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lunedì 25 febbraio 2013

Il Ragù della domenica (Senza Carne)

Oggi una ricetta "truffa" per coniugare gusto e benessere... anche di domenica! :o)
Qualche giorno fa sul blog di Roberta ho visto un ragù di lupini e nel post scriveva della necessità di ridurre il consumo di carne scegliendo altri ingredienti altrettanto nutrienti.
 Ho subito pensato al mio ragù di verdure e mi sono detta che era giunto il momento
di fargli trovare posto fra le numerose ricette dolci e caloriche che trovate qui sul mio blog.

Si tratta di un sugo per la pasta realizzato solo con porri, carote, aglio e pomodoro, 
ma che preparato con alcune accortezze risulta molto saporito e con un invitante colore intenso che a prima vista può trarre in inganno e far pensare a un classico ragù di carne
(vi lascio anche una foto del sugo in modo che possiate farvi un'idea del risultato).
Volendo potete usare questa ricetta come base e provare a usare altre verdure che vi
piacciono di più o che pensate possano arricchirlo in termini nutrizionali.

Per restare in tema di gusto, salute e pranzi domenicali, e per non mandare a farsi benedire i buoni propositi facendo seguire questo primo da un dolce assassino, potreste concedervi anche una "Torta Light al Cioccolato senza Burro, Uova, Latte, Lievito".




Per due persone
Eliminate la parte verde più dura, lo strato esterno e la radice di un grosso porro, affettatelo sottilmente per il lungo e riducetelo a un trito piuttosto sottile.
Affettate sottilmente per il lungo una grossa carota, tagliatela a listarelle fini e fate un trito anche di queste. Se volete potete aggiungere anche un gambo di sedano.
Fate scaldare a fuoco medio in una padella antiaderente un generoso filo d'olio d'oliva e un cucchiaio di burro, quindi versatevi le verdure tritate e fatele prima appassire con un pizzico di sale, poi tostare in padella mantenendo il fuoco dolce.
Ci vorranno 10-15 minuti, ma non abbiate fretta perchè è importante che il trito si brunisca e si sbruciacchi (non perdetelo di vista e mescolate le verdure che bruciano per prime ai bordi della padella). Questo passaggio fa la differenza fra un sugo saporito e un condimento che sa di brodo, di verdure bollite.
Alzate il fuoco e sfumate con 50 ml di vino bianco che farete evaporare completamente fino a che non avvertirete più il minimo sentore di alcol nei fumi che salgono dalla padella.
Aggiungete 4 cucchiai di polpa di pomodoro, 4 cucchiai di latte intero, 1 ciuffo di prezzemolo tritato, 1/4 di dado classico, 1  grosso spicchio d'aglio tagliato a metà e una macinata di pepe nero.




Aggiungete un bicchiere d'acqua e fate cuocere per circa un'ora aggiungendo nuova acqua ogni volta che la precedente è evaporata e valutate se correggere di sale. 
Trascorso questo tempo il sugo deve risultare scuro e denso. Con una forchetta schiacciate le due metà d'aglio - che saranno diventate morbidissime - e parte dei pezzetti di verdura (non usate un frullatore a immersione o il sugo perderà il suo bel colore e l'aspetto simile al ragù trasformandosi in una crema più chiara).

Condite la pasta scolandola un minuto prima e saltandola in padella a fuoco vivo aggiungendo un mestolino di acqua di cottura.
Servite ancora fumante e non dimenticate che sulla pasta della domenica non può mancare una bella grattugiata di parmigiano.




venerdì 7 dicembre 2012

Panini Morbidi Salati alla Zucca (senza impastatrice e lunghe lievitazioni)

Dopo un esperimento fallimentare, su cui stenderei un velo pietoso, svoltosi ieri fra le mura della mia cucina, oggi ero in cerca di qualcosa di semplice, buono, caldo e consolatorio.

Mi piace preparare i lievitati. Non sono un'esperta, ma mi piace.
Mi piace dedicarmi a queste preparazioni usando poco lievito, osservando come l'impasto si incorda lavorato dal gancio dell'impastatrice, lasciandolo crescere lentamente in frigo, sentendo maturare il profumo della pasta, ma chi non ha nè il tempo, nè l'impastatrice, merita comunque qualcosa di caldo e profumato da sfornare con le proprie mani.

