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martedì 23 aprile 2013

Bocconcini di Pollo in Salsa Teriyaki Agrodolce da ThreeF (apriamoci al mondo)

Voi che tipo di rapporto avete con i ristoranti "etnici"?
Siete fra quelli che all'arrivo di un fumante piatto di noodles si sfregano le mani o fra 
quelli che restano con un'espressione scettica e vagamente disgustata al cospetto di qualunque piatto non emani odori noti di pomodoro e basilico?
I viaggi sono una prova senza appello per stabilire il grado di flessibilità culinaria.
Diciamoci la verità, l'italiano medio in viaggio fuori dai confini nazionali, al terzo giorno senza pasta, comincia a manifestare chiari segni di squilibrio psicofisico con picchi di follia che si manifestano chiaramente, senza equivoci, nel momento in cui decide di varcare la soglia di un loschissimo ristorante italiano che di italiano ha spesso solo l'insegna.
Nel ristorante in questione l'italiano medio, in preda all'astinenza, troverà delizioso 
un piatto di spaghetti che al confronto quelli che io preparavo da piccola col didò (ve lo ricordate il didò?) avrebbero potuto meritare un posto nel menù di Cracco.
Al di là di facili stereotipi, credo davvero che il cibo dica tanto di un popolo, che sia un
mezzo di conoscenza al pari delle visite ai musei o dei luoghi storici. Vale la pena provare (di assaggio non è mai morto nessuno) e aprirsi agli altri, a un'altra vita, ad altri mondi.

***

La ricetta di oggi è una delle due che ho proposto per il numero 0 di ThreeF.
Si tratta di un piatto semplicissimo da preparare, economico e dal gusto molto 
particolare che può costituire una buona alternativa per chi, per vari motivi, si ritrova
spesso a mangiare il solito petto di pollo alla piastra che alla lunga viene un po' a noia.




Per 2 persone

Tagliate a dadini piuttosto piccoli un petto di pollo.
Tostate in un padellino antiaderente un cucchiaio di semi di sesamo fino a che non risultano dorati (attenti perchè bruciano facilmente) e teneteli da parte.
Scaldate su fuoco forte una padella con poco olio di semi di arachidi e quando è ben calda saltate i bocconcini facendoli dorare rapidamente su tutta la superficie.
Quando risultano bruniti, aggiungete direttamente in padella 50 ml di salsa teryaki, 50 ml di aceto di riso, 2 cucchiaini di zucchero e un pizzico di sale.
Mantenete il fuoco alto e saltate i bocconcini fino a che la salsa non si ridurrà inspessendosi leggermente e velando con una glassa scura e lucida il pollo. 
Servite i bocconcini ben caldi e cospargeteli con i semi di sesamo tenuti da parte.
Vi suggerisco di accompagnarli con del semplice riso basmati condito unicamente da un filo d'olio di sesamo e del coriandolo tritato.

martedì 19 febbraio 2013

Fusi di Pollo Speziati alla Birra: il lato "rude" di RIC

Vorrei ringraziarvi con sincera gratitudine per tutte le volte che avete scritto su questo
mio piccolo spazio dicendomi di trovare eleganti le presentazioni, di gusto le stoviglie (ora pare debbano chiamarsi props, accessori di scena :o) e curati nei dettagli i dessert.
Ma i fornelli di "Ritroviamoci in cucina" sono testimoni anche del passaggio di panini con  prosciutto e maionese, cuori di pollo saltati in padella, costolette d'agnello grigliate da mangiare rigorosamente con le mani, chili di pepata di cozze (solo nei mesi giusti) coi crostini all'aglio sul fondo del piatto, alici fritte e altre cose decisamente poco romantiche, ma che racchiudono un gusto tutto speciale e che mi riprometto di proporre più spesso 
qui anche se il vostro entusiasmo per i dolci è innegabilmente più marcato.

Oggi niente dolcetti delicati, tazze da tè, strati di impalpabile zucchero a velo.
Oggi è il momento di una ricetta dai sapori forti, dall'aspetto rustico, servita in una teglia
sbruciacchiata ai bordi e con un sughetto tutto da raccogliere dal fondo col pane.

Questo piatto è semplicissimo da preparare e l'unica accortezza che richiede è di
lasciar marinare i fusi con tutte le spezie per una notte prima di cuocerli in modo da far penetrare nelle fibre tutti i profumi che lo renderanno gustosissimo.
In questa versione non sono piccanti, ma se il peperoncino non vi dispiace, aggiungetelo
pure nella quantità che ritenete opportuna agli ingredienti della marinata.

