mercoledì 29 febbraio 2012

Cupcakes alle Carote (senza Burro, Latte, Uova)

"E che c'hai messo dentro? Niente!". Questa la risposta che quasi sicuramente
otterrete presentando queste cupcakes  senza burro, latte e uova.
Il frosting è a base di philadelphia, quindi la dicitura è riferita unicamente alle
tortine, ma sono sicura che sul mercato esistono valide alternative.
Ultimamente suscita in me sempre più interesse la realizzazione di 
dolci che possano adattarsi alle esigenze di chi ha intolleranze o allergie.
Ho fatto questo esperimento senza nutrire troppe speranze, ma sono stata
smentita dall'evidenza. Una tortina morbidissima e leggera che resta tale 
persino se conservata in frigorifero per preservare la glassa al formaggio cremoso.

Se le preparate per chi ha problemi di intolleranza al lattosio, 
tenete presente la necessità di trovare un'alternativa vegetale alla 
crema al formaggio usata per la glassa.

Oggi vorrei rivolgere un ringraziamento speciale al blog 
Uno Scoiattolo in Dispensa
per avermi inserita nella lista dei suoi blog suggeriti.




Per 12 cupcakes

Unite in una ciotola 100 g di olio di semi, 100 ml di acqua e 100 g di carota (peso da cruda) grattugiata. Per garantire un risultato finale dal colore più evidente e dalla grana più fine, lavorate il tutto con un minipimer fino ad ottenere una mestura omogenea.
Aggiungete gli ingredienti secchi: 150 g di farina, 100 g di zucchero, 2 cucchiaini di lievito per dolci, un pizzico di sale. Lavorate per pochi minuti con le fruste elettriche.
Distribuite i pirottini di carta nei fori dell'apposita teglia per cupcakes e distribuite l'impasto fino a riempire i 2/3 di ogni pirottino.
Tenete presente che le tortine gonfieranno in cottura, ma non tanto quanto il classico impasto contenente l'uovo.
Infornate a 180° per 15 minuti.
Sfornate e lasciate raffreddare su una graticella (non passate al decoro con la glassa se non sono del tutto raffreddate). Le tortine non presenteranno la solita superficie gonfia e vi sembreranno "piatte", ma non preoccupatevi, l'interno è comunque ben lievitato e la copertura finale risolverà ogni inconveniente estetico.




Per la glassa lavorate con le fruste elettriche, per due minuti, 200 g di philadelphia classica, 100 g di zucchero a velo non vanigliato e un cucchiaino di estratto di vaniglia.
Lasciate riposare in frigorifero per mezzora, trasferite in una tasca da pasticciere con la bocchetta indicata sopra e decorate le cupcakes. Se volete, grattugiate un po' di carota in cima per completare il decoro.
Come ho già scritto, possono essere conservate tranquillamente in frigorifero e tirate fuori poco prima di essere servite.
Se decidete di preparare solo le tortine da mangiare senza glassa potete aggiungere un cucchiaio di zucchero in più e mi raccomando, mangiatele solo quando sono fredde, perchè appena sfornate hanno una struttura un po' pastosa che non rende loro giustizia.

martedì 28 febbraio 2012

Rösti di Patate Alternativo (e consolatorio)

Per qualche breve istante ci siamo più o meno consapevolmente illusi:
"E' arrivata la primavera! "
Vi dico solo che in questo momento dalla mia finestra filtra una 
strana luce grigia quasi lunare che manco alle sei e mezza del pomeriggio.
Aspetta un po', sento un suono.... Aaaaaaaaaahhh piove puuuuure!
Guardate le foto che ho scattato nei giorni scorsi e giudicate voi.
Proviamo a consolarci con una nuova ricetta molto semplice,
ma anche molto gustosa. Forse è meglio.
Ho già presentato qui sul blog la ricetta del rosti classico a base di sole patate,
ma oggi vi propongo un rosti alternativo che trovo esteticamente più invitante
con le patate a fettine anziché grattugiare e con speck e formaggio 
che fanno capolino fra i bordi frastagliati.
(sto per postare... nel frattempo si sono scatenati anche i fulmini)




