martedì 31 gennaio 2012

Che bella sorpresa!

Ringrazio due coccinelle in cucina per questo passaggio di testimone
e per aver considerato il mio blog interessante da segnalare per 
il premio "Versatile Blogger".
Non ho ben chiaro cosa devo fare, ma spero di non combinare pasticci ;op


Le regole per prendere parte a questa simpatica iniziativa sono le seguenti:
  • nominate e linkate 15 blog che vi sembrano interessanti da segnalare;
  • scrivete 7 fatti che vi riguardano;
  • avvisate i blog che avete menzionato per far continuare questo giro.
Io farò lo stesso adesso. Le 7 cose su di me:
  1. sto incrociando le dita per qualcosa di bello che potrebbe accadere a breve;
  2. adoro i cani;
  3. mi piace organizzare l'ora del tè con i miei amici maschi;
  4. odio bollire le patate (Dio solo sa perchè, ma è così)
  5. mi piace parlar chiaro;
  6. sono innamorata di Londra;
  7. mi piace andare al supermercato quando sono in viaggio.
I blog a cui mando l'award e che vi consiglio caldamente di visitare:
La verità è che ce ne sono molti altri e che 15 non bastano perchè faccio parte di questo mondo da soli tre mesi, ma sono stati sufficienti per capire che è un mondo pieno di persone creative e appassionate che tramite i loro blog e le loro foto raccontano un po' di sè  :o) 

Rösti di Patate

Molti di voi già la conosceranno, ma per quelli che invece non ne hanno mai 
sentito parlare questa è una di quelle ricette semplici e piuttosto veloci 
che possono salvarvi in qualunque momento visto che basta avere delle patate. 
L'unica cosa che serve è un pizzico di manualità.

Il rösti è una sorta di tortino (passatemi il termine) della cucina svizzera che 
si presenta a prima vista come una frittata di patate, ma che in realtà
non necessita assolutamente di uovo e che in definitiva può essere considerato light
nella sua versione base visto che serve solo un filo d'olio per ungere la padella.
Può essere arricchito con le erbe che preferite, la cipolla, la pancetta... 
come sapete non mi piace che si pongano limiti alla fantasia in cucina ;o).
Io vi presento la versione più semplice che potete preparare, con solo le patate
e le erbe aromatiche.

Se siete interessati ad una versione alternativa clickate qui.




Pelate le patate e, aiutandovi con una macchina tritatutto o con una mandolina, riducetele a julienne, quindi trasferite il tutto in una scodella senza sciacquare perchè l'amido aiuterà a legare il tortino.
Condite le patate crude con le erbe che preferite (io ho messo origano e rosmarino), sale e pepe macinato fresco mescolando con le mani.
Considerando che è la padella stessa a dare la forma al rösti, regolatevi ad occhio con le quantità e tenete presente che alla fine dovrà essere spesso circa 2 cm. Se volete farvi un'idea, io ho usato due patate grandi per ottenere un rösti poco più piccolo di un piatto piano.
Ungete una padella antiaderente con un filo d'olio (scegliete voi se d'oliva o di semi) e fatela scaldare a fuoco medio, quindi versate le patate condite tutte in una volta e col dorso di un cucchiaio di legno distribuitele in modo omogeneo premendo lungo i bordi e appiattendo il tutto (non mescolate). Abbassate il fuoco e coprite con un coperchio in modo che il vapore che si forma nella padella permetta al rösti di cuocere anche all'interno. 
Dopo circa 5 minuti dovrete voltarlo. Per prima cosa cominciate ad insinuare il cucchiaio di legno sotto il rösti lungo i bordi e vedrete che dopo poco, agitando la padella, si muoverà (se così non fosse insinuate il cucchiaio mano a mano più verso il centro, ma facendo attenzione a non romperlo). 
Fatelo scivolare sul coperchio in modo che il lato crudo continui a restare in superficie, quindi appoggiateci sopra la padella capovolta a mo' di coperchio e con un gesto deciso ruotate il tutto in modo che il lato crudo finisca sul fondo della padella per proseguire la cottura. Lasciate cuocere altri 5 minuti, tenendo sempre coperto, o cmq fino a che non siete soddisfatti della doratura.
Lasciate intiepidire prima di tagliare.



