue competenze nel campo della chimica vera e propria, ma credo ci siano piccoli accorgimenti che tutti noi possiamo facilmente mettere in atto e che credo facciano la differenza fra un pane con della roba dentro e un panino:

  1. preparare in anticipo tutti gli ingredienti previsti per la farcitura facilita l'assemblaggio del panino e velocizza i tempi permettendovi di mangiare un panino ancora caldo;
  2. è meglio scegliere un panino soffice, dalla crosticina sottile (tipo panini all'olio o al latte) comprato dal fornaio, non confezionato;
  3. tagliare il panino e tostare leggermente la parte interna delle due metà aiuta a esaltare la fragranza del pane e a renderlo più resistente all'umidità degli ingredienti che dovrà contenere;
  4. io non sopporto i panini che ad ogni morso grondano salsa fuori dai bordi, quindi spalmo la metà inferiore del panino con la salsa che ho scelto come condimento in uno strato piuttosto sottile (ma questa è una cosa soggettiva);
  5. un tritato con una certa percentuale di grasso anziché un macinato di fibra magra garantirà un hamburger succoso, umido e gustoso invece di una suola da scarpe (avete presente quando da bambini avevate la sgradevole sensazione di masticare lo stesso boccone di carne per l'eternità?);
  6. cuocere inizialmente l'hamburger su una piastra ben calda aiuta il formarsi di una crosticina esterna "sigillata" che conserva i succhi all'interno della polpetta e allo stesso scopo è utile non forare o premere la carne mentre cuoce;
  7. quando l'hamburger è pronto spengo il fuoco, dispongo una fetta del formaggio che ho scelto su ciascun hamburger e copro col coperchio per un minuto;
  8. io dispongo la lattuga sulla metà inferiore del panino adagiandoci sopra l'hamburger che con i suoi succhi le darà sapore;
  9. dispongo le fette di pancetta tesa su una piastra antiaderente a fuoco basso senza alcun tipo di grasso e quando cominciano a "scoppiettare" le giro dall'altro lato perchè siano ben tostate e una volta pronte le metto ad asciugare su carta assorbente tamponandole;
  10. a me non piace la cipolla cruda, ma per chi la volesse nel panino può essere utile tagliarla a fettine sottili e lasciarle a bagno in acqua fredda cambiandola due volte per renderne meno aggressivo il sapore;
  11. se volete aggiungere anche delle fette di pomodoro tagliatele piuttosto sottilmente, eliminate la parte acquosa e salatele (quelle fette insapore nei panini rovinano tutto), quindi disponetele sul formaggio fuso sopra all'hamburger, così si "incolleranno" e non sgusceranno fuori a ogni morso.


Vi lascio qualche link:


mercoledì 16 maggio 2012

Sandwich Fritto Triplo Strato con Formaggio e Pancetta Croccante... e lo chiamano spuntino!

Il blog "Pasticciando fra i fornelli" propone un contest sullo spuntino di mezzanotte.
Pensandoci un po' mi sono resa conto che quando si è in compagnia, la chiacchiera è piacevole, si fa tardi e viene voglia di preparare qualcosa, difficilmente si
dice "Ma perchè non ci facciamo una bella insalatina?".
E' inutile prendersi in giro e parlare di "spuntino" di mezzanotte. Quando si hanno
delle voglie notturne, si finisce inevitabilmente per mangiare delle porcherie atomiche
caloriche quanto un pasto completo, ma diciamoci la verità... quant'è bello quando si 
è con gli amici a tarda notte e si decide di preparare qualcosa di diabolicamente
sfizioso da mangiare insieme per condividere (e alleggerire) il senso di colpa?
Non so se avete mai visto "Man vs Food". Il simpatico Adam Richman gira gli
Stati Uniti alla ricerca dei locali famosi principalmente per una caratteristica: proporre
delle vere e proprie sfide il cui obbiettivo è quello di riuscire a terminare piatti
di autentico junk food di proporzioni bibliche come burritos da un chilo, montagne
di nachos con chili, guacamole e formaggio fuso, hamburger alti mezzo metro, 
pancakes grandi quanto un copertone, sandwich ai nove formaggi, ali di pollo piccanti infuocate come lava e tutte le creazioni delle menti più malate d'America.
Il mio sandwich non è paragonabile ai piatti che ho elencato per quanto riguarda
le dimensioni, ma concettualmente siamo in quel campo.
Se vi va scrivetemi senza vergogna nei commenti quali sono stati 
vostri peggiori peccati culinari. 


In questi giorni Sabrina ha indetto il suo primo contest: "Snack Time".
Vi invito a sostenerla partecipando e proponendo la vostra ricetta per la merenda.