Pelate e affettate 2 grosse patate a fette molto sottili senza lavarle sotto l'acqua per non perdere l'amido che aiuterà a fare da legante.
Ungete una padella antiaderente con un filo d'olio d'oliva e disponete metà delle fette di patata, l'una leggermente sovrapposta all'altra, a rivestire il fondo. Condite con sale e pepe.  
Distribuite su questo primo strato qualche fetta di formaggio del tipo Asiago o Fontina e dello speck a fette tagliato molto grossolanamente al coltello. Terminate disponendo in superficie la restante metà delle patate così come avete fatto per il fondo, quindi salate e pepate.
Accendete il fuoco a media temperatura per fare in modo che si formi una crosticina dorata sul fondo, ma non troppo velocemente o lo strato di patate, per quanto sottile, non avrà il tempo di cuocere. Coprite con un coperchio, così il vapore aiuterà la cottura e farà fondere il formaggio nello strato centrale.
Dopo circa 5-10 minuti cominciate ad insinuare una paletta di legno sotto al rösti lungo tutti i bordi, spingendovi ogni volta un po' più verso il centro e facendo sempre attenzione a non romperlo. Quando agitando leggermente la padella lo vedrete muoversi potrete girarlo.
Fatelo scivolare sul coperchio in modo che il lato crudo continui a restare in superficie, quindi appoggiateci sopra la padella capovolta a mo' di coperchio e con un gesto deciso ruotate il tutto in modo che il lato crudo finisca sul fondo della padella per proseguire la cottura. Lasciate cuocere altri 5 minuti, tenendo sempre coperto, o cmq fino a che non siete soddisfatti della doratura.
Lasciate intiepidire prima di tagliare.




domenica 26 febbraio 2012

Chocolate-Caramel Squares

Oggi voglio dar vita ad una specie di "operazione nostalgia" riproponendo 
una ricetta pubblicata nei primissimi giorni di vita del mio blog e,
 secondo me, ingiustamente sottovalutata (mi scuso per la foto, ma ero agli inizi).
Si tratta di dolcetti piuttosto semplici da preparare, la vera difficoltà è avere 
la pazienza di aspettare che gli strati si solidifichino e non è facile quando
 si hanno davanti agli occhi certe golosità.

 per avermi inserito fra i loro blog e per i loro affettuosi commenti.




Per la base lavorate in una ciotola, aiutandovi con un cucchiaio, 1 uovo piccolo, 150 g di farina 00, 3 cucchiai di amido di grano, 50 g di burro fuso, 40 g di zucchero di canna, 1 cucchiaino e 1/2 di lievito vanigliato per dolci e un pizzico di sale.  
Foderate una teglia rettangolare 20x25 cm con carta forno fino a coprire interamente anche i bordi. 
Impastate brevemente l'impasto e distribuitelo nella teglia premendo con le dita per rivestire l'intero fondo con questo primo strato.
Cuocete a 180° per 20 minuti o comunque fino a che il biscotto non risulta lievemente dorato anche in superficie. Non togliete la base dalla teglia perchè è lì che il tutto dovrà riposare fino al momento del taglio.
In un pentolino dal fondo spesso mettete a caramellare a fuoco basso 100 g di zucchero e 100 g di burro. Mescolate solo quando accenna a formarsi il caramello e fate attenzione alla cottura: appena il caramello diventa ambrato, togliete dal fuoco (niente è più amaro dello zucchero bruciato) ed aggiungete con cautela (attenti agli schizzi) 50 ml di panna densa da cucina
Versate il caramello caldo sulla base di biscotto e mettete la teglia in frigorifero per far addensare la superficie abbastanza da potervi versare sopra lo strato ci cioccolato senza che si mischi al caramello.
Fondete al microonde 200 g di ottimo cioccolato al latte e 100g di cioccolato fondente, quindi aggiungete un cucchiaio di burro abbondante e 100 ml di latte intero. Amalgamate bene per evitare che, una volta freddo, il cioccolato presenti sgradevoli striature e versate sullo strato di caramello battendo leggermente la teglia su un piano per far assestare il cioccolato.
Mettete in frigorifero e fatevene una ragione, bisogna aspettare. Il cioccolato non tornerà mai duro, ma avrà la consistenza di un cremino, quindi bisogna aspettare abbastanza da consentire un taglio netto e preciso. 
Prima di rifilare i bordi e tagliare i cubetti formate un decoro a righe trascinando gentilmente i rebbi di una forchetta rivolti verso l'alto sulla superficie.
Enjoy the sweets! 

NOTA: La consistenza della copertura al cioccolato può variare molto a seconda della marca che scegliete.


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Per chi magari ha cominciato a conoscermi solo in questi ultimi giorni 
e avesse tempo e voglia, questi sono alcuni dolci suggerimenti
in linea con "l'operazione nostalgia".
Vi assicuro che pur avendo cominciato da poco
mi sembra di aver scattato queste foto una vita fa.










venerdì 24 febbraio 2012

Treccia all'Olio d'Oliva e Latte

Era da un bel po' che non facevo più il pane ed è davvero un peccato 
quando capitano dei periodi così lunghi di "inattività" su questo fronte perchè 
sentire la casa riempirsi dei profumi del pane che cuoce in forno è
 una delle cose più piacevoli da sperimentare in cucina.
Ieri ho deciso che era arrivato il momento di rimettere le mani in pasta e che 
sarebbe stata una buona idea omaggiare i padroni di casa che ci hanno invitati 
per cena con una bella treccia di pane freschissima e profumata.
Questo è anche il motivo per cui non ho potuto affettarla e fotografarla
per mostrarvi l'interno come faccio solitamente e me ne scuso.
La mollica all'interno è risultata morbida e a grana sottile, 
con bollicine piccole e regolari.
Nell'ultima foto accanto al pane vedrete un grazioso "libricino", in cui
ho appuntato le dosi del pane mentre lo preparavo, per il quale devo
ringraziare Eri di Bryce's House che oltre ad avermi mandato come premio
lo splendido libro di cui vi parlavo l'altro giorno, è stata così carina da
farmi recapitare anche questi deliziosi moleskine che mi saranno
utilissimi proprio per le mie sperimentazioni culinarie dato che 
appuntavo sempre malamente le dosi qua e là mentre cucinavo
per poi potervele riferire in maniera precisa.