sabato 28 gennaio 2012

La Cucina in Valigia: Parigi

Ho deciso! D'ora in poi posterò delle foto che riassumano, per quanto possibile,
l'aspetto culinario dei miei viaggi e dato che sono una che costringe
il proprio fidanzato a portarsi un'enorme valigia mezza vuota
da riempire durante il viaggio con le più disparate leccornie tipiche e non,
non è cosa da poco. 
Inoltre essendo una scrupolosa pianificatrice di pasti vacanzieri
(prima di partire faccio accurate indagini e segno sulla cartina ristoranti, pub, 
caffè, baracchini, pure l'ultimo degli ambulanti da non perdere) ho pensato che
a qualcuno potrebbero servire informazioni prima di partire come è capitato a me.
Era da un po' che ci pensavo, ma devo ammettere che l'idea di selezionare le foto 
e trovare il modo di combinarle mi metteva pensiero, e in effetti 
ci è voluto del tempo e molta pazienza visto che sono un po' pasticciona.
Alla fine ce l'ho fatta - almeno con Parigi - e di tanto in tanto aggiornerò ;o)




Cominciamo dalle cose serie: la colazione. E' forse il pasto che preferisco quando sono in viaggio perchè già solo l'idea mi fa alzare di buonumore (lo so, ho seri problemi). A quanto pare i parigini non si concedono una colazione a base di croissant e pain au chocolat tutte le mattine come vuole l'immaginario, ma solo nel fine settimana. Per chi è in vacanza però il discorso è diverso... dobbiamo farci del male e noi ce l'abbiamo messa tutta!
Non potete visitare Parigi senza fare una sontuosa colazione da "Angelina" in Rue de Rivoli. All'ingresso troverete un banco pasticceria da sogno e una signorina molto chic che vi farà accomodare al tavolo. Potrete optare fra una classica colazione a base di dolci da forno mignon serviti su un'elegante alzatina, marmellate prodotte appositamente per Angelina o, come ha fatto il mio fidanzato, per un peccaminoso montblanc monoporzione richiestissimo, con all'interno panna montata e meringa. 




Percorrendo Rue de Rivoli in direzione del Louvre incontrerete, oltre ai numerosissimi negozi di souvenir e prodotti del luogo adatti per un regalo, ogni tipo di cibo da strada tipico, dalle mini quiche lorraine ai croque monsieur, a prezzi accessibilissimi (cosa rarissima a Parigi, fatevene una ragione). A proposito di prezzi accessibili, al Carrousel du Louvre trovetete una sala che vi offrirà la possibilità di assaggiare cibi tipici di tutto il mondo - se avrete la pazienza di fare molta fila - con una zona comune in cui sedersi. Io, senza pudore, ho cominciato col sushi e ho finito con dei micidiali bocconcini di baklava! Inoltre finito di pranzare avrete il vantaggio di trovarvi nella zona "sotterranea" del museo, con la possibilità di fare il biglietto ed entrare senza fare la fila interminabile per accedere dalla famosa piramide.




Questo non ve lo dovete perdere! Su Rue de Rivoli, nelle immediate vicinanze di Place de la Concorde, troverete "L'Imperial" che, al contrario di quanto lascerebbe intendere il nome, propone un ottimo rapporto qualità-prezzo. Il locale è piccolo e intimo, e il personale gentilissimo. Un piatto che non potete non assaggiare è questa sorta di brasato: carne che si scioglie in bocca, un sugo delizioso e un purè fatto apposta per intingerlo nella salsa. Come degna conclusione vi suggerisco una creme brulee strepitosa.




Che siate in coppia o in compagnia dei vostri amici, vi consiglio di prenotare una cena al ristorante "58" al primo piano della Tour Eiffel. Ovviamente dovete prenotare con anticipo, scegliendo fra i menù; presentando la ricevuta della prenotazione eviterete anche la fila. Se avete la fortuna di capitare vicino alla finestra godrete un panorama mozzafiato (io ci sono stata per cena e si poteva ammirare la città piena di luci, ma mi sono resa conto di non avere scatti decenti nè dell'interno, nè del panorama, quindi la foto della tavolata l'ho presa da internet per darvi comunque un'idea).
Se l'idea di un menù a partire da 200 euro a persona non vi spaventa potete prenotare al "Jule Verne" al secondo piano, a 125 metri d'altezza. Visita il sito. 




