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mercoledì 4 luglio 2012

Tortine Yogurt e More... come scattate le vostre foto?

Oggi vorrei lanciare una proposta a tutte voi:
vi invito a dirmi quali sono le cose che tenete in considerazione quando scattate le
foto da pubblicare sui vostri blog in modo da poter avere uno scambio. Intendo proprio
tutto, da come allestite la presentazione, ai piatti e alle tovaglie che scegliete, fino al 
luogo in cui preferite scattare le vostre foto e per quale motivo.
Inoltre, proprio perchè stiamo parlando di scambio, vi invito a interagire anche fra di 
voi nei commenti, condividendo anche dei dubbi a cui io magari non saprò dare risposta, ma qualche altra blogger di buon cuore sì... fate come foste a casa vostra ;o)

In verità oggi non vi propongo una nuova ricetta, ma solo un modo diverso di
utilizzare quella che vi ho dato qualche giorno fa e che trovate clickando qui.
Preparate l'impasto e distribuitelo nei pirottini (inseriti nelle apposite teglie preformate)
riempiendoli per metà, quindi appoggiate sulla superficie di ciascun mucchietto di impasto una mora: in cottura scenderà da sola al centro del tortino trasformandosi in una
specie di "ripieno". Come vedrete dalle foto, in alcune tortine l'impasto ingloberà completamente la mora, in altre lo lascerà intravedere parzialmente, 
ma fa parte del loro fascino.
Se volete potete glassare le tortine con la stessa copertura suggerita 
nella ricetta originale.




Prima di cominciare, ci tengo a precisare che io di fotografia non ne so niente. Questa non è una guida e leggendola vi renderete conto che è rivolta alle capre come me, quindi mi spiace deludere chi era in attesa di consigli tecnici perchè non ne troverà. 
Per quelli vi dovrete rivolgere ad altre blogger molto preparate in materia e con macchine fotografiche da urlo al servizio del loro innegabile talento. Dico sul serio, alcune di voi scattano delle foto che mi riempiono gli occhi.

  1. Cerco di pensare all'aspetto finale che dovrà avere il cibo anche mentre lo preparo.
  2. Preparo una tavola mobile che copro (quasi) sempre con una tovaglia bianca ben stirata.
  3. Dispongo questa tavola vicino alle fonti di luce naturale.
  4. Dovrei usare il cavalletto, ma non lo faccio. Perchè? Non lo so. 
  5. Non scatto MAI di sera con luce artificiale.
  6. Non scatto MAI col flash. Le foto col flash rendono troppo luminose le cose in primo piano e non solo proiettano delle ombre nette sgradevolissime, ma creano un alone scuro e cupo in tutto ciò che è posto in secondo piano. Luce naturale = ombre sfumate, tenui.
  7. Dispongo ciò che ho preparato nel modo che mi sono prefigurata in mente (immagino sempre le mie foto prima di scattarle... purtroppo la mia mente è più brava).
  8. Scelgo accessori che si abbinino al cibo o cromaticamente o per l'atmosfera che voglio che il cibo evochi (un piatto elegante, moderno, essenziale, elegante, giocoso...)
  9. Seleziono le impostazioni sulla mia macchina (coolpix S8200). Avete notato che se scattate le foto "a mano libera" (senza cavalletto) con poca luce (di sera) le foto risultano facilmente mosse, non perfettamente a fuoco? Se ho capito bene (e non ci giurerei) questo dipende dal fatto che il tempo di esposizione è lungo (avete presente quando premete il tasto dello scatto, ma la foto non viene scattata immediatamente?). In sostanza ogni impercettibile movimento della vostra mano durante quella piccola frazione di tempo viene "registrato" e tradotto in sfocatura. In presenza di molta luce, selezionando un valore ISO basso (meno luce, ISO più alta),  questo tempo si riduce ed è più facile ottenere una foto nitida (più o meno, perchè in verità le mie non lo sono... maledetto cavalletto! ;o).
  10. Inquadro la scena e cerco di non avere fretta (e questo per una che è sempre stata definita "frettella" dalla madre è un punto difficilissimo) prima di scattare e di valutare in che modo la luce interagisce col cibo. Mi spiego: la luce rende delle parti del mio piatto di un bianco troppo folgorante? proietta delle ombre su pelle parti che invece vorrei fossero in evidenza?
  11. Mentre scatto cerco di tenere presente in maniera costante il quadro generale della mia foto: voglio che il cibo sia centrale o disposto diversamente nell'ambito dello spazio che rientra nell'inquadratura?
  12. Correggo il modo in cui è disposto il cibo in base alle mie valutazioni circa quello di cui parlavo sopra e scatto. Non accontentatevi subito, scattatene molte perchè la maggior parte sarà da buttare.
  13. Quando sono soddisfatta provo a cambiare qualcosa a evidenziare un particolare, a disporre il cibo in un modo che mette in evidenza qualcosa che prima era nascosto o a fotografare sezioni di ciò che ho cucinato per mostrarne l'interno.
  14. Quando passate le foto al computer i colori non vi sembrano più luminosi come sullo schermo della vostra macchina, vero? Non privatevi di usare un programma di modifica. Non parlo di cose complicate o di imbrogliare, ma semplicemente di regolare luminosità, contrasto e saturazione (cose che persino nei televisori di vent'anni fa si potevano modificare!). Una volta un fotografo da migliaia di euro a servizio, parlando del fatto che avrebbe modificato al computer questi semplici parametri nelle foto appena scattate e commentando il lavoro del fotografo precedente (talmente scadente che era evidente persino ai miei occhi e per il quale lui era stato chiamato a rimediare), mi disse "ste foto nun tenono l'anema!" (come avrete capito era campano). Se lo fa lui, possiamo farlo anche noi! Date un po' di anima alle foto con un po' più di luce, dei colori più intensi, dei contrasti più netti.
  15. Di certo ho dimenticato qualcosa, ma sicuramente ci penserete voi ;o)




domenica 18 dicembre 2011

Ciambella al Cocco e Yogurt alla Banana

Non sarà certo natalizia (anzi, forse è addirittura un po' tropicale), 
ma questa mattina avevo proprio voglia
di preparare uno di quei dolci semplici, profumati e dal gusto fresco.
Al posto del burro ho usato olio di semi e per quanto riguarda lo yogurt
potete sostituirlo con qualsiasi gusto creando l'abbinamento
che trovate più gradevole o originale.
Certo, non ho potuto resistere e ho aggiunto qualche goccia di cioccolato,
ma del resto si vive una volta sola, no?




Versate in una ciotola 100 ml di olio di semi, 2 uova grandi intere, 100 g di zucchero, 1 cucchiaio di estratto di vaniglia, 1 vasetto di yogurt alla banana ed amalgamate con le fruste elettriche.
Unite, sempre con le fruste, 200 g di farina 00, 50 g di farina di cocco, 1 bustina di lievito per dolci e 1 pizzico di sale. 
Tritate grossolanamente del cioccolato fondente (quantità, come sempre, secondo la golosità) ed aggiungetelo all'impasto mescolando con un cucchiaio.
Ungete e infarinate uno stampo (io ho scelto questa forma che secondo me dona una certa eleganza anche al più classico dei ciambelloni della nonna), versate l'impasto distribuendolo il più possibile in modo omogeneo e infornate a 180° per circa 40 minuti.
Sfornate, godetevi il profumo, fate raffreddare su una graticella e cospargete con candido zucchero a velo non vanigliato.



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