Ringrazio anche Tiziana del blog "L'ombelico di Venere" per 
avermi segnalata fra i suoi blog.




Metodo semplicissimo anche per chi non è pratico ad impastare
Pesate in una ciotola capiente 500 g di farina 00 ed unitevi 7 g di lievito di birra secco ed un cucchiaio di zucchero (15 g). Mescolate per distribuire il lievito ed aggiungete 300 ml di latte intero tiepido e 50 ml di olio d'oliva. Mescolate rapidamente con una forchetta e appena si formano delle masse grossolane dure da lavorare in questo modo, aggiungete 10 g di sale fino, trasferite il tutto su un piano e cominciate a lavorare vigorosamente con le mani fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico.
Formate un panetto ed incidetelo a croce, quindi mettetelo a lievitare in una ciotola unta d'olio e coprite con la pellicola ben stretta. Lasciate in un luogo tiepido fino a che il panetto non è raddoppiato di volume, gonfio, soffice e pieno di bollicine.




Lavorate brevemente l'impasto, pesatelo e dividetelo in tre panetti uguali che lascerete riposare 15 minuti. Ora potete cominciare a dare ad ogni terzo la forma allungata "a salsicciotto" che vi consentirà di formare la treccia.
Una volta terminato, tirate leggermente le estremità e infilatele sotto la treccia per cercare di dare una forma il più possibile armonica e gradevole.
Lasciate lievitare nuovamente per un'ora in un luogo tiepido, quindi cospargete di rosmarino e sale grosso pestato leggermente al mortaio.
Infornate a 180° per 30-40 minuti. Sfornate e trasferite la treccia a raffreddare su una graticella per disperdere l'umidità.

Lasagne del single che non sa cucinare

San Valentino è passato, quindi sono decisamente in ritardo, ma Tiziana,
con la sua simpatica iniziativa, offre la possibilità di proporre ricette adatte
a San Valentino o a S Faustino fino al 3 Marzo. Ricette per gli innamorati
vs ricette per chi mangia solo (e non lo dice nessuno che debba essere una tristezza).
Quindi oggi eccomi qui con una ricetta completamente diversa da quelle 
che condivido con voi solitamente e che realizzo in maniera piuttosto scrupolosa, 
una ricetta un po' "sbrindellata", messa insieme senza attenzione all'estetica.
Tutte noi siamo appassionate di cucina e negli anni abbiamo sicuramente 
scoperto tanti trucchi e imparato molte tecniche, ma
perchè non dedicare un pensiero a chi proprio non sa da dove cominciare?
E vi assicuro che ne conosco di persone che con l'aria candida e gli occhioni spalancati
mi hanno chiesto "scusa, e come fai a separare il rosso dell'uovo dal bianco???
Le ho chiamate "lasagne del single che non sa cucinare", ma in verità 
vanno benissimo anche per un fidanzato che non sa cucinare, ma vuole
preparare una sorpresa per la sua innamorata. Quale gesto d'amore più
eclatante che affrontare la sconosciuta e pericolosa arte della cucina? :o)
Dato che il gioco è questo ho indicato le dosi 
in maniera classica e in maniera "alternativa".




per due porzioni (single affamato o innamorato premuroso?)
Mescolate in una ciotola una confezione piccola di besciamella (200 ml), 80 ml di latte (mezzo bicchiere di plastica), 50 g di burro fuso (una tazzina da caffè scarsa), 50 g di parmigiano grattugiato (5 cucchiai), 50 g di spinaci freschi tritati al coltello (2 piatti fondi ben pieni), sale, pepe.
Distribuite un velo di questo condimento sul fondo della teglia da forno, quindi il primo strato di lasagne all'uovo fresche (da banco frigo), delle fette di formaggio tagliate sottili (scegliete secondo il vostro gusto quali)
Proseguite così - condimento, fette di formaggio, pasta - fino ad arrivare non troppo vicino ai bordi della teglia (io ho usato 5 strati di pasta) e terminando col condimento alla besciamella senza aggiungere le fette di formaggio in cima, ma abbondante parmigiano grattugiato che in forno si trasformerà in una golosa e dorata crosticina.
Infornate a 200° per 20 minuti. Sfornate e lasciate intiepidire prima di gustarla in modo da tagliare e servire le fette più agevolmente.