Una tappa che non si può evitare è una visita a Montmartre e dato che se scegliete di arrivarci a piedi, come abbiamo fatto noi, vi aspetta una bella salita che vi illuderà di essere arrivati ad ogni curva, è meglio fare il pieno d'energia a valle ;o).
Troverete molti ristorantini in cui gustare portate che vanno dall'anatra al più semplice tagliere di salumi e formaggi tipici da spiluccare mentre chiacchierate e... tenetevi forte... il caffè del film "Il favoloso mondo di Amelie", "Les Deux Moulins".
Molto probabilmente soggiornerete in albergo, non in un appartamento, e quindi non avrete la possibilità di cucinare, ma proprio nelle vicinanze del caffè di Amelie c'è una pescheria che definire attrezzata sarebbe riduttivo (vende persino i blinis pronti per il salmone) e che vale comunque la pena vedere.
Ora siete pronti per la scalata e ricordate che quando sarete arrivati nelle vicinanze della piazza dei pittori troverete un negozio di biscotti dove acquistare delle mug decorate con stampe tipiche (fra cui il gatto nero, simbolo non ufficiale di Montmartre) piene di fragranti biscottini assortiti e speziati.




Un'ultima cosa. Per noi appassionati di cibo non può mancare una visita 
all'antica libreria in Rue de Rivoli, proprio nei pressi de L'Imperial e di Angelina.
Troverete una vastissima scelta di libri di cucina che vanno da quelli 
degli chef di fama mondiale a quelli in cui scoprire una cucina francese 
tradizionale e casalinga, lontana da quella dei ristoranti stellati. 
Io ho comprato un libro sui macaron ;o)




Spero di essere stata utile a chi ancora deve visitare Parigi e di aver fatto affiorare qualche piacevole ricordo in chi già lo ha fatto.

venerdì 27 gennaio 2012

Cosce di Coniglio in Agrodolce con Cipolle

Questa ricetta è ottima per vari motivi.
Prima di tutto il risultato finale è veramente gustoso, con una carne 
ambrata all'esterno, quasi glassata grazie allo zucchero aggiunto in cottura
 e, all'interno, tenera e delicata, che si stacca dall'osso.
Come se queste non fossero già motivazioni più che valide, questo piatto ha il  pregio
di essere anche leggero (una carne bianca povera di grassi e digeribile) 
e semplice da preparare anche per i meno esperti.
Io a volte preparo del riso basmati bianco da abbinare servendolo a parte
in modo che ciascuno possa servirsene a piacere e scegliere se mischiarlo
subito al condimento del coniglio o poco a poco durante il pasto.
Dimenticavo, se non preparate il riso, la "scarpetta" è d'obbligo!




In un tegame basso e largo fate scaldare poco olio d'oliva, aggiungete 1 rametto di rosmarino e mettete 4 cosce di coniglio a rosolare. Fatele tostare bene su tutta la superficie e tenete presente che meglio eseguite questa manovra più gustoso sarà alla fine l'intingolo, quindi niente fretta ;o)
Nel frattempo prendete 4 cipolle medie, tagliatele a metà, poi a spicchi grossolani e quando le cosce sono dorate mettetele in padella a rosolare, aggiungendo un buon filo d'olio d'oliva, una manciata di uvetta, una manciata di pinoli. Mettete sale  e pepe solo quando le cipolle sono appassite. 
A questo punto alzate un po' la fiamma e versate 100 ml di aceto bianco e quando smette di sfrigolare aggiungete 2-3 bicchieri d'acqua, 2 foglioline di alloro, 1 cucchiaio di zucchero, coprite e lasciate cuocere per un'ora scarsa controllando di tanto in tanto che l'acqua non si sia asciugata troppo. Non aggiungete dall'inizio tanta acqua per non avere il pensiero di controllare, o il coniglio cuocerà in brodo e il risultato finale non sarà saporito allo stesso modo ;o).
Quando è  quasi passato questo tempo assaggiatelo e decidete se dolce e agro devono essere calibrati meglio aggiungendo ancora zucchero o aceto (non ci sono dosi migliori di quelle dettate dal gusto personale e dal palato).
Alla fine la carne si sarà ritirata dall'osso, ma provate ad infilare una forchetta: deve entrare e uscire senza alcuno sforzo.
Valutate se il sughetto deve essere ancora tirato tenendo presente che deve essere fluido, ma non liquido e che deve glassare la carne.
Servite caldissimo.

mercoledì 25 gennaio 2012

Red Velvet Cake al Cacao (per la cena di San Valentino?)