Oggi vi propongo dei panini soffici e saporiti, ideali da preparare in questi giorni di freddo
e pioggia in cui si ha voglia di mettere le mani in pasta. Sono semplici da realizzare tanto quanto la pizza, non richiedono l'impastatrice e sono perfetti per la tavola delle feste, per un buffet o un brunch. Mangiateli con un velo di burro non salato. Vedrete.
Io ho preferito preparare piccoli bocconcini perchè c'è qualcosa nei piccoli panini che 
trovo irresistibile, ma se preferite potete tranquillamente realizzare un'unica pagnotta o cuocere l'impasto in uno stampo per pane in cassetta usando la stessa ricetta.

PS Oggi non sono per niente soddisfatta delle mie fotografie, ma la luce era atroce :o(




16 bocconcini
Tagliate in pezzi 300 g di zucca (peso da cruda) e cuocetela a vapore fino a che non riuscirete a infilzarne la polpa senza dover esercitare la minima pressione. Ci vorranno circa 30 minuti.
Trasferite la zucca in una scodella capiente e schiacciatela con i denti di una forchetta fino a ottenere una purea grossolana. Quando la purea si è intiepidita, aggiungete 5 g di lievito di birra secco, un grosso spicchio d'aglio schiacciato, 10 g di olio d'oliva, 100 ml d'acqua e mescolate brevemente.
Aggiungete 450 g di farina 00 e mescolate con una forchetta fino a che l'impasto non diventa troppo duro per poter essere ulteriormente lavorato in questo modo, quindi trasferitelo sul piano da lavoro e impastate vigorosamente con le mani per qualche minuto.
Aggiungete 10 g di sale e impastate ancora per un minuto, quindi date all'impasto la forma di un panetto e mettetelo a lievitare in una scodella capiente unta con un filo d'olio d'oliva e coprite la scodella con la pellicola ben stretta in modo che il panetto lieviti in un ambiente chiuso, pieno di umidità (a temperatura ambiente).

Quando l'impasto è raddoppiato di volume, lavoratelo nuovamente con le mani su un piano leggermente infarinato e dividetelo in mucchietti da 50 g l'uno. Date a ogni mucchietto una forma tonda il più possibile regolare e liscia e disponeteli su una placca di alluminio rivestita di carta forno distanziandoli.
Lasciate lievitare i bocconcini a temperatura ambiente fino a che non aumentano di volume e risultano "gonfi" (il tempo varierà a seconda della temperatura che avete in casa, ma a occhio e croce, il 6 dicembre avrete tutti acceso i riscaldamenti :o).

Spennellate i panini con del tuorlo d'uovo sbattuto con due cucchiaini di latte e cospargeteli con dei semi di zucca e dei semi di papavero.
Infornate a 180° per circa 30 minuti al ripiano centrale. Se trascorso questo tempo i panini sono pronti, ma non ancora dorati, non prolungate la cottura e accendete il grill. Non perdeteli di vista perchè si doreranno nel giro di poco.




Sfornate i panini e metteteli a raffreddare su una graticella. Potete mangiarli con solo un velo di burro o farcirli con ciò che trovate si abbini meglio, in ogni caso non vi fermerete al primo. Come al solito vi ho postato anche una foto dell'interno, così potete farvi un'idea della consistenza.
Disposti in un bel cestino al centro della tavola, vi faranno fare un figurone.




giovedì 15 novembre 2012

La Patata Dolce: stessi ingredienti, due cotture.

Ho mangiato per la prima volta la patata dolce a Londra in una steakhouse
che la serviva come contorno in sottili bastoncini croccanti e irresistibilmente speziati.
Da quel giorno vado sempre curiosando per i banchi degli ortaggi per vedere se le trovo,
ma quasi sempre con scarsi risultati.  Riesco a procurarmela solo quando, passatemi
l'espressione molto stile "La casa nella prateria", vado in città :o)
Lì c'è un negozio che vende alimentari internazionali ed è uno di quei posti in cui 
quelli come noi potrebbero vagare per ore fra spezie, ortaggi e frutti provenienti da paesi lontani, dolci dalle sembianze e dai profumi sconosciuti, ingredienti vari provenienti 
anche dall'America o dall'Argentina. Una vera gioia per gli occhi dei foodies.

Vi propongo due ricette semplicissime con gli stessi ingredienti, ma con due diversi metodi di cottura, per gustare questo ortaggio in tutta la sua straordinaria dolcezza.