Con questa ricetta partecipo al contest "San Valentino vs San Faustino"

mercoledì 22 febbraio 2012

Bounty

Oggi ha piovuto tutto il giorno, cielo grigio, nebbia, freddo e pioggia che batte sui vetri
... ma cosa importa se decidi di preparare un delizioso dolcetto al cocco?
Sin da bambina è stato fra i miei preferiti, ma crescendo ha scatenato in me 
un senso di colpa crescente. Forse perchè è dolcissimo, forse perchè riesce ad 
essere cioccolatoso e caramelloso al tempo stesso, fatto sta che mi viene sempre 
da pensare che una cosa tanto buona debba fare malissimo. 
In questa ricetta che ho sperimentato oggi ci sono solo 5 ingredienti,
quindi diciamo che voglio illudermi di aver creato una versione sicuramente
calorica, ma quantomeno dagli ingredienti noti.
Il risultato mi ha lasciato veramente soddisfatta! L'interno è morbido, umido e dolce
proprio come quello originale, da non crederci.
L'unico neo è che ci vuole molta pazienza sia ad aspettare che le barrette
di ripieno si asciughino, che a glassarle, ma vi assicuro che ne vale la pena al 100%!

Colgo l'occasione, in questo nuovo post, di ringraziare Sabrina (per visitare il suo
originalissimo blog clickate qui) ed Elena del blog Le Ricette del Bosco Fatato
per avermi segnalato nella loro lista versatile blogger.
Devo anche ringraziare Eri del blog Bryce's House per il 
bellissimo libro che ho ricevuto ieri come premio per il contest "senza lievito".
Al più presto proverò qualcosa di sfizioso e lo condividerò con tutte voi.




per 16 barrette
Ormai non è più difficile trovare il latte di cocco e oltre che nei negozi specializzati in alimenti etnici a me è capitato di trovarlo anche in qualche supermercato ben fornito. Potete trovarlo in due varietà: al naturale (per preparare, ad esempio, vari tipi di curry) e zuccherato (nel caso in cui vogliate usarlo per i dolci). Io preferisco sempre comprare quello al naturale intanto perchè in questo modo non sono vincolata a ricette dolci e poi perchè, se zucchero deve essere, che almeno sia uno zucchero noto come quello semolato di tutti i giorni e non di chissà quale origine.




Non agitate il barattolo di latte di cocco prima dell'uso come indicato nelle istruzioni. Aprendo il barattolo vedrete subito una parte liquida in superficie. Fatela colare in una ciotola e tenetela da parte. Nel barattolo resterà la parte densa e burrosa del latte di cocco (poco più di 200 g). 
Versate questa crema densa in una pentola dal fondo spesso ed aggiungete la parte liquida messa da parte fino ad arrivare ad un peso complessivo di 250 g di latte di cocco, quindi unite anche 200 g di zucchero e mettete sul fuoco.
Appena latte e zucchero sono miscelati spegnete il fuoco, aggiungete 150 g di farina di cocco e mescolate. Lasciate intiepidire ed aggiungete 100 g di zucchero a velo non vanigliato (nel caso di preparazioni senza glutine controllate che l'amido contenuto non sia di grano). Mescolate per amalgamare.




Per formare le barrette che poi andranno rivestite di cioccolato, io ho usato una formina per biscotti provvidenziale perchè ha proprio la forma arrotondata alle estremità tipica del bounty. Rivestite una teglia con carta da forno, appoggiate lo stampo e riempitelo con l'impasto al cocco, premetelo con un cucchiaino o con le dita per fagli assumere la forma ben delineata dello stampo e tirate verso l'alto quest'ultimo con delicatezza lasciando sulla carta la barretta formata (un po' come quando si presenta un risotto usando un coppapasta per dargli la forma di un disco).
Quando avete terminato di formare tutte le barrette lasciatele asciugare per diverse ore in un luogo fresco. Non diventeranno del tutto dure (anche perchè il piacere di mordere un bounty sta anche nel trovare un interno morbido), ma lo saranno abbastanza da essere maneggiate con cura per la glassatura.
Per la copertura ho usato due buste di glassa al cioccolato pan degli angeli perchè è talmente fluida che garantisce un buon risultato, ma se voi siete fra quelli in grado di preparare una glassa fluida come si deve in casa procedete come d'abitudine.

AGGIORNAMENTO: Fondendo 150 g di cioccolato fondente e unendo 25 g di burro di cacao da sciogliere direttamente nel cioccolato caldo otterrete una glassa fluida perfetta per la copertura. Abbiate solo cura di miscelare bene cioccolato e burro di cacao per evitare striature biancastre sulla copertura una volta che si è solidificata.