Questo è veramente il post degli innamorati perchè se oggi posso condividere con voi 
questa ricetta è solo per merito del mio indomito fidanzato, che sfidando 
i problemi di distribuzione della merce a livello nazionale e le leggi di mercato, 
è riuscito a trovare le rose rosse senza le quali questa torta non sarebbe la stessa.
Quale dolce migliore di questo per celebrare l'unione con un uomo così paziente?
Questa è la variante al cacao, quindi non di un rosso acceso (che devo dire
mi inquieta un po'), ma di un marrone intenso con sfumature rosse 
che contrasta magnificamente col candore della cremosa glassa 
al formaggio che è la più classica copertura adoperata per la Red Velvet.
La ricetta originale prevede l'uso del latticello (che da noi non è facilissimo trovare,
ma che può essere sostituito o con una miscela composta da parti uguali di latte 
e yogurt intero o latte con l'aggiunta di un cucchiaio di aceto bianco o succo di limone)
che sembra sia il vero responsabile della colorazione rossastra per via di 
una reazione chimica col cacao.
La glassa poi, è deliziosamente dolce e corposa, vagamente acidula,
e si prepara in due minuti. Cosa chiedere di meglio? 




Foderate sia il fondo che i bordi di uno stampo a cerniera (da 18 cm) con carta da forno imburrata. Otterrete una torta dalla superficie perfettamente liscia e sarà più facile glassarla.
Accendere il forno e impostatelo sui 180°.
In una scodella pesate 180 g di farina 00, 1 cucchiaio di cacao amaro, 1 pizzico di sale. Mettete da parte.
In una seconda scodella unite con le fruste elettriche 150 g di olio di semi, 180 g di zucchero, 1 uovo grande intero e un cucchiaio di estratto di vaniglia. Aggiungete 80 g di yogurt bianco e 25 ml di latte intero e quando il composto è omogeneo aggiungete gli ingredienti secchi e montate con le fruste per qualche minuto.
Per quanto riguarda il colorante rosso non vi do delle dosi perchè molto può variare a seconda del tipo di colorante, quindi valutate voi quando siete soddisfatti della gradazione di colore ottenuta. 
In una tazzina mescolate 1 cucchiaio di aceto bianco con un cucchiaino di bicarbonato, aggiungete questa mestura all'impasto e montate ancora un minuto.
Versate nello stampo foderato, infornate e cuocete per circa 50 minuti (ma verificate sempre con la prova dello stuzzicadenti). 
Sfornate e fate raffreddare del tutto, quindi eliminate la carta da forno. Capovolgete la torta (il fondo deve diventare la superficie) e dividetela in due strati.

Per la glassa niente di più semplice: montate con le fruste per due minuti 250 g di philadelphia, 125 g di zucchero a velo non vanigliato e 2 cucchiaini di estratto di vaniglia




Posizionate il primo disco sul piatto da portata e farcite con uno strato di crema, quindi posizionate il secondo disco avendo cura che i bordi coincidano per avere meno problemi al momento di glassare.
Riguardo la glassatura io procedo così: con un coltello a lama liscia prelevo un po' di glassa e la spalmo senza troppa cura lungo tutto il bordo; metto diverse cucchiaiate di glassa al centro della torta e la spatolo verso i bordi facendola eccedere lungo i margini; comincio a spatolare i bordi col coltello ruotando contemporaneamente il piatto e solo quando sono del tutto soddisfatta dei bordi spatolo la superficie dall'esterno verso l'interno della circonferenza.
Per decorare con le rose come in foto ricordare di foderare ogni gambo tagliato con un pezzetto di carta alluminio per evitare che la glassa assuma odori e sapori "erbosi". 
I puntini rossi sono realizzati con la stessa glassa avanzata.




Con questa ricetta partecipo al contest cibo & baci
ideato da About Food e Smartbox

martedì 24 gennaio 2012

Pound Cake Glassato al Limone (Senza Lievito)

Ho appena scoperto il blog di Erica e leggo che a causa di un'intolleranza 
deve evitare tutti i cibi che contengono qualunque tipo di lievito e, cito testualmente, 
"arrivederci pizza, pane, torte super soffici!"... E chi lo dice? 
Mi sono messa al lavoro e ho pensato di preparare il più semplice dei dolci: 
un pound cake.
E' una torta che si realizza unendo 1 pound di ciascuno di questi 4 ingredienti:
farina, uova, burro, zucchero (pare che in Francia la chiamino quattro quarti).
Che si tratti di pound o altre unità di misura il succo non cambia dato che ciò
che conta è solo mantenere lo stesso peso per tutti gli ingredienti.
Visto che non si può usare il lievito ho aggiunto un cucchiaino di bicarbonato
e gli albumi montati a neve (se non si può contare sulla lievitazione chimica può sempre
venirci in soccorso quella meccanica).




Un'ultima cosa: alla ricetta ho aggiunto anche dello yogurt bianco che, 
mi sono informata su internet, pur essendo fermentato 
non contiene lieviti. Potete provare ad usare yogurt alla frutta
del gusto preferito, non credo che il risultato cambi.