Voglio ringraziare Vane del blog "Pasticciando fra i fornelli",
Nelly del blog "Baci di dama" e
per avermi premiata inserendo il mio blog fra i loro preferiti.




Per un sandwich
Disponete 3 fette di pancarrè sul piano di lavoro. Disponete, su due delle tre fette, del formaggio a fettine. Non specifico di quale tipo sia perchè ciascuno può scegliere la varietà che preferisce (io ho usato della provola), sia perchè, trattandosi di una ricetta notturna, ci si adatta a quello che si trova in frigorifero.
Fate scaldare una padella antiaderente e adagiatevi 2 fette di pancetta tesa senza alcun tipo di grasso perchè sarà sufficiente quello rilasciato in cottura. Fate tostare le fette di pancetta da entrambi i lati, quindi toglietele dal fuoco e tamponatele con dello scottex per eliminare il grasso in eccesso.
Disponetele sulle fette col formaggio, quindi sovrapponete queste due fette e terminate con la fetta senza farcitura.
Sbattete un uovo con qualche cucchiaio di latte in un piatto, salate e pepate, quindi passatevi il sandwich facendolo impregnare bene sia sulle due superfici che lungo i bordi e friggetelo in padella antiaderente a fuoco basso con un filo d'olio di semi.
Non esagerate con la temperatura perchè dovete lasciare cuocere l'uovo e sciogliere il formaggio all'interno senza che l'esterno si bruci troppo rapidamente. Con una paletta voltatelo delicatamente, fatelo dorare anche dal secondo lato, quindi, aiutandovi con la paletta e una forchetta, fatelo cuocere anche lungo i bordi tenendolo "in piedi" e facendo friggere pochi secondi per lato.
Tamponatelo con cura con dello scottex e gustatelo caldo, col formaggio ancora fuso.






Con questa ricetta partecipo al contest "Lo Spuntino di Mezzanotte"

mercoledì 7 dicembre 2011

Hobo Egg (modificato)

Le uova sono il caposaldo della colazione americana e vengono servite in una varietà 
di modi: fritte, strapazzate, alla benedict e nel modo che vi presento adesso.
Col termine "Hobo Egg" (o egg-in-a-hole) si intende un uovo cotto in padella
nel foro praticato in una fetta di pane in cassetta.
Ah, un'ultima cosa. "Hobo" significa "vagabondo". Quale sia 
l'attinenza non riesco proprio ad immaginarlo. 
Si accettano ipotesi :o)




Praticate un foro al centro di una fetta di pane in cassetta, tagliato a fette spesse, aiutandovi con uno stampo per biscotti. Io trovo che il pane integrale sia perfetto (nella foto vedete del pane bianco solo perchè malauguratamente lo avevo finito).
Scaldate una padella antiaderente e ungetela leggermente con olio di semi. Mettete a tostare a fuoco basso la fetta di pane forata (mettete a tostare anche il cerchio ricavato dal pane che potrete usare dopo per intingerlo nel tuorlo se decidete di lasciarlo morbido) e quando risulta ben dorata da un lato, voltatela e rompete l'uovo nel foro. Salate e pepate.
Se volete un uovo dal bianco cotto e dal rosso morbido, cuocete sempre a fuoco basso e coprite con un coperchio.
Un'alternativa è quella di voltare delicatamente la fetta di pane con l'uovo quando si è rappreso a sufficienza sul fondo  (otterrete un uovo completamente cotto).




L'uovo viene spesso servito con la pancetta (non si sfugge). A me piace abbinare l'hobo egg a un'altra fetta di pane tostato con formaggio (scegliete voi quale) e prosciutto cotto.
E' un po' una via di mezzo fra un hobo egg ed un croque madame (a Parigi era una tentazione cui resistere ad ogni angolo di strada).
Enjoy it!

giovedì 1 dicembre 2011

Pane Marmellata e Burro d'Arachidi

Prima o poi doveva accadere!
Ho visto le mamme nelle serie TV americane preparare questi sandwich 
per i bambini, pronti ad uscire per la scuola o a merenda, mille volte.
Volevo provarlo, ma mi dicevo sempre "il burro d'arachidi è una bomba di calorie e colesterolo, meglio lasciar perdere".
Questa mattina ho ceduto... ne valeva la pena.




Ho usato panbrioche in cassetta e marmellata di mirtilli. Il gusto è veramente particolare. La marmellata risulta freschissima e fluida abbinata alla corposa pastosità del burro d'arachidi che non è affatto dolce (questo al naturale almeno, perchè una volta ne ho assaggiato uno portato direttamente dall'America ed aveva l'aggiunta di cannella e uva passa).
Che altro posso dirvi? Ormai il danno è fatto. Inutile piangere sul burro spalmato! ;o)



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...