Fondete il cioccolato seguendo le istruzioni e versatelo in un contenitore poco più grande delle barrette e dal fondo piatto (io ho usato un contenitore da microonde).
Prelevate con cura una barretta, tuffatela nel cioccolato fuso e tiratela fuori insinuandovi sotto un coltello a lama liscia (assecondate il verso della lunghezza della barretta un po' come quando si infila una paletta da dolce sotto una fetta di torta), quindi strofinate il coltello, con ancora la barretta glassata sopra, sul bordo del contenitore per far colare l'eccesso di glassa.
Fate scivolare la barretta ricoperta via dalla lama del coltello aiutandovi con un'altra posata (scegliete voi quella che trovate più comoda, io ho usato un cucchiaino a palettina piatta).
Se volete una glassatura più spessa, ripassate le barrette nel cioccolato fuso una volta che il primo strato si è solidificato. Questo vi consentirà di ottenere anche un aspetto più gradevole se il primo strato presenta qualche increspatura.
Se non riuscite a far colare tutta la glassa in eccesso e si forma un deposito alla base della barretta che non vi piace rifilatelo con un coltello appuntito e a lama liscia.

Se siete maniacali come me potete anche riprodurre le tipiche onde che percorrono la superficie dei bounty. Io ho usato uno stuzzicadenti sulla glassa ancora fresca.
Appoggiate lo stuzzicadenti di piatto sulla superficie e fate un movimento " a onda" in modo da trascinare la glassa ancora fluida prima verso dietro (tenendo lo stuzzicadenti sempre aderente alla superficie) e poi in avanti (alzando leggermente lo stuzzicadenti). Se guardate la prima foto risulta evidente dal segno che ha lasciato.

Io sto conservando i miei bounty a temperatura ambiente e non in frigo perchè il latte di cocco non è venduto in banco frigo e lo zucchero contenuto nel ripieno farà da conservante per il breve tempo che dureranno prima di essere divorati (inoltre la glassa "sigilla" il tutto).


... e l'originale



martedì 21 febbraio 2012

C'è Aria di Cornetti 100% Kamut

Ho postato la ricetta "I brownies che non ti aspetti" appena 3 giorni fa ed eccoci
ancora una volta qui con una ricetta nata un po' per errore.
Ieri sono andata a comprare la farina di kamut perchè ho deciso che era giunto
il momento di preparare la mia ricetta per il contest di Aria che chiede
di riproporre le prelibatezze che abitualmente prepariamo con la farina di grano
(che lei non può più mangiare) sostituendola con quella di Kamut.
Dato che posso solo immaginare la sofferenza di chi, goloso ed appassionato di cucina,
deve rinunciare a molte delle proprie abitudini per ricreare tutto un nuovo universo
di possibilità, non potevo non dare il mio piccolo contributo.
Dico che la ricetta nasce per errore perchè ho dato per scontato di dover usare solo
questo tipo di farina che non avevo mai provato in vita mia.
Finito di preparare il mio impasto decido di fare un giro proprio sulla pagina 
dedicata al contest per curiosare fra le proposte già in lista e appena arrivo nella Home 
di Aria cosa vedo? Dei Magnifici bomboloni che hanno l'aria di essere proprio soffici.
Mi chiedo come abbia fatto usando solo la farina di Kamut e fra gli ingredienti trovo
la farina Manitoba... MA ALLORA POTEVO USARLA!?!
Ormai il danno era fatto, l'impasto (senza Manitoba, preziosissima per questo tipo di preparazioni) pronto già a lievitare... disperazione.
Devo dire che alla fine il risultato non solo non mi è sembrato male, ma il
gusto di questa farina mi è piaciuto moltissimo e i cornetti sono risultati
 burrosi (se non ti ungi le dita non ne vale la pena :o) e dalla crosticina friabile. 
Riproverò a farli unendo anche una parte di Manitoba che sicuramente li renderà
più morbidi e credo che mi lancerò in altri esperimenti al più presto.




per 8 cornetti
Formate un impasto lavorando insieme 300 g di farina di kamut e circa 250 ml di latte tiepido  (dovete regolarvi sentendo la pasta sotto le mani) in cui avrete sciolto 20 g di miele, 35 g di zucchero, 1
 cucchiaino di estratto di vaniglia, la buccia grattugiata di mezza arancia e 4 g di lievito di birra secco.
Aggiungete per ultimi 7 g di sale fino e lavorate l'impasto su un piano da lavoro con un certo vigore fino a che non risulta liscio ed elastico.
Mettete a lievitare l'impasto in una ciotola unta, coperta con la pellicola ben stretta, in un luogo caldo fino a che non risulta notevolmente gonfio e morbido.
Lavorate brevemente con le mani l'impasto lievitato,  infarinate un piano e stendete la pasta a forma di rettangolo (il più regolare possibile) dello spessore di 1 cm.