Foderate uno stampo da plum cake con carta da forno e ungetela leggermente.
Accendete il forno e impostatelo sui 200°.
Pesate per prime 2 uova piccole intere. Il peso che otterrete sarà il peso di tutti gli altri ingredienti (io ieri, ad esempio, sono stata fortunata perchè le mie due uova pesavano insieme 100 g tondi, quindi ho unito 100 g di tutti gli ingredienti). 
Mettete i due tuorli in una ciotola dove impasterete il dolce.
Montate a neve fermissima gli albumi e teneteli da parte in frigorifero.
Versate nella ciotola con i tuorli la dose di olio di semi (evitare il burro non è male, no?), di farina 00, di zucchero.
Fatto ciò io ho aggiunto anche lo stesso peso di yogurt bianco zuccherato, 1 cucchiaino di bicarbonato, 1 pizzico di sale, la buccia grattugiata di un grosso limone (se volete un gusto di limone più presente potete aggiungere mezza fialetta di aroma). 
Montate tutto con le fruste, quindi unite gli albumi montati a neve mescolando dal basso verso l'alto. Questo è l'unico momento che richiede attenzione perchè è fondamentale unire gli albumi smontandoli il meno che si può e incorporando più aria possibile per far crescere il cake e renderlo veramente soffice.
Versate l'impasto nello stampo che avete foderato e infornatelo subito. Il forno ben caldo darà la spinta necessaria a far lavorare l'aria che avete incorporato e vedrete gonfiarsi il dolce nel giro di poco. Se vedete che si colora troppo potete abbassare la temperatura in un secondo momento, ma io non ho avuto questo problema.
Il pound cake è pronto in circa 40 minuti, ma fate comunque la solita prova dello stecchino.
Il dolce uscirà dal forno molto gonfio (come un classico plum cake della nonna), ma si sgonfierà un po' dato che non è stabile come un lievitato (avete presente i soufflè?). Non preoccupatevi, l'interno non ne risente affatto e, come vedete dalle foto, l'estetica è comunque gradevole.
Per la glassatura mettete in una tazza da cappuccino 3 cucchiai abbondanti di zucchero a velo e un cucchiaino di succo di limone, quindi aggiungete acqua calda (la quantità di una tazzina da caffè) e mescolate con un cucchiaio per eliminare eventuali grumi.
Otterrete una glassa fluida che potrete stendere facilmente sulla superficie del dolce e che si asciugherà in pochissimo tempo creando una sottilissima crosticina dolce con una punta di acido del limone.






Ricetta vincitrice

lunedì 23 gennaio 2012

Crostatine con Marmellata di Mirtilli... una Dolce Colazione per San Valentino

San Valentino quest'anno non coinciderà con un fine settimana,
ma se ci organizziamo bene possiamo comunque preparare una colazione 
da consumare a letto con la persona amata per cominciare la giornata con uno
stato d'animo diverso rispetto a quello della solita frenetica colazione 
trangugiata mentre si esce dalla porta di casa.
Per rendere il tutto ancora più speciale ho aggiunto al latte 
dei cappuccini un cucchiaino di estratto di vaniglia che dona un profumo
in grado di addolcire anche il più difficile dei risvegli.
Trovate altri tipi di cappuccino decorato nel post "Fior di Cappuccino".




Per 6-8 crostatine
Potete preparare le crostatine la sera prima con l'unica accortezza di tenerle chiuse in un contenitore ermetico, dopo averle fatte raffreddare del tutto, per preservarne la fragranza.
Accendete il forno a 180°.
Formare l'impasto è semplicissimo: Mettete in una ciotola 1 uovo piccolo, 150 g di farina 00, 20 g di fecola, 50 g di burro molto morbido (ma non fuso), 40 g di zucchero, mezzo cucchiaino di lievito per dolci, 1 pizzico di sale.
Mescolate energicamente il tutto con un cucchiaio, quindi lavorate l'impasto su un piano  fino a che non diventa omogeneo. Appiattitelo leggermente, avvolgetelo nella pellicola e lasciatelo riposare 10-15 minuti in frigo.
Dividete in due parti l'impasto, stendetelo sottilmente (le crostatine dovranno risultare leggere) e con uno stampo per biscotti ricavate dei dischetti della misura adatta alla vostra teglia (di quelle preformate, apposite per l'uso).
Preparate  altrettanti dischi e forate la parte centrale con uno stampo a cuore.
Mettete un cucchiaino di marmellata di mirtilli su ciascuna base, distribuitela in modo omogeneo tenendovi lontani dai bordi e coprite col disco di pasta forato premendo delicatamente per fare aderire i bordi.
Infornate per circa 15 minuti, quindi sfornate, fate intiepidire e cospargete con zucchero a velo (se lo fate sulle crostatine completamente fredde la marmellata non riuscirà ad assorbire lo zucchero a velo e il disegno a cuore non sarà più evidente). 