Ringrazio Sweetmiaomiao per avermi menzionata sul suo blog.




Per 6 fusi di pollo
In una ciotola capiente versate 1/2 cucchiaio di aglio in polvere, 3 cucchiai di paprica dolce, 2 cucchiai di curry giallo, 2 cucchiaini di senape in polvere (usate pure la salsa se non trovate la polvere), 1 cucchiaio di salsa barbecue, una generosa macinata di pepe fresco e 50 ml di birra chiara (ve ne serviranno 200 in tutto).
Mescolate con una forchetta per amalgamare il tutto e versate nella ciotola i fusi di pollo, quindi "massaggiateli" brevemente con la marinata e trasferite il tutto (pollo e marinata) in una busta per alimenti facendo uscire fuori tutta l'aria, chiudendola con molta cura in modo che i liquidi non possano fuoriuscire.
Lasciate in frigorifero per una notte intera - se preparate i fusi per cena marinateli dalla mattina - e al momento di cuocerli, distribuiteli in una teglia che li contenga di misura per evitare che il fondo si disperda bruciando eccessivamente in forno, versate altri 150 ml di birra e aggiungete il sale.




Cuocete per un'ora a 200°. Durante la cottura voltate di tanto in tanto i fusi e dopo mezzora bucherellatene la pelle. Questa manovra aiuterà la pelle ad asciugarsi (non troverete quel fastidioso strato di grasso morbido sottopelle mangiando il pollo) e renderà il sughetto ancora più gustoso (non è un caso se nella marinata non c'è olio).
Servite i fusi caldissimi.



martedì 15 gennaio 2013

Filetti di Pollo al Timo-Limone e Pepe Rosa avvolti nello Speck

Quando ho cominciato col blog, poco più di un anno fa, alcuni miei amici mi rimproverarono di inserire delle ricette troppo difficili da realizzare (ma è anche vero che uno di questi amici non sapeva nemmeno dividere il rosso dal bianco dell'uovo, quindi...).
Col passare del tempo, accantonato l'argomento "ricetta difficile" mi è stato fatto notare che c'erano troppe ricette dolci rispetto a quelle salate. In effetti non posso negare che la percentuale di preparazioni dolci in archivio sia decisamente superiore, ma va anche detto che la maggior parte dei lettori rimane rapita da una glassa lucida al cioccolato, dai voluttuosi ciuffi di panna a decoro di un pasticcino, dalla calda familiarità di una
torta di mele dalla superficie dorata.

Dato che nel post precedente vi ho proposto la ricetta per i croissantarchiviabile 
nelle sezioni "ricetta difficile" e "dolci", oggi cambiamo decisamente direzione.
Anche se il nome lunghissimo lascerebbe pensare ai menù pretenziosi di certi ristoranti, questa ricetta è facilissima da preparare, veloce, leggera, ma allo stesso tempo gustosa.
A tal proposito segnalo ai pochi che non la conoscessero "La Cucina di Ely" che col post di
oggi inaugura un'utilissima rubrica di cui questo piatto potrebbe idealmente far parte.

Il timo-limone dona un gusto fresco che smorza la nota affumicata dello speck.

L'unica accortezza per questa semplice ricetta è di farvi dare dal vostro macellaio
quella parte del petto di pollo che viene definita "filetto". E' un piccolo taglio carnoso dalla forma allungata che resta piuttosto succoso e umido rispetto al solito petto di pollo tagliato a fette sottili e cotto ai ferri.




Per 4 filetti di pollo 
Separate le foglie da 8 rametti di timo-limone e tritatele finemente insieme a un cucchiaio di bacche di pepe rosa
Spargete il trito sul piano da lavoro e rotolatevi i filetti in modo che si ricoprano uniformemente. Avvolgete 2 fette di speck attorno a ciascun filetto in modo da ricoprirlo interamente.
Scaldate una padella antiaderente a fuoco medio e rosolatevi i filetti, prima da un lato, poi dall'altro, senza aggiungere alcun tipo di grasso (basterà quello dello speck che si scioglierà in cottura). 
Non esagerate con la cottura per preservare l'umidità dell'interno, ma assicuratevi che non resti rosa (Gordon Ramsay potrebbe picchiarvi per questo).
Quando lo speck si è trasformato in una crosticina brunita e i filetti oppongono una certa resistenza se premuti col dorso di una posata, il pollo è cotto.
Serviteli con un filo d'olio d'oliva extravergine a crudo.





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