Stendete su un piano da lavoro un foglio di carta da forno e distribuitevi sopra 175 g di burro freddo di frigo tagliato a fettine di 1 cm. Disponete le fette ben strette, le une attaccate alle altre, coprite con un secondo foglio di carta e stendete premendo con fermezza, ma gentilmente, con un mattarello fino ad ottenere un panetto di burro che sia grande quanto i 2/3 della pasta che avete steso e dai bordi definiti. Nel lavorarlo il burro si sarà leggermente ammorbidito, quindi trasferitelo su un vassoio e in frigo ad indurire (non ci vorrà molto).
Togliete il foglio in superficie, capovolgete il burro in modo che venga a contatto con la pasta stesa e disponetelo ad una estremità del rettangolo lasciando i bordi liberi per saldare il panetto di pasta prima di procedere con le pieghe.

Entrambe le estremità vanno piegate verso il centro. Piegate prima il terzo di pasta senza burro verso il centro, poi quello col burro chiudendo il tutto a portafoglio. Avrete ottenuto nuovamente un rettangolo. 
Stendetelo nuovamente fino a fargli assumere le dimensioni del rettangolo iniziale e ripiegare nuovamente a portafoglio portando le estremità verso il centro. Trasferite su un vassoio coperto di pellicola con cui coprirete anche la superficie e mettete in frigo per 1 ora.
Trascorso il tempo stendete di nuovo la pasta come avete già fatto e ripiegate allo stesso modo, poi di nuovo in frigo e così via.
Infarinate sempre il piano per non rischiare di far attaccare la sfoglia.
Io faccio le pieghe 4/5 volte.
Quando avrete finito, tagliando la pasta, potrete distinguere gli strati.





Per formare i cornetti stendete la pasta e formate dei triangoli dello spessore di 1 cm scarso. Io ho lasciato i miei cornetti al naturale, ma se volete farcirli, mettete il ripieno alla base del triangolo, allungate la punta tendendola fra le dita e arrotolate dalla base verso la punta facendo in modo che questa alla fine resti sotto il cornetto che avete formato. Disponete i cornetti ben distanziati su una placca con carta da forno, incurvateli leggermente per dargli la tipica forma a mezza luna e lasciateli riposare per 30 minuti in un luogo caldo. Infornate a 180°.




L'umidità sprigionata dal burro presente fra uno strato e l'altro farà gonfiare i cornetti. A questo punto abbassate leggermente la temperatura e lasciate cuocere per circa 20 minuti. Se non cuociono a sufficienza, gli strati non si "fissano" e i cornetti si sgonfiano (saranno anche buoni, ma di certo non invitanti).
Fate raffreddare i cornetti su una grata.
Godetevi il meritato frutto delle vostre fatiche.







Con questa ricetta partecipo al contest di Aria



NOTA: questa è mezza dose rispetto a quella che uso di solito perchè trattandosi di un esperimento mi sono tenuta sul sicuro, ma dato che ci vuole molto tempo a prepararli per via dell'attesa di un'ora fra una piega e l'altra, vale la pena di prepararene di più e congelare i cornetti una volta cotti. Tirateli fuori la sera prima per farli scongelare a temperatura ambiente e scaldateli per pochi secondi nel microonde, a temperatura media, la mattina.

domenica 19 febbraio 2012

Sua Semplicità il Tiramisù

Credo di non conoscere nessun dolce più semplice e più amato del tiramisù.
Ricordo si aver sentito Maurizio Santin parlare delle infinite varianti che esistono e che
prevedono l'aggiunta di vari tipi di frutta, liquori per la bagna o panna montata 
alla crema al mascarpone (anziché semplicemente l'albume montato a neve) 
e la sua riflessione in merito si concludeva con una certezza:
tutte queste varianti saranno senza dubbio degli ottimi dolci, golosi e ben fatti,
ma non sono il vero tiramisù!
Devo dire che, su questo argomento, io la penso come lui e che c'è qualcosa di 
magico nel mescolare pochi ingredienti semplicissimi, senza alcun tipo di cottura
e senza particolari accorgimenti, e ottenere un dolce tanto desiderabile.




Preparate abbondante caffè per bagnare i savoiardi e zuccheratelo secondo il vostro gusto (scegliete voi se lo preferite dolciastro o amarognolo in contrasto con la dolcezza della crema).
Rompete 3 uova e mettete i tuorli in una ciotola abbastanza capiente da contenere tutta la crema finita per il tiramisù e gli albumi in una abbastanza capiente da contenerli una volta che saranno montati a neve.
Montate gli albumi a neve ben ferma con le fruste elettriche (per chi non fosse troppo pratico, devono diventare simili alla schiuma da barba e non devono scivolare se inclinate la ciotola in cui li avete montati) e teneteli da parte in frigorifero.
Sempre usando le fruste, montate i tuorli con 120 g di zucchero fino a che non ottenete un composto chiaro e spumoso, quindi aggiungete 250 g di mascarpone e amalgamate anche questo con le fruste.
Unite gli albumi tenuti da parte mescolando con un cucchiaio di legno con un movimento dal basso verso l'alto per smontare il meno possibile gli albumi, incorporare aria e ottenere una crema veramente soffice e spumosa.
Formate il primo strato sul fondo della teglia in cui servirete il tiramisù bagnando i savoiardi nel caffè. Se il caffè è molto caldo immergeteli e tirateli fuori rapidamente, o si impregneranno troppo e alla fine il dolce risulterà troppo acquoso e i biscotti sfaldati.
Quando avrete finito di rivestire il fondo, coprite lo strato di biscotti con metà della crema.
Formate un secondo strato di biscotti bagnati nel caffè e terminate con la crema rimasta.
Io a questo punto, aiutandomi con un passino, ho terminato con un velo di cacao amaro e ho messo il dolce a riposare in frigo, ma sarebbe più corretto (e anche più gradevole esteticamente) aggiungere il cacao poco prima di servire per evitare che l'umidità della crema lo impregni (qui abbiamo tutti un'avversione per il rischio di soffocamento da cacao andato di traverso... non so se vi è mai capitato :o).
Preparatelo con un certo anticipo, perchè più riposa e più buono diventa.