Vorrei ringraziare pubblicamente Imma di "Dolci a Go Go" per aver inserito questo
blog fra i tre consigliati nella sua rubrica di questo mese su "Più Dolci" e anche Paola di 
"Pannifricius Delicius" per avermelo fatto sapere via mail e avermi addirittura scannerizzato la pagina del giornale che io non sono riuscita a trovare in edicola :o)






La patata dolce (detta anche patata americana o batata) non è molto usata da noi, ma ho scoperto che viene coltivata in abbondanza in Puglia e in Veneto. Una volta pelata, si presenta come vedete nella foto qui sotto.
Se leggete "patate dolci" prestate comunque attenzione, perchè potrebbe anche trattarsi di quelle a polpa bianca che non sono meno buone, ma semplicemente non sono la varietà che ho usato io per queste due ricette.





Zuppa di Patate Dolci




Per la zuppa, tagliate a dadini piuttosto piccoli 300 g di patata dolce e fateli rosolare con un abbondante filo d'olio d'oliva e una noce di burro.
Aggiungete abbastanza acqua calda da coprire a pelo i dadini di patata dolce e aggiungete sale, pepe, una grattugiata di noce moscata, un ciuffo di prezzemolo tritato sottilmente e 3 spicchi d'aglio interi. Lo so, vi sembrano molti, ma la patata ha un sapore dolciastro e l'aglio serve a dare una sferzata di gusto in più. Inoltre non essendo soffritto, ma stufato assieme agli altri ingredienti, non risulterà troppo aggressivo.
Dopo una ventina di minuti i dadini saranno diventati morbidi. Frullate il tutto al minipimer per ottenere una crema densa, ma fluida. Se necessario aggiungete altro liquido (acqua, brodo, latte, scegliete voi) per regolarne la consistenza. Regolate anche il sale.
Se volete decorare il piatto come vedete nella foto qui sotto, procedete nel seguente modo: fate cadere sulla zuppa calda delle gocce di panna liquida e con uno stuzzicadenti tracciate una linea che "attraversi" ciascuna goccia, da una parte all'altra, asciugando sempre lo stuzzicadenti fra una goccia e l'altra.
Servitelo con dei crostini e se volete un tocco che contrasti con la zuppa sia per sapore che per consistenza, spargete in superficie delle striscioline di speck che avrete fatto abbrustolire, senza alcuna aggiunta di grassi, in una padella antiaderente fino a renderle croccanti.
Io avrei voluto farlo, ma il fantasma del frigo deve essere passato ;o)



Patate dolci arrosto

Queste patate, fatte arrosto danno il loro meglio, credetemi.
Tagliatele patate grossolanamente, trasferitele in una teglia di alluminio rivestita di carta da forno e conditele con olio d'oliva, sale, pepe e aglio in polvere. Prendete degli spicchi d'aglio e schiacciateli leggermente, senza privarli della buccia, poggiandovi sopra, di piatto, la lama di un coltello e facendo pressione col palmo della mano fino a sentire un "crack", segno che lo spicchio si è leggermente aperto.
In questo modo in cottura gli spicchi d'aglio diventeranno letteralmente caramellati. Guardate la foto qui sotto ;o)




Disponete gli spicchi "in camicia" fra le patate condite e infornate a 220° per circa 40 minuti. Devono essere abbrustolite fuori e morbide e umide all'interno. Vedrete che profumo che uscirà dal forno.
Se non le avete mai provate e volete farvi un'idea della consistenza della polpa, guardate la foto qui in basso.





Con queste ricette partecipo a "Colors & Food: Bright Orange"



domenica 15 gennaio 2012

Focaccine alla Piastra

Ieri, non chiedetemi perchè, ho deciso di preparare dell'impasto per focaccia e 
provare a cuocerlo sulla piastra invece di accendere il forno.
L'idea si è rivelata ottima ed è l'ideale per i mesi caldi in cui non si ha
certo voglia di trascorrere troppo tempo accanto a un forno incandescente.
L'impasto contiene anche uno spicchio d'aglio grattugiato, ma scegliete voi se levarlo.
in ogni caso non lascia un sapore penetrante ma un piacevole profumo di fondo
che si spande nell'aria mentre cuocete le focaccine.




