La volta scorsa s'è parlato d'eleganza e perle, oggi... di cozze!
Già so che in tanti proprio non ne vogliono sapere di mangiare le cozze.
Già so che in tanti proprio non ne vogliono sapere di mangiare le cozze.
Inoltre mi sono resa conto che molti si scoraggiano facilmente all'idea di preparare
piatti a base di pesce quando in realtà non ce ne sarebbe affatto motivo.
Se c'è un pregio nei frutti di mare è che sono talmente gustosi che meno
gli si aggiunge, sia in termini di manipolazioni, cotture e ingredienti, e meglio è!
Faccio un esempio concreto: per preparare una pepata, basta pulire accuratamente
le cozze, metterle in pentola, aggiungere del pepe, coprire e cuocere a fuoco vivo
fino a che i frutti non si aprono liberando i propri liquidi. Fine.
Inoltre sono pronte appena si aprono e anzi, cuocerle a lungo le rovina
(diventano piccole e stoppose), quindi sono anche un piatto velocissimo.
Sarà che vivo in un luogo di mare, sarà che il pesce è presente piuttosto spesso sulla
nostra tavola (ma mai quanto vorremmo e quanto sarebbe opportuno per la salute),
sarà che negli anni ho imparato ad assaggiare praticamente di tutto,
ma io le trovo deliziose, soprattutto quando si ha la fortuna di
"beccare" quelle giuste, saporite e dalla polpa soda e gustosa.
Si dice che le cozze non andrebbero mangiate nei mesi con la R. Non si tratta di pura
superstizione, ma semplicemente del fatto che in questi mesi (da Marzo a Dicembre)
le cozze sono in fase riproduttiva. Vi è mai capitato di prepararle e poi trovarle
piuttosto lattiginose? E' proprio quello di cui sto parlando.
In questo caso le ho preparate con gli spaghetti in bianco, senza nemmeno un
grammo di pomodoro, perchè fosse presente tutto il loro aroma, adottando delle
piccole accortezze al fine di ottenere un condimento veramente cremoso.
Scattando le foto ho cercato proprio di rendere l'idea della consistenza
del sugo, spero di esserci riuscita :o)
Vi lascio con una domanda. Dal momento che in natura esistono creature
esteticamente ben più sgradevoli di questo mollusco (anche fra gli umani),
perchè di una brutta donna si usa dire proprio che è una cozza?
Da un po' di tempo ormai ho aperto un account su Pinterest e dato che
ho raccolto un buon numero di splendide fotografie sul cibo, voglio invitarvi a
clickare sul link che trovate nella sidebar a sinistra per dare una sbirciatina.
Credetemi, è un'infinita fonte di ispirazione e troverete anche una cartella
riservata alle foto delle mie ricette che, se clickate due volte, portano
direttamente alla pagina corrispondente in questo blog.
Vi lascio con una domanda. Dal momento che in natura esistono creature
esteticamente ben più sgradevoli di questo mollusco (anche fra gli umani),
perchè di una brutta donna si usa dire proprio che è una cozza?
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ho raccolto un buon numero di splendide fotografie sul cibo, voglio invitarvi a
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Per 4 persone
Togliete a 1 Kg di cozze il filamento che fuoriesce lateralmente, quindi rimuovete con un coltellino i filamenti più evidenti sul guscio e strofinatele energicamente fra di loro sotto l'acqua prendendole a mucchietti fra le mani. Tenetele da parte.
Versate in padella un abbondante filo d'olio d'oliva, un grosso spicchio d'aglio grattugiato (o passato allo schiaccia aglio) e dei gambi di prezzemolo schiacciati.
Mettete le cozze in una padella capiente e cuocete col coperchio e a fuoco vivo. Nel giro di pochi minuti i frutti si apriranno formando un gustoso e profumato sughetto. Mescolate brevemente con una paletta e se vedete che tutte le cozze si sono aperte spegnete il fuoco.
Alcune rimarranno chiuse, non forzatele per aprirle, ma eliminatele. Rimuovete i gambi di prezzemolo. Non salate il sugo e anche se lo vedete liquido non fatelo tirare.
Io a questo punto elimino quasi tutti i gusci lasciandone solo alcuni perchè li trovo decorativi, ma in linea di massima trovo sia meglio servire questi spaghetti con gran parte dei frutti già sgusciati per evitare la classica manovra di sgusciarli tutti prima di cominciare a mangiare lasciando che la pasta, per quanto cremosa, si incolli o si raffreddi.
Cuocete 400 g di spaghetti tenendo in caldo il sugo in padella, quindi scolateli (tenendo da parte un abbondante bicchiere di acqua di cottura) 2-3 minuti prima che sia passato il tempo di indicato sulla confezione e lasciate che finiscano di cuocere in padella a fuoco vivo mescolando o saltando la pasta. Aggiungete anche una macinata di pepe e una manciata di prezzemolo tritato.
Se vedete che il sugo comincia ad asciugarsi troppo aggiungete mano a mano un po' dell'acqua della pasta tenuta da parte.
In questo modo gli spaghetti risulteranno pieni di sapore perchè finiranno di cuocere assorbendo parte del sugo e l'amido liberato dalla pasta, insieme a quello presente nell'acqua di cottura che aggiungerete, creeranno un condimento cremoso che avvolgerà la pasta senza scivolare via pur restando fluido (i miei genitori, campani, dicono che il sugo deve essere "sciuliariello").
Assaggiate gli spaghetti per vedere se sono al dente e servite immediatamente.