sabato 18 febbraio 2012

Ribelliamoci alle odiose e incomprensibili paroline!!!


Poco fa, visitando il blog di Ely, ho letto il suo post in cui annuncia di aver eliminato l'impostazione di quelle malefiche paroline indecifrabili che siamo costretti ad inserire per poter lasciare un commento. Ho letto, fra i commenti a questo post, anche quello dell'araba e anche lei era riuscita nell'impresa. 
Dato che, come ho scritto ad Ely, se ho voglia di spremermi le meningi vado a comprarmi la settimana enigmistica (e poi già erano odiose prima, ma ora sono diventate un vero rompicapo), ho chiesto loro aiuto, ma si sa che io e la capacità di attendere abbiamo un pessimo rapporto, quindi ho fatto una ricerca e dovrei essere riuscita anche io ad eliminare questa piaga.
Ringrazio comunque le mie "colleghe" perchè sono certa che mi avrebbero aiutata ;o)
Vi linko una pagina che vi spiega in modo semplicissimo e passo passo come fare


Speriamo che dopo questo annuncio trionfale qualcuna di voi non debba inserire la parolina per lasciare un commento riportandomi alla dura realtà. Fatemi sapere.

venerdì 17 febbraio 2012

I Brownies (senza burro) che non ti aspetti

Vi è mai successo di andare sparate in cucina con la ferma intenzione di preparare
un certo piatto e di uscirne con un altro a cui nemmeno pensavate?
A me capita ed è facile che in questo modo nascano delle ottime ricette da 
includere a quelle da riproporre e non relegare alla sezione "incidenti".
In questi casi io penso sempre alla faccia del primo che ha pensato di provare 
a cuocere il mais e si è trovato sotto il fuoco incrociato dei pop corn!
Anche se sono una che ama sperimentare ed inventare le proprie ricette, ci sono
cose che non si possono migliorare, motivo per cui io preparo i brownies SOLO
con la ricetta di Nigella che ho scoperto (la ricetta, non la mitica) 
acquistando il libro in lingua originale la prima volta che visitai Londra 
e che decisi che era uno scandalo che non fosse pubblicata in Italia!
Anche se questi brownies sono nati per errore ne sono rimasta piacevolmente stupita:
sapore goloso, profumo intenso, morbidezza che si scioglie in bocca e, 
come spero si riesca a vedere dalla foto, quell'umidità che rende i brownies 
ciò che sono e non una semplice torta tagliata a quadratini.
Sono passati alcuni giorni e sono ancora morbidi e umidi. Come si suol dire,
"non tutto il male vien per nuocere".




per 24 brownies
teglia 20x25 cm
Fate fondere 100 g di cioccolato fondente e tenetelo da parte.
Passate al mixer 150 g di nocciole tostate con 50 g di zucchero e 2 cucchiai di zucchero a velo non vanigliato. Il composto alla fine deve risultare di una grana molto sottile. 
Trasferite in una ciotola capiente questa "farina" ed aggiungete, mescolando con un cucchiaio di legno, 100 ml di olio di semi, 75 g di glucosio (ormai non è più impossibile trovarlo e comunque potete sostituirlo col miele che però non ha un gusto neutro come il glucosio), il cioccolato fondente fuso che avete tenuto da parte e 2 uova grandi intere.
Aggiungete, mescolando sempre col cucchiaio di legno, 2 cucchiaini di cacao amaro, 125 g di farina 00 e un buon pizzico di sale. Terminate profumando l'impasto con la scorza grattugiata di una grossa arancia (sentirete che profumo quando uscirà dal forno).
Mescolate con vigore per eliminare tutti i grumi - non ci vorrà molto - e versate in uno stampo rettangolare rivestito di carta da forno.
Infornate a 180° per circa 30 minuti, ma controllate già dopo i primi 20 minuti e fate attenzione a non asciugare troppo i brownies.
Fate raffreddare prima di tagliare in piccoli irresistibili bocconcini quadrati.