Per il decoro del cappuccino niente di più semplice. Versate un espresso nella tazza che userete per servire.
Dopo aver fatto diventare spumoso il latte con la lancia della macchina per il caffè, versate la schiuma di latte al centro della tazza (in questo modo la superficie del cappuccino sarà tutta bianca ad eccezione del bordo color caffè).
Col manico di un cucchiaino tracciate delle linee che vadano dal bordo al centro, quindi  estraetelo e asciugatelo con un tovagliolino.



giovedì 19 gennaio 2012

Cupcakes Romantiche alla Mandorla

Ieri ho postato le indicazioni per decorare le cupcakes 
dando alla glassa l'aspetto di una rosa ("idee decoro: rose di cupcakes").
Oggi, alle cupcakes di ieri aggiungo queste che sono perfette 
per chi vuole dilettarsi con la pasta di zucchero in occasione di San Valentino.
Se volete potete prepararle usando del colorante rosso (che io
non sono riuscita a trovare) che dia al tutto una nota più "passionale".




Per 15 cupcakes
Il modo migliore di procedere è di cominciare con le rose in modo che possano asciugarsi ed essere maneggiate facilmente al momento di decorare le cupcakes. Per le rose consultate il post "come fare le rose in pasta di zucchero".

Pesate 150 g di farina 00 e mettetela da parte.
Montate con le fruste elettriche 100 g di burro a temperatura ambiente e 100 g di zucchero finchè non ottenete una crema, quindi aggiungete, una per volta, 2 uova (prima di ogni uovo aggiungete un cucchiaio della farina pesata) e la farina. Aggiungete 1 fialetta di aroma di mandorle e 2 cucchiaini di lievito per dolci.
Mettete via le fruste e usate un cucchiaio di legno per unire il latte (intero). Per quanto riguarda la quantità, dovete regolarvi un po' a occhio. L'impasto deve mantenere una certa corposità, non deve diventare fluido come un classico impasto per torta margherita. Io considero circa 100 ml di latte.
Inserite i pirottini nell'apposita teglia e distribuite l'impasto riempiendoli per 2/3.
Infornate a 180° per circa 15 minuti. Sfornate e fate raffreddare su una graticella.

Per la glassa dovete montare con le fruste elettriche 150 g di burro morbido con 250 g di zucchero a velo non vanigliato. Quando gli ingredienti si sono amalgamati aggiungete 2 cucchiai di acqua calda e montate per unirla al resto.
Trasferite la glassa in una tasca da pasticciere con bocchetta tonda media e decorate le cupcakes col classico movimento a spirale dall'esterno verso l'interno lasciando un piccolo foro centrale in cui inserirete le rose.






mercoledì 18 gennaio 2012

Idee Decoro: rose di cupcakes

San Valentino si avvicina, quindi è bene non farsi trovare impreparati.
Per chi non fosse troppo pratico con i lavori in pasta di zucchero, ma 
volesse comunque realizzare un dolcetto esteticamente gradevole e romantico,
questa è una buona idea.




Preparate le cupcakes e la glassa come d'abitudine (se volete, consultate il post "Cupcakes: ricetta base"). Colorate la glassa con poche gocce di colorante alimentare alla volta, per essere sicuri di ottenere la gradazione desiderata.
Per ottenere questo decoro che evoca le rose scegliete una bocchetta a stella piuttosto grande. 
Le classiche cupcakes solitamente si decorano con un riccio di glassa partendo dall'esterno  della tortina verso l'interno con un movimento a spirale e verso l'alto (per ottenere la punta finale in cima).
In questo caso procedete al contrario: cominciate dal centro della tortina e, senza mai staccare la bocchetta e con un flusso continuo, spostatevi con un movimento a spirale verso l'esterno.
Questo movimento deve essere compiuto rimanendo sempre a contatto con la superficie della tortina.

martedì 17 gennaio 2012

Come preparare uova in camicia infallibili

L'uovo in camicia è una di quelle cose che ho sempre trovato 
affascinanti nella loro semplicità estetica, peccato che prepararlo nel modo
convenzionale che tutti conosciamo (ovvero formare un vortice nell'acqua calda
al centro del quale far scivolare l'uovo) fosse per me un vero incubo.
Questa dritta l'ho trovata nel ricettario del "Sacher".
In realtà avevo letto questa ricetta molto tempo fa, ma solo oggi
mi sono decisa a provare e...
HALLELUJA!!!
La soddisfazione di incidere quella bianca, soffice nuvola di albume
e vederne uscire il colore acceso e lucido del tuorlo è stata totale.