Pesate in una ciotola capiente 400 g di farina 00, create un foro al centro della farina e versatevi 7 g di lievito di birra secco, 1 cucchiaio di zucchero, 15 g d'olio d'oliva e 1 spicchio d'aglio grattugiato. Versate poco a poco circa 250 ml di acqua tiepida mescolando con una forchetta e portando un po' della farina esterna verso la pasta che viene a formarsi al centro.
Valutate se aggiungere tutta l'acqua, quindi versate l'impasto sul piano, aggiungete 7 g di sale fino e lavoratelo vigorosamente per alcuni minuti per ottenere un panetto elastico e liscio che ungerete, inciderete e metterete a lievitare in una ciotola coperta con la pellicola.
Quando il panetto risulterà gonfio e raddoppiato di volume rimettetelo sul piano, lavoratelo nuovamente per qualche minuto. Fatelo riposare pochi minuti e tagliatelo in porzioni (io ne ho fatte 8) che poi saranno le focaccine.




Formate delle "palline" con ciascuna porzione, infarinatele leggermente e stendetele non troppo sottilmente. 
Quando avete finito, mettete a scaldare a fuoco medio una piastra liscia spessa e antiaderente ed ungetela generosamente con olio d'oliva. Tenete a portata di mano origano, rosmarino e sale grosso (io l'ho pestato un po' al mortaio).
Mettete le focaccine a cuocere sulla piastra e quando sono dorate da un lato versate un filo d'olio sulla superficie ancora cruda e voltatele.
Insaporitele con le erbe e il sale mano a mano che le togliete dalla piastra, quando sono ancora ben calde.








NOTA: Queste focaccine non sono altissime, ma lo sono abbastanza da essere tagliate trasversalmente con un po' di cura e farcite col più buono dei salumi freschi che riuscite a trovare... vedrete ;o)

martedì 8 novembre 2011

Pizza (straniera) con Acciughe e Burro all'Aglio

La chiamo "straniera" perchè in effetti da noi è impensabile mettere del burro sulla pizza e anche l'aglio non è diffuso se non nella marinara.
In Belgio ho mangiato una buonissima pizza che di base era una margherita, ma con un forte profumo d'aglio e dei gamberoni.
 Non l'avrei mai detto, ma era da leccarsi i baffi.




Prima di cominciare, tagliate a cubetti piccoli 250 g di mozzarella e mettetela da parte in modo che prima di usarla per condire la pizza avrà tirato fuori l'eventuale siero in eccesso che potrete eliminare.
Formate l'impasto lavorando insieme 400 g di farina, 5 g di lievito di birra secco, 50 ml di olio d'oliva, circa 300 ml di acqua tiepida (per gli impasti le dosi di liquido sono sempre relative, dovete sentirlo sotto le mani), 15 g di sale fino. Date la forma di una palla, ungetela, e mettetela a lievitare finché non raddoppia il suo volume. 
Lavorate vigorosamente l'impasto con le mani su un piano da lavoro infarinato e lasciatelo riposare nuovamente mentre preparate il condimento per la pizza.
Grattugiate uno spicchio d'aglio di media grandezza e aggiungetelo a 3 cucchiai di burro. Lavoratelo finchè non si ammorbidisce.
Stendete la pizza e conditela con la mozzarella, dei filetti d'acciuga (quantità a vostro gusto), un abbondante ciuffo di prezzemolo tritato finemente e il burro all'aglio a fiocchetti distribuito uniformemente. Completate con un filo d'olio d'oliva a giro.
Infornate a 250° per circa 15 minuti al livello medio-basso dl forno.

lunedì 7 novembre 2011

Zucchine alla Scapece

Sono un contorno tipicamente napoletano, ma senza dubbio devono avere a che vedere con l'escabeche spagnola che è una procedura per conservare i cibi con l'aceto. In effetti il sapore riconoscibile di queste zucchine è dato proprio dall'unione di aceto, aglio e menta fresca.




Per quattro persone, affettate a rondelline non troppo sottili 8 zucchine dalla buccia scura e friggetele, poche per volta, in abbondante olio di semi fino a che non risultano dorate. Toglietele dall'olio con una schiumarola e disponetele, strato dopo strato, in una ciotola salando di volta in volta e aggiungendo qualche fettina d'aglio e le foglie di menta fresca tritata. 
Quando finite con l'ultimo strato versate sulle zucchine 100 ml di aceto di vino chiaro (preserva il colore dorato della frittura), un filo di olio d'oliva fresco e 2/3 cucchiai di olio della frittura. 
Mescolate brevemente, fate intiepidire e coprite con la pellicola. Le zucchine, riposando, si impregneranno di tutti i profumi e gli aromi. 

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