giovedì 16 febbraio 2012

Cioccolatini allo Zafferano con Ripieno al Mascarpone Salato

Da quando ho visto il banner  del contest "Colors and food" con tema "giallo zafferano"
ho pensato che fosse una bella idea quella di cercare di sdoganare questa 
spezia così preziosa dal solito ruolo che assume nella preparazione del noto risotto.
Tuttavia è anche vero che ha un gusto talmente particolare e riconoscibile che è 
veramente difficile cercare di trovare delle combinazioni di sapori equilibrate.
Io ci ho provato con questi cioccolatini. 
Mordendoli sentirete per prima cosa il contrasto di consistenza fra l'esterno croccante 
allo zafferano e il ripieno morbido e leggermente sapido al mascarpone.
Per qualche istante vi sembrerà di non avvertire lo zafferano, ma poi...
eccolo, quel gusto che resta sul palato.
Ho scelto una forma molto semplice e rigorosa a "pacchetto"
e ho decorato con degli schizzi di colorante in gel rosso che ricorda il colore
intenso dello zafferano in polvere.





Per 16 cioccolatini
Fate fondere al microonde, a temperatura bassa e a brevi intervalli di tempo, 150 g di cioccolato bianco di buona qualità. Quando vedete che il cioccolato è morbido mescolate con un cucchiaio per terminare di sciogliere i grumi per evitare di rischiare di bruciarlo dato che è molto delicato e nel microonde può facilmente caramellare.
Quando avete un composto fluido aggiungete una bustina di zafferano e mescolate per distribuirlo omogeneamente. 
Il cioccolato sarà tutto picchiettato di minuscoli granellini rossi ricchi di sapore.




Pulite molto bene lo stampo per i cioccolatini prima di usarlo. Io trovo che quelli con la miglior resa siano quelli che vedete in foto, ma non saprei dirvi esattamente il nome del materiale (per intenderci sono quelli che sembrano fatti di una plastica trasparente molto pesante e resistente).
Colate un po' di cioccolato aromatizzato in ogni vano e ruotate lo stampo, battendolo leggermente se necessario, per fare in modo che il composto aderisca a tutta la superficie che poi sarà l'esterno del cioccolatino con uno strato sottile, ma non troppo (o saranno troppo fragili dopo).
Quando siete soddisfatti fate colare tutto il cioccolato in eccesso inclinando lo stampo su un foglio di carta da forno e spatolandone la superficie per rendere i contorni dei cioccolatini più precisi e recuperare tutto il cioccolato.




Mettete lo stampo in frigorifero per far indurire perfettamente il cioccolato.
Una volta ho letto che non si dovrebbero far raffreddare i "gusci" dei cioccolatini in frigorifero perchè l'umidità di quell'ambiente pregiudica la conservazione del prodotto finale, ma per prima cosa aspettare che si induriscano a temperatura ambiente per me, che sono impaziente cronica, è una vera tortura e poi i cioccolatini non durano mai abbastanza a lungo da doversi preoccupare della loro conservazione. 
Per il ripieno fate fondere 50 g di cioccolato bianco procedendo nello stesso modo spiegato sopra e unite 50 g di mascarpone mescolando con un certo vigore per eliminare tutti i grumi. Aggiungete un pizzico di sale fino al ripieno e assaggiatelo per stabilire il grado di sapidità che ritenete più appropriato.
Mettete anche il ripieno a riposare in frigorifero (dovrebbe bastare una decina di minuti) e riempite i gusci solo quando sono ben induriti e il ripieno è sodo e facilmente trasferibile in una tasca da pasticciere.
Fate attenzione che il ripieno sia sotto il livello dei bordi dei cioccolatini o al momento di chiuderli con lo strato finale di cioccolato avrete dei problemi.

Mettete lo stampo in frigorifero per altri 10 minuti, quindi coprite col cioccolato allo zafferano che avete recuperato nella fase iniziale e spatolate per ottenere una superficie più liscia possibile e bordi netti.

Se volete andare sul sicuro a questo punto vi conviene mettere lo stampo in freezer per 15 minuti. Il pregio di questo tipo di stampo è la facilità con cui alla fine si estraggono i cioccolatini. Mentre con uno stampo in silicone dovreste mettervi ad estrarre un cioccolatino per volta, con questi stampi basta capovolgerli e battere un lato con decisione sul piano di lavoro ed i cioccolatini (se sono pronti) cadono da soli senza doverli toccare più del necessario rischiando di danneggiarli per un eccesso di pressione o col calore delle mani.
Non solo! La superficie dei cioccolatini viene piuttosto lucida senza bisogno di temperaggio. Cosa volete di più?


Col cioccolato di copertura avanzato ho fatto un golosissimo spuntino di metà mattina! ;o)




Con questa ricetta partecipo al contest "Colors and Food, What else? Giallo Zafferano"

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