Mettete l'acqua a scaldare sul fuoco.
Rivestite l'interno di una tazza da cappuccino con la pellicola da cucina (non c'è bisogno di avere particolare cura nel far aderire la pellicola alle pareti) e ungetela bene con dell'olio di semi. Versate un uovo crudo nella tazza foderata, tirate su i bordi di pellicola in eccedenza e formate una specie di sacchetto unendo questi lembi e attorcigliandoli su se stessi.




Quando l'acqua sobbolle, adagiatevi il sacchetto (l'acqua non deve essere troppo profonda, il "ciuffo" del sacchetto deve uscire fuori) e lasciatelo cuocere per 6 minuti, quindi tiratelo fuori, immergetelo in acqua fredda e rimuovete la pellicola (verrà via facilmente).
Se siete impavidi preparate più uova per volta in un tegame largo, ma se volete tenervi sul sicuro preparatene uno o due per volta e tenetele da parte fino al momento di servirle.
Salate, pepate e abbinate a quello che preferite.

domenica 15 gennaio 2012

Focaccine alla Piastra

Ieri, non chiedetemi perchè, ho deciso di preparare dell'impasto per focaccia e 
provare a cuocerlo sulla piastra invece di accendere il forno.
L'idea si è rivelata ottima ed è l'ideale per i mesi caldi in cui non si ha
certo voglia di trascorrere troppo tempo accanto a un forno incandescente.
L'impasto contiene anche uno spicchio d'aglio grattugiato, ma scegliete voi se levarlo.
in ogni caso non lascia un sapore penetrante ma un piacevole profumo di fondo
che si spande nell'aria mentre cuocete le focaccine.




Pesate in una ciotola capiente 400 g di farina 00, create un foro al centro della farina e versatevi 7 g di lievito di birra secco, 1 cucchiaio di zucchero, 15 g d'olio d'oliva e 1 spicchio d'aglio grattugiato. Versate poco a poco circa 250 ml di acqua tiepida mescolando con una forchetta e portando un po' della farina esterna verso la pasta che viene a formarsi al centro.
Valutate se aggiungere tutta l'acqua, quindi versate l'impasto sul piano, aggiungete 7 g di sale fino e lavoratelo vigorosamente per alcuni minuti per ottenere un panetto elastico e liscio che ungerete, inciderete e metterete a lievitare in una ciotola coperta con la pellicola.
Quando il panetto risulterà gonfio e raddoppiato di volume rimettetelo sul piano, lavoratelo nuovamente per qualche minuto. Fatelo riposare pochi minuti e tagliatelo in porzioni (io ne ho fatte 8) che poi saranno le focaccine.




Formate delle "palline" con ciascuna porzione, infarinatele leggermente e stendetele non troppo sottilmente. 
Quando avete finito, mettete a scaldare a fuoco medio una piastra liscia spessa e antiaderente ed ungetela generosamente con olio d'oliva. Tenete a portata di mano origano, rosmarino e sale grosso (io l'ho pestato un po' al mortaio).
Mettete le focaccine a cuocere sulla piastra e quando sono dorate da un lato versate un filo d'olio sulla superficie ancora cruda e voltatele.
Insaporitele con le erbe e il sale mano a mano che le togliete dalla piastra, quando sono ancora ben calde.








NOTA: Queste focaccine non sono altissime, ma lo sono abbastanza da essere tagliate trasversalmente con un po' di cura e farcite col più buono dei salumi freschi che riuscite a trovare... vedrete ;o)

sabato 14 gennaio 2012

10.000!!!

Sono le ore 1.09 e qualche folle visitatore notturno ha fatto
scattare il contatore di visite sul magico numero 10.000.
Grazie a lui/lei prima di tutto e a tutti quelli che in questi tre mesi 
hanno fatto un giro nella mia cucina virtuale indugiando sulle foto
e immaginando sapori, consistenze e profumi.




venerdì 13 gennaio 2012

Cupcakes al Cioccolato Dolce

Ieri io e il mio fidanzato siamo andati a vedere "La Sirenetta"
con la sua sorellina, la piccola Lia, e dato che il film ha suscitato forti emozioni
fra squali famelici, murene spione, streghe cattivissime e cuori
momentaneamente infranti, ci è voluta una buona dose 
di cioccolato per riprendersi.
La piccola Lia ha mostrato di gradire molto queste cupcakes
(i residui di glassa al cioccolato anche sulla fronte non lasciano dubbi :o)




Per 25-30 mini cupcakes
Lavorate a crema 60 g di burro morbido con 100 g di zucchero, quindi aggiungete 1 uovo grande intero, 80 g di farina 00, 2 cucchiaini di lievito per dolci, 20 g di cacao amaro, 70 ml di latte intero, 1 cucchiaio di estratto di vaniglia, 1 pizzico di sale.
Distribuite l'impasto nei pirottini aiutandovi con un cucchiaino e riempiendoli appena poco più di metà. Infornate a 180° e non distraetevi perché nel giro di 10-15 minuti le tortine saranno pronte.
Sfornatele e lasciatele raffreddare su una graticella.
Per la glassa riducete in pezzetti 100 g di cioccolato fondente, 50 g di cioccolato bianco e 50 g di cioccolato al latte e fateli fondere. Mescolate vigorosamente per amalgamare i tre tipi di cioccolato quindi aggiungete 150 ml di panna da cucina e continuate a lavorare la glassa per qualche minuto per renderla liscia e lucida.




Se la glassa vi sembra troppo fluida per poter essere modellata con la tasca da pasticciere,  aspettate pochi minuti, non ci metterà molto a prendere corpo (io ho aggiunto al cioccolato fuso la panna da cucina fredda di frigo, quindi mi sono portata avanti coi tempi ;o). In ogni caso fate la prova con un cucchiaio per rendervi conto della consistenza: se mescolando la glassa i segni che tracciate restano ben evidenti e non si "siedono" dovreste essere pronti per procedere.
Trasferite la glassa in una tasca da pasticciere con bocchetta a stella stretta (se fate cupcakes più grandi chiaramente userete una bocchetta a stella più grande) e decorate le tortine con un generoso riccio di cioccolato con un movimento a spirale dall'esterno verso l'interno. 
Fate riposare le cupcakes prima di servirle e non conservatele in frigorifero o la glassa diventerà troppo dura e chi vuole privarsi del piacere di addentare una piccola cupcake morbida e cremosa?




giovedì 12 gennaio 2012

Crema Fritta all'Arancia con Panatura di Pandoro

L'altro giorno nel post "Tortine di Pandoro" vi ho invitati a conservare 
gli scarti di pandoro. Io li ho usati così :o)
Non so bene da quale zona d'Italia venga questa ricetta, ma so che
alcuni la chiamano anche latte fritto. Ad ogni modo la trovo deliziosa
e senza dubbio stupisce molti trovarsi davanti qualcosa che sembra una crocchetta
e che invece, una volta addentata, libera un cuore dolce, cremoso e profumato.




Oleate una teglia rettangolare (con una teglia 22x17 ho ottenuto uno spessore perfetto) di ceramica con un velo di olio di semi aiutandovi con un tovagliolino.
In un tegame dal fondo spesso amalgamate, eliminando tutti i grumi, 1 uovo grande intero, 4 cucchiai di amido, 100 g di zucchero, 500 ml di latte intero, 1 cucchiaio di estratto di vaniglia, la scorza grattugiata di una grossa arancia
Mettete a cuocere su fuoco dolce mescolando con una paletta di legno per arrivare meglio fino ai bordi del fondo ed evitare che la crema più a diretto contatto col calore si bruci.
Dovete cuocere la crema fino a che non diventa molto corposa, quindi versatela nella teglia oleata e lasciatela raffreddare a lungo (deve diventare un'unica "mattonella" solida).




Vi assicuro che quando la crema sarà raffreddata a dovere riuscirete a sformarla in un secondo e a maneggiarla senza alcun problema. 
Tagliatela in piccole porzioni (io ho scelto dei quadratini, ma potete farla a rombi o a dischetti con uno stampo, ma in quel caso si pone ancora una volta il problema degli scarti :o).
Passate al mixer i pezzetti di pandoro fino a che non otterrete una panatura sottile che trasferirete in una ciotolina.
Infarinate i bocconcini di crema con farina 00, passateli nell'uovo sbattuto e infine nel pandoro avendo cura di coprire bene tutta la superficie con uno strato omogeneo che garantirà una crosticina croccante e golosa.
Mettete a scaldare abbondante olio di semi e friggete la crema panata a temperatura sostenuta, ma non troppo perchè il pandoro, a differenza del pane previsto nella versione classica, contiene zucchero, quindi si dora più velocemente.
Scolate su abbondante carta assorbente, fate intiepidire e servite (se volete con zucchero a